Aspettando un’alba nuova

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Perché nascere ancora? –
sembra si rivolti il giorno –

a illuminare che scempio
oppure che tripudio
nell’eterna
universale alternanza?

Perché? – quasi s’incorna,
giorno recalcitrante
alla dura norma…

Rompe la fedeltà
a quell’alto tedio –
non c ‘è precorrimento
di canto nella smania degli uccelli,
non c’è acume vigilante
nei pensieri degli insonni

ma sale, giorno nuovo,
giorno prima mai visto
sulla cresta del tempo
al lavoro necessario.

(M.Luzi)

*

Arte poetica

Guardare il fiume fatto di tempo e acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume,
sapere che ci perdiamo come il fiume
e che i visi passano come l’acqua.

Sentire che la veglia è un altro sonno
che sogna di non sognare e che la morte
che teme la nostra carne è quella morte
di ogni notte, che si chiama sonno.

Vedere nel giorno o nell’anno un simbolo
dei giorni dell’uomo e dei suoi anni,
convertire l’oltraggio degli anni
in una musica, un rumore e un simbolo.

Vedere nella morte il sonno, nel tramonto
un triste oro, tale è la poesia
che è immortale e povera. La poesia
ritorna come l’aurora e il tramonto.

A volte nelle sere una faccia
ci guarda dal fondo di uno specchio;
l’arte deve essere come quello specchio
che ci rivela la nostra propria faccia.

(J.L.Borges)

*

Nello stesso posto

Casa, ritrovi,mio quartiere: ambiente
ch’io vedo, e dove giro: anni dopo anni.

Io t’ho creato nella gioia e nei dolori:
con tanti eventi e tante, tante cose.

E tutto sentimento ti sei fatto per me.

(K.Kavafis)

*

E se un giorno questo nostro fare
e tutto che ci accade sembrasse un nulla, estraneo
tanto che paia vana fatica
di crescere di là dalla misura
delle scarpe infantili -: questa fitta
striscia ingiallita di merletto a fiori
non basterebbe forse a trattenerci
qui? Come vedi : essa fu fatta.

Forse una vita si sacrificò per farla?
Una felicità fu dissipata, e tuttavia
fu finita, a ogni costo questa cosa.

non più facile della vita eppure
compiuta quasi non fosse lontano
il tempo di sorridere e volare.

(R.M. Rilke)

*

Segreto del poeta

Solo ho amica la notte
Sempre potrò trascorrere con essa
D’attimo in attimo, non ore vane;
Ma tempo cui il mio palpito trasmetto
Come m’aggrada, senza mai distrarmene.

Avviene quando sento,
Mentre riprende a distaccarsi da ombre,
La speranza immutabile
In me che fuoco nuovamente scova
E nel silenzio restituendo va,
A gesti tuoi terreni
Talmente amati che immortali parvero,
Luce.

(G. Ungaretti)

*
Aspettiamo la stella mattutina
dall’ala bianca che viaggia nelle tenebre,
primo annunzio di sole

(Jone di Ceo)

*

SPESSO QUANDO PARLO DEL SOLE
UNA GRANDE ROSA ROSSA
MI S’IMPIGLIA NELLA LINGUA
MA TACERE NON MI E’ POSSIBILE

Non conosco più la notte, atroce anonimia di morte
Una flotta di stelle approda in fondo alla mia anima.
Espero, sentinella, brilla accanto alla brezza
Turchina di un’isola che mi sogna
Mentre annuncio l’alba dall’alto degli scogli
I miei occhi ti fanno navigare abbracciato alla stella
Del mio cuore più giusto: Non la conosco più la notte.

Non li conosco più i nomi di un mondo che mi rifiuta
Chiaramente leggo conchiglie foglie stelle
L’inimicizia mi è superflua nelle strade del cielo
A meno che non sia il sogno a guidarmi
Attraversare con lacrime il mare dell’immortalità
Espero, sotto l’arco del tuo fuoco d’oro
La notte che è soltanto notte non la conosco più

(Odisseas Elitis)

2 pensieri su “Aspettando un’alba nuova

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