Mare nero di Mark Strand

Mark Strand, nato nel 1934 a Summerside nell’isola Prince Edward (Canada), è poeta, docente e traduttore. Ha ricevuto numerosi premi, tra cui il MacArthur Fellowship nel 1987 e il Pulitzer Prize for Poetry nel 1999. La sua scrittura un modello di understatement poetico, Strand è spesso in Italia ed è molto noto e amato.

Questa lirica, pubblicata nella raccolta Man and Camel (2006), p. 25, è apparsa in italiano nel numero 34 di Nuovi Argomenti e nella traduzione della raccolta curata da Damiano Abeni (Uomo e cammello, Mondadori 2007).

BLACK SEA

One clear night while the others slept, I climbed
the stairs to the roof of the house and under a sky
strewn with stars I gazed at the sea, at the spread of it,
the rolling crests of it raked by the wind, becoming
like bits of lace tossed in the air. I stood in the long
whispering night, waiting for something, a sign, the approach
of a distant light, and I imagined you coming closer,
the dark waves of your hair mingling with the sea,
and the dark became desire, and desire the arriving light.
The nearness, the momentary warmth of you as I stood
on that lonely height watching the slow swells of the sea
break on the shore and turn briefly into glass and disappear…
Why did I believe you would come out of nowhere? Why with all
that the world offers would you come only because I was here?

MARE NERO

Una notte chiara, mentre gli altri dormivano, ho salito
le scale fino al tetto della casa e sotto un cielo
fitto di stelle ho scrutato il mare, la sua distesa,
il moto delle sue creste spazzate dal vento, divenire
come pezzi di trina gettati in aria. Sono rimasto nella lunga
notte piena di sussurri, aspettando qualcosa, un segno, l’avvicinarsi
di una luce lontana, e ho immaginato che tu venivi vicino,
le onde scure dei tuoi capelli mescolarsi col mare,
e l’oscurità è divenuta desiderio, e desiderio la luce che approssimava.
La vicinanza, il calore momentaneo di te mentre rimanevo
su quell’altezza solitaria guardando il lento gonfiarsi del mare
rompersi sulla riva e in breve mutare in vetro e scomparire…
Perché ho creduto che saresti venuta uscita dal nulla? Perché con tutto
quello che il mondo offre saresti venuta solo perché io ero qui?

2 pensieri su “Mare nero di Mark Strand

  1. Mark Strand ha rappresentato per me un vero punto di snodo nei confronti della poesia,e ritrovare qui questa poesia è un magnifico regalo. ” Mare nero” è fra le più suggestive della raccolta “Man and camel” e anch’io sono ritornata più e più volte su questi versi che per leggerezza e tensione riportano alle precedenti raccolte di Strand,penso a The blizzard of one” o a “The late hour”.
    Il collocare la realtà su un piano che sconfina quasi nel metafisico dove il tempo sfugge alla sua stessa definizione rende quasi ipnotica la poesia di Strand, nel leggerla non si ha mai l’esatta percezione di una fisicità materiale, ecco perché sono stata sempre propensa a credere che quelle “onde scure dei tuoi capelli” appartengano alla Poesia e non ad una donna, ma quando si è nella sfera degli affetti cari credo che le due siano sovrapponibili.

    grazie roberto
    lisa

    Mi piace

  2. Pingback: A Pirra « La poesia e lo spirito

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