41 pensieri su “Difesa anti stupro n. 1

  1. Nella società multicriminale ogni genere di delinquenti può dare libero sfogo ai propri istinti malvagi. La morale della favola dovrebbe essere che la società multicriminale è un modello sbagliato, ma il martellamento mediatico sulla violenza sessuale darà ai nostri illuminati governanti il pretesto per restringere ulteriormente i diritti civili dei maschi. Così il sistema prende due piccioni con una fava, estendendo allo stesso tempo criminalità e femminismo !

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  2. ci sono così tanti modi per stuprare una donna che non bastano tutti gli arsenali del mondo o gli scudi spaziali per difenderla dal mostro.
    in mancanza d’altro ecco i numeri dei centri di aiuto per le donne, sembra che organizzino anche corsi gratuiti di autodifesa.

    VALLE D’AOSTA

    AOSTA CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA
    Federazione Casa delle Donne c/o Consulta Regionale Femminile della Valle d’Aosta Viale dei Partigiani, 52 – 11100 AOSTA tel. 0165-238750; fax 0165-42242

    PIEMONTE
    TORINO Associazione Volontarie del Telefono Rosa
    Via Assietta 13/a, 10128 Torino; MAIL tel. 011-530666 – 011-5628314; fax 011-549184 telefonorosa@mandragola.com – tel rosa@show.it – visita il sito
    ASSOCIAZIONE DONNE CONTRO LA VIOLENZA c/o Casa delle Donne Via Vanchigia, 3 – 10124 TORINO tel. 011-8122519; fax 011-837479

    CUNEO
    TELEFONO DONNA c/o ARCI
    Via Carlo Emanuele, 34 – 12100 CUNEO tel. 0171-631515

    LIGURIA
    GENOVA
    CENTRO ACCOGLIENZA DONNE MALTRATTATE c/o UDI
    Via Cairoli, 14-7 – 16125 GENOVA tel. 010-2461715; fax 010-2461716

    LA SPEZIA
    TELEFONO DONNA – Associazione Codice Donna c/o UDI
    Via Corridoni, 5 – 19100 LA SPEZIA tel. 0187-703338

    SAVONA
    TELEFONO DONNA c/o Consulta della Provincia
    Via Sormano, 12 – SAVONA tel. 019-870065

    LOMBARDIA
    BERGAMO
    AED (Associazione Educazione Demografia) FEMMINISMO
    Passaggio Canonici Lateranensi, 22 – 24121 BERGAMO (Parcheggio: Via Camozzi, 95 – scala D) tel. 035-244337; fax 035-235660
    COMITATO PROVINCIALE CONTRO LA VIOLENZA SESSUALE c/o Consultorio AIED (Associazione Italiana Educazione Demografica) Via Angelo Mai, 18/c – 24100 BERGAMO tel. 035-232600; fax 035-213230

    COMO
    TELEFONO DONNA
    Via Grandi, 21 – 22100 COMO tel. 031-279355; fax 031-262839

    BRESCIA
    ASSOCIAZIONE CASA DELLE DONNE
    Via S. Faustino 38 – 25122 BRESCIA tel. 030-2400636

    CASALE MONFERRATO
    CENTRO DI ACCOGLIENZA ARTEMISIA – SANTA TERESA di IL SENTIERO
    Segreteria: Via Pergolesi, 11 – 20100 MILANO Direttore Dott. Luigi Campagner cell. 348-4901857 Dott.ssa Monica Gulden m.gulden@ilsentiero.org tel 02 4547189; fax 02-45471170: ilsentiero@ilsentiero.org

    CREMA
    COMITATO DONNE CONTRO LA VIOLENZA c/o Camera del lavoro
    Via Carlo Urbino, 9 – 26013 CREMA tel. 0171-631515

    MANTOVA
    TELEFONO ROSA
    Via Dario Tassoni, 14 – 46100 MANTOVA tel. 0376-225656

    LECCO
    TELEFONO DONNA c/o UDI
    Via Parini, 6 – 20053 LECCO tel. 0341-363484

    MERATE
    CASA ELENA MONACO di IL SENTIERO
    Flora Ferrais tel. 039-9908968; fax 039-9903921; ilsentiero@ilsentiero.orghttp://www.ilsentiero.org

    MILANO
    CASA DI ACCOGLIENZA DELLA DONNE MALTRATTATE
    Via Piacenza, 14 – 20135 MILANO tel. 02-55015519; fax 02-55019609
    IL SENTIERO
    Via Pergolesi, 11 – 20100 MILANO Direttore Dott. Luigi Campagner cell. 348-4901857 Dott.ssa Monica Gulden m.gulden@ilsentiero.org tel 02 4547189; fax 02-45471170: ilsentiero@ilsentiero.org

    MONZA
    CENTRO AIUTO ALLE DONNE MALTRATTATE – CADOM
    Via Mentana, 43 – 20052 MONZA (MI) tel. 039-2840006; fax 039-2841351; cadom_monza@tin.ithttp://www.cadom.it

