Fu vera gloria? Il naufragio di Vladimir

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Il naufragio di Vladimir, di Norma Rangeri (il Manifesto, 26 novembre 2008)

Dalla Muccassassina, locale romano simbolo della trasgressione, all’Isola dei famosi, cuore televisivo del conformismo popolare, passando per il Parlamento. È la parabola, davvero spettacolare, di Vladimir Luxuria, ieri deputato transessuale di Rifondazione comunista, oggi metafora incarnata del vertiginoso precipizio di un comune sentire. La sua è la classica vittoria di Pirro, il successo di chi alza la coppa del trionfo come fosse la bandiera rossa del transgender mentre in realtà sventola le mutande di Valeria Marini (messe come fascia per i capelli) nella pantomima che la incorona per meglio annullarne l’identità.
Non c’è bisogno di scomodare i sacri testi (le note di Giorgio Agamben a «I commentari della società dello spettacolo» di Debord) per convincersi di come «nella piccola borghesia planetaria, nella cui forma lo spettacolo ha realizzato parodisticamente il progetto marxiano di una società senza classi, le diverse identità che hanno segnato la tragicommedia della storia universale, stanno esposte e raccolte in una fantasmagorica vacuità». Gli italiani stanno vivendo da quasi un ventennio l’egemonia sociale, prima ancora che elettorale, di un berlusconismo , che riceve sempre nuove conferme da una classe politica di sinistra affollata di uomini, donne e transessuali convinti di cavalcare una tigre che se li è già mangiati.
In una delle sue incursioni marziane, Adriano Celentano propose, tra i filmati shock, un piccolo «Blob» con scene dall’Isola dei famosi: vallette in tanga che si strappavano i capelli insultandosi, per la gioia del pubblico voyeur. Un concentrato di sessismo, conformismo e luoghi comuni, ovvero il nocciolo duro dei reality. La povera Luxuria (in senso lato vista la sontuosa vincita) è entrata nello show come un volantino stampato («parlerò di problemi sociali e politici»), e ne è uscita come una donnetta da ballatoio. Il massimo della popolarità lo ha infatti raggiunto con la spiata di un flirt tra una bella argentina (Belen Rodriguez) e un rubacuori del jet-set (Rossano Rubicondi), marito di Ivana Trump. «Vi siete baciati» svela Luxuria. «Dici questo perché sei invidiosa di me che sono una donna vera», ribatte Belen. Altro che «rottura del tabù dell’eterosessualità», come scrive Liberazione. Semmai l’incoronazione della reginetta del pettegolezzo nazionale, il trionfo del perbenismo, l’apoteosi del meccanismo conformista che spinge la macchina della televisione italiana. Viceversa, dovremmo sostenere che Cristiano Malgioglio o Platinette sono i portabandiera della libertà sessuale, il Costanzo show la barricata della rivoluzione di genere e il Billionaire di Briatore l’avanguardia dell’emancipazione femminile.
Nella puntata finale, mentre la regia inquadrava le maxi-tette di Mara Venier e della stessa Ventura, la conduttrice sottolineava il bel momento con il suo stile: «A proposito di tettame e di fisicame, qui c’è una che ci batte tutte, è lei, la nostra Pamela Prati!!!!». Tette , culi e famiglia, ecco gli ingredienti sopraffini dell’Isola. Suggellati dalla Foggia in festa per la vincita del suo illustre concittadino. Per ricevere Luxuria i ragazzi della sua città hanno già preparato un bel rap: «Sei bbona, sei tosta». Una vera rivoluzione, ma all’incontrario.

27 pensieri su “Fu vera gloria? Il naufragio di Vladimir

  1. A me di tutta questa vicenda intristisce non tanto la partecipazione di Vladimir all’Isola dei Famosi, non mi scandalizza; ha il diritto di farlo, di tuffarsi per una volta nel trash, di lasciarsi andare alla deriva, come qualcuno dice. Non fanno per me le condanne morali, e continuo ad avere stima di lei; invece mi rende malinconico il pronto intervento dei vertici di Rifondazione che acclamano la vittoria e le chiedono, la supplicano di candidarsi alle europee. Mi sembra la versione di sinistra dell’elezione di Iva Zanicchi al parlamento europeo.

