DA CARITO ALLE DONNE

Le primavere compiute da Càrito sono sessanta;
ma la cascata delle trecce è nera.
Piccoli coni di marmo, si drizzano ancora sul petto
le poppe, sciolte d’ogni fascia nude.
Senza una ruga, la pelle distilla d’ambrosia, di mille
vezzi e lusinghe fascinose, ancora.
Se non v’allarmano brame furenti, amatori, venite,
scordatevi la decade degli anni.

                                                                                                      Filodemo
                                                                        (Grecia II-I secc. a.c. , tr. Filippo Maria Pontani)


Dedico questa breve poesia, che trovo meravigliosa, a ogni donna che ha varcato la soglia di una certa età, non diciamo quale: l’età che ciascuna sottolinea in rosso, la linea oltre la quale comincia il rimpianto, la nostalgia per la gioventù che più non c’è.

Alla donna che una mattina, d’un tratto, scopre nello specchio una persona che non riconosce. Una persona che non è quella che ricordava, e cioè una giovane donna, magari precocemente matura per i fatti della vita, ma, appunto, fresca e bella, niente che somigli a quella persona nello specchio, un po’ disillusa e stanca.

Alla donna che pensa che la legge di gravità sia la legge più stupida, e non perché sia stata scoperta, ma semplicemente perché esiste. Perché per colpa sua tutto, anche i singoli centimetri di un corpo ormai non più tonico, prima o poi (ed  è GIA’ poi) le ubbidiscono e precipitano verso il basso. Irrimediabilmente.

Alla donna che quando conta gli anni, li conta e riconta incredula (possibile! Sono già tanti così?!) e comincia a pensare che forse ha percorso già più di metà del tempo concessole. Forse. Perché certezza non c’è. Esiste solo un ragionevole dubbio, ma comunque la si mette è sempre angosciante.

Alla donna che si sorprende a pensare che, per fortuna, almeno c’è la salute. Almeno fino ad ora. E incrocia le dita, vedendo le devastazioni intorno, negli affetti, nelle amicizie, nelle vite incrociate ogni giorno.

Alla donna che di colpo ritiene che magliette e gonnelline da Lolita non fanno più per lei, è il momento di ficcarle nel baule dei ricordi. E comincia a criticare questa moda  per acciughe, nascondendo a se stessa e al mondo che invece vorrebbe tanto esserlo, un’acciuga. E non lo è manco per finta.

Alla donna che sente serpeggiare in sè il dubbio che lui sia vittima della stessa inquietante, tangibile sensazione del fluire del tempo, e ruba con ansia il suo sguardo, attenta che non cerchi altri occhi.

Alla donna che subisce la convinzione, che nessuno ha esternato, ma che avverte nello sguardo compassionevole degli altri, che è finito il tempo delle civetterie, che non vale più la pena, e si lascia sommergere dalla malinconia.

Insomma, dedico questa poesia alle donne che vivono il passare del tempo, da un certo punto in poi, come una minaccia, perché non si vedono, non si riflettono più nello specchio di una società giovane e bella. Una società che disdegna e disprezza tutto ciò che non è giovane e bello.
Mi piace pensare che la Càrito della poesia non fosse, a sessant’anni, esattamente un fiore come viene descritta, ma che così l’abbia vista il poeta con gli occhi dell’amore. Scordatevi la decade degli anni, dice, l’amata ha la ricchezza dell’esperienza e la generosità dell’amare. Che non si misurano né in centimetri, né in anni.

Dedico questa poesia alle donne di “una certa età”, qualunque sia questa età, esortandole a volersi bene anche se le poppe non sono più coni di marmo. C’è sempre qualcuno che sa vedere oltre, cancellando rughe, chili, e centimetri, con uno sguardo d’amore.