    PAVIA
    ASSOCIAZIONE PROVINCIALE DONNE CONTRO LA VIOLENZA
    Porta Pertusi, 6-A – 27100 PAVIA tel. 0382-32136

    TRENTINO ALTO ADIGE
    BOLZANO
    CASA ALLOGGI PROTETTI-VEREIN HAUS
    Geschutzen Wohnungen des Katholischen Familienerbandes Sudtirols 39100 BOLZANO – Casella Postale 103
    ASSOCIAZIONE GEA
    Centro d’Ascolto Antiviolenza via del Ronco 17 39100 Bolzano tel. 0471-513399 fax. 0471-513398 Linea d’emergenza attiva 24 ore su 24 Numero verde: 800 27 64 33

    MERANO
    PER LE DONNE, CONTRO LA VIOLENZA FUR FRAUEN, GEGEN GEWALT
    Corso Libertà, 184 – 39012 MERANO (BZ) tel. 0473-222335; fax 0473-222140

    RIVA DEL GARDA
    ASSOCIAZIONE CULTURALE TELEFONO DONNA
    Viale 1° Maggio, 1 – 33066 RIVA DEL GARDA (TN) tel. 0464-556000

    TRENTO
    ASSOCIAZIONE LAICA FAMIGLIE IN DIFFICOLTA
    Via S. Francesco d’Assisi, 10 – 38100 TRENTO tel. 0461-235008 – 233528 TRENTO vedi RIVA DEL GARDA
    CENTRO ANTIVIOLENZA DI TRENTO Via della Dogana, 1 – 38100 TRENTO tel. 0461-220048; fax 0461-223476/233528; centroantiviolenzatn@tin.ithttp://www.centroantiviolenzatn.it

    FRIULI VENEZIA GIULIA
    TRIESTE
    GOAP Centro antiviolenza Via S. Silvestro 3-5 – 34132 TRIESTE tel.-fax 040-3478827; info@goap.ithttp://www.goap.it

    VENETO
    PADOVA
    CENTRO VENETO PROGETTO DONNA
    Via Beato Pellegrino, 16 – 35100 PADOVA tel. 049-8753627

    TREVISO
    TELEFONO ROSA
    Via Canova, 44 – 31100 TREVISO tel. 0422-53022

    VENEZIA – MESTRE
    ASSOCIAZIONE DONNE CON LE DONNE c/o Centro Donna
    Viale Garibaldi, 155-A – 30174 VENEZIA-MESTRE tel. 041-5342991; fax 041-5342862
    CENTRO ANTIVIOLENZA c/o Centro Donna
    Via Garibaldi, 155-A – 30174 VENEZIA-MESTRE tel. 041-5349215; fax 041-5342862

    VERONA
    TELEFONO ROSA di VERONA
    Via Poiano, 26 – POIANO (VR) tel. 045-550770; fax 045-8709847

    VICENZA
    DONNA CHIAMA DONNA
    Via Torino, 11 – VICENZA Tel; fax 0444-542377; bogarf@iol.it

    EMILIA ROMAGNA
    BOLOGNA
    CASA DELLE DONNE PER NON SUBIRE VIOLENZA
    Associazione gruppo di lavoro e di ricerca sulla violenza alle donne Via dell’Oro, 3 – 40124 Bologna tel. 051-333173; fax 051-3399498
    GRUPPO GIUSTIZIA UDI
    Via Castiglione, 26 – 40124 BOLOGNA tel. 051-232313 – 236849
    S.O.S. DONNA
    Via XXI Aprile, 3 – 40134 BOLOGNA tel. 051-43435

    CESENA
    TELEFONO DONNA c/o Centro donna
    Piazza del Popolo, 9 – 47023 CESENA (FO) tel. 0547-356462; fax 0547-356329

    FAENZA
    SOS DONNA c/o Centro tutela diritti
    Via Bubani, 7 – 48018 FAENZA (RA) tel. 0546-664386; fax 0546-27182

    FERRARA
    CENTRO DONNA GIUSTIZIA c/o UDI
    Via Terranova, 12-B – 44100 FERRARA tel. e fax. 0532-247440

    FORLI’
    GRUPPO DI LAVORO SULLA VIOLENZA ALLE DONNE c/o Centro Donna Via Tina Gori, 58 – 47100 FORLI’ tel. 0543-30590 – fax. 0543-34736

    MODENA
    CENTRO CONTRO LA VIOLENZA ALLE DONNE C/o Casa delle donne Via del Gambero, 77 – 41100 MODENA tel. 059-361050; fax 059-361369
    GRUPPO GIUSTIZIA
    Via del Gambero, 77 – 41100 MODENA tel. 059-366012; fax 059-374710

    PARMA
    ASSOCIAZIONE CENTRO ANTIVIOLENZA
    Via del Farnese, 23 – 43100 PARMA tel. 0521-238885; fax 0521-23894

    RAVENNA
    LINEA ROSA
    Via Garatoni, 12 – 48100 RAVENNA tel. e fax 0544-216316

    TOSCANA
    AREZZO
    ASSOCIAZIONE CONTRO LA VIOLENZA E IL MALTRATTAMENTO SULLE DONNE
    Piazza Santa Maria in Gradi, 4 – 52100 AREZZO tel. 0575-355053; prontodonna@interfree.it

