Intorno alla tua bocca

intorno alla tua bocca

a un certo punto

arrivano le mie mani

la mia lingua i tuoi capelli

e vedo gli occhi

che si aprono in grandi sorrisi

luminosi

e l’anima che danza intorno

alle narici,

tutto quello che c’è sulla tua faccia

andrebbe mostrato

ai poveri di spirito,

le tue labbra da mostrare

a chi esce dai cinema

o dalle chiese

e anche a chi sta a casa

mezzo addormentato sui divani,

la tua faccia in cui compare

qualcosa che solleva la terra verso il cielo

qualcosa che abbassa il cielo

verso la terra.

59 pensieri su “Intorno alla tua bocca

  1. “tutto quello che c’è sulla tua faccia

    andrebbe mostrato

    ai poveri di spirito”

    grande, davvero grande,
    semplicità (che è difficile a farsi, scrisse qualcuno)
    e grandezza…

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  2. …. a me piace l’inizio casuale… come di uno che esce per strada a camminare…. e poi quel cielo che si abbassa verso la terra… un gesto enorme… un gesto di arminio….
    antonella

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  3. è una poesia apparentemente semplice, nella quale ogni parola ha un peso ponderato, misurato, senza eccessi, … ogni termine denota un canto morbidamente ed elegantemente erotico, dove per erotico si intende quel sentimento d’amore pienamente vissuto con tutti i sensi: vista, tatto, olfatto, gusto …. ed è appunto una questione di “buon gusto” anche il commento e la percezione che ne viene.

    se poi la poesia contemporanea per essere efficace deve sconvolgere ricercando “il sensazionale”, l’orrido e l’estremo ossimero… beh, allora questa è infantile… e ben venga!

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  4. No, questa semplicemnte è di banalità. Un pensierino, come tanti se ne scrivono. Niente che abbia a che vedere con la poesia. Qui non c’è niente: né sovrabbondanza né semplicità. La semplicità in poesia è una meta desiderabile. La banalità no.

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  5. lo dicevo anche su nazione indiana:
    per me si può anche dire che questo testo non è una poesia, non c’è nessun problema.
    di mestiere faccio il paesologo….

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  6. Non sono mai riuscito a scrivere una poesia, tranne in due o tre casi. Una di esse mi pare bellissima e me la leggo sempre. Le altre 300-500 poesie che ho scritto le trasformo di continuo per vedere se funzionano, per me, almeno per me, o no. Ma non funzionano. La metrica non la conosco e mi guardo bene dal chiamarla palude, dev’essere un po’ come imparare a guidare un motorino con le marce e lasciare il monomarce.
    Non so se Arminio, al di lá di cosa dice lui stesso della sua poesia, dica cose banali, a volte ci sono gesti banali, come l’andare in campagna e alzare un telo o del fieno vecchio e scoprire che sotto, dal quel buio violentato dalla luce scappano vermi e insetti e vecchi pezzi di giornali letti
    anni prima, alzare una cosa e scoprire che lá sotto resta una parte di noi, come si usa in campagna fare un bisogno e coprire con una pietra e scordarci che lá sotto la banalitá nostra é ancora.
    A volte Arminio, pare a me, alza la pietra ed é un miracolo.
    A volte, e ci sta tutto, alza la pietra ed é come se la vita
    lá sotto non avesse fatto in tempo a formarsi, a vivere, a decomporsi, ad essere.

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  7. però ammetterete che è divertente, e anche in senso etimologico (devia da…volge altrove), cioè: non dialoga tanto con la cosa che chiamano poesia, è più la visione del prosatore messa in un sospiro, ma – guarda caso – va in direzione paesologica (la faccia – la presenza – come strumento di rimescolamento dei valori di terra e cielo) e questo non mi pare tanto banale.
    un saluto caro,
    r

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  8. non so se si tratti di poesia a tutti gli effetti, ma mi ha preso allo stomaco, un tuffo al cuore. sarà che sono sempre innamorata, sarà che quando si parla di cielo e terra che si mescolano mi emoziono sempre, ma io trovo queste parole bellissime.
    ingenuo e infantile sono due pregi: almeno non possono essere il dito delle complicazioni verbali (verbose) dietro cui si nasconde tanta pretesa poesia che non “parla” a nessuno, ma si sbava addosso.

