Goodbye Mr. President

bush19

Il Presidente

– Donald Barthelme

[…]

Sono, come dicevo, non del tutto convinto. Alcune cose riguardo il Presidente non mi sono chiare. Non riesco a capire cosa pensi. Quando finisce di parlare, non riesco mai a ricordare cosa ha detto. Rimane solo un’impressione di peculiarità, di oscurità… In televisione il suo volto si rabbuia quando viene pronunciato il suo nome. Come se sentire il proprio nome lo spaventasse. Poi guarda dritto nella telecamera (lo sguardo accattivante di un attore) e inizia a parlare. Ma si sente solo l’inflessione. I resoconti giornalistici dei suoi discorsi dicono sempre solo che “ha toccato diversi argomenti che riguardano…” Quando termina di parlare, appare nervoso e infelice. I titoli di coda passano lentamente sopra l’immagine del Presidente rigido, in piedi, con le braccia tese lungo i fianchi, mentre guarda a destra e a sinistra, come se stesse aspettando indicazioni. D’altra parte, l’affascinante progressista che ha corso contro di lui, tutto entusiasmo e programmi, è stato sconfitto con un margine impressionante.

La gente sviene. Sulla cinquantasettesima strada una ragazza è stramazzata di fronte a Henri Bendel. Mi ha sconvolto scoprire che indossava solo un reggicalze sotto il vestito. L’ho sollevata e portata nel negozio con l’aiuto di un maggiore dell’Esercito della Salvezza, un uomo molto alto con un parrucchino arancione. “È svenuta”, ho detto al caporeparto. Abbiamo parlato del Presidente, io e il maggiore dell’Esercito della Salvezza. “Le dirò come la penso io”, disse. “Penso che abbia un asso nella manica che non conosce nessuno. Penso che se lo tiene bello stretto. Un giorno di questi…”. Il maggiore dell’Esercito della Salvezza mi strinse la mano. “Non dico che i problemi che deve affrontare non siano enormi, sconcertanti. Il peso tremendo della Presidenza. Ma se chiunque – qualsiasi uomo…”.

Cosa succederà? Cosa sta progettando il Presidente? Non lo sa nessuno. Ma tutti sono convinti che avrà successo. La nostra età sfinita desidera più di ogni altra cosa entrare nel cuore del problema, essere in grado di dire: Ecco la difficoltà. E il nuovo Presidente, un uomo brillante, piccolo e particolare, sembra abbastanza duro e testardo da condurci fin lì. Nel frattempo, le persone svengono. La mia segretaria è caduta nel bel mezzo di una frase. “Miss Kagle”, dissi. “Sta bene?”. Indossava una cavigliera con dei piccoli cerchi d’argento. Ogni cerchietto d’argento conteneva un’iniziale: @@@@@@@@@@@@@@@@. Chi è questa persona “A”? Che ruolo svolge nella sua vita, Miss Kagle?

Le diedi dell’acqua con un po’ di brandy. Speculai sulla madre del Presidente. Non si sa molto di lei. Si presenta in diverse forme:

Una signora minuta, 158 cm, con un bastone.

Una grossa signora, 216 cm, con un cane.

Una meravigliosa signora anziana, 131 cm, con uno spirito indomabile.

Una vecchia strega viziosa, 297 cm, con la coda mozzata, per via di un’operazione.

Non si sa molto di lei. Siamo certi, tuttavia, che la stessa odiosa confusione che ossessiona noi ossessiona anche lei. Accoppiamento. Particolarità. Approvazione. Deve essere soddisfatta che suo figlio sia quel che è: amato, rispettato, un modello di speranza per milioni di persone. “Miss Kagle. Beva tutto di un sorso. La rimetterà di nuovo in sesto, Miss Kagle”. La guardai con occhi affettuosi e gentili.

Ero seduto al Town Hall, mentre leggevo il programma de Lo zingaro barone. Fuori dall’edificio, otto poliziotti a cavallo caddero in blocco. I cavalli ben allenati passarono delicatamente con gli zoccoli tra i corpi. Sylvia cantava. Dicevano che un uomo piccolo non sarebbe potuto diventare Presidente (alto solo 120 centimetri alla spalla). La nostra epoca non è quella che avrei scelto io, ma lei ha scelto me. Il nuovo Presidente deve avere certe intuizioni. Sono convinto che abbia queste intuizioni (anche se ho molte poche certezze a suo riguardo, ho delle riserve, non sono sicuro). Vi potrei raccontare del viaggio estivo di sua madre, nel 1919, verso il Tibet occidentale, dei dandy e dell’orso rosso, e di come redarguì il capotribù dei Pathan, ordinandogli sdegnata di migliorare il proprio inglese o di sparire, ma che tipo di sapere è questo? Lasciatemi, invece, far notare semplicemente la sua piccola statura, la sua peculiarità, la sua spigliatezza, lasciatemi dire che ci aspettiamo grandi cose da lui. “Ti amo”, disse Sylvia. Il Presidente uscì dal sipario tra applausi scroscianti. Applaudimmo finché non ci fecero male le braccia. Urlammo finché le maschere fecero lampeggiare le luci per ottenere il silenzio. L’orchestra si accordò. Sylvia cantava come seconda voce. Il Presidente sorrideva nel suo palco. Durante il finale, l’intero cast finì nella buca dell’orchestra, in un grande ammasso privo di sensi. Applaudimmo fino a quando le maschere non ci strapparono i biglietti.

4 pensieri su “Goodbye Mr. President

  1. Credo che l’ex presidente Bush sia passato, tra i vari trascorsi, alla nota associazione “Teschie e tibbie”..dopo “Anonima alcolisti”, ma c’è già il film documento di Moore ad avere filmato i suoi primi mesi di presidenza, quando, imboscatosi tra marmotte e residence per la pesca, aspettava finisse la bufera successiva ai brogli elettorali denunciati dagli elettori di diversi stati, di colore prevalentemente,che portarono all’annullamento della vittoria di Gore.. Qui appare invece bellissimo, un clima un’aura, quella che la sua audience suscitava.

    Maria Pia Quintavalla

    "Mi piace"

  2. Ciao Maria Pia, bè, Bush direi proprio di no, ma il racconto di Barthelme è sì bellissimo e assai inquietante, direi: scritto nel 1968 già immagina tutte le nefande conseguenze del culto massmediatico della personalità (per di più inetta)

    Naturalmente non supera lo stato dei fatti, che qui da noi terrestri, specialmente made in italy, ha chiaramente oltrepassato la fiction e sta riportandoci bel belli nell’antica promiscuità di realtà e mito…

    Non so se è il caso di celebrare, ma saluto con sollievo la fine della nocivissima era Bush.

    r

    "Mi piace"

  3. Prima di salutare l’era Bush, io, aspetto di vedere che non venga semplicemente sostituito dall’impavido ufficiale con l’orologio nell’ano e dalla virago con le mutande rawhide.
    Tra le sue tante funzioni bush ha fatto la parte di marionetta per i veri presidenti, cheney e rumsfeld, che immagino attivissimi per intorbidare queste elezioni. la fortuna economica che i burattinai di quel deficiente hanno accumulato negli anni del suo mandato è incalcolabile e gli uomini sono deboli e facilmente acquistabili.
    Speriamo bene.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.