    EMPOLI
    CENTRO AIUTO DONNA LILITH c/o Pubbliche Assistenze Riunite di Empoli
    Via XX Settembre, 17 – 50053 – Empoli (Firenze) tel. 0571-725156

    FIRENZE
    CENTRO DONNE CONTRO LA VIOLENZA “KATIA FRANCI” c/o Associazione Artemisia
    Via del Mezzetta, 1 – 50135 FIRENZE tel. 055-602311 – (abuso minori) 055-603234

    GROSSETO
    CENTRO PARI OPPORTUNITA’ AMMINISTRAZIONE PROVINCIALE DI GROSSETO
    Via Oberdan, 14 – 58100 GROSSETO tel. 0564-20027; fax 0564-2118

    LIVORNO
    CENTRO DONNA Servizio del Comune di Livorno
    Via Largo Strozzi – 57100 LIVORNO tel. 0586-890053
    CENTRO TUTELA CARDIACA PER DONNE E MINORI
    Via Pieroni, 27 – 57100 LIVORNO tel. 0586-887009

    LUCCA
    ASSOCIAZIONE LUNA ONLUS
    Via SS. Annunziata, 915 – 55100 SS. Annunziata (LU) tel. 0583-997928; mail@associazioneluna.ithttp://www.associazioneluna.it

    PISA
    TELEFONO DONNA c/o Associazione Casa della donna
    Via Galli Tassi, 8 – 56100 PISA tel. e fax 050-561628

    MARCHE
    ANCONA
    CASA DELLE DONNE – TELEFONO ROSA
    Federazione Casa delle Donne c/o Donne e Giustizia Via Cialdini, 23 – 60122 ANCONA tel. 071-204680

    UMBRIA
    PERUGIA
    TELEFONO DONNA c/o Centro per le Pari Opportunità Regione Umbria Palazzo Maltauro, Via Fontivegge 51, 06124 Perugia Numero verde: 800861126

    LAZIO
    LATINA
    TELEFONO DONNA c/o Centro Donna Lilith
    Via D’Azeglio, 19 – 04100 LATINA tel. 0773-664165; fax 0773-48035

    ROMA
    CENTRO DONNA L.I.S.A.
    Via Rosina Anselmi 41-42 tel. 06-87141661 – 5811473; fax 06-87230457; donneingenere@tiscalinet.ithttp://www.centrodonnalisa.it
    CENTRO ANTIVIOLENZA c/o Associazione Differenza Donna
    Viale di Villa Pamphili, 86-B – 00100 ROMA tel. 06-5810926 – 5811473; fax 06-5811473
    TELEFONO ROSA
    Via Tor di Nona, 43 – 00100 ROMA tel. 06-6832690 – 6832820

    ABRUZZO
    CHIETI
    TELEFONO ROSA c/o Associazione Il filo di Arianna
    Via Cesare De Lollis, 23 – 66100 CHIETI tel. 0871-347999

    L’AQUILA
    BIBLIOTECA DELLE DONNE MELUSINE c/o AIED
    Via dell’Annunziata, 7 – 67100 L’AQUILA tel. 0187-703338

    PESCARA
    TELEFONO ROSA
    Via Modesto della Porta, 24 – 65124 PESCARA tel. 085-64535; fax 085-691345

    MOLISE

    CAMPANIA
    CASERTA
    EVA CENTRO ANTIVIOLENZA
    Via Maddalena, 34 – Maddaloni CE tel. 0823-204145
    CENTRO DOCUMENTAZIONE DONNA, GRUPPO GEA, NIDOROSA Associazione Spazio Donna Onlus c/o ASL CE1 Via Unità Italiana, 3 (ed. ex ENPI) – 81100 CASERTA tel. e fax 0823-492600; tizcarne@tin.it
    TELEFONO ROSA dell’Associazione Spazio Donna Onlus c/o ASL CE1
    Via Unità Italiana, 3 (ed. ex ENPI) – 81100 CASERTA tel. 0823-354126 (mar e ven h. 9-12; mer e gio h. 16-19)
    W.I.N. WOMEN IN NETWORK
    Piazza Vanvitelli, 71 – Caserta; via Quartiere Vecchio 37, Casagiove CE wincoop@interfree.it

    NAPOLI
    CENTRO ASCOLTO ANTIVIOLENZA c/o Centro Donna
    tel. 081-5755015 Centro Antiviolenza lun-ven h. 9-13- tel. 081-5750717 Consulenza Legale tel. 081-5752300 lun-ven h. 9-12 Centro Donna; fax 081-5751878; centrodonna@comune.napoli.it
    ONDA ROSA Associazione di volontarie
    Via Carducci, 29 – 80100 NAPOLI tel. 081-426368
    SPORTELLO INFORMATIVO DONNA c/o Associazione Culturle “La città che vogliamo”
    Biblioteca Comunale “G. Dorso” Piazza Zanardelli – Secondigliano NA tel. 081-7540185 lun h. 10.30 – 12.30, gio h. 16.00-18.00
    SPORTELLO ROSA Gruppo della CGIL
    Via Torino, 16 – 80100 NAPOLI tel. 081-7856296; fax 081-5543082