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  9. Iannozzi, non ho mica capito: per una volta nella vita che mi trovo d’accordo con te! Non sei abituato?

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  10. @ LAMBERTI BOCCONI

    Pensavo tu mi dessi del “lei”, quindi ho interpretato che anche tu mi trovavi infantile. 🙂 Invece ti riferivi alla poesia. Tutto per colpa di un la. ^__^ Consiglia Umberto Eco – sì, lo so che lo faccio a fette con Eco – di usare sempre il soggetto nei casi dubbi o che possono diventar tali. 🙂

    Okay, allora io e te siamo d’accordo: per noi la supposta poesia è infatile.

    Ovvio che ritiro quanto detto nei tuoi confronti nel mio commento n. 7 in questo thread e ti chiedo doverosamente scusa. Spero accetterai le mie scuse.

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  11. A me tante cose prendono allo stomaco. Sono di ritorno dal supermarket, ci sono degli orsacchiotti ripieni di baci perugina – giuro -, prezzo 12,90 €: un vero amore. 🙂 Proprio tenerissimi: hanno in mano un cuore rosso con su scritto “strapazzami”. Non ho potuto resistere, l’orsacchiotto con quel cuore mi ha preso allo stomaco e l’ho comprato per un regalino… ^___^”’ Insomma tante cose ti prendono allo stomaco, ti fanno tenerezza, ti fanno sorridere: ma non per questo significa che siano poesia. E ai paesologhi supposti preferisco i contadini con il loro parlare sgangherato: ho sentito dalle loro bocche grommose, di denti un po’ così e così, di spazi vuoti e incisivi spezzati, con l’alito pesante di tabacco, storie che un poeta se le sogna.

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  12. iannozzi, la critica è una cosa sana e saggia. io però aspetto sempre di vederla starsene un po’ zittino, o, quantomeno non criticare in sensonegativo tutto e tutti. e rifare il verso aicommentatori. anche lei prende allo stomaco, non sa quanto.

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  13. Ma sto Iannozzi! Lo trovo dappertutto in giro per la rete, a parlare, a commentare, a ridire, a sarcasticheggiare, a deridere, a impermalosirsi e poi spermalosirsi perché non ha capito i commenti e poi perché li ha capiti e poi perché gli altri non hanno capito lui e poi perché lui sa di più e vede più lontano. Ma allora, che stress.
    Bella la poesia, m’è piaciuta. E basta.

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  14. Da quelle parti i ‘paesologi’ sono bravi davvero con una percezione acutissima dell’esistenza e del contesto(Assunta Finiguerra, Rocco Brindisi, Salvatore Pagliuca, per dire dei migliori, oggi. O Albino Pierro, per dire di uno che ha scritto fino all’altro ieri). Condivido appieno le parole della Natalia Castaldi e della Renata Morresi…E poi, non è che si è sempre chiamati a dimostrare di saper scrivere un sonetto o un’ottava…la poesia ha varie strade, le sue morfologie espressive abitano in più paesi. Bella, molto, d’avvero.

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  15. ah sarebbe banale?

    sono d’accordo che arminio a volte non entra nel solco, non ci incide. e perchè? perchè lui ci fa vedere non solo le trippe, ma anche gli scarti di lavorazione. per me, arminio ha l’intelligenza e la sicurezza di sbattere il proprio mostro (non sempre in vena, essendo un vampiro) in prima pagina, anzi in homepage.

    io sono un suo estimatore da tempo. anche per questo. per questa sua discontinuità che è bisogno di lanciare il proprio e.g.o. come un s.o.s.

    per lui, se ho ben capito, lo strumento web va assoggettato al suo lavoro quotidiano. se tutto non riesce non se ne fa un cruccio, lui “fabbrica”.

    intanto questa, nella sua sfavillante semplicità, io la trovo ottima. con un finale felice.

