RASOTERRA: “I comandamenti che manca(va)no” di Davide SAPIENZA

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Con la rubrica “Rasoterra” inizia la collaborazione col nostro blog di Davide Sapienza, che ringraziamo.

Art. 1. La Natura, o Pachamama, dove la vita si riproduce ed esiste, ha il diritto di esistere, persistere, mantenere e rigenerare i propri cicli vitali, la propria struttura, le proprie funzioni ed i propri processi in seno all’evoluzione. Ogni persona, popolo, comunità o nazione, avrà la facoltà di chiedere il riconoscimento dei diritti della natura davanti agli organismi pubblici. L’applicazione e l’interpretazione di questi diritti seguirà i principi relativi sanciti dalla Costituzione.
Art. 2. La Natura gode del diritto di ripristino integrale. Questo ripristino integrale é indipendente dagli obblighi sulle persone fisiche e giuridiche o dello Stato per indennizzare il popolo o le collettività che dipendono dai sistemi naturali. Nei casi di impatto ambientale grave o irreversibile, lo Stato attuerà i meccanismi più efficienti per il ripristino, inclusi quelli provocati dallo sfruttamento delle risorse naturali non rinnovabili, e adotterà le misure adeguate per eliminare o mitigare le conseguenze ambientali dannose.
Art. 3. Lo Stato motiverà le persone fisiche e giuridiche al pari delle collettività per proteggere la natura; promuoverà il rispetto nei confronti degli elementi che formano un ecosistema.
Art. 4. Lo Stato attuerà ogni misura cautelativa e restrittiva in tutte le attività che possono condurre all’estinzione delle specie, la distruzione degli ecosistemi o l’alterazione permanente dei cicli naturali. É proibita l’introduzione di organismi e materiale organico e inorganico che può alterare in maniera definitiva il patrimonio genetico nazionale.
Art. 5. Le persone, il popolo, le comunità e le nazioni avranno il diritto di trarre benefici dall’ambiente e di creare benessere naturale che condurrà a uno stato di benessere.

Il sogno condiviso da milioni di umani è entrato in una nuova fase: si, perché quelli che avete appena letto sono i cinque articoli della nuova costituzione dell’Ecuador approvati con un referendum popolare del 28 settembre scorso. Così è accaduto che la nazione sudamericana nella cui giurisdizione si trovano le isole Galapagos, ha ratificato cinque “comandamenti” dispersi nella foga di antropocentrismo degli ultimi duemila anni nella nostra società “della conquista e dell’asservimento” (infatti, tutte le civiltà indigene mai si sarebbero sognate di violentare Madre Terra come abbiamo fatto noi dall’Impero Romano in avanti). Pensate che persino uomini come Gesù Cristo e San Francesco d’Assisi avevano ben previsto tutto questo nella loro meravigliosa visione, eppure…
Signore e signori, ecco le “tavole della Natura” di cui siamo parte, dalla quale veniamo e alla quale torneremo. È di queste cose che ci occuperemo in questa nuova rubrica, Rasoterra. Immaginatevi su un prato, su una distesa, ai piedi di un monte, a filo d’acqua nel lago, nel fiume, nel mare: e guardate l’orizzonte mentre il Tutto creato e increato vi avvolge.
Quello è l’attimo a fil di percezione, Infinito e Mistero che ha ispirato anche molti uomini di buona volontà (e un ottimo fondo legale ambientalista americano, il Community Environmental Legal Defense Fund) che hanno potuto verbalizzare diritti dei quali da tempo si discute nei circoli più avanzati del sentire, dove uomo e spirito sono alleati e consapevoli dell’appartenenza della nostra specie a un ciclo molto più grande e libero.
La Natura non ha bisogno di noi per conoscere i propri diritti: la Natura semplicemente E’ e questo è un dato che chiunque capisca l’importanza di “spogliare l’armatura” della propria morale, fede, filosofia, visione di vita, ha da tempo capito. In quei momenti rasoterra in cui la Vita si lascia guardare negli occhi vedi come tutto sia un Infinito divenire.
Trovo splendido che ciò stia accadendo in una nazione del Sudamerica, continente sottoposto a decenni di dittature selvagge, con la benedizione del “sistema Occidente” e che ora si ripropone come madre primordiale – la Pachamama appunto. E poi, le isole Galapagos, uovo primordiale dal cui guscio sbucò la teoria dell’evoluzione di Charles Darwin, studioso sul campo ingiustamente brandito per strumentalizzare discussioni che dimenticano di farci vedere il vero “tuorlo” della questione.
La portata di questi cinque articoli é ancora tutti da valutare: se le “wild laws” – regole fondamentali che neppure l’ONU e i grandi organismi internazionali hanno saputo realizzare nel loro ormai imperituro fallimento – diventeranno parte integrante delle identità nazionali, ciò potrebbe significare un primo passo per togliere poteri immensi a singoli esseri umani dotati di troppo controllo, troppa ricchezza, troppe possibilità di plasmare e plagiare la coscienza pubblica.
Queste sono questioni di tale portata da non poter più appartenere a regolamenti locali o nazionali. Dobbiamo scuoterci dal sonno malato in cui siamo caduti da troppo tempo e capire che ci stanno prosciugando la Vita terrena all’origine e infliggendo inutili mortificazioni a quella spirituale. Ce lo chiede la Pachamama e ce lo chiede facendosi sentire attraverso le azioni di donne e di uomini come noi.

