Abdelmalek Smari: L’occidentalista

“L’occidentalista” dell’algerino Smari ci presenta una Milano un po’ meno
conosciuta, ma pur sempre molto riconoscibile nei luoghi e nelle
ambientazioni, dalla scuola al centro culturale, ai giardini, ai dintorni
della stazione centrale, alla frequentatissima Brera, ai salotti.
Una Milano già percorsa con tono un po’ diverso, ma sempre con accenti
poetici, nel suo primo romanzo “Fiamme in paradiso”.
I personaggi che la animano, oltre a Samir il protagonista (ed anche
Spettro) ed Adra, la ragazza che lo attende in Algeria, sono vari ed
emblematici di situazioni esistenziali che sembrano costruite per non
comprendersi.
Samir è impegnato, non si sa con quanto successo, a sfatare i luoghi comuni
che vogliono contrapposte la cultura detta occidentale a quella altra, cioè
non nostra, definita orientale con superficialità e molto pressappochismo. E
sembra volerci dire con le sue esperienze milanesi, a volte ironiche e
paradossali, che in fondo siamo tutti uguali.
Perciò richiamarci ad una maggiore consapevolezza e lucidità nel considerare
sia sé che gli altri e nello spronarci ad affinare il nostro approccio
culturale, dotandolo di migliori strumenti di analisi, per una nuova
“filosofia della vita”.
Gli ambienti milanesi e le tradizioni algerine si fondono in questo affresco
inedito con toni e linguaggio mai banali, spesso resi ancor più reali dall’immediatezza
e vivacità dei dialoghi.
E’la narrazione “filmica”di un autore che guarda con occhio disincantato la
realtà milanese e non solo.

Abdelmalek Smari – L’occidentalista, Milano Libribianchi, Novembre 2008.

L’autore

Abdelmalek Smari, di formazione psicologo clinico, nasce a Costantina, città
dell’est algerino, roccaforte della resistenza anticoloniale e anche “città
del sapere”, nel 1958.
Qui ha studiato e lavorato nel campo della sicurezza nei luoghi di lavoro e
della selezione del personale per diversi anni.
Attualmente vive e lavora a Milano, città dove giunge nel 1992, spinto dall’esigenza
di conoscere e sperimentare la vita.
Città di cui è riuscito a cogliere fino all’anima profonda, alle sue buie e
calde viscere brulicanti di vita e di insospettabile generosità.
Città che ama ed onora, nonostante il chiasso, lo smog, la frenesia e la sua
apparente indifferenza. Città a cui ha affidato il piacevole compito “di
disegnargli lo spazio dei suoi pensieri, dei suoi desideri”.
Milano è la vera protagonista sia del primo romanzo – “Fiamme in paradiso”
(Milano, il Saggiatore 2000) che del nuovo “L’occidentalista” (Milano,
Libribianchi novembre 2008): infatti in questa sua “seconda città” lo ha
ambientato, nella cornice spesso presente dei giardini e delle esistenze che
ruotano loro intorno.
Il primo romanzo, recensito positivamente dai più importanti quotidiani e
settimanali, ha ricevuto il premio Marisa Rusconi 2001 grazie ad una
scrittura capace di rendere, come afferma la giuria stessa, “con efficacia
coinvolgente” e “in presa diretta” la condizione umana osservata con sguardo
disincantato ed “evidenziare senza enfasi temi sociali di grande e tragica
attualità”.
La buona conoscenza del francese e dell’arabo lo ha fatto cimentare anche in
traduzioni, come il saggio “Lo stress”(Milano, Fabbri Editori 2000) ed il
manuale “Guida per orientarsi nella vita in carcere e oltre” (Genova 2004).
Alcuni adattamenti dei suoi scritti e la pièce teatrale “Il poeta si
diverte” sono stati rappresentati in scuole, centri sociali e teatri
milanesi.
È del 2006 la segnalazione al premio di poesia “Lorenzo Montano” della sua
raccolta inedita “Tempora et mores”.
Qui a Milano l’autore è da sempre impegnato a promuovere una cultura critica
contro un’informazione manipolata ed omologante attraverso articoli,
dibattiti e la creazione e animazione di un blog:
http://malikamin.over-blog.net .

Un pensiero su “Abdelmalek Smari: L’occidentalista

  1. un solo mondo
    Scritta il: 25 settembre 2008

    Caro Malik, ho visto la copertina e ho letto la presentazione del tuo nuovo libro, L’occidentalista.Subito ho pensato che anche questo sarà interessante e di grande valore culturale. Chissà, forse per strade diverse, approdiamo a pensieri simili.In questo periodo, io tentavo di leggere il libro del filosofo Emanuele Severino ” La strada”, che approfondisce la conoscenza delle caratteristiche della cultura occidentale. ” Il demone è l’essenza dell’Occidente….. La separazione delle cose dal loro suolo…. è la follia estrema che possa apparire nel Tutto.” Poi, ancora:”L’uomo e le altre cose vanno lungo una strada, così come gli astri eterni percorrono la volta del cielo… Tutte eterne, le cose, dalle più umili alle più grandi,tutte ingenerabili e incorruttibili, esse vanno via via MOSTRANDOSI, vanno entrando e uscendo dalla volta dell’apparire del mondo.” Così, mi ha colpito la pretesa del personaggio del romanzo di voler essere Dio.Dunque, tanto conoscitore della cultura occidentale, da identificarsi con i suoi errori? O forse segno di quanto l’Occidente ha pervaso il mondo con il suo nichilismo.
    liliana

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