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  16. belle le citazioni del commento 24.
    il discorso di f.k
    è interessante e coglie il mio modo di vedere il blog.
    per me ha senso proprio il far girare un testo come s.o.s
    e tra scarti e trippa
    c’è tempo per scegliere….
    mi pare che nei libri pubblicati fin qui non ci siano state censure…

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  17. Alla gentile Lamberti dalla chioma orata e allo schietto Ianozzi, debbo riconoscere che nella loro crudeltà intellettuale hanno centrato appieno il problema quando dubitano sull’impostazione poetica dei versi di Franco Arminio.

    Ci sono delle regole poetiche che sono diventate canoniche per colpa o merito dei nostri predecessori poeti, i quali, dopo aver studiato a fondo – delle parole emesse – i relativi suoni, hanno saputo codificare nelle loro opere la musicalità gentile grazie alle note delicate capaci di ritornare la, da dove sono venute, secreto crogiolo dell’anima poetica.
    La musicalità, in poesia, è un cosa fondamentale, infatti, la ricerca ossessiva di cui parla Marino durante la pulizia delle sue 300/400 poesie nelle quali sente che la musicalità non riesce ad esprimere l’armonia che dentro gode e sente e che la limitatezza delle parole in suo possesso ne impedisce l’accettazione, lo spingerà a formulare nuove parole con metrica nuova consone.

    Meglio un esempio semplificativo per meglio capire il concetto di cui parlo._

    prendiamo alcune frasi del poeta Franco A.

    – “ il problema intorno alla tua bocca”

    La bocca parla, mangia o mastica, sputa, insulta, sgrida, borbotta, urla, fa le linguacce ecc…In amor diletto, la bocca non si pronuncia mai in quanto sono le “labbra” le apportatrici e riceventi della sensualità accarezzante e pregne di sensibilità pudica e igienica. L’apparato pudico della donna, in amore, sono le labbra, tutto è permesso se la donna, dona, in assaggio, per aprire poi le sue molteplici labbra nascoste, anche quelle dell’anima. Le labbra aprendosi, accolgono il diletto.

    “a un certo punto arrivano le mie mani”
    questa è una frase tipicamente narrativa specificando il tempo della ragione. Quel “ a un certo punto”, è un attimo strategico dell’ assalto e non danza contigua dei movimenti ipnotici della delicatezza.

    – la mia lingua i tuoi capelli / e vedo gli occhi/ che si aprono in grandi sorrisi/ luminosi/e l’anima che danza intorno / alle narici, tutto quello che c’è sulla tua “faccia” / andrebbe mostrato/ ai poveri di spirito,

    Faccia?
    La faccia è un lato di una stessa medaglia, la faccia è un lato di un oggetto quale :un palazzo, un disco, un automobile, ecc.
    Faccia si usa per indicare un lato di un oggetto seriale estraneo perchè seriale.
    “L’hai visto in faccia?” frase tipicamente poliziesca, giuridica, accusatrice, quindi inquietante. In poesia d’amore, la faccia si sostituisce con: volto, viso, sguardo, incanto, sorriso, dolcezza ecc. ovvero, attimi intimi del viso e non della faccia.

    le tue labbra da mostrare (ok) / a chi esce dai cinema (?) / o dalle chiese (?) / e anche a chi sta a casa/ mezzo addormentato sui divani,

    la tua faccia (volto) in cui compare / qualcosa che solleva la terra verso il cielo/ qualcosa che abbassa il cielo/ verso la terra.

    Qui mi fermo per non giocare ala massacro, in quanto si denota una grettezza impoetica, quindi primitiva, naif, “ingenua”.
    Sconvolto da un evento straordinariamente magico come l’innamoramento, il poeta esplode il principio di primate, che erettosi, urla al cielo e alla terra un dono incontenibile ricevuto.
    E qui che le parole di Marino assumono tutto il peso della drammaticità cui è stato pervaso nel leggerla, capendo in questa poesia il superamento della propria barbaria primitiva, lasciando ancora nel cassetto un lavoro immenso alla ricerca della musicalità perfetta.