26 pensieri su “RASOTERRA: “I comandamenti che manca(va)no” di Davide SAPIENZA

  1. Pachamama. Un nome bellissimo, che ci riporta alla “potnia meter”, la Grande Madre della cultura mediterranea, che è poi il seno della natura, la nicchia profonda di energia dalla quale nasciamo tutti noi. Il volto femminile di Dio, per chi ci crede. Quello di cui Paulo Coelho parla in “Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto”.

    Senza questa natura, senza questa radice energetica profonda, noi semplicemente “non siamo”. Ecco anche il senso e la profonda spiritualità insiti nei rimedi floriterapici scoperti ed elaborati dal Dr. Edward Bach.
    Riappropriamoci della natura, preserviamola e lasciamola entrare dentro di noi, e facciamo in modo che sia così anche per la poesia, la musica e l’arte in genere. Il mondo inizierà a cambiare nel modo più decisivo e duraturo: da dentro.

    Giovanni A.

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  2. Anche l’Ecuador ci sopravanza di molto. Questi 5 articoli sembrano talmente ovvi che ci si chiede come mai debba essere necessario scriverli e inserirli in un atto costitutivo. Perché? Perché lo strappo con la natura è ormai a un punto limite e ci si accorge che non è possibile ricrearla artificialmente. Senza questi punti fermi non possiamo andare avanti e non possiamo vivere sulla terra.

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  3. Congratulazioni a Davide per questa nuova collaborazione.

    Bellissime parole di Giovanni Agnoloni:
    Riappropriamoci della natura, preserviamola e lasciamola entrare dentro di noi, e facciamo in modo che sia così anche per la poesia, la musica e l’arte in genere. Il mondo inizierà a cambiare nel modo più decisivo e duraturo: da dentro…

    Condivido in pieno!

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  4. Grazie mille per la tua attenzione, Valeria.
    Trovo che internet e i blog ci diano un’opportunità preziosissima per diffondere questa sensibilità (e non solo).
    Ecco perché è bene opporsi al disegno di legge che vorrebbe imbavagliarli. Firmiamo:
    http://firmiamo.it/noallaleggeantiblog

    Un caro saluto,
    Giovanni A.

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  5. vedo con molto piacere amici che vogliono condividere, Riccardo, Valeria, grazie. E grazie a Giovanni che mi ha portato a questo blog attraverso l’intervista di due settimane fa…diciamo che la vera angoscia é quella dimostrata dai media che di queste cose, in questo modo, non ne parlano. E lo dico pur essendo io stesso giornalista e collaboratore di testate di rilevanza nazionale: é un dolore vedere quanto sia difficile poter parlare di queste cose.
    Anche nel trattare questa “separazione” dalla Madre Terra, c’é troppo materialismo, incapacità di evocare la Poesia che questa relazione deve saper “inoculare” in tutti noi – chi ci prova, con libri, articoli e incontri, come me, sa bene di cosa parlo. Ma non mi faccio spezzare la schiena. Si va avanti.