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  2. Non le guardo queste trasmissioni e non per puzza sotto il naso, ma perchè non mi interessano. Ho altro da fare. Ma mi chiedo sempre perchè chi continua a criticarle poi continua a guardarle?

    Il teatrino avrebbe chiuso da un bel pò se chi si schifa spegnesse il televisore.

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  3. “Gli italiani stanno vivendo da quasi un ventennio l’egemonia sociale, prima ancora che elettorale, di un berlusconismo , che riceve sempre nuove conferme da una classe politica di sinistra affollata di uomini, donne e transessuali convinti di cavalcare una tigre che se li è già mangiati.”

    Quanto sopra è assolutamente perfetto. Ma poche lacrime per i poveri mangiati, campioni dell’arte dell’autoriciclo, sempre ovviamente ponendosi non come comuni mortali che devono sfangarla tenendo famiglia, ma come modelli da imitare.
    Non credo proprio che con loro il grande o piccolo diavolo Berlusconi abbia avuto vita particolarmente difficile…
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

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  4. Condivido ogni parola di Norma Rangeri. Da molto tempo faccio fatica a capire le prese di posizione di Liberazione, tipo questa, o quella su Previti e su Corona. Non ricordo chi l’ha detto, ma questa frase a proposito di Luxuria sintetizza bene il mio pensiero: “Ogni paese ha la rivoluzione che si merita. In America un nero è andato alla Casa Bianca vincendo le elezioni, da noi un trans ha vinto un reality col televoto”.

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  5. Norma Rangeri è uno dei pochi cervelli ancora accesi nel desolante panorama intellettuale di questo paese. Gli altri, anche tra gli insospettabili, sono spenti da tempo. In ossequio all’oscurantismo che regna sovrano in questa misera(bile) contrada.

    fm

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  6. stringendo l’obiettivo su una porzione infinitesima della vicenda, lasciando fuori politica, costume, etica, possibile che nessuno si accorga del brutto profondo, devastante, che c’è in tutto questo? prima del senso etico, rara avis, quello estetico che fine ha fatto? io ho scoperto “il” vladimir all’isola attraverso blob. l’ho trovato, prima di tutto, brutto fuori. mi dispiace se è diventato brutto dentro e ha prodotto un imbruttimento attorno a sè. non ero una sua fan neanche prima: ammetto il mio borghesissimo peccato. che il berlusconismo se lo sia mangiato, deglutito, digerito, defecato non mi interessa: vuol dire che era commestibile.

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  7. “Tette, culi e famiglia”, la triade indicata dalla Rangeri come ingrediente sopraffino dell’Isola, sono ahimè l’ingrediente di una mentalità che ormai marcia con le sue gambe con o senza Isola… Non è che un modo un po’ più volgare di dire “Dio, Patria e Famiglia”, non vi pare? Triade quest’ultima che fra l’altro è stata dichiarata come suo valore pochi giorni fa dalla ministra calendarista Carfagna, e con questo il cerchio si chiude.

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  8. Ok torno all’inferno, così sarete liberi di rassicurarvi a vicenda…

    PS
    Non è che siete un pò nervosetti? Non sarebbe il caso di essere un pò più rilassati ? In fondo viviamo nel migliore dei mondi possibili, basta pensare che Luxuria ha vinto l’Isola dei Famosi…

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  9. Andando fuori argomento, a casa mia non ci sono televisori. Non ne possiedo alcuno. Tre figli sotto i dieci e niente televisore. (A sentire questo, un mio collega mi ha dato dell’estremista) Mi è difficile quindi commentare certe notizie, nel senso che io non so, letteralmente, che cosa sia un reality show (si dice così?). Che i tempi siano maturi per lanciare una campagna di boicotaggio del mondo televisivo nel suo complesso (cioè, è un complesso economico-commerciale) semplicemente rinunciando tout court alla televisione?

