A me chi ci pensa?

Sonia Marra è scomparsa da due anni.
Era una studentessa che lavorava part time come segretaria per la
scuola di teologia della diocesi di Perugia. Emanuela Orlandi è
scomparsa da 25 anni, suo padre all’epoca era commesso della
prefettura della casa pontificia. La frase che accomuna queste due
sparizioni, quantomeno nei commenti comuni è: “Tanto so’ stati i
preti!”
E da quella frase alla stura di “facciamo vendere i beni alla Chiesa”
alle perplessità su questo Pontefice dall’aria restauratrice e ogni
altro tipo di luogo comune del genere il passo è brevissimo.
E a me, chi ci pensa?
Chi pensa a me, credente, chiamato ogni giorno ad amare questa Chiesa
santa e prostituta ma soprattutto antipatica e con un pessimo ufficio
stampa (a quanto pare)?
Esisterà una verità sui legami Chiesa – Sonia Marra e Chiesa –
Emanuela Orlandi, ed è poi così orrenda da non poter essere
rivelata?
Ci saranno delle prove provate da portare, no?
Ma allora perché non farlo?
Da credente (e per questo cretino, lo so, prof. Odifreddi) mi
piacerebbe sapere la verità, perché come questa mia fede da idiota
non ha bisogno di sapere se la sindone sia vera o meno, così non teme
di sapere che nella Chiesa possono essere presenti peccatori anche in
abito talare, visto che il primo peccatore sono io. Quello che mi
sgomenta è l’incertezza, il silenzio e questa specie di indifferenza
che sembra provenire dalla Chiesa nei confronti di casi del genere.
Perché io mi sento parte di questa Chiesa come penso se ne sentissero
le due ragazze e le loro famiglie. Tuttavia di fronte a simili
atteggiamenti non è facile continuare a provare un vero senso di
appartenenza e si finisce per rispolverare il classico vetusto
atteggiamento “Fede sì, Chiesa no”.
E’ così che mi sveglio ogni giorno: pensando che l’evangelizzazione
di questo mondo moderno dovrebbe essere una luce di verità, una luce
che illumini anche le sparizioni di Emanuela e Sonia.

4 pensieri su “A me chi ci pensa?

  1. mi sono fatta l’idea che in mezzo a tante sciocchezze che le “signoremie” e i “signorimiei” possono dire non tutto è sempre e comunque da buttare. il buon senso della gggente andrebbe ascoltato di più. perché nelle parole della gggente si annidano delle verità che sono le stesse, a volte, dette in modo solo più forbito, di tanti mètrapansé. io sono per un meraviglioso luogo comune: “la mia fede non è la vostra religione”. e non è la vostra pompa e i vostri misteri e le banche e le opere della fede. perché non parla chi sa? credo che questo farebbe un gran bene alla comunità dei credenti e anche a chi non crede.
    un abbraccio alle famiglie di sonia ed emanuela.
    un abbraccio a te.

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  2. Arturo, se tu fossi oggetto di falsificazioni storiche e calunnie sistematiche organizzate da un paio di secoli, forse avresti smesso da un pezzo di rispondere, e meno che mai a un cretino laureato come Odifreddi.

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  3. E’ vero quello che dici, Arturo: la fede è una cosa, la Chiesa un’altra. Sono separate, ma spesso confliggono, come nel caso di Emanuela Orlandi.
    Nel caso di Sonia Marra, non si sa nulla di preciso, per cui ad ucciderla potrebbe anche essere stato il vicino di pianerottolo. O potrebbe essere scappata alle isole Cayman. Magari, almeno sarebbe viva.
    Però non bisogna cedere al luogo comune sui preti; anche perché ci sono tanti preti che portano veramente avanti il messaggio di Cristo, pensa a don Pino Puglisi. E non solo lui…
    Ma spesso l’atteggiamento della Chiesa è sbagliato, inutilmente arrogante. Se c’è un sospetto relativo a qualche sacerdote, la Chiesa dovrebbe essere la prima ad aprire le porte all’investigazione, dovrebbe essere la prima ad espellere da sé un corpo estraneo. Dovrebbe essere la prima a non temere la verità. E invece spesso non è la verità che interessa, ma l’esibizione del potere: “tu qui non entri, questo è il mio territorio”. E talvolta s’impedisce alla giustizia di tentare di avere corso.

    Il laicismo, poi, è un’altra cosa ancora. Non è l’ateismo, non è la mancanza di rispetto per i sentimenti religiosi, ma la chiara delimitazione di ciò che pertiene alla religione e ciò che invece è campo dello Stato. Che deve, secondo me, essere laico. Se no, finiamo nella teocrazia. Magari non a livello Iran, senz’altro, ma andiamo a finire in una situazione che prevede che un cittadino dello Stato, se porta un abito talare, può sfuggire alla giustizia degli uomini. Però i contributi statali vanno bene, però le esenzioni dall’ICI vanno bene?
    E mi rendo conto che in tutto questo un credente – come peraltro sono anch’io, benché un tantino anti-clericale – si trovi in una situazione delicata… Sentirsi parte di questa Chiesa o no? Santa, prostituta, con un ufficio stampa che provoca sconvolgimenti alla peristalsi, un Papa che appare freddo e retrogrado, prelati che si strappano i capelli perché hanno perso un po’ di soldi dell’Otto per mille (e te credo)… ogni tanto ti fa passare la voglia di amarla. Soprattutto quando mostra di temere la verità, per quanto scomoda possa essere. Tu non temi di accettare la tua natura di peccatore. La Chiesa non credo si ponga il problema del peccato, bensì, purtroppo, del potere…
    Un abbraccio
    gatta susanna

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