    SALERNO
    LINEA ROSA c/o Associazione Spazio Donna
    P.zza Veneto, 2 – 84100 SALERNO tel. 089-254242

    PUGLIA
    BARI
    CENTRO ANTI VIOLENZA c/o Associazione Aracne
    Via Lombardi, 12 – 70100 BARI tel. 080-5218389

    BRINDISI
    IO DONNA c/o Centro Documentazione Donna
    Via Cappuccini, 8 – 72100 BRINDISI tel. e fax 0831-522034; associazioneiodonna@supereva.it – info.supereva.it-associazioneiodonna

    BASILICATA
    POTENZA
    TELEFONO DONNA c/o AVIS Associazione telefono donna
    Via Volontari del sangue, 1 – 85100 POTENZA tel. 0971-441114

    CALABRIA
    COSENZA
    TELEFONO ROSA c/o Centro contro la violenza delle donne “Roberta Lanzino”
    Via Caloprese, 56 – 87100 COSENZA Centro tel. 0984-3631 – Telefono Rosa 0984-36211

    LAMEZIA TERME
    TERME CENTRO LILITH
    Via Garibaldi, 83 – 88046 LAMEZIA TERME (CZ) tel. 0968-201713

    SICILIA
    CATANIA
    TELEFONO ROSA c/o UDI
    Via Cantarella, 6 – 95125 CATANIA tel. 095-505372

    MESSINA
    CEDAV ONLUS – CENTRO DONNA ANTIVIOLENZA
    Via Campo delle Vettovaglie, 98122 MESSINA tel. 09715426- 800225858; fax 090 670931

    PALERMO
    CENTRO DI ACCOGLIENZA PER DONNE IN DIFFICOLTÀ c/o UDI
    Via XX Settembre, 57 – 90141 PALERMO tel. 091-327973

    SARDEGNA
    CAGLIARI
    ADVOCATE – c/o Arcidonna La Luna Nera
    Via Barcellona, 80 – 09128 CAGLIARI tel. 070-652675

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  3. @Fides&Ratio

    Il solo guardare una donna è considerato violenza sessuale. Ci sono già state sentenze della magistratura in questo senso. A proposito, ma se gli uomini violentano e uccidono le donne perchè le donne cercano la loro compagnia ? E poi perchè non si vietano per legge i rapporti eterosessuali, così finalmente avremo risolto il problema per sempre ?

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  4. Io li ho fatti questi corsi. Servono almeno tre anni per riuscire a pensare di potersi difendere alla pari. E nel caso di uno stupro di gruppo non c’è corso di autodifesa che tenga. Chiunque abbia fatto arti marziali sa che prima dei tre anni di studio e allenamenti intensivi non si può oggettivamente pensare di scontrarsi con una persona violenta, molto arrabbiata, estremamente motivata all’aggressione.
    E qualcuno poi mi dovrà spiegare perché debbo passare il mio tempo libero a seguire un corso di boxe o altro, e a pensarmi in guerra con il mondo, se non è nella mia indole l’idea di menare le mani. Io voglio poter camminare tranquillamente nella strada, non stare metà del mio tempo ad imparare il full contact. Nello stesso periodo di tempo potrei invece, ad esempio, imparare l’arabo o il cinese. Lo Stato delega a me la mia difesa. Ma poi, ammesso che riesca a bloccare uno stupratore, provo ad immobilizzarlo e a chiamare la polizia, posso essere controdenunciata per sequestro di persona. E’ già successo. E mi vieta anche di usare spray da difesa. E rimette gli stupratori in libertà dopo due giorni. Ma fateci il piacere.

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  5. mi ha stupito che un sito come questo abbia postato questo video.
    Mi sembra un “atto di violenza” scagliato contro l’intelligenza degli uomini e delle donne.

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  6. @Michele Fabbri

    A quelli che la pensano come te, non bastano mille ruote di reincarnazione per rinascere civili. Vai a vivere in una caverna e munisciti di clava, tu e i tuoi “diritti civili dei maschi”.

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  7. Bisogna che questa feccia dell’umanità che stupra si renda conto una volta per tutte che il suo gesto orripilante porrà fine alla sua futura libertà d’azione. Ma perchè questo avvenga è necessario che i magistrati, TUTTI, non diano gli arresti domiciliari a chi stupra o commente altre violenze su donne e bambini. Bisogna che il messaggio sia Forte e chiaro, niente sconti, niente pietà per questi bubboni infetti della società. E non ci sono scuse che tengano tipo droghe o altri intrugli.

    Mi sembra questo l’unico modo per scoraggiare gli istinti bestiali di certa gentaglia. Forse le palestre non servono a molto se la legge non viene applicata con la massima severità.

    Per non ripetermi, concordo col commento 7 di Bianca.

    E che si vergognino quei giudici che per reati simili danno gli arresti domiciliari.