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  6. E’ un grande piacere averti fra noi qui su LPELS, Davide. I tuoi articoli sono illuminanti circa la necessità di ristabilire un rapporto equilibrato e consapevole con la natura. In particolare sottolineo le tue parole: “la Poesia che” la nostra relazione con la Natura “deve saper “inoculare” in tutti noi”.
    Natura = energia vitale = poesia. Questa è una sostanziale equivalenza che, piaccia o no, è imprescindibile per la vita. Ecco perché il tramite della parola è un mezzo insostituibile, e il ruolo dello scrittore e del poeta oggi, a mio avviso, si definisce nella misura in cui sa “far sentire il sapore delle cose” e rieducare ai sapori genuini della vita, quelli che il progresso, il materialismo e il relativismo etico hanno cercato di minare. Ma non ci sono ancora riuciti del tutto, per fortuna. Possiamo ripartire dalle cose semplici, ricondurci ai ritmi di base e sentire il respiro del pianeta come si ascolterebbe il battito del cuore di un animale addormentato. Basta mettergli la mano sopra e avere l’umiltà, per una volta, di non “pensare”: lasciar fluire solo il calore e le emozioni, e permettere loro di indicarci la strada per una rinascita umana, integrata con il “tutto naturale”, come anche Massimo Maggiari ha ben sottolineato nelle risposte che ha date alle mie domande dell’intervista uscita due o tre giorni fa.

    A presto,
    Giovanni A.

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  7. Ho letto i vostri interventi con interesse ma anche con una grande consapevolezza, quella di uscire dal circolo per parlare tra la gente. Vengo da una famiglia di musicisti e appassionati d’arte e ho imparato sin da piccolo quanto i personaggi creino sempre un pubblico proprio, in cui parlare delle cose del mondo, ma sempre mediate dalle proprie persone. In questo momento di bassezza culturale c’è bisogno che si esca dal salottino buono dei nomi famosi, per ritormare a sporcarsi con la gente che a volte non capisce e che ha tanto bisogno di capire. Stanno cambiando cose nel mondo, dobbiamo con forza riprendere le battaglie per l’ambiente in tutto il pianeta, ma dobbiamo anche smetterla di parlarci addosso….c’ è bisogno di poesia ma anche di idee, c’è bisogno di guardare la gente negli occhi….qualunque sguardo sia quello che ti ritorna.

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  8. Parole sante… mai come oggi il poeta e lo scrittore si devono – e si vogliono – mescolare con la vita, divenendo essi stessi ingredienti di un minestrone giunto a un punto critico della sua cottura. Insomma, urge mettersi in gioco con idee che tocchino l’animo della gente, perché la politica non cambia il mondo, se non si innesta su una rivoluzione delle coscienze. Qui l’artista – in qualsiasi campo operi – deve gettare il suo seme. E, come dice Paolo, nessuno escluso, senza settarismi, faziosità o accademismi. La parola d’ordine dev’essere: usare parole che “tocchino”. Che sono come la nota giusta o la pennellata giusta al posto giusto. Quella che ti fa allargare il cuore.

    Giovanni A.

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  9. Grazie Giovanni.
    Sono d’accordissimo riguardo ai blog e internet, vado a firmare subito!

    Molto interessante l’intervento di Paolo… è vero c’è bisogno di artisti che parlino alla gente e come ha aggiunto Giovanni che sappiano far allargare i cuori.

    Beh, io penso che questo sia il caso di Davide e di sua moglie Cristina Donà…
    almeno con me è successo!

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  10. Ben fatto, Valeria, grazie per aver firmato! Anzi, per favore, spargi la voce, è una petizione molto importante!

    A presto,
    Giovanni.

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  11. Grazie e complimenti a Davide per l’ottimo intervento, e per averci informato su una scelta – quella di inserire i cinque articoli per la tutela dell’ambiente, nella costituzione dell’Equador – che dovrebbe imitata quanto prima da tutte le nazioni del mondo.
    Ringrazio e saluto tutti per gli interventi, in particolare il mio omonimo:)

    Giovanni.