    Secondo me a Franco A. bisogna dare tutto il merito e ancor di più quando aprendo il suo quaderno intimo, ci dona in pasto questo suo evento amoroso di straordinaria portata invitandolo a non sentirsi risentito, anzi, invitandolo uscire ancora allo scoperto per migliorarsi e capire come negli altri cervelli egli viene recepito, raffinndosi.

    La tenerezza delle poetesse presenti, è veramente sublime per l’elogio all’evento di Franco, evento invidiabile per potenza e forza, desiderio amoroso annido nei loro sogni lucenti di creature divine.
    La forza amorosa maschile, anche se bestiale come quella di Franco, è la certezza e la garanzia che attraverso il possesso il desidero diventa acuto ed infinito.

    enea

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  18. 1)
    – “ il problema intorno alla tua bocca”

    La bocca parla, mangia o mastica, sputa, insulta, sgrida, borbotta, urla, fa le linguacce ecc…In amor diletto, la bocca non si pronuncia mai in quanto sono le “labbra” le apportatrici e riceventi della sensualità accarezzante e pregne di sensibilità pudica e igienica. L’apparato pudico della donna, in amore, sono le labbra, tutto è permesso se la donna, dona, in assaggio, per aprire poi le sue molteplici labbra nascoste, anche quelle dell’anima. Le labbra aprendosi, accolgono il diletto.

    2)
    Faccia?
    La faccia è un lato di una stessa medaglia, la faccia è un lato di un oggetto quale :un palazzo, un disco, un automobile, ecc.
    Faccia si usa per indicare un lato di un oggetto seriale estraneo perchè seriale.
    “L’hai visto in faccia?” frase tipicamente poliziesca, giuridica, accusatrice, quindi inquietante. In poesia d’amore, la faccia si sostituisce con: volto, viso, sguardo, incanto, sorriso, dolcezza ecc. ovvero, attimi intimi del viso e non della faccia.

    3)
    La tenerezza delle poetesse presenti, è veramente sublime per l’elogio all’evento di Franco, evento invidiabile per potenza e forza, desiderio amoroso annido nei loro sogni lucenti di creature divine.
    La forza amorosa maschile, anche se bestiale come quella di Franco, è la certezza e la garanzia che attraverso il possesso il desidero diventa acuto ed infinito.

    =1 – labbra / bocca: il problema lei lo dovrebbe porre non in merito alla scelta del termine, A. li conosce entrambi e sicuramente sa bene quanto scontate siano le labbra di una donna nella poesia “amorosa”, semmai la sua critica avrebbe avuto qualche senso se si fosse proposta di consigliare una migliore “collocazione” del termine all’interno del verso per gestirne e produrne la “giusta” (?per me o per lei?) armonia.

    = 2 – faccia / volto: idem cum patatis cipollisque (ovvero v. sopra)

    = 3 – un’ironia che le consiglio di rivolgere alle pulsioni di sua sorella. grazie 🙂

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  19. io lavoro a sfasciare certe posture da poetese e credo di fare un lavoro che viene da lontano…
    a giudicare da certi commenti siamo ancora ai guasti fatti alla poesia da certe impostazioni scolastiche…

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  20. Perché mai a una persona che ha letto una cosa e ne ha parlato con ironia ma moderazione
    é cosí necessario consigliargli
    di rivolgersi alle pulsioni della sorella?

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  21. iannozzi conta per me come il due di picche quando la va a spade, enea è prolisso e/o non ci capisco niente io: ma, anna lb, mi sembri ingiusta. dei tuoi versi comparsi qui qualche giorno fa, sempre che non t’offenda, erano anch’essi “infantili” nel senso positivo che io attribuiso a questo termine. li ho elogiati, mi avevano dato un’emozione. c’era un po’ pascoli dentro, o, almeno a me pareva di sentirne il richiamo. franco arminio “mi” ha detto delle cose conturbanti. e da uomo.