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  8. siccome sono sempre carina e gentile “caro michele”, ci tengo a sottolineare che soprattutto certa imbecillità di pensiero permette lo stupro. e come ti hanno già detto le mie sorelle, vabbè che c’è libertà d’opinione, ma il profondo pensiero espresso in #1 non è propriamente entusiasmante. ecco, comincerei da certi omuncoli: vieterei loro di aprir bocca, nonché di aver commercio con le donne, tanto per essere democratica e femminista. uomini che dicono fascistate come queste le donne vere neanche li vedono. però, alla bisogna un cazzotto glielo sanno appioppare e anche un calcione di quelli giusti negli ammennicoli, tanto per gradire.
    no: niente sconti.

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  9. giudicate voi:

    fino al 1996 non esisteva una legge che punisse il reato di stupro come reato contro la persona, nel 1999 la cassazione ha assolto uno stupratore affermando che se la donna indossava i jeans non poteva esserci stato stupro, altro caso quello della quattordicenne stuprata al cui violentatore sono state concesse le attenuanti perché la ragazza non era vergine e veniva da un ambiente degradato, così per il caso Reggiani allo stupratore omicida sono state concesse le attenuanti generiche perché la donna si era difesa.

    come vedete la legge non esiste o se esiste è ridicola, così accadrà che lo stupratore di capodanno, cui sono stati concessi i domiciliari, reo confesso, incensurato, senza precedenti penali e di buona famiglia, al 99% non farà nemmeno un giorno di galera anche quando fosse condannato col massimo della pena, proprio perché ha confessato :chiederà il rito abbreviato, e poi l’affidamento ai servizi sociali et voilà, alla ragazza l’ergastolo di una ferita che non guarirà mai, perché non si guarisce da uno stupro, allo stupratore una pacca sulla spalla e non farlo più che non sta bene.

    le leggi? e chi farà le leggi severe che occorrerebbero in questi casi, in uno stato in cui persino il reo confesso gode della presunzione di innocenza?

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  10. Credo che Michele Fabbri sia quella nullità che si firmava Satana, e che ora ha avuto la decenza di mettere nome e cognome, così si può anche vedere il suo blog e ricordarsi che i fascisti sono tra noi… Bleargh.

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  11. E anche in questi spazi: sostengo e sottoscrivo quanto denuncia Bianca [ e tutti i CHI degni di dirsi: umani ].

    Quanto a lei [ e alla molta meschina mischia di “come lei” ], Michele Fabbri, mi permetto di esprimerle TUTTA la PENA – che mi suscita. Non mi dico “femminista” [ e, visto che Lei PUBBLICA, non “perverta” le parole a suo piacere. Il gioco lo conosco bene ] e frequento meravigliosi UOMINI, amici e fratelli, ricercandone la compagnia e il calore.

    Detto questo: porti RISPETTO! Per chi [ senza distinzione di genere maschile/femminile ] ha subito e ancora sanguina. Nel caso continuasse nella sua illimitata idiozia – non esiti a contattarmi. La aspetto – di persona. Sulla strada e senza schermi.

    Chiara

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  12. “Io voglio poter camminare tranquillamente nella strada, non stare metà del mio tempo ad imparare il full contact.”

    Bianca, capisco e idealmente condivido l’idea; sarebbe molto bello se non esistessero i crimini e i criminali, ma così come il gioielliere gira armato per difendere la valigetta portavalori forse varrebbe la pena per ciascuna di noi apprendere metodi di autodifesa, visto che non di cose si tratta ma di noi stesse, inoltre un corso di autodifesa non ha molto a che fare con il full contact ma, se è fatto bene, è un percorso psicologico nel quale si cerca di imparare a non essere agnello sacrificale, vittima, e in situazioni di pericolo, riuscire a mantenere un atteggiamento di consapevolezza.

    certo se poi gli stupratori vanno in giro in branco serve a poco, ma forse non fare niente sperando in un mondo di buoni sentimenti non aiuta granché. se avessi una figlia femmina la iscriverei ad un corso di autodifesa già a tre anni.

    su michele fabbri non mi pronuncio, credo che ci vorrebbe una legge per impedire la libera circolazione dell’imbecillità, ma purtroppo il legislatore latita.

    F&R

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  13. Michele, trovo le parole dei tuoi commenti (1 e 4) profondamente ingiuste e lontane dal prevalente sentimento maschile. Quanto al “solo guardare (con insistenza?) una donna” credo che tutt’al più possa considerarsi violenza privata, ma non certo sessuale, e come tale perseguito legalmente.
    Da parte maschile bisogna imparare ad accettare il “no”, anche se fa male; anche se ad altro uomo, a molti altri uomini quella donna dice “sì”. Un mondo dove una donna – non solo madre, sorella, amica, fidanzata – può essere violentata impunemente dal primo prepotente (italiano o straniero) in crisi ormonale fa davvero schifo.
    Mi spiace doverlo ammettere, ma in questi casi sarei davvero drastico: nome e volto del violentatore su un sito pubblico e, nei casi di violenza consumata, anche la pace dei sensi. Va creato il tabù sulla violenza, ma senza guerre sante, e con la doverosa prudenza nell’accertare e sanzionare il reato.
    La conoscenza di qualche mossa può essere utile ed efficace, in qualche caso – e credo che sia questo il senso del post – anche se, come dice giustamente Bianca, è impensabile doversi costruire una capacità difensiva che richiede tempo ed energie negative, implicando violenza, l’approntamento alla (pur giusta) reazione; come già detto, senza considerarne l’inutilità in molti casi (perché ad attaccare è un branco, perché si viene minacciati con le armi).

