Connettivismo 3: intervista a Marco Milani

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Eccoci al terzo appuntamento con il Connettivismo. Oggi intervistiamo Marco Milani, scrittore, editore e webmaster di DOMIST.net – Letteratura e Pace – Progetto Letterario Internazionale (www.domist.net). Marco, intervenuto in compagnia di Sandro Battisti e Giovanni De Matteo al terzo appuntamento del “La penna del Magnifico”, è, con loro, tra i fondatori del Connettivismo e, insieme a Battisti, l’ideatore di NeXt, rivista che diffonde la creatività fantascientifica portata avanti da questo movimento.
Oltre alla fantascienza, nei suoi scritti spazia all’interno del fantastico in senso lato, toccando anche il genere horror. Proprio insieme ad Alda Teodorani, la principale scrittrice horror italiana, ha curato la raccolta “Noir No War”, edita da Giulio Perrone (2006), mentre tra le sue opere personali ricordiamo in particolare “Sognando e dintorni” (ed. Prospettiva, 2004), che ha segnato il suo esordio, “Il guerriero di luce” (ed. Larcher, 2006) ed “Evoluzione 14” (ed. Magnetica), la più recente.

Intervista all’autore

Il tuo approccio alla fantascienza contiene numerosi elementi connettivisti, ma anche aspetti attinti alla filosofia zen. Ci puoi dire qualcosa di più?

Alla fine di quel che si pensa e fa, non si sfugge mai al proprio Io. Scrivi quel che sei, e viceversa, sei quello che scrivi… se hai deciso di non raccontarti delle frottole troppo grosse e di mantenere una certa coerenza.
Ho sulle spalle una trentina d’anni di pratica tra arti marziali varie, yoga, meditazione, reiki, trascorsi con la relativa curiosità ‘letteraria’ riferibile in materia. Logico che poi ‘qualcosina’ venga a trasparire nei miei scritti… L’unico libro che ho riletto tre volte è stato: “Io sono Quello” di Sri Nisargadatta Maharaj.

Perché, secondo te, l’uomo ha bisogno di pensare storie che si svolgano nello spazio siderale, e che valore ha, oggi, immaginare un futuro prossimo, qual è quello che si prospetta nelle storie di stampo connettivista?

L’uomo ha sempre avuto bisogno di pensare storie che si svolgano fuori dal suo quotidiano, dal cosiddetto reale, da che ha iniziato a porsi delle domande fuori dal contesto di ‘mera sopravvivenza’. Le risposte si cercano ovunque, ma il punto di partenza, il modo migliore, è dentro di Sé. Lo spazio siderale è uno di quei luoghi che una mente può raggiungere ed esplorare in maniera assoluta, senza limitazioni di sorta. Un gran bel posto.
Che valore ha immaginare un prossimo futuro? Un valore incalcolabile, perché si continuano a cercare risposte a domande ‘essenziali’. Il Connettivismo è un modo di immaginare futuro, il nostro.

Sei uno dei fondatori di Domist.net, oltre che l’attuale webmaster. E’ un sito e un progetto che nasce dall’immaginario connettivista per estendersi ad altri generi e proiettarsi su una dimensione internazionale. Quali erano le tue intenzioni, all’inizio, e in che misura pensi di essere riuscito a realizzarle?

Più che altro Domist.net doveva essere il mio sito personale, nient’altro. Poi le varie vicissitudini mi hanno portato anche all’internazionale e al resto. L’esperienza sul campo come scrittore, le prime conoscenze sulle strutture editoriali, l’incontro con altre persone valide, ora amici d’annata, e via dicendo hanno fatto sì che il tutto si evolvesse per creare spazi e nuove possibilità, tenendo conto delle reciproche (spesso simili se non le stesse) esigenze. Il Connettivismo è nato dopo, oppure compreso e infine decodificato solo in seguito, anche se già presente come motivazione, ospitato sul sito di Domist finchè http://www.next-station.org ha preso vita. Resta il fatto che siamo di fatto integrati sull’integrabile, con molte persone in comune in entrambi i ‘luoghi’, e anche con interscambi di vario genere e quant’altro potrà intervenire in futuro. Molto è stato fatto, molto più dell’immaginabile, e parecchio rimane da fare, compreso il nuovo e non ancora ‘pensato’.

