7 pensieri su “Io ho un sogno

  1. D’accordo con Franz.
    In questo momento speriamo, che fatto un passo, si tenti di intraprendere un cammino verso una vera eguaglianza. Che il nuovo arrivato prosegua lungo i discorsi che ha pronunciato.
    Let’s dream…

    mdp

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  2. quello odierno è solo un insolito accostamento di colori: un nero alla casa bianca. purtroppo è il potere che cambia le persone e non il colore della pelle il potere. all’inizio sono tutti desiderosi di andare fuori dagli schemi, all’inizio tutti sono pieni di sogni, all’inizio magari compiono anche gesti inconsueti… ma poi gli schemi li risucchiano inesorabilmente nella pressa del meccanismo e c’è il brusco risveglio alla realtà che non piace, ma che è quello che è.

    continuiamo a sognare che non sia vero, ma è così.

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  3. Non mi sembra che ad inizio di mandato di altri presidenti si siano sentiti vocaboli come “peace” e “hope”: di solito era “God” che guidava la mano della “justice” a tutti i costi.
    Mai eccedere nell’ottimismo ma, per sognare bene, fa bene eliminare dalla dieta il disfattismo.

    mdp

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  4. Fides, non è solo un accostamento di colori, un nero alla casa bianca, Obama è il primo. Forse questo dovrebbe indurci a qualche riflessione e poi… lasciamogli un margine di tempo giusto per capire se i vari punti del suo programma prenderanno via via consistenza, poi si vedrà.
    Diamine, Ratio….un po’ di Fides! 🙂

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  5. Qualcuno ha detto che i sogni muoiono all’alba, io ci credo poco, è una visione troppo grigia e immobile del mondo che cambia, nonostante l’uomo sia spesso proiettato all’indietro invece che guardare avanti.

    Bianco, nero, giallo … che importanza ha? ciò che importa è il sogno in sé, l’uguaglianza dello spirito e come disse Martin: “poter cantare tutti lo stesso spiritual.”

    Quando un sogno è grande e realizzabile, anche se comporta fatica, sudore, lacrime e vittime, l’importante è che, se chi lo ha fatto per primo ma non è riuscito a realizzarlo, ci sia chi ci crede e continui a lottare per lo stesso sogno e anche a morire. Prima di Obama altri sono morti con lo stesso sogno di Martin e nessuno può dire se Obama è l’uomo che realizzerà il sogno, perchè quello di Luther King non era “andare alla casa bianca” ma molto, molto di più.

    Obama? Bisogna lasciarlo lavorare senza un fardello troppo pesante sulle spalle: l’aspettativa del mondo, il nuovo messia. Sarà retorica ma di Messia ce n’è stato solo uno e si continua a morire per quel “sogno” di 2.000 anni fa.

    Obama è solo un uomo e sicuramente farà meglio del suo predecessore che da solo ha fatto più danni di 20 presidenti messi insieme. Quindi sicuramente farà meglio ma non lo schiacciamo prima con l’eccesso di aspettative. Se qualcosa cambierà è perché avrà lavorato bene ma soprattutto perché TUTTI avranno collaborato, anche noi, perché su questo pianeta siamo una squadra ed è il team che vince anche se ha bisogno di un leader.

    un abbraccio a tutti e non smettiamo di sognare, nè di continuare a credere nei sogni degli altri e realizzarli, anche se non si chiamano Martin Luther King ma sono persone più semplici ma sempre grandi uomini e non solo uomini grandi.
    Stella

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