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  14. <<forse varrebbe la pena per ciascuna di noi apprendere metodi di autodifesa

    Ma io sono d’accordo. Sono così d’accordo che lo ero anche a vent’anni, quando mi sono trasferita in una grande città, non avevo una macchina e giravo sui mezzi pubblici di notte. Conosco a memoria il decalogo di come camminare, dove non camminare, che tipo di atteggiamento avere nel camminare, cosa devono pensare mentre ti guardano camminare, cosa è pericoloso che pensino, cosa tenere a portata di mano, cosa urlare, dove colpire. Ho "perso" quattro anni della mia vita a studiare il Tae Know Do e il combattimento da strada. A vent’anni, tutte le sere, tornando a casa, in tensione perenne, come se vivessi in un territorio di guerra. E so, che tante donne il nemico ce l’hanno dentro casa, che dorme nel loro stesso letto. Semplicemente, trovo non sia giusto vivere con questa tensione costante. Voglio essere protetta anche dallo Stato. Vorrei potermi sentirmi sicura. E vorrei che si potessero sentire così tutte le donne del mondo.

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  15. in una grande città sono nata e cresciuta, in una grande città continuo ad abitare, so che il mostro non è solo lo sconosciuto ma si annida spesso in famiglia, ma parlare, denunciare, criticare, mostrare dove lo stato è assente,protestare per l’assenza di leggi, educare i propri figli al rispetto dell’altro, non significa aspettare senza fare niente per difendersi. Potremmo estendere all’infinito questo discorso per esempio all’uso smodato del corpo femminile di cui le stesse donne si fanno complici: chi ha visto e protestato per la pubblicità di dolce e gabbana, quasi un’istigazione allo stupro di branco? http://www.corrierecaraibi.com/images/Dolce-Gabbana.jpg
    chi ha saputo dell’ultima polemica a napoli per una pubblicità in cui si mostravano donne palesemente maltrattate da uomini in divisa?
    http://napoli.repubblica.it/multimedia/home/4581166

    lo stupro è l’apice di una sottocultura maschilista a cui troppe donne ancora si sottomettono. (veline &C., ma se proviamo a dire che è ora di finirla con tette e culi al vento passiamo per oscurantiste e bacchettone)

    F&R

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  16. sono pienamente d’accordo con F&R. e che dire dell’uscita geniale del nostro esimio premier, quella che uno stupro ogni tanto è fisiologico, altrimenti bisognerebbe mettere un militare appresso ad ogni “bella ragazza italiana”? tutte le stuprate sono belle? sono giovani? non mi pare. luogo comune del cavolo che corrisponde nella mentalità alle tette&culi all’aria. quelli che abbondano sullo schermo a tutte le ore dagli esordi della -sua- tv commerciale. da drive-in in poi. il pesce puzza dalla testa.
    orgogliosa di essere oscurantista e bacchettona. un bel par de ciuffoli.

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  17. lo stupro è una pratica violenta liberatoria attuata dalla psiche che ri-lascia o lascia trapelare immense ferite volente subite a monte dell’intenzione stessa della violenza. La violenza è una pratica nefasta contaminante e fortemente inquinante, non che educativa in quanto pregna di risoluzioni imperative adottate dai poteri forti.
    Il fine di tale pratica impartita dalla e alla psiche, nella sua metodologia pedagogica, non sempre manifesta volere di strategie eversiva nascosta, ma rientra (come nel caso dello stupro sessuale) quale concetto inconscio di “gustizia” trasformanta in colere di “vendetta”. Nella repressione sessuale e nella “male-educazione” sessuale, si nascondono i veri motivi di tale “vendetta” scatenata da una “mancata giustizia” a monte. Il diritto e dovere di essere amati, esulano dal concetto di procreazione della vita a fini vendicativi, ma lo stupro lo dimostra apertamente, quando il carnefice confonde in un urlo unico, il profondo dolore con l’estremo godimento.

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  18. Questa volta vi ho davvero colpiti nel vivo ! Ne deduco che il femminismo è il vostro “Sancta Sanctorum”. Alcuni dei vostri commenti erano “vagamente” intimidatori. Però mi permetto di darvi un piccolo consiglio: prendete la vita un po’ più alla leggera ! E tenete sempre presente questa citazione:

    “il maschio è un pezzo di merda !”

    Valerie Solanas
    MANIFESTO PER L’ELIMINAZIONE DEI MASCHI

    @Lambertibocconi
    Sì in effetti io ero quello che si firmava Satana, ma poichè con quel nome mi hanno esorcizzato, sono tornato col mio vero nome. In effetti io sono una nullità, ma qualcuno di questi commentatori è forse una celebrità ?