Il Progetto Letterario Internazionale rappresenta un tentativo di coinvolgere in un unico sito letterario autori di diverse lingue e paesi. Si può dire che si tratti di una ‘traduzione’ del Connettivismo in un bisogno di scambio e di contatto tra realtà solo apparentemente lontane?

Nel Progetto ci sta anche il Connettivismo, usufruendo di una struttura che si è creata in Domist.net e che si allarga e aggiorna a seconda di come vanno le cose. Una maniera piuttosto Zen per dire che è inutile forzare certi obiettivi irrangiungibili e associare all’onda tutto quel tende a collaborare o che si lascia inglobare nello scopo comune. Sempre con un certo criterio logico, ovviamente.
Il PLI è stata un’esperienza di scambio favolosa, nel suo crescere in questo modo quasi ‘frattale’, e anche qui ho incontrato personaggi con le mie (nostre) stesse logiche di pensiero e capacità più che notevoli. Comunque mi ha aiutato parecchio, ad esempio, alla fine del 2007 ho pubblicato in Germania il mio primo libro, anche se non ho ancora ben compreso come ho fatto ad incastrare tutto quanto. Il futuro sarà qualcosa di molto più organizzato, e ci stiamo lavorando.

Con l’Associazione Diversa Sintonia stai portando avanti un concorso letterario (già evidenziato in un precedente post) e un progetto per un’antologia di racconti connettivisti. Ci puoi dare qualche anticipazione?

L’associazione ( http://www.domist.net/sitoADS ) è solo l’ultima (e non ultima) idea che ha preso forma, per dare una struttura di gestione da cui poter far partire in concreto tutta una serie di progettazioni artistiche e sociali. Viene dopo la messa in opera di Kaleydos ( http://www.kaleydoslibri.it è il nostro sito di distribuzione online) che ha preso vita grazie al nostro caporedattore Alessandro Vitali e alle sue capacità ‘imprenditoriali’ fuori norma. La casa editrice è solo il primo passo, dovuto a un insieme crescente di situazioni, in modo tale da poter usufruire di un’autogestione e con possibilità di sviluppo reale – il tutto, si spera, in tempi relativamente ‘umani’.
Il concorso letterario è strutturato in modo da far apparire quella che, in linea di massima, sarà la caratteristica editoriale predominante. Senza porsi limiti, ovviamente, sempre sulla linea di pensiero Zen che scendere la corrente è meno faticoso che doverla per forza risalire.
Progetti di racconti connettivista: più di uno, e Sandro Battisti sta approntando il primo. Spero di arrivare a mettere in piedi anche una collana di autori connettivisti, l’idea è prematura da eseguire ma l’ho in testa da subito, in lista insieme a parecchio altro. Vedremo il futuro come si comporterà con noi.

Un’ultima domanda: il tuo prossimo libro in uscita?

Credo a novembre, al massimo entro l’anno. Sarà il secondo volume prodotto da EDS http://www.edizionidiversasintonia.it , cioè noi. Un music-book alternativo, che tratterà storia e discografia dei Blue Oyster Cult, parlando di hard rock e metal a vari livelli, e in interazione con un po’ di narrativa fantastica e un punta di Zen, che non manca mai in quel che scrivo e ormai mi fa da firma. Il primo, ma usciranno in contemporanea, è un ottimo horror/thriller di Nazareno Barra. E da lì inizierà l’avventura editoriale vera e propria. Facci un in bocca al lupo.

In bocca al lupo, Marco, allora…

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