8 pensieri su “Su questo aspro frammento di terra

  1. Ho sempre avuto i miei bravi dubbi che gli Spartani (oligarchi, oppressori degli iloti, infanticidi, fanatici militaristi guerrafondai) fossero davvero più “liberi” dei Persiani (il cui impero era multietnico, tollerante, dotato di un’efficiente burocrazia e di un moderno sistema di strade, e la cui religione, il mazdeismo, era persino più profonda e rigorosa di quella greca). Oltretutto, è probabile che per i Persiani le guerre contro i Greci siano state poco più che una scaramuccia, per di più verificatasi ai confini di un impero immenso.
    E ci sarebbe molto da dire sui rapporti di Atene con i Persiani (tanto per dire, molti aristocratici ateniesi esiliati, da Pisistrato in poi, si rifugiarono proprio alla corte persiana) e anche gli Spartani ebbero parecchi contatti con loro, senza contare che durante la prima guerra persiana si guardarono bene dall’intervenire, dato che probabilmente odiavano gli Ateniesi molto più di quanto odiassero i Persiani.
    Poi, certo, la Grecia ha creato la filosofia, ha costruito il Partenone e ci ha consegnato i poemi omerici e la democrazia. Ma ogni tanto è anche bene considerare anche il punto di vista degli altri.
    Al proposito, è una lettura molto interessante (e divertente) “Creazione” di Gore Vidal, che ricostruisce le Guerre Persiane secondo l’ottica di un persiano.

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  2. D’accordo su tutto , o quasi , con il vecchio “Zorro” del forum della Repubblica (Sergio), e del resto il film mette bene in rilievo quei concetti, ed è per lo più un polpettone di violenze , di sangue e squartamenti vari , ma Leonida rimane comunque il simbolo di un qualcosa ( fede/coraggio/eroismo/patriottismo,ecc.) che non possiamo volgere tutto al negativo, o mi sbaglio, Fabrizio?

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  3. Ciao Augusto, ben ritrovato (ma Zorro era un altro, non io :-), io mi firmavo solo sergio).
    Su “300”, film e fumetto, c’è tutto un dibattito tra chi lo accusa di esaltazione fascisteggiante della violenza (quei muscolosi corpi seminudi, paragonati addirittura a quelli di Leni Riefenstahl) e di razzismo (quel Serse negroide, pieno di piercing, vagamente transex, oltretutto completamente falso dal punto di vista storico), e chi invece lo difende per l’alto valore spettacolare e le innovazioni grafiche.
    Miller ha affermato di aver voluto trattare un tema molto specifico: cioè il fatto che tutti deploriamo la violenza e ci auguriamo la pace, ma quando veniamo aggrediti, allora invochiamo un corpo di specialisti della guerra che esercitino la violenza per noi.
    Per inciso, il fumetto è pre-11 settembre (1998), il film post-11 settembre (2007).

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  4. grazie ad Augusto e Sergio.
    il titolo che ho voluto dare al post vuole indicare appunto la violenza di cui parla Sergio.
    ma ciò non significa tutto bianco o tutto nero. i 300 restano un simbolo complesso e capace ancora oggi di far riflettere e agire.

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