Buio (Parole e ore della nuova morte) – di Adriano PADUA

Adriano Padua – Buio (Parole e ore della nuova morte), 2008, inedito.
                           (Qui altri testi tratti dalla stessa opera.)

                            Allora sarà bello quando noi
                            che qui abbiamo abitato
(amato)
                            saremo tutti nomi morti
                            saremo tutti dai nostri stessi
                            semi – gli ultimi esiti pieni –
                            perfettamente finiti, senza resti
                            in nessuno che abbia
                            – sia pure irriflessa – parola

                            (Marco Giovenale, La casa esposta, 2008)

1

la nostra cerimonia è cominciata
sediamo su un altare
di macabre parole

noi siamo le banali
vittime designate
corpi sacrificali
a cui spetta la gioia

godiamoci l’attesa nella noia
vaghiamo dolcemente senza sbocchi
in questi labirinti che ci ingoiano
e prima che ti tocchi
il boia
tu guardalo negli occhi

pensieri trasmigranti
muoiono nei canali del cervello
si sente solamente
la voce di chi intanto
dal podio
sancisce la mia fine senza appello
e ne decreta il modo
anche se non è dio ed io mi odio

gelida nella gola stringe nodi
la luce e sottraendoci i respiri
riscrive nel tuo volto i miei deliri

 

3

osserva queste sillabe
di scatto comparire e dopo porsi
come non mai accadute

guardale dentro incidere
in noi franare forme
farle cedere

è tutto come fosse quasi inutile
fatto di sintomatiche altre frasi
piene di circostanza
di vuota cortesia

ridotta alla presenza
precisa di quel quasi
tremando le parole in moltitudine
vacilla la poesia

 

4

la strada che calpesto
è rappresentazione
sangue che si rapprende
carnaio necrologico funesto
fiume di fumo in piena

brividi nella schiena
cose che non ti ho detto
scorrono nel suo letto

come distorte
parole e ore della nuova morte

 

6

siamo noi
senza compiere scelte
è l’istinto a colpire
attraverso le mani
che producono svelte
le mosse
e mi scuotono il vuoto
dipingendone quadri
di parole

ora piove
non è un segno
non significa niente
l’acqua scorre per terra
imperterrita

 

7

smettila di parlare
di dire sempre io
e se ne hai da vendere
dammi due milligrammi
di pura realtà sintetizzata

mi servono a confondere le idee
nel suo sapore aspro
a sprofondare ora nell’incognito
a violentarmi i sogni

perchè ho la sensazione che m’anniento
di non avere nome
e non mi trovo qui in questo momento
nel posto in cui tu credi di vedermi

adesso non c’è nulla che mi fermi
eseguo la missione
io devo fare parte della notte
essere il buio

 

9

vaghiamo col sangue sconvolto
il cielo sta sotto la terra
è un mare sepolto
di luce dissolta
un muro scuro non oltrepassabile
un vuoto violento pneumatico che
rinnega se stesso e le stelle
morendo
vi annegano a fondo

 

10

la situazione è fluida e non si assesta
il nostro chiodo fisso conficcato
nel centro della testa
qualcosa che somiglia alla poesia

fa freddo nonostante tu ci sia
e forse è troppo tardi forse no
per essere distanti
per prendersi una pausa

si levano silenzi come canti
senza ragione o causa

 

11

se piangi
non spegnere le fiamme con le lacrime
che tanto prima o poi
facendo confusione
troviamo un equilibrio senza pace
scambiandoci le anime

guarda la linea verde della vita
tracciata nello schermo
rimane tutto fermo

abbiamo
la lista delle cose da non fare
adesso usciamo fuori a respirare
quest’aria surreale
coscienti che non c’è rimedio alcuno
nè scelta razionale

ti porto
a peggiorare il male

 

13

si formano distanze
e dagli opposti vertici
le calcoliamo inerti
insieme senza agire
in spazi dai confini troppo incerti
che grandi come il mare
non siamo ancora in grado di colmare

l’effetto è che la vista mi si annebbia
mi sento il mondo addosso
si bloccano anche gli arti

e come la vita
assurda che passa io posso
solo sprecarti

 

15

per te sottraggo stile alle parole
diminuisco l’oggettività
e paradossalmente
ogni prima persona singolare
significa che non esisto più
nemmeno tra le righe

 

16

anche se siamo in due
combatto io da solo questa guerra immaginaria

sono come un allarme queste tue
sequenze di parole che s’incastrano nell’aria

non abbiamo mai stretto
nessun patto

ora lasciami stare le frasi
devo andare all’attacco

 

17

ancora non dormire
che gira un’altra volta
la giostra della nostra
strana disarmonia

una di quelle atroci
notti piene di croci
prive di poesia

 

18

io ti dedico incubi muti
in cui muoio per sempre
tu mi inoculi liquidi puri
complicandomi il sangue

tutto questo succede
senza dire ti amo

 

19

ogni giorno che devo incendiare
si riempie di strani pensieri e persone perdute
di parole cadute e inesplose
ed il buio mi insegna le cose

nel tuo ventre c’è l’odio anche mio
che dilaga nel corpo
ti dilata le belle pupille
le tortura

io ti guardo e lo leggo
come un libro che ho scritto col sangue
senza avere paura

 

20

ora basta anche se dove sono
non un solo rintocco di morte
ma sirene risuonano ipnotiche
ripetendosi e affollano il cranio

riempiamo l’altare di bare
stanno alzandosi intorno le nebbie
e lo spazio scomposto scompare

la considero l’ultima volta
rimarranno sospesi nel tempo
i giudizi ed i sensi di colpa

ora basta anche se non esiste
non ci siamo mai stati
ed il gioco consiste
nell’ebbrezza
di tirare la corda dai lati
fino a che non si spezza

alla fine ci sono rimaste
negli occhi le croste
di sangue ed impresse
come ombre di notti riflesse
queste lettere nere intrecciate
in rime bruciate
protette da schiere
di fate guerriere

 

***

2 pensieri su “Buio (Parole e ore della nuova morte) – di Adriano PADUA

  1. Poesia molto lucida nel notomizzare la realtà e registrarne le disarmonie. Qui e là si sente la lezione della modernità, come lontana eco. Strano effetto della voce poetante, dove soggettività e ricerca di oggettività si esaltano.

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  2. Cammino a piedi nudi,
    in una valle fredda e oscura,
    dove la neve è cenere
    e nella nebbia
    vagano sogni perduti,
    demoni,
    che un tempo,
    erano angeli…

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