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  19. dispiace deluderla, michele, ma l’unica cosa chiara qui è che il nostro Sancta Sanctorum è un luogo a lei sconosciuto, si chiama intelligenza.

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  20. Michele Fabbri – mi ripeto e Le ripeto: Lei non è “vagamente” imbecille. Lei è veramente
    [ e tutto il banale/superficiale/insulso possibile! ].

    E colgo e CORREGGO il suo consiglio/citazione: non TUTTI i maschi sono ” pezzi di merda ”
    [ pure: alcuni restano un girone sotto il CONCIME – che il letame, in qualche modo, è più utile! ].
    E se ” prendere la vita un po’ più alla leggera ” implica paupulare il male, prefisco prendere la vita [ e la via ] pesante/pensante.

    E la vita di chi è spezzato [ da uno stupro ] lei la conosce? La rispetta? Non è ” cosa sua “, certo. Dal come ” si firmava ” immagino abbia da orchestrare orrori quotidiani…

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  21. Gli orrori quotidiani li orchestrano i volonterosi sostenitori della società multicriminale (di cui sono vittima anche le donne violentate, ma ovviamente voi avete estrapolato dal mio commento solo le parole funzionali alle vostre tesi)

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  22. a Lusy, Gena e Jolanda… perplesse?
    La violenza è sempre una manifestazione sessuale della psiche, una pratica pedagogica attuata dai sistemi forti e dalla stessa forza. Alla forza si oppone altrettanta forza, come negli interventi susseguiti a difesa di una pratica o modello di essere donna. Vi ricordo che esiste anche la violenza sessuale della donna sulla donna, specie per fini vendicativi e rezionari.

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  23. Enea, forse le scuole dell’obbligo le abbiamo fatte un po’ tutti. Credo che non ci sfuggano le dinamiche che producono e spingono violenza.

    Il punto sono le leggi che vanno applicate con severità proprio per scoraggiare la violenza.

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  24. a difesa di una pratica o modello, ma de che? a difesa della donna, punto. se la violenza sessuale è una manifestazione della psiche bisogna proprio convenire che l’omini so’ teste de c….! enea, non me le metta così su un vassoio d’argent!
    il #29 so’ io. mia figlia ogni tanto mi slogg(i)a.

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  25. la vera forza non ha niente a che vedere con la violenza.
    la violenza è sempre dettata da
    forti turbe psichiche.
    chi non sa governare la psiche ne soffre, non sa governare gli istinti…
    la forza è tutt’altra cosa.

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  26. A parte il fatto che è Lucy, è la tua tesi che non convince.

    La violenza è una pratica nefasta contaminante e fortemente inquinante, non che educativa in quanto pregna di risoluzioni imperative adottate dai poteri forti.

    Lo stupro non mi pare una pratica educativa.

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  27. è sì che lo è invece. l’omini je vonno dà alle belle ragazze, itagliane e non, na lezione, così s’aricordassero n’antra vorta d’escì de casa co le minigonne, o de tornà tardi dar lavoro da sole senza no straccio d’accompagnatore. te dò na lezione così mpari e non fai più la svergognata. è chiaro? semprice, limpido, come li diritti de li maschi e i doveri de le femmine. è scritto naa natura fin daa notte dii tempi.
    è scritto che chi c’ha a forza la usa e che non ce l’ha s’attacca. ar c…., possibbirmente.

    sono scissa, scusatemi. ogni tanto di fronte alla grossolanità mi scappa fuori l’alter ego, generalmente una certa signora ines(se) der tibburtino tre.

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  28. Uno stupro è un crimine, al pari di un omicidio, della riduzione in schiavitù, delle lesioni, delle percosse e dei maltrattamenti. E’ un atto di violenza e di sopraffazione, che esclude da ogni con-vivenza civile, è barbarie che, mi par di capire, resiste saldamente nella testa di alcuni..ma anche gli assassini, gli schiavisti e gli psicopatici continuano ahimè ad affollare la scena (dis)umana…Viola

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  29. Non vi sembra il caso di rimandarli, con biglietto rigorosamente di sola andata, uno ad Ásgarðr e l’altro nella Troade? Lì avranno modo, sicuramente, di trovare i pari coi quali disquisire e ai quali elargire l’afrore marcio dell’incommensurabile cialtronaggine machofascista profusa in questo thread.

    fm

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  30. Concordo con Francesco. Chissà poi perché le nullità con idee di merda non si accontentano di stare nel loro mare magnum di siti di croci celtiche e di musica antagonista… Chissà che cosa li attira fuori dal recinto… Forse il fatto che sono implicitamente spalleggiati dal governo, potrebbe essere? Allora vengono a fare delle incursioni in maschera sporca qui, nella nostra civile sala da ballo. E ve lo dice una che ha amici (pochi) ma veri uomini leali e intelligenti nella cosiddetta “destra radicale” e che ha scritto un libro per la Società Editrice Barbarossa. Persino in quel mondo ci sono delle differenze.