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  22. @ LUCY

    Anch’io aspetto che lei se ne stia un po’ zittina invece di portarsi in cattedra sempre a fare la maestrina per dare voti belli ma solamente ai suoi pupilli.

    Per me lei Lucy non conta, punto è basta: perché il niente è pur sempre un’astrazione. Lei è molto meno.

    Sia meno conturbata e più logica invece di fare la ninfomane e sposare la filosofia della Zanicchi.

    @ ELENA

    Anch’io la trovo in rete. Per fortuna che è grande la rete. Lei no. E’ sempre un dispiacere, tutto mio, trovarla.

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  23. ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah: come sarò interessante quando, in un’altra vita, dirò – diremo – bene di lei, iannocci! mi facci il piacere, che io ho scritto due righe e franco arminio non so a momenti chi è, pur con tutto il rispetto.
    e per quanto riguarda il giudizio di ninfomane questa volta ce la mando io: oppure pubblichiamo un po’ dei suoi deliri bavosi? lei parla sempre troppo e a vanvera e non si chiede mai chi è la persona con cui interloquisce. basta che le dia ragione, altrimenti salta su come un basilisco. pidocchio.

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  24. Cara Natalia,
    lei suona qualche strumento musicale?

    Se si, dovrebbe sapere che la musicalità è una parte integrante della musica ma non del suono.
    Si può suonare a pentagramma ed essere stonati o scordati come è possibile essere intonati anche senza conoscere le sette note musicali.
    Ma see si conosce la metrica della musica, le sue pause e si è intonati o accordati, il giuoco è fatto, lei emana musica mentre la scrive, la legge, la esegie, la pensa, la immagina, l’ascolta, la danza, la narra, la dipinge ecc…

    Ciò vale anche per la poesia.
    La musicalità è poesia e viceversa.

    Cordialmente

    enea

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  25. @ LUCY

    Se questo blog o altro blog ha intenzione di pubblicare – anche solo per far divertire i tanti troll in giro uguali a Lei, Signora o Signorina Lucy – in un post apposito i miei deliri bavosi attribuendomi la paternità del lavoro e citando la fonte (quindi i blog sui quali scrivo), dopo aver ricevuto da me il nulla nosta per iscritto come ben specificato nel disclaimer presente sui miei blog, allora per me non c’è nessun problema. Ma se decadono queste condizioni basilari, allora no. Non intendo essere sbattuto nel commentario: ho già detto in ripetute occasioni quanto la cosa sia sporca e sbagliata, quindi non mi starò a ripetere. Se La Poesia e lo Spirito vuole un mio delirio bavoso non ha che da chiedermelo: e con tutta probabilità risponderò di sì, pur ben sapendo sin da ora che andrei incontro a commenti come i suoi e ben peggiori, per il solo gusto di darmi addosso. Ma se pubblicando un mio delirio bavoso, come Lei apostrafa i miei scritti, posso far felice altri troll come Lei – e stia pur certa che ce ne sono tantissime in giro di trollacci a piede libero – il mio lavoro avrà in ogni caso fatto divertire.

    La saluto, Signora o Signorina Lucy.
    …felice in ogni caso di sapere che se li legge i miei deliri, quindi in dovere, mio malgrado, di ringraziarLa per questa cortesia.

