La polifonia del mondo – Viola AMARELLI

linda allison
(Linda Allison, The Coral Reef)

     (Da: Notizie dalla Pizia, 2005, e-book, www.vicoacitillo.net)

(la veggente)

So, i granelli di sabbia
la misura dei mari,
le direzioni d’aquile e di venti.
So dove l’ali di farfalle ogni momento.
So, l’urlo e il muto,
quello che è stato come ciò mai nato.
So, fatica di termiti
lucertole al salice inseguite.
So, che sapere non serve,
so l’infelice.

 


(la precaria)

Sistemare il lago d’Albano,
per i romani.
Costruire navi da guerra
per Temistocle contro i persiani.
Fondare nuove colonie,
per gli eubei, i focesi e gli ioni.
Allestire il controllo di gestione
per Licurgo e gli spartani.
Affinare financo il logo
fra Pitagora, Socrate e Plutarco.
Pareva un’ottima occasione
-“cercasi interprete d’eccezione” –
ruolo creativo, pensai, da prim’attrice,
per ritrovarmi alla segreteria
d’una joint-venture d’ingegneria.

 

     (Da: Morgana, 2008, e-book, www.vicoacitillo.net)

Cap. II

L’avrebbe amata Merlino, la figlia della dea,
la dama dalle bianche braccia
e dal riso argentino. La signora dello specchio
dell’acqua, la gioiosa Viviana. Non me, era giusto,
avevo altri sentieri che allora,
come pure nel sincrono di adesso
il tempo ticchettante ed annullato,
neppure immaginavo.
Altre ambizioni, avrebbe mormorato il sapiente
nel nostro ultimo incontro.
Avevo scrollato le spalle udendo le parole.
Non posso farlo più, non ho spalle, né gambe
né caviglie sottili di damma fra le selve,
piede leggero che non lasciava orma,
rusolella scomparsa nella macchie.
Ambizioni,
non era il termine adatto,
diventavo ciò che portavo dentro,
piacesse o meno, l’orizzonte sfinito.
Piccola dea feroce, materica e passione.

 
     (Da: Il suono e il muto, 2008, inedito)

Cap VI

E così questo era il mercato, la meta ambita della giornata
il luogo giusto d’appuntamento,
Wani guardò attorno curioso, pure se tardi
tanto che alcuni già rinchiudevano la mercanzia
ancora si muoveva gente, la maggior parte cliente attenta
e non i soliti perdigiorno.
Molta sapienza e precauzione, pelli serpenti piume e iguane,
bambole tozze, punte di lancia, polveri strane, pietre segnate,
ferro smaltato, bronzo compatto, argilla cotta,
rametti secchi, radici torte,
si discuteva con tono serio, qualcuno ansioso, il rito adatto.
Fosse un affare di cuore o salute, una partenza, una lite
o un ritorno, c’era un rimedio, un legame adatto per
propiziare la vita e il mondo.
Molti di questi sono imbroglioni, vendono sogni
e chiacchiere vane lo avvertì Denji col tono scaltro
ma di sicuro c’è chi sa il gioco, ispirazione di un antenato
o ha imparato da spiriti e uccelli
la soluzione sul sentiero giusto.
Luce barbagli con scaglie di buio
si accapigliavano tacitamente,
occhimalocchi, in sottotracce di scontri eterni
per affossare vincendo l’altro
e qui vendevano gli ingredienti per i ju ju i gri gri i feticci,
indispensabili difese aduse a quell’ignota e invisibile rete
di odi e passioni sospese in aria dove ogni passo
incombe un disastro.

 

     (Da: Tacitamente, work in progress, editi e inediti)

(dove)

Il fuori oggi è come il dentro
torpido, persino le budella abbandonate,
dove la lancia aguzza, il falco pellegrino
e la pianura colma di turchese
dove – sul muro piatto e
lo schermo al quarzo,
dove dove
negli occhi di una cagna
sapiente che ti affianca
-compassione.

 

(eolica)

Le pale al vento sbrinano colline
per una terra grigia
vuota che si sperde,
pietra riottosa
gialla quando estate
tralicci secchi come cuori
-fermarsi al vento
           -stanco di remare,
lo sdegno che resiste nell’austero.

