Jack Spicer [1925 – 1965]

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[Traduzione di Lisa Sammarco.]

Sporting Life

The trouble with comparing a poet with a radio is that radios don’t develop scar-tissue. The tubes burn out, or with a transistor, which most souls are, the battery or diagram burns out replaceable or not replaceable, but not like that punchdrunk fighter in the bar. The poet
Takes too many messages. The right to the ear that floored him in New Jersey. The right to say that he stood six rounds with a champion.
Then they sell beer or go on sporting commissions, or, if the scar tissue is too heavy, demonstrate in a bar where the invisible champions might not have hit him. Too many of them.
The poet is a radio. The poet is a liar. The poet is a counterpunching radio.
And those messages (God would not damn them) do not even know they are champions.

Vita da sportivo

Il problema del paragonare un poeta ad una radio è che le radio non sviluppano tessuto cicatrizzato. Le valvole/
si bruciano, o nel caso di un transistor, di cui gran parte delle anime sono fatte, la batteria o il diagramma si brucia sostituibile o
non sostituibile, ma non come quel pugile un po’ suonato in un bar. Il poeta
Riceve troppi messaggi. Il diritto all’orecchio che lo ha messo al tappeto nel New Jersey. Il diritto di dire che/
lui è rimasto in piedi per sei rounds con un campione.
Poi vendono birra o vanno avanti a commissioni sportive,o,se il tessuto cicatrizzato è troppo esteso, fanno dimostrazioni in /
un bar dove i campioni invisibili non avrebbero potuto colpirlo. Troppi di loro.
Il poeta è una radio. Il poeta è un bugiardo. Il poeta è una radio contacolpi.
E quei messaggi ( Dio non li condannerebbe) non lo sanno neanche di essere campioni.

“Any fool can get into an ocean…”

Any fool can get into an ocean
But it takes a Goddess
To get out of one.
What’s true of oceans is true, of course,
Of labyrinths and poems. When you start swimming
Through riptide of rhythms and the metaphor’s seaweed
You need to be a good swimmer or a born Goddess
To get back out of them
Look at the sea otters bobbing wildly
Out in the middle of the poem
They look so eager and peaceful playing out there where the
water hardly moves
You might get out through all the waves and rocks
Into the middle of the poem to touch them
But when you’ve tried the blessed water long
Enough to want to start backward
That’s when the fun starts
Unless you’re a poet or an otter or something supernatural
You’ll drown, dear. You’ll drown
Any Greek can get you into a labyrinth
But it takes a hero to get out of one
What’s true of labyrinths is true of course
Of love and memory. When you start remembering.

“Qualsiasi pazzo può entrare in un oceano…”

Qualsiasi pazzo può entrare in un oceano
Ma c’è bisogno di una divinità
Per uscirne.
Ciò che vale per gli oceani vale, ovviamente,
Per i labirinti e per le poesie. Quando inizi a nuotare
Nelle correnti avverse dei ritmi e la metafora è alga
Devi essere un buon nuotatore o essere nato divinità
Per tirartene fuori
Guarda le lontre marine che si muovono oscillando freneticamente
lì nella poesia
Sembrano così piene di desiderio e quiete nel giungere lì dove
L’acqua si muove appena
Potresti uscire fra tutte le onde e rocce
nella poesia per toccarle
Ma quando hai provato l’acqua benedetta
Abbastanza a lungo per voler ricominciare
È allora che inizia il divertimento
A meno che tu non sia un poeta o una lontra o qualcosa di soprannaturale
Tu annegherai, caro. Annegherai.
Qualsiasi Greco può condurti in un labirinto
Ma ci vuole un eroe per tirartene fuori.
Ciò che vale per un labirinto vale ovviamente
Per l’amore e il ricordo. Quando cominci a ricordare.