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  26. @ENEA: in sostanza, Arminio ti ha già risposto. Purtroppo, tendi a confondere la poesia con la poeticità. Quest’ultima, scusa, ma in maniera molto arretrata, quasi novello Anchise, più che Enea, la affidi a una lingua presunta, astratta : il poetese… Non è il lessico a fare di una poesia la Poesia, altrimenti basterebbe mettere, che so, un ‘giammai’, un ‘ romito’, un ‘diuturno’, a infarcire un verso, per credere di aver fatto poesia… Sicché, oggi, la parola volto, o viso, la sostituiamo con un termine più comune, e prosastico quale è, appunto, faccia…ma non per questo stiamo ricostruendo un identikit in un romanzo giallo… semplicemente, nel verso portiamo parole d’uso, e di prosa,parole correnti, forse corrive, per una scrittura sempre più prossima , o tendente ad approssimarsi, a un’esperienza che sia pure comunicazione… La poesia di Arminio, sicuramente lirica,non mi sembra naif, al contrario, si fonda su una nozione di periodicità (dei suoni) che sopperisce alla metrica tradizionale: le ripetizioni (dei deittici pronominali, ad esempio), la punteggiatura, parsimoniosa e strategica delle virgole, l’autonomia di certi versi (centrali,e finali),il ‘qualcosa’ in anafora nel terzultimo e penultimo verso,o le molte e, le congiunzioni, ne costituiscono la sottile trama… E’ vero, a giudicare da certi commenti, risentiti e ingenui, sembra che certi guasti sortiscano ancora effetti di incongruità: con buona pace della nostra ricca tradizione, faremmo solo ridere a definire la collina dietro casa quale ‘ermo colle’, e i nostri vicini avrebbero tutte le ragioni a chiamare la neuro se al mattino ci udissero pronunciare, affacciandoci alla finestra: ‘Hai lasso !’…

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  27. qui e altrove di troll c’è solo e sempre lei. io ho un’identità qui dentro e il buon gusto di dire le cose che sento, che penso e sulle quali ho da dire. se dovessero essere giudizi stroncanti me li tengo per me. sono intervenuta una sola volta, peraltro con moderazione, su una poesia di FK che non mi era piaciuta e, mon dieu! non l’avessi mai fatto! un putiferio da 120 commenti circa a cui lei stesso ha contribuito. mai più. fino a prova contraria qui si discute della bontà o meno di un testo non suo e lei che fa? fin dal primo intervento denigra denigra denigra. talmente acido ed egocentrico che capisce – lei solo – fischi per fiaschi di quello che ha detto anna lamberti bocconi. poi passa a sputazzare sui commentatori. perché non ciclostila un giudizio quattrostagioni, sempre quello, e lo spedisce in giro, anche preventivamente, ad ogni sospiro emesso da un qualsivoglia scrittore o poeta? si risparmierebbe tanta fatica. ma, si sa, i tipacci come lei godono nel metter zizzania: come dice – parafrasandolo – arminio: lei rompe i cosi per farseli rompere a sua volta. si vede che è l’unica forma di vita che conosce. io i suoi parti deformi non li reggo, mi riferisco a brandelli trovati in giro per il web e da me non cercati. lei è come il prezzemolo, o la m…. di troll. si finisce prima o poi per pestarla.

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  28. Nel caso della specifica poesia, mi sento di concordare con chi non la vede perfetta (mi pare anche lo stesso autore).
    Però Arminio è uno dei rari poeti non stucchevoli quando parla d’amore.