11 pensieri su “DA CARITO ALLE DONNE

  1. Cara Ramona,
    grazie per quel che scrivi, è molto bello. Forse non sono la donna che descrivi ma grazie perchè interpreti in qualche modo una mia riflessione che già da un po’ è in me e mi ha portato a scrivere pagine di diario e lettere.
    Quest’anno ho segnato in rosso i miei anni: 40. Tanti, pochi, non so, io non li sento, riflettevo sul fatto che ogni età è bella per vivere qualcosa, perchè si hanno tutti i pregi e i difetti di quell’età che va vissuta senza cercare di viverne un’altra rendendosi ridicoli.
    Ieri riflettevo sul fatto che la mia è una bellissima età ma come spesso è accaduto nella mia vita succede sempre qualcosa che mi chiama a vivere qualcos’altro e poi quando tutto passa e posso vivere quelle esperienze mi trovo in un’altra età da vivere con esperienze diverse. Non ci sono rimorsi ne rimpianti, la vita non ha preferenze e non è clientelare, le cose ti accadono e basta e devi affrontarle e questo può non farti godere il momento.
    Non mi sto a dilungare sul passato anche perchè io guardo sempre avanti e non amo la dietrologia, è una cosa inutile che non fa crescere e ti porta solo a rimpianti e sospiri. Certo il passato non va dimenticato perchè è la radice del presente e serve per migliorarsi sempre.
    Mi sono commossa, leggendo, perchè comunque son d’accordo con te e condivido il tuo invito, mi sono commossa perchè pur essendo nel mio momento migliore non lo vivrò fino in fondo. Non vivrò pienamente questa età distratta da situazioni che mi spingono a vivere cose diverse.
    Questa mattina ascoltavo una canzone di Vecchioni che termina così:
    Tutta la bellezza che non ho mai colto,
    tutta la bellezza immaginata che c’era sul tuo volto,
    tutta la bellezza se ne va in un canto,
    questa tua bellezza che è la mia, muore dentro un canto.

    ci vorrebbero più uomini come Filodemo e come Vecchioni, uomini che si rendano conto che una donna è bella per la sua età prima che anche loro diventino troppo vecchi e cedano più che all’amore al bisogno di quella donna.

    La riflessione è la stessa che fai tu, la bellezza che muore può essere esteriore ma ci sarà sempre una nuova bellezza che è quella che abbiamo dentro e quella non muore, rimane immortale come un canto e traspare fuori anche quando non avremo più il fisico dei 20 anni. Ma sarà quella la bellezza che abbiamo e che trasparirà dal corpo e non potrà mai appassire.
    Se siamo le prime a rendercene conto, il tempo non farà danni poi così irreparabili perchè saremo amate per essa, per chi sa vedere oltre.
    Auguro a tutte di aver trovato chi sa vedere oltre, perchè io, onestamente, non credo di averlo mai incontrato, forse è solo pessimismo cosmico di una nera giornata e tanta stanchezza ma mi associo, per quest,o al tuo invito e non dispero di trovarlo, fosse anche l’ultimo attimo della mia vita, come Marinella di De Andrè, ne sarà valsa la pena.

    grazie per questo tuo post, arrivato come una carezza sul cuore, nel preciso istante in cui ne avevo bisogno e di questo ringrazio Dio e la mia fede in Lui, che ancora una volta ha letto la dentro, dove gli uomini non sono ancora arrivati, ed è corso in mio aiuto.

    E non poteva che venire da una donna:-) ci sono cose che solo noi possiamo comprendere, come la durezza degli anni che passano lasciando segni indelebili come fossero cerchi nella corteccia dell’albero che siamo.
    ti abbraccio
    Stella

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  2. Cara Stella, sono io che resto commossa, adesso, nel leggere questa tua appassionata interpretazione del mio pensiero. Hai saputo interpretare a fondo ciò che io ho espresso in così poche righe, in frasi quasi lapidarie.

