PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 81

Assistito dal critico d’ordinanza, in una bella sala ahilui troppo vasta, uno dei nostri poeti assettatuzzi legge i suoi preziosi parti davanti a venticinque lettori… no, magari: davanti ai soliti quattro gatti.
Che questa volta sono cinque: in ultima fila, fra una selva di sedie vuote, siede un giovanissimo e arruffatissimo gatto nero che, senza perdersi una parola dell’assettatuzzo e del critico, sembra prendere appunti su una sua cartuccella o pizzino.

“Chi mai l’avrà fatto entrare? Oltretutto, porta male!” pensa fra sé contrariato l’assettatuzzo, continuando imperterrito a secernere perle su perle; e la lettura fila via facile e liscia come un bicchiere d’acqua tiepida, come una partita di giro.
Al termine, mentre i quattro gatti parenti dell’assettatuzzo e del critico si affrettano al signorile buffet, il gatto nero in due salti si fa sotto all’assettatuzzo, gli mette in mano quella sua cartuccella o pizzino, ed in altri due salti raggiunge la porta e sparisce.
L’assettatuzzo prima si guarda intorno per assicurarsi che l’episodio e potenziale incidente non sia stato notato, poi rassicurato ficca gli occhi nel maleodorante e bisunto reperto cartaceo. Su di esso una mano incerta e forse minacciosa ha tracciato a matita, in stampatello, le parole (i versi?) che seguono:

VOIX EFFACÉE
BALLON DÉGONFLÉ

BIJOU SUCRÉ
HELP US SI TU PEUX…

THE WORLD IS BURSTING OUT
THE WORLD IS CRASHING

ALL ROTTEN LIES
ALL DRIED LEAVES

SWELL WITH US GUILTY GUILTY
ALL IS DONE TRÈS JOLIE

LA PORTE PRESQUE FERMÉE
ÇA VA BIEN – KUMALÉ

L’assettatuzzo subito si acciglia e sta per gettar via quell’accozzaglia di arruffate impertinenze; poi ci ripensa (“Di qualunque colore esso sia, l’uomo è come il maiale: non se ne getta via un solo boccone!”) e con divina indifferenza si fa scivolare la cartuccella o pizzino nella profonda tasca.
Quindi si stampa un sorriso in faccia e va incontro ai suoi ospiti.

10 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 81

  1. Quel gatto è simpaticissimo, destabilizzante. Peccato il finale, l’avrei giurato diverso. Ma così senz’altro è più realistico. Le cose ritornano normali…e la cartelletta si chiude.

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  2. Cara Carla,
    in genere quello che ci frega sta dentro e non fuori di noi.
    Ma il protagonista di questo apologo ha una corazza diversa dal solito: un’impenetrabile faccia di bronzo.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  3. mi piacciono “ficca gli occhi” e “assettatuzzo” (io vedo dante dappertutto): era vestito d’un uzza l’assettatuzzo?
    e il gatto è il prodigio che dischiude la “divina indifferenza”…

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  4. Cara Lucy,
    porta l’uzza, s’intende, e spesso gli piglia l’uzzolo.
    Ma nessun prodigio qui, salvo forse quello adombrato nel pastiche plurilingue: genere non disdegnato dallo stesso Dante, e qui il cerchio si chiuderebbe, ma spero tanto che ciò “non” avvenga.
    Un caro saluto,
    Roberto

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  5. Ci fossero anche più assettatuzzi come questo, invece dei soliti egoistacci dediti, quasi esclusivamente, ai loro “preziosi parti”.
    Un caro saluto.
    Giovanni

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  6. Cari amici,
    posso sembrare buono e buonista, ma non lo sono, anzi.
    Invito pertanto quelli che tifano per il gatto destabilizzante ad andarsi a rivedere “Viridiana”; oppure, a piacere, a seguire con attenzione giornali e telegiornali dei prossimi giorni. Chi ama l’ottovolante non resterà deluso.
    Dio ha una sola pallottola in canna, ma è tale che Lui stesso trema ed esita a premere il grilletto, e si racconta che la misura non è ancora colma. Lui ha tutto più di noi; ha più pazienza, avrà anche più ira.
    Un caro saluto,
    Roberto

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