PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 85

Con le mani che gli tremano Erre invecchiato di colpo sta leggendo il giornale. Un litigio familiare con i dispetti e i bronci che ne sono seguiti ha fatto precipitare le borse, Londra –8,6, Tokio –12,4. Ma niente paura: il prossimo asteroide non ha una possibilità su 12 di centrare l’Europa, ma solo una su 15. Del resto le massime autorità mondiali dei 3 monoteismi sono sul punto di proclamare congiuntamente che Dio non è unico ma (soltanto) prevalente.

Forti rumori svegliano Erre di soprassalto e lo riportano al presente, addì 7-4-1979. Le teste di cuoio hanno sfondato la porta della sua mansarda e, mentre una di loro lo malmena, le altre gli sequestrano la collezione con tutti i numeri del “Male” e gli devastano lo scaffaletto dei poeti. Asciugandosi il po’ di sangue che gli gocciola dal naso Erre sorride, sollevato.

9 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 85

  1. Cari amici,
    questa notte ho seguito l’elezione di Obama, ormai certa, e per l’occasione mi sembra giusto corredare il mio post di una coda in cui mettere meno veleno che mi sia possibile.
    Con il mio machiavellismo italico pensavo che Obama, con la sua persona, la sua famigia, le sue origini, potesse creare più problemi di quanti non fosse in grado di risolverne; quindi, senza alcun fatto personale, non facevo il tipo per lui.
    Questo fino a che la crisi planetaria, incontenibile, non si è mostrata chiaramente per quello che era: allora ho cominciato a pensare che ci volesse un uomo nuovo con idee (vecchissime ma) nuove, coraggioso e carismatico, per tentare di far ripartire in qualche modo la scassata macchina del mondo.
    Ora pare cominciata una favola bella, e speriamo che lo svolgimento e la fine siano degni del’inizio.
    Speriamo anche che provochi un effetto domino che arrivi fin qui, ci faccia guardare con meno superficiale spocchia a quanto succede oltre Oceano, e ci cambi almeno un po’ in meglio.
    Qui chi è portatore di una diversità positiva si fa oscuramente il mazzo in realtà di confine, o vive braccato sotto scorta.
    E Se poi tenta in qualche modo di far emergere il proprio sogno lo fermano con la violenza, con uno scandalo montato ad arte o con trenta denari, magari consistenti in un viaggio-premio in una delle tante isole deserte affollate di “bella gente”.
    Speriamo davvero di riuscire a vedere il tempo in cui saranno tutti profeti, e non ci saranno pallottole abbastanza per uccidere tutti gli eroi.
    Questa chiosa per dire che forse proprio da oggi Erre ha qualche ragione in meno per rallegrarsi di risvegliarsi nei suoi e nei nostri anni di piombo, e qualche ragione in più per guardare il suo e nostro futuro, questo presente, con almeno un microgrammo di speranza.
    Un saluto particolare per una giornata particolare,
    Roberto

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  2. caro Roberto, sembra che in Italia gli anni siano sempre di piombo.
    Anch’io ero un po’ scettico su Obama, credo di averlo chiamato perfino “un fighetto” all’inizio, e poi ho osservato che il suo carisma sui sostenitori è quello che produce un fenomeno religioso, più che un movimento politico. In queste condizioni, the New President potrà forse trovare le energie e la visione di cui gli USA, e il mondo, hanno bisogno, ben oltre le misuratissime parole che ho ascoltato. La speranza collettiva che si lega a una leadership riconosciuta non è più testimonianza, fa la storia.
    Proprio l’inizio di una favola:

    la favola bella
    che ieri
    t’illuse, che oggi m’illude

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  3. Caro Roberto,
    ho esordito dicendo che ci mettevo meno veleno possibile, di metterci solo zucchero e miele non sarei proprio capace. In questo sono un vero “ragazzo degli anni di piombo”, i quali come dici giustamente tu forse non sono mai finiti; e non c’è modo migliore di farli durare in eterno che sistemargli sopra certe pezze peggiori del buco.
    Per tornare a bomba (oppss…)tutti sanno, del resto, che a determinate dosi il veleno può essere curativo e benefico, mentre troppi dolci (sempre che non facciano di peggio) quanto meno rovinano i denti: sicché all’occorrenza non si è più in grado di mordere.
    Ma tu, porca miseria, sei subito finito a colpo sicuro sulla “favola bella”, a quelli di LPELS non la si fa:-))
    Mi fa comunque sentire meno in colpa sapere che anche tu provi una soddisfazione moderata, senza pregiudizi ma in attesa di verifiche.
    Grazie ed un caro saluto,
    Roberto

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  4. Caro Fabrizio,
    per automatismo mi verrebbe da dire “piccoli asini crescono”.
    Poi, ovviamente sempre per automatismo incorreggibile,
    penso a Platero e ai paradisiaci asinelli di Francis Jammes, e mi verrebbe da chiedere di non mischiare gli animali alle nostre nefandezze.
    Poi però mi rendo conto che vederli con capoccia asinina può essere il primo passo per vedere costoro come figli: in particolare per me, che non ho fatto nulla per i figli che non ho avuto, e troppo poco per i figli degli altri.
    Sul grave problema dell’educazione mancata ognuno rifletta in privato, ma prenda in pubblico, per quanto ancora possibile, veloci contromisure.
    Un abbraccio,
    Roberto

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