 

(bulimia)

Calchi, stampi, comandi
altrui potere
le parole zavorra di pensiero,
amatissimi lacci, nodi, intrecci,
bulimia di sintassi,
strappa la rete.

 

(oltre)

Piano sciogli il dolore
                        il freddo acuto

ghiaccio dentro il sangue
                        piano, chiaro

cammina respirando
                        inutile il timore

il giorno ama la notte
                        questa perfezione.

 

(eredità)

Polifonia del mondo
code sciabordano agli scogli
pesci s’inarcano sulle frequenze
inaudibili dei sonar,
pronti sismografi scoppiano i vulcani
di fuochi e zuccheri filati.
Era d’estate quando morì suo padre,
afa con mirto, l’armonica da bocca
in sottofondo
di nuovo frantuma la sua infanzia,
nessuno più l’ha mai amata tanto
come lei ora ama, ama, il grande dono
di grilli intorno, coro le cicale.

 

[Altri testi di Viola Amarelli qui e qui.]

 

***

23 pensieri su “La polifonia del mondo – Viola AMARELLI

  1. Voce sapiente, forte, che è sempre un piacere leggere.
    Complimenti Viola e un grazie a Francesco per questo post.

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  2. Molto affascinanti questi testi, mi portano piacevolmente attraverso altri territori – a braccio con Temistocle e Pitagora, Merlino, spiriti ed uccelli, fra i ju ju, i gri gri, i feticci, piume e iguane – Mi lascio andare a questa poesia… accompagnato in viaggio… da versi…… “viomarelli”!!

    meteosès

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  3. “Il fuori oggi è come il dentro”, sintetizza, a mio avviso, lo spessore della poetica di Viola, “quel sapere che non serve”, quel quid tanto ricercato e la natura, talvolta, sembra riappacificare amaramente quel “so l’infelice” con “il giorno ama la notte questa perfezione.” Bei versi. Complimenti a Laura e a Francesco per questa polifonia che ci vede sempre più soli negli assoli…

    Marco

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  4. “Voce sapiente, forte”, quella di Viola. Sì, anche per me (insieme a molte altre cose ancora). “Sapiente” e “forte” anche nel cercare “sbocchi altri”: dentro e oltre la “lirica”, contro la “maniera” che la estenua e inaridisce alle fonti.

    Grazie a voi per la lettura e i commenti.

    fm

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  5. è “lingua culta” piena di segni, conoscenze, è espressione di testa ma anche di cuore, è respiro della natura e della vita.Viola racchiude un mondo e lo spiffera come lo vede, a suo modo, filtrato attraverso le conoscenze, dove emerge apprezzabilissima la sua capacità di sintesi, dove la “veggente-dove (appunto)-oltre, sono, per me, in particolare, bellissime ed emblematiche.
    un caro saluto a tutti,
    roberto

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  6. Molto belle; vivide, ricche di immagini e di soluzioni originali, forti di un substrato di memoria, pensiero ed emozione; mai scontati o retorici, però.
    Complimenti a Viola, un grazie a Francesco anche per la splendida immagine.

    Giovanni

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  7. “a ogni passo incombe un disastro”…ah, ma che giulebbe, che sonoro godimento! l’impero cade e amarelli se la ride, e fa bene, mi pare, che ha “molta sapienza e precauzione, pelli serpenti piume e iguane” (molta sapienza e precauzione: se avessimo qualcosa da imparare?:)

    besos,
    r

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  8. mi unisco ai commenti di sopra!

    questa scrittura è una interessante testimonianza di quella ricerca stilistica polimorfa che offre al soggetto-autore continue possibilità di sottrazione dalle sabbie mobili del chef d’oeuvre (e quindi, di rimando, al sottilmente spiazzato lettore

    Mario Bertasa

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  9. Davvero una voce polifonica, in perfetto equilibrio fra il privato e la poesia sociale, il dentro dei sentimenti e il mondo intorno. Una voce sicura, densa di significati eppure dal tocco leggero, attento alle sfumature. Un piacere leggerla.
    Un caro saluto,
    daniela

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  10. ringrazio qui per l’ospitalità e la cura affettuosa di Francesco. Sono molto grata per le letture sensibili ed attente di Daniela, Giovanni, Marco, Mario e Roberto, ognuna delle quali meriterebbe una risposta e un dialogo più ampio.
    Per ragioni “teoriche” mi soffermo sul commento di Stefano/Meteoses che accenna ai viaggi dei miei versi, un tentativo – che sottolinea anche Francesco – di recuperare tutte le potenzialità della poesia, da quelle epiche (grazie Anna per averle colte al volo) a quelle ironico-sociali (un abbraccio a Renata: “caute” era il motto di Spinoza). Questa potenzialità mi sembra attraversare anche molta poesia italiana contemporanea, specie delle più giovani generazioni, testimoniando forse l’urgenza di narrare-narrarsi gli orizzonti.
    Un grazie sentito a Lucio e Fabrizio per aver sentito “le ferite del mondo”, quelle che colpiscono prima o poi noi tutti.
    Ad Orsola: sì, la fatica di reggere il mondo,ricostruendolo quando sembra crollare, quella che ci hanno tramandato di nonna in nonna e che forse tramanderemo di figlia in figlia.
    A Nadia: un forte abbraccio, quello che serve.
    Viola

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  11. mito e storia che ritornano, si intrecciano in un cerchio che ci nutre. Parole “pensate”, ponderate ad una ad una eppure di grande levità, forti di un ritmo e di una scansione interna da grande partitura polifonica. Grazie Viola!
    Abele

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  12. mi spaventa spesso la solitudine oracolare della poesia. Qui no.
    Se c’è la forza per sostenerla.La sapienza, è ben detto.
    Brava!E grazie a Francesco pe r il post.
    Maria Pia

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  13. “io ero decisa a combattere”
    e non posso che: Amelia [Rosselli] – per dire QUANTO Viola [Amarelli]sia. Veggente e verità [“so l’infelice”]. Bile e battere –
    in levare.
    Grazie

    a Francesco a Viola
    Chiara

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  14. Leggendo qua e là su quexsto blog (leggo raramente i blog: mi manca il tempo) vedo che si discute di “poesia impegnata” e si cita Brecht, ecc. ecc.
    La poesia di Viola è, nel contempo, impegnata e alla ricerca di “altro”. C’è un aspetto ludico, un’intenzione fortemente comunicativa e provocatoria, c’è un impegno, una visione filosofica del mondo, una profondità di sguardo insomma. E poi un verso vivo, scattante, molto sensibile, pur senza confondersi, al parlato popolare, al dialetto.
    Da tempo conosco questa brava autrice, dai primi tempi forse che ha deciso di fare capolino nel mondo squinternato della poesia, e subito mi è piaciuta la sua schiettezza unita a una certa sicurezza e a una sicura cultura. Una personalità ormai forte nella poesia contemporanea, con un’idea sua e originale della scrittura.

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  15. non conoscevo i tuoi versi -davvero belli, vanno oltre la maniera (tendiamo spesso ad assuefarci alla “letteratura”, trascurando il carattere nativo della pronuncia della poesia)
    “il giorno ama la notte
    questa perfezione”
    questa ri/scoperta della ciclicità dell’esistenza, e della parola in essa, bello, bello, mi piace assai,
    ciao, e.d.l.

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  16. molto grazie a tutti gli intervenuti, da Abele ( anche per le affinità musicali) a Mariapia sempre costante nella sua cortesia affettuosa, da Gianmario, tra i primi ad “accogliermi” e incoraggiarmi ad Enrico De Lea che va diritto al segno della ciclicità..un abbraccio speciale a Charalibre,e a tutti i lettori di Lples, Viola

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  17. Che dire, penso che abbiano già detto tutto quanti mi hanno preceduto con i loro commenti. Poesie belle, forti, che evocano immagini e sensazioni nette, preziose.
    Un caro saluto
    Antonio

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  18. Pingback: Donne oracolo « La poesia e lo spirito

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