Improvisation On A sentence by Poe

“Indefiniteness is an element of the true music.”
The grand concord of what
Does not stoop to definition. The seagull
Alone on the pier cawing its head off
Over no fish, no other seagull,
No ocean. As absolutely devoid of meaning
As a French horn.
It is not even an orchestra. Concord
Alone on a pier. The grand concord of what
Does not stoop to definition. No fish
No other seagull, no ocean—the true
Music.

Improvvisazione su una frase di Poe

“L’indefinito è un elemento della vera musica”
Il magnifico accordo di ciò
Che non si piega alla definizione. Il gabbiano
Solitario sul molo che stride il suo intercettare
Sopra nessun pesce, nessun altro gabbiano
Nessun mare. Come del tutto privo di significato
Come un corno francese.
Esso non è certo un’orchestra. Accordo
Solitario su un molo. Il magnifico accordo di ciò
Che non si piega alla definizione. Nessun pesce
Nessun altro gabbiano, nessun mare- la vera
Musica.

Thing language

This ocean, humiliating in its disguises
Tougher than anything.
No one listens to poetry. The ocean
Does not mean to be listened to. A drop
Or crash of water. It means
Nothing.
It
Is bread and butter
Pepper and salt. The death
That young men hope for. Aimlessly
It pounds the shore. White and aimless signals. No
One listens to poetry.

Il linguaggio della cosa

Questo mare, che umilia nelle sue maschere
Più violento di ogni altra cosa.
Nessuno ascolta la poesia. Il mare
Non significa essere ascoltati. Una goccia
O il frastuono dell’acqua. Non significa
nulla.
È
Pane e burro
Pepe e sale. La morte
Che aspettano i giovani. Senza scopo
Colpisce la riva. Segnali bianchi e senza scopo.
Nessuno ascolta la poesia.

da: My Vocabulary Did This To Me: The Collected Poems of Jack Spicer (Wesleyan University Press, 2008).

10 pensieri su “Jack Spicer [1925 – 1965]

  1. curioso, è da quando ho 16 anni che vado blaterando che il poeta è una radio. sono soddisfazioni.

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  2. Interessante. In effetti Spicer mi ha attirato proprio perché va dietro e dentro la poesia e l’essere poeta, temi che seguo e sento in particolar modo. Ma ritrovarsi in un poeta è anche un po’ come ridimensionare il proprio ego nello scrivere perché in qualche punto del tempo quasi sempre c’è stato qualcuno che quelle stesse cose le ha pensate prima di te e, nel mio caso leggendo Spicer, in modo molto più egregio.

    Grazie Antonio, Franz, e la poesia e lo spirito
    lisa

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  3. Manuel fai bene a ringraziare Franz, credo che farsi carico di presentare proposte d’altri con tutte le incognite che ciò comporta sia sempre meritevole.
    Ringrazio anche Andrea Raos per il link. A chi allora chiedeva se ci fossero testi di Spicer tradotti in italiano posso solo aggiungere che gli unici li ho trovati in un’antologia dedicata alla nuova poesia americana e in particolare quella che raccoglie testi dei poeti di San Francisco degli Oscar Mondadori.

    grazie
    lisa

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  4. @Lisa: non ignoro il lavoro ‘nell’ombra’ di chi traduce. Avrei dovuto ringraziare dunque te per prima. Lo faccio ora, in ritardo 🙂

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  5. @ manuel: quando trovo interessante un poeta e mi entusiasmo e parto in quarta è già un bellissimo ringraziamento che altri condividano, quindi tranquillo. Mi dai comunque l’occasione per precisare che non sono una professionista categoria che come te ammiro e rispetto. Mi sono imbattuta in Spicer ( non ricordo come) trovando poco o niente di già tradotto mi sono affidata ( come faccio in questi casi) al vecchio detto “aiutati che dio t’aiuta”. Ovviamente con altre lingue…ecco, allora ci vorrebbe proprio il miracolo:-)
    a presto
    lisa

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  6. Pingback: A ognuno il suo Spicer | La dimora del tempo sospeso

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