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  10. Caro Plevano, trova milioni di persone che ti seguano e buttino il televisore, ed ecco fatta la rivoluzione in Italia. I tempi non sono maturi semplicemente perché la gente ama la tele.

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  11. Ma si, dai, così la fate finita voi radical chic di ritenervi la parte migliore del paese. Un leader che viene dritto dall’Isola dei Famosi, e gli intellettuali che sculettano su Facebook. Fate harakiri e non rompete più i coglioni.

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  12. Vbinaghi, penso che tu abbia sbagliato sito e post. Il radical chic ha la televisione con sky e tutto, la guarda regolarmente e dice quanto è brutta, provinciale e per analfabeti. La situazione di Plevano mi sembra più da “Guerra agli umani”, avete presente il libro di Wu Ming 2?

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  13. E’ si, altro che precariato, milioni di disoccupati, crisi energetica, bullismo, sequestro del voto, sequestro della democrazia, la tua squadra in serie b, il tuo vicino che se non gli presti lo zucchero ti seziona in quattordici parti e ti mangia. nulla smuove l’Itagliano, popolo che senza conquistattori si sente come linus senza coperta. agli italiani togligli le reti mediaset (o la televisione tout court) e avrai la tua rivoluzione. senza nessun dubbio.

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  14. @Baldrati
    Oibò, che strana cosa. Vuoi dire che nessuno dei rudi lettori di Liberazione indulge a stronzate piccolo borghesi come il Reality Show, eppure il loro giornale ne acclama la leadership politica del vincitore?
    Io avevo capito un’altra cosa: che le mutande rosse o arcobaleno che siano stiano scomode perfino a chi della rivoluzione ha fatto un mestiere, adesso che gli operai votano la Lega, e quindi giustamente ci si converte al pizzo e alla trina.

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  15. Fabrizio d’Esposito sul Riformista di oggi: “Dal pennone del Cremlino, la bandiera rossa venne ammainata meno di vent’anni fa. Da ieri sventola sulla palma più alta di Cayo Paloma, atollo honduregno. Ogni paese ha le rivoluzioni che si merita … In America un nero è stato eletto alla Casa Bianca. Da noi un trans ha vinto col televoto all’Isola dei famosi.

    ecco chi era che lo ha detto.

    cmq domani da santoro ci sarò pure io insieme all’amica rangeri a sentire sintetizzato il mediocre fenomeno che avrebbe secondo alcuni portato una sana rivoluzione nel paese. e il mio nick è la risposta a tale cosa.

    ciao

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  16. Ovvio che Luxuria, come chiunque, a titolo personale può fare quello che vuole. Altrettanto ovvio che chi si era fatto una certa idea del Luxuria politico, apprezzando l’aria fresca che Vladi sembrava aver portato in Parlamento, adesso non possa che manifestare delusione, dubbi e perplessità davanti ad una scelta che, come dice la Rangeri, ha finito solo col dare un ulteriore contributo all’”apoteosi del meccanismo conformista che spinge la macchina della televisione italiana”. La partecipazione di Luxuria e della (presunta) sinistra dura e pura all’ormai dilagante carnevale del nulla sottovuoto spinto, regno indiscusso del berlusconismo stravincente e asciugacervelli, la conseguente condivisione di quel meccanismo perverso che a parole si diceva di voler provare a cambiare e che ha reso l’Italia un paese di rincitrulliti telespettatori plaudenti, spiega molto bene, secondo me, perchè in Italia vince sempre Berlusconi e perchè in Italia la sinistra copiona e contraddittoria è inevitabilmente allo sfascio. Luxuria (e Rifondazione che pretende di dare una lettura politico-culturale al televoto di tanti ozianti davanti alla TV tutta tette e culi) mi ricordano quei poveretti, un po’ sfigati, che, avendo un forte complesso di inferiorità e volendo sentirsi alla pari dei ricchi, belli, forti e vincenti, si danno da fare per raccattare al meglio le briciole elargite al banchetto serale messo in piedi ad uso e consumo del popolino bue, da un potere che usa proprio lo strumento della finzione per ridersela a più non posso, ovviamente sempre più potente e più saldo che mai. Che pena.

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