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  12. Grazie a davide per gli spunti di riflessione che ci dona, e per avermi fatto scoprire questo splendido blog. Provvedo a linkarlo alle mie modestissime reti.
    Gp

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  13. non vorrei gettare acqua gelida sulle schiene dei lettori di questo blog, ma solo un pò di realismo: siamo in minoranza!
    non lo siamo solo in maniera numerica, ma si prospetta di essere anche in regresso…
    ciò non significa abbandonare il nostro principio portante, e nemmeno abbandonarci alla rassegnazione, però le idee che noi conserviamo stanno lottando per la loro sopravvivenza con “la talpa” & c…
    parimenti commetteremmo un errore se ci comportassimo come i depositari della verità assoluta, vivremmo fuori dalla realtà..
    un bagno di poesia è sempre indispensabile, il compito che ci aspetta è quello di trasmettere, in ogni forma, questo modus vivendi, specialmente alle giovani leve…

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  14. Appunto, non conta la quantità, ma la qualità del messaggio. Anche i cristiani, all’inizio, erano pochi, in fondo, no?
    Grazie a te, Giovanni N.! -;)

    A presto,
    Giovanni A.

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  15. appunto…
    i cristiani erano pochi e sono diventati tanti, le idee dei nostri nonni le possedevano in tanti ora le possiedono pochi, e la consolazione di appartenere ai pochi è magra…
    non rassegnamoci, ma conserviamo un pò di sano realismo

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  16. Guai a perdere il realismo, Giuliano, ma anche guai a perdere l’ideale di riferimento. Altrimenti si soccombe davvero. Pensa ai poveri hobbit nella Terra di Mezzo.

    A presto,
    Giovanni A.

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  17. scusate se torno solo oggi sul blog. A Paolo dico, ok, ma non ho capito “le conclusioni”: se si scrive su un blog, in quel momento, ci si raccontano delle cose. Se io da professionista della scrittura – cosa di cui vado orgoglioso – scrivo su alcuni blog, é proprio per ricordarmi il “sano realismo” citato da Giuliano. Niente impedisce di marciare verso un avvenire diverso, tenendo il sogno stretto negli occhi. Proprio perché credo di vivere nella realtà del mondo qui dove abito, non vedo ogni giorni i blog… giusto per fare un esempio. Sul fatto di essere pochi o tanti, questo non conta. Alla fine, é uno lo spermatozoo che feconda l’ovulo. Altri milioni, se ne vanno a “riprovarci sarai più fortunato” tornando nel ciclo dei fluidi organici. Dunque …quella dei numeri e dell’essere in pochi é una classica sindrome che ben conosco. Siamo in pochi, a) non é vero e b) non importa. A non esclude B. B incoraggia A. A + B ci porta a C: cerchiamo di capire che pare non essere “dei pochi”, perché, forse, ha solo paura ad esprimersi. Dav

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  18. Pingback: I diritti di Pachamama ( Ecologia Resto del mondo ) - Il blog di Marcello Saponaro

  19. Mia figlia e’ stata in visita alle Galapagos recentemente e me ne ha parlato con grande entusiasmo. Quel luogo deve avere un genius loci, particolare. Ne sono sicuro. Ma quello che l’ha colpita maggiormente, mi sembra, e’ stata (anche) la sua gente. Piu’ viva, piu’ autentica, che ad altre latitudini e longitudini. Se perdiamo una presenza di Wilderness (e non green space – utile si- – ma un’altra cosa) nella realta’ che ci circonda, perdiamo radici ancestrali… essenziali… per un metabolismo sano delle nostre anime in transito.
    Grazie dell’articolo proposto con sapiente fermezza. Bisogna dirle con chiarezza certe cose. Non ce la possiamo contare quella dell’uva. Bello sia affermare un proprio destino di fedelta’ alla terra. Per un individuo, per una comunita’. Un atto di gratitudine che scavalca i millenni. Mi rimane solo da fare un augurio. Che i diritti e le leggi, prossime a venire, ci entrino cosi’ dentro sotto la pelle, che a condividerle basti solo l’assenso di uno sguardo.

    avanti ferventi
    massimo

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  20. Grazie a Davide e a Massimo per queste pillole di passione. Ci servono, perché se si smette di credere siamo già morti.

    Un caro saluto,
    Giovanni A.

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