    Quello che dici mi induce a pensare che nessuno gode mai appieno del presente, dell’età che sta attraversando in quel momento, se non si ferma a rendersene conto. Siamo sempre di corsa e sempre protesi a qualcos’altro. Quando siamo giovani vorremmo essere già grandi, quando siamo abbastanza grandi vorremmo tornare giovani. E non siamo mai soddisfatti.

    Io pochi giorni fa ho compiuto qualche anno più di te, e volevo postare questa poesia proprio in quel giorno, ma la programmazione era già al completo. I versi di Filodemo mi sembravano il miglior regalo di compleanno che potessi farmi… Perchè se anche io, come tutti, mi accorgo del tempo che passa sul mio fisico, sono contenta di poter dire che la mia anima è leggera e tutto sommato sta bene così. E non solo perchè ho accanto chi sa guardare oltre, ma perchè io stessa vado oltre i piccoli difetti fisici. Non possiamo lamentarci di una società che fa della bellezza il suo cardine vitale, se poi siamo le prime (parlo di noi donne)a essere schiave dell’apparenza. Ribadisco il mio invito a tutte le donne ad amarsi per prime, indipendentemente dalla data di nascita e dallo specchio, a vivere con rispetto la propria età, apprezzando ciò che il tempo ci ha regalato: rughe e saggezza, capelli bianchi ed esperienza. Amandoci saremo amate.

    Vedrai che sarà così anche per te, sei troppo ricca dentro perchè certi sguardi si fermino fuori.

    Ti ringrazio anche per avermi ricordato i versi di Vecchioni, per me un vero poeta della musica.
    Sono felice di esserti stata vicino.

    Ti abbraccio anche io.

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  3. Grazie a te Fabry. Sarà perchè in questo periodo della vita, al di là dei piccoli, inevitabili acciacchi, mi sento serena, ma vorrei che davvero qualcuno raccogliesse questi messaggi e sorridesse insieme a me, contento di sè.

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  4. Ramona, è bellissima, grazie, pur essendo io un uomo che ha passato di qualche primavera l’età di Càrito, non so dire quanto apprezzo la tua scelta e quanto sono convinto della convinzione del poeta.

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  5. Cara Ramona, anzitutto auguri per il tuo compleanno, l’unico giorno, almeno per me, degno di essere ricordato se siamo qui, a parlare e confrontarci sui molteplici aspetti della vita.

    Le tue riflessioni sono giuste, accettarsi per essere accettati. E se poi gli altri non ci accettano, non importa. Meglio vivere in trasparenza piuttosto che sottoporsi a supplizi immani per rendere il nostro corpo più leggiadro. Quello che siamo ora, nel senso più ampio del termine, è il risultato di ciò che siamo state, della consapevolezza di noi stesse che, comunque, arriva con gli anni.

    Vedo troppe ragazze, ma anche ragazzi, andare in crisi se la bilancia sale di un paio di chili, come se la nostra essenza dovesse essere determinata dal volume che ci portiamo appresso, qualunque esso sia.
    Certo, ci vuole una bella personalità per infischiarsene dei modelli striminziti che la società propone, ci vuole autoironia e serenità per non cadere nelle trappole del tutto giovane e bello. Certo la bellezza, nella sua armonia, somiglia a quei versi che tu hai postato, ma poichè il nostro corpo muta così come il nostro stato d’animo, e il tempo, vuoi o non vuoi, lascia i segni del suo passaggio, è necessario imparare a convivere con il nostro corpo anche se il pensiero o i sogni si fermano alla giovinezza.

    E se qualcuno o molti non ci accettano, peggio per loro, perchè significa che sono ancorati a un porto dove l’acqua ristagna, non essendo in grado di spaziare oltre il confine dell’apparenza.

