6 pensieri su “In me nulla si spegne

  1. con queste parole sottolineate dalla voce calda di Ferruccio Amendola e la bellissima musica come qualcosa può spegnersi?

    Non si spegne mai un sentimento forte ovunque il destino ci conduca e anche se separa momentaneamente, ciò che è grande e puro sempre si ritrova fino a non lasciarsi più, nè qui nè altrove.

    Neruda! magari ce ne fossero tanti come lui, ma io sono di parte, sono una fan.

    Fides mi ricordi una cara amica ma forse sei un bellissimo giovane …

    baci a tout le monde!
    Stella

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  2. Grazie poesia e spirito. L’ho ascoltata questa notte appena uscito il post. Commossa, come sempre, quando è Neruda.

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  3. Il modo in cui t’amo

    Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio
    o freccia di garofani che propagano il fuoco:
    t’amo come si amano certe cose oscure,
    segretamente, tra l’ombra e l’anima.

    T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
    dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
    grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
    il concentrato aroma che ascese dalla terra.

    T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
    t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
    così ti amo perché non so amare altrimenti
    che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
    così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
    così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno.

    Pablo Neruda

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  4. Paesaggio

    Le stelle spente
    colmano di cenere il fiume
    verde e freddo.

    La fonte non ha tracce
    ormai sono bruciati i nidi
    nascosti.

    Le rane fanno dell’acqua
    una siringa incantata,
    scordata.

    La luna spunta dal monte
    con la sua faccia alla buona
    di zitellona.

    Una stella la prende in giro
    dalla sua casa di zaffiro
    infantile.

    Il leggero color rosa
    avvilisce l’orizzonte
    del monte.

    E osservo che l’alloro è
    stanco di essere poetico
    e profetico.

    Come l’abbiamo sempre vista
    l’acqua s’addormenta
    sorridendo.

    Tutto piange per abitudine,
    tutta la campagna si lamenta
    senz’accorgersene.

    Io per non essere stonato
    dico per educazione:
    “cuore mio!”

    Ma una grande tristezza
    tinge le mie labbra
    macchiate di peccati.

    M’allontano dal paesaggio.
    C’è nel mio cuore una profondità
    sepolcrale.

    Un pipistrello mi avvisa
    che il sole si nasconde dolente
    a ponente.

    Pater noster per il mio amore!
    (Pianto dei pioppeti
    e degli albereti.)

    Nel carbone della sera
    guardo i miei occhi lontani,
    come nibbi.

    E spettino la mia anima morta
    con ragnatele di sguardi
    dimenticati.

    Ormai è notte e le stelle
    piantano pugnali nel fiume
    verde e freddo.

    (F.Garcia Lorca, dal Libro de poemas)

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