Perdas de Fogu e Pavese

di Alberto Pezzini

Se Massimo Carlotto si impegna civilmente. E’ questa la vera scommessa di un uomo che da un’esperienza ai limiti della sopravvivenza interiore diventa uno scrittore assoluto.
Perdas de Fogu ( Ed. E/O – pagg. 159 – euro) è un poligono dove le aziende anche private possono sperimentare le armi più sofisticate per 50.000,00 euro all’ora. E’ un poligono che costerà alla Sardegna la perdita di milioni di ettari i quali verranno annichiliti dalla ricaduta dell’uranio impoverito.
E’ una sostanza molto pesante e capace di sviluppare una forza sterminata quando semina l’urto mortale. Lo ha spiegato in maniera lucida, senza una sbavatura, anzi in modalità asettica ma sensibile, Mimmo Candito, un grandissimo inviato speciale de La Stampa il quale ha presentato Massimo Carlotto ed i Mama Sabot. Una cifra che serve ad indicare un gruppo di studio che ha sudato con lui su circa millecinquecento pagine di dati sondati e digeriti per scrivere questo violento noir di denuncia.
E’ un noir alla Carlotto, infatti. Bello, graffiante, anzi duro come certe violenze alle donne descritte soltanto da lui in certa maniera chè sembra di vederle in presa diretta.
E’ però ed anche un’avventura civile che rasenta il rischio e fa del pericolo una virtù decisamente patriottica. Questo libro verrà scandagliato da tutti coloro che potranno in qualche maniera riconoscervisi per la crudezza della denuncia e per la gravità dei fatti descritti. Toglierà più di un sonno a qualcuno.
Il brutto è che però quel poligono si farà. E lascerà milioni di nanoparticelle ad infestare la Sardegna ed i suoi abitanti. Ecco come nascono i tumori. La cosa che agghiaccia è la padronanza dei dati che stanno sotto la trama del romanzo e si colgono benissimo come luci all’alba, e soprattutto la determinazione del governo italiano nel voler realizzare una tale struttura di morte.
Non c’è verso di potersene salvare. Carlotto è uomo di poche parole verbali ma forse oggi incarna una modalità di scrivere il noir mediterraneo assolutamente costosa in termini di domande ed inquietudini che riesce a sollevare. I suoi noir percorrono la spina dorsale come brividi di paura che – come tutti sanno – è l’unica sensazione capace di paralizzare o scatenare le sensazioni in maniera del tutto soggettiva. Il suo ritmo è forsennato ma dotato di un salto personale che non ha risposte ma pone soltanto domande.
E questo è il grande lascito che un giovanissimo professore di Bari, Valerio Capasa, ha lasciato nella mattina. E che ci si porterà dietro per sempre. I grandi scrittori, ha detto nell’introduzione a Cesare Pavese per il centenario della nascita, sono quelli che ti mettono nei guai. Perché non ti donano una formula su come affrontare la vita, ma riescono a vivere in te soltanto nella misura in cui ti hanno ferito e lasciato un grande interrogativo da rincorrere. E’ questo l’infinito, quel continuo andare dietro a qualcosa di insaziabile, ma anche di inesausto. E’ il desiderio di un sé fuori da sé stessi, è la molla della vita, quella di cercare.
E Pavese lo sapeva bene. Capasa – di cui bisogna comprare Un’esigenza permanente/ un’idea di Cesare Pavese – Edizioni Di pagina / euro 13,00 – ha raccontato durante una lezione vischiosa come il miele ed appassionata dal fuoco di un’eloquenza scintillata dalla conoscenza a menadito dell’opera pavesiana – come Pavese fosse un uomo “riuscitissimo”. Una vista inedita ma che ha effettivamente del vero. Già soltanto il fatto che quest’anno Giulio Einaudi abbia voluto pubblicare le lettere scritte per il lavoro all’interno della casa editrice in parola, è l’indice di quanto Pavese fosse l’Einaudi.
C’è una bellissima frase – e questa invece è stata ammannita ad un pubblico di studenti ed adulti rapiti per quest’uomo che in vita si suicidò per un male di vivere acuminato come rose di sangue – detta da Marco Antonellini, altro efficace rammentatore di Pavese.
Quando Mircea Eliade fuggì dalla Romania, i soliti amici del giaguaro scrissero all’Einaudi diffidandola dal pubblicare le opere di un fuoriuscito e dissidente come egli era.
Pavese rispose che l’anticomunismo non elimina l’intelligenza. E, quindi, l’Einaudi avrebbe pubblicato le sue opere.
Questi era Pavese. Non sappiamo se sia stato davvero impotente con le donne, o se sia stato davvero quell’uomo per cui chi vuol sborrare in figa, paghi. Come dice in modo cruento ma vero, anzi verissimo, nel Mestiere di Vivere. Un diario clinico e sentimentale, anzi un tormento che sconquassa la coscienza se lo si legge. E’ uno dei pochi libri al mondo che destano una inquietudine fisica, quasi materica, ogni volta che lo si legge.
Questi era Pavese. Un uomo capace di sollevare dubbi per l’eternità e di metterti nei guai se lo leggi. Un tormento ed un’estasi. Un uomo che continua ad essere un maestro del vivere ed uno scrittore per ogni età.
Si cerca sempre un uomo che sa scrivere. Quando vinse il Premio Strega nel 1950, forse, non lo pensava più. Era già uomo malato di tristezza. Ma quanta gioia ci ha lasciato quel suo sentimento di ricerca dell’infinito. Quel mestiere di vivere è davvero un mestiere porco. Ma è l’unico che sappiamo fare.

3 pensieri su “Perdas de Fogu e Pavese

  1. Perdas de Fogu ( Ed. E/O – pagg. 159 – euro) è un poligono dove le aziende anche private possono sperimentare le armi più sofisticate per 50.000,00 euro all’ora.
    Probabilmente in Sardegna ci sono troppi centenari e qualcuno vuole evitate che in futuro, si debbano accudire troppo anziani.

    Grazie Fabri

    "Mi piace"

  2. Pingback: I pro e i contro delle fiere del libro | Rossi Orizzonti

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.