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  31. cara Lucy
    il mio sgrammaticare parole, ha diverse origini: questa tastiera obsoleta e dura, le mie dita grosse, e la mia scarsa pressione quando digito,mettimoci pure l’antipatico Vista, la scarsa mia vista nel leggere su di un monitor settato dai miei colleghi ad altissima risoluzione, la mancanza di privacy mentre digito ecc.
    La mio pc preferito si trova altrove ed è interdetto – per mia volonta’- da Internet.

    quando scrivi:
    “e rezionari? erezionari? mon dieu quel lapsus!”

    La parola originale era “reazionari”… e fin li, ci potevi arrivare senza deviare sessualmente, peche’ noto in te’, un parallelismo tranviario quando ti esprimi; ciò ti da modo di essere oltranzista e incapace di leggere nei meandri della mente altrui. Se questo sito è stato fondato da intelligenze poetiche , allora mi darai ragione quando certe tue terminologie grotteschee e violente sono fuori luogo. Capisco il tuo rancore ed espressioni violente quando ti erigi paladina delle donne stuprate, ma vedere lo stupro a tutti i costi come reato al quale opporre uno stupro giuridico, mi sembra fuori luogo per la giustizia stessa.
    Lucy, la giustizia non deve essere una macchina repressiva. Quel modello di giustizia, è obsoleto e destroide. La giustizia ci deve dare modo di parlare ed analizzare e giudicare gli eventi, senza lasciarci coinvolgere dai piani eversivi dei media antcipatori che in queti anni, hanno tutto da guadagnare nel massacrare la giustizia sperando di trasformarla in una macchina erogatrice di “vendette”.
    Lo stupro e la giustizia non sono rotaie dello stesso sistema tranviario, ma devono restare due strade e due discipline ben distinte.

    L’intelligenza giuridica deve saper analizzare i singoli eventi e cercare un rimedio contro le cause che hanno scatenato il “reato”, porgendo al Parlamento le motivazioni extra-reato per spingerli a leggiferare al meglio e non inibire il reato stesso con un reato legale. Poi , se al posto di pensatori brilanti mandiamo in parlamento degli idioti tratti dall’ avan-psettacolo televisivo, allora le tue parole forti calzano a meraviglia con quegli “eletti”.

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  32. io leggo, di solito, molto al di là. ed è pure un difetto.
    in secondo luogo sono un’inguaribile ragazzaccia.
    se fai il paio, viene fuori che, leggendo al di là, purché ci sia da leggere, e da ragazzaccia, mi scappa la battuta becera consapevole. guarda: credo che ci sia poco da far distinguo. quando si tratta di indifesi mi rimangio in un sol boccone anni e anni di riflessione democratica e di educazione all’amore. divento una furia: sarei per la pena di morte. dico sarei. e mi dà fastidio chi mi tiene la lezioncina e chi mi viene a stuzzicare con la spazzatura nauseabonda da “cul-tura di destra” che per me è l’ossimoro più smaccato che c’è. per me
    stupro= tolleranza zero,
    chiacchiere fumose su maschi e femmine e femminismo e femminilità= gamma oscllante da noia mortale a imbufalimento.
    vedi tu.
    ah: anche questa tastiera è granitica e il pc monta un sistema a manovella.
    quella del parallelismo tramviario non l’ho mai sentita.
    che qquarcuno se piji a vorte na tranvata, quello sì!

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  33. Lucy
    a proposito di “pena di morte” come tu “istintiva-mente” vorresti attuare, ti do una dato fresco sulle vedove irakene di guerra: sono un milione e più.
    Tali vedove, oggi, essendo prive di una protezione economica, politica, militare e maschile (i mariti), sono alla mercè dei seviziatori di ogni Nazione (iraqueni compresi), che li, stanno innietando la democrazia occidentale. Quindi, quando t’invito a charire le motivazioni degli stupri, vuol dire che se non rimuovi le cause: violenza chiama solo violenza.

    Le soldataglie passano alla violenza carnale quando repressi sessualmente a lungo. Hanno provato gli americani a iniettare le donne nel corpo d’armata, quali amice, ma sono tornate tutte incinte o seviziate dai loro stessi commilitoni. Come mai?
    Sono mai stati puniti iresponsabili?

    Quando alla violenza si risponde con la violenza, ecco venire alla luce cio’ che asserivo: la violenza quale formula pedagogica per diffonderla e inquinare i rapporti sociali.

    Questo vale anche a Roma e d’intorni, visto che i romani , dal “ratto delle sabine” in poi non hanno mai perso quel vizietto.

    A chi giova tutto ciò?

    Non certo alle partite di pallone o ai corsi di cuicito o alle palestre di pallavolo e di autodifesa.

    IO chiudo il “battibecco” perche’ diventa degenerante seguire questo filone.

    Lo conosco… lo conosco ben.

    Cordialmente.

    Enea

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  34. I commenti di questo post, leggo con piena anima: mi fanno commozione.

    Grazie a tutte e a chi.

    Mi dispiace non vedere molti commenti dalla parte degli uomini…

    Uno stupro non si dimentica mai.

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