Un incontro bellissimo

Qualche giorno fa ho fatto un giro per la città a distribuire i volantini del festareading, che come sapete è anche la prima iniziativa dell’Associazione Le Belle Bandiere: ho battuto soprattutto le librerie, e fra queste come prima volta ho preferito quelle piccole, a misura d’uomo, dove la gente si ferma anche volentieri a scambiare un saluto e qualche opinione col libraio, di solito gentile e competente. Ero appunto intenta ad attaccare un volantino sulla vetrina, trafficavo a staccare lo scotch coi denti, quando ho percepito una presenza al mio fianco.

Finisco di litigare col pezzettino di adesivo, spiano con la mano il foglio recante il comunicato – tutto ok, è bello liscio – e mi giro a vedere chi c’è. Confesso di essere un po’ turbata per l’onda indefinibile che ho sentito, come di un’enorme affettività. E in effetti vedo lì in piedi che mi guarda un uomo, e mi pare di conoscerlo da sempre e nello stesso tempo ho come un’impressione di irrealtà. “Calma!”, mi dico. L’uomo probabilmente è più giovane di me, eppure sembra tanto più serio, chissà da dove viene. Mi guarda negli occhi e mi sorride in silenzio con una dolcezza indicibile. Ha qualcosa di antico e familiare nel viso e nel portamento. Non so assolutamente come reagire. Accenno un sorriso anch’io. E allora lui comincia a dirmi qualcosa: “Ciao… Avete scelto un bel nome per la vostra associazione”. Ringrazio, rinfrancata dal fatto che parli italiano, che sia in qualche modo reale. Chissà di che cosa avevo paura! Non siamo mica in un fumetto. Ma che il gentile sconosciuto sia una persona speciale ormai non ho alcun dubbio. Il suo viso asciutto è come scavato nella pietra, la voce è tanto tenue e delicata; praticamente non ha detto nulla eppure soltanto aprendo bocca ha calato un asso di cuori di profondità su tutta la scena. Indossa con disinvoltura un abito di buon taglio che mi pare fuori moda, anche se non capisco niente di moda, porta dei grossi occhialoni anni Sessanta e sorride, mi guarda, vuole parlare ancora. Infatti sospira e continua: “Sventolavano povere e appassionate, rosse come frutta, in una stagione intessuta di speranze e di giovinezza che non ha avuto uguali… un colore che era venato da una brunitura, come se fosse stato immerso nell’aria calda di un temporale, di ciliegie che sembravano quasi prugne. Il fuoco sanguigno della mia giovinezza, ardente rosso affastellato e tremante per quel po’ di sole che lo colpiva, nella tenerezza eroica di un’immortale stagione!”.

A me cedono le ginocchia. Ho capito! Mi appoggio allo stipite della porta per non cadere. Gli occhi dello sconosciuto sono radiosi, e io prendo la sua luce come una benedizione, e per questo mi sento la persona più fortunata del mondo.

“Non sono finite… No, non sono finite le mie bandiere”. Un altro sorriso ineffabile. E poi non lo vedo più, se non nell’azzurro dell’aria settembrina che ha tanta bellezza anche qui a Milano.

No, no, carissimo PierPaolo, finché esisterà la poesia le tue bandiere non finiranno mai. Stai tranquillo, fratello amato. Grazie!

21 pensieri su “Un incontro bellissimo

  1. Molto bello Anna.
    MI butto…ho visto Pasolini nel tuo racconto. Vero?
    Indimenticabile, adesso ci è ancora più vicino.

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  2. Grazie a tutti.
    @Paola: certo che si tratta di PPP. “Le belle bandiere” è il titolo di un suo meraviglioso componimento, contenuto nella raccolta “Poesia in forma di rosa”.
    @Mariapia: non so niente di Pierre Loyous, illuminami!

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  3. non riesco a vedere tutto questo entusiasmo. qui si narra l’epifania del nulla*. cmq, anche se non voluta, è un tematica* interessante, pertanto: complimenti indiretti.

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  4. L’epifania del nulla…Sì è l’addio a qualcosa che finisce…finisce davvero tutto se c’è amore?

    …ardente rosso affastellato e tremante,
    nella tenerezza eroica d’un immortale stagione!

    Solo una citazione, che rimanda al resto, molto grande.

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  5. Pensai a quell’oscuro oggetto del desiderio( da cui Bunuel trasse il bellissimo film):”La donna e il burattino”di Pierre Lopyous , scrittore appartato e raffinato..come Kleist.
    Non ricordo tuto bene,ma poi mi fa pensare ad un altro grande: “Appuntamento ad ora insolita” , di Vittorio Sereni, che parla al suo alter ego dalla spalletta del ponte, e chi finirà per primo giù non è dato intuire..;ma tu sei senza affanno, la fraternizzi e riconosci subito,la tua ombra sorella..

    Brava Annina,

    Maria Pia

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  6. manifestazione del nulla. non penso che tu volessi esprimere questo: quindi non voluta. gli asterischi sono un semplice rimando alla temtica: una nota di richiamo nel testo.

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  7. Ang, tu mi provochi e io rispondo: ma perché, lo spirito di Pasolini è forse il nulla?
    Maria Pia: il libro non l’ho letto e non lo sapevo, ma il film l’ho visto tot volte. Le due attrici un po’ diverse ma non tanto che si alternano ad interpretare lo stesso personaggio restano per me un fine enigma evocativo che mi piace lasciare tale.

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  8. @lb
    per favore, non equivochiamo mi rif. solo al racconto. la prossima volta se leggerò qlcsa che non mi piace terrò la bocca serrata, onde evitare d’incappare in risentimenti comprensibili.
    un saluto,
    ang

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  9. @lb
    e non solo non ti dovrei convincere: posso comprendere umanamente i risentimenti, ma non condividerli: ma cos’è uno scrittore se è non in grado di accettare una nota negativa?
    mi chiedevi di cosa brillo? con te sono stata, sinceramente, comprensiva perché ho notato che non sei grado di reggere i confronti. non amo perdermi in inutili dilungamenti, e con te lo sono stati, senza che ne sia valsa la pena.
    grazie dell’indiretto insegnamento.

    sadly,
    ang

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