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  29. Caro Manuel
    sul principio di smantellare la poesia come asserisce lo stesso Arminio, per arrivare ad una “poesia morta” chiamandola “poesia”, è un po come dire, “quel giocattolo rotto è un giocattolo”…certamente, è vero, ma non essendo più ricreativo diventa inevitabilmente un rottame industriale, o meglio: spazzatura.
    L’utilizzo della spazzatura industriale per fare dell’Arte con la A maiuscola, fu una idea degli anni sessanta della Pop Art e dell’Arte Povera -correnti artistica che ebbero gran successo – quindi, se le intenzioni di Arminio sono quelle di utilizzare parole d’uso corrente al di fuori della musicalità poetica, è un po come dire, per un musicista , che, il “rumore” è musica. Si certo, finche lo “stupefacente” sorregge il tutto possiamo chiamarla musica, ma finito l’effetto, lo stesso consumatore lancia urla isteriche per fermare quel rumore, oppure va a vomitare un po più in la.
    Per esperienza (in quanto ex pittore negli anni ottanta diplomato a Brera) , tutti coloro che si prodigarono per far “morire” l’arte, sono morti con essa, restando con un pugno di mosche in mano. Grazie a loro, ufficialmente l’arte della pittura in Italia è morta. Su questa strada si sono incamminati molti non addetti al mestiere della poesia, trasformandola in materia linguistica priva di magia e sonorità, ma astratta e concettuale (come in pittura prima della sia morte). Leggere una delle tante poesie dei pupilli della rivista Poesia, ti lascia interdetto per l’incomprensione dei testi. Eppure vanta il primato che si merita quale milgiore rivista di poesia, peccato che poi viene abbandonata dai suoi stessi lettori (proprio perché di difficile comprensione) e ti garantisco che non utilizzono parole ottocentesche, anzi, sono puristi della parola scarna ma non del concetto.
    La via indicata da Carles Baudelaire a tutti gli analfabeti invitandoli ad alfabetizzarsi, aveva il nobile fine che tutti potessero essere un giorno poeti di se stessi. Il suo sforzo per scrollare di dosso le croste classiche e gli schematismi si è rivelato un vicolo cieco ne quale sono finiti tutti i frustrati della sapienza digitale.
    L’estetica di una poesia sanno fare tutti, e per non sbagliare, le frasi sono ridotte a singole parole portate a capo, dandogli una interpunzione invisibile.
    Come venirne fuori? Oggi ai poeti si chiede uno sforzo sulla concettualità e non sulla forma.
    Ad esempio: I FIORI DEL MALE: L’opera venne immediatamente censurata perché la forma poetica e i temi trattati fecero scandalo, così come il primo titolo dell’opera “Les lesbiennes” (Le lesbiche).
    Senza offendere Arminio che poco conosco, ma comprendo solo ora la strada che ha intrapreso, posso dire che dichiarazioni d’amore peggiori di queste, le ho sentite nei programmi di Maria De Filippi, quindi mi chiedo perché un poeta cerca di imitare ciò che i trogloditi sanno fare meglio?
    Non so se per copione o perché spontanee, quelle ragazze dicono di innamorarsi a vista ( più o meno seriamente) davanti a quelle specie di avance sconnesse e pasticciate dettate dall’improvvisazione, sconnessione evidente anche nella poesia di Arminio.
    Una poesia d’amore, per essere tale, deve saper generare nella mente della lettrice, sequenze immaginifiche in movimento senza interruzione d’amplesso, ma accrescendolo, altrimenti risulta più un coito interrotto ripetutamente, anche se, leggendo i commenti di alcune lettrici presenti, hanno gradito scioglimenti di umore davanti a tanta brutalità, quindi: complimenti ad Arminio che ha capito appieno la loro femminilità animale: – “e l’anima che danza intorno alle narici”
    Di ciò, mi sono già complimentato nel primo intervento sopra.

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  30. Iannozzi, se non esistessi dovrebbero inventarti, che ne sarebbe di certi blog senza la tua presenza “multipla” ?

    Enea, risparmia il fiato, sei logorrrroico, sorpassato, direi stantio, ritorna ai tuoi lari ed al regno dei morti dal quale ti sei riesumato per l’occasione!

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  31. Caro Enea,
    sembri una persona ragionevole, e estraneo alle risse, quindi, proviamo a chiarirci.
    Premetto che non conosco Arminio, semplicemente ho letto suoi testi qua e là, e, per inciso, è la prima volta che esprimo un qualche mio commento ad un suo scritto. Quindi, non si tratta di una difesa ‘di parte’…
    Rileggendo i vari interventi di Arminio, non mi pare che abbia accennato alla volontà di ‘smantellare la poesia’, come tu riporti, per ‘arrivare a una poesia morta’…Più semplicemente, nel post n.30, egli afferma: ‘ io lavoro a sfasciare certe posture di poetese’… che è ben altra cosa, e che ti ricordo, si avvicina molto a quella che fu l’operazione del da te citato Baudelaire, che, avvicinando