    Mi fermo, ti dico grazie per ciò che hai scritto e “sento” che mi piacerebbe parlare con te molto più spesso. Ci sarebbero altre sfumature da affrontare come corollario alle tue sagge affermazioni ma non desidero sciuparti la gioia e la serenità del tuo compleanno.

    ti abbraccio
    jolanda

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  6. Ciao Sparz, che bello risentirti! Sono contenta che anche un uomo (che non sia Filodemo, s’intende…) condivida questo modo di vedere. I versi dedicati a Càrito sono profondi, pieni d’amore incondizionato, e solo chi è a sua volta ricco dello stesso amore può capirli in toto e apprezzarli.
    Grazie a te, un abbraccio!

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  7. Jolanda, intanto grazie per gli auguri!

    Sono d’accordo con te, ci sono mille altre sfumature sull’argomento “accettarsi”, e se ne può parlare all’infinito.

    Per esempio, una cosa che forse non si è capita da quanto ho scritto, è che io non sono del tutto contraria ai tentativi di migliorare il proprio aspetto, specie se fossero legati a seri problemi di salute, come ad esempio una obesità importante. Quello che conta è la misura e il buon senso. Come dici tu, un paio di chili di troppo non devono portare un giovane alla crisi, semmai ad una consapevolezza del proprio essere. Lo stesso, i cedimenti del corpo dovuti all’età sono fisiologici e individuali, li si può contrastare fino ad un certo punto, ma poi bisogna accettarli. E accettarsi. Perchè non è quello che conta veramente di noi.

    Dico queste cose anche a me stessa, e lo so che non è facile. Ci vuole una buona dose di autostima, di autoironia e di forza interiore.
    Ogni età ha la sua bellezza. Io quando vedo certi vecchi, splendidi e ancora “giovani” dentro, con gli occhi brillanti di allegria, capisco dove andare a prendere esempio: dal loro amore per la vita, comunque sia.

    Credo anch’io che io e te potremmo avere uno scambio d’opinioni interessantissimo, come già avvenuto altre volte su queste pagine. Se vuoi, quando vuoi, potremmo sentirci privatamente.

    Grazie ancora, questo compleanno mi ha portato un bel regalo: il vostro affetto.

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  8. E’ un affetto che meriti, Ramona, per il tuo essere vera e scrivere le tue verità senza mai alzare il tono.
    Non ho la tua mail ma credo tu abbia la mia.

    ti riabbraccio
    jolanda

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  9. Cara Ramona,
    auguri in ritardo e grazie per le tue parole. Concordo anche sulla tua risposta al mio commento, solo che forse è necessaria qualche precisazione, difficile da fare su un blog. Diciamo che accade sempre qualcosa di serio che la vita ti offre, che mi porta a dedicarmi completamente a qualcun altro e ai miei doveri, che fa passare in secondo piano il vivere pienamente la vita, correndo meno e facendo ciò che più mi piace.
    Di uomini ne conosco tanti e vivo in mezzo a loro, scritto così (il commento n°1) qualcuno potrebbe essersi offeso ma chi mi conosce bene sa che non era intenzione ed è andato oltre:-)
    Una persona che sa andare oltre c’è ma a volte diventa un vero enigma e quando non capisco, io mi tiro indietro, il confronto fra persone molto sensibili non sempre è facile e forse non facciamo che farci tanto male non necessario alla nostra vita e alla nostra amicizia.
    Nella vita ho fatto delle scelte e a queste rimango fedele anche se il cuore a volte va per la sua strada …
    Non vado oltre, il momento è molto particolare e vorrei solo un po’ di serenità per godermi appieno i miei 40 anni che sono un’età bellissima, come tutte le altre, godermi la mia autoconsapevolezza e tutto il resto perciò prendo il tuo augurio con un grande sorriso perchè, ignara, mi hai fatto il miglior augurio che potessi ricevere: la serenità ritrovata, mentre proprio oggi è iniziata una nuova via crucis, dopo il flagello dei due mesi precedenti, dietro alla mia mamma … e che sia presto resurrezione:-)
    grazie ancora e un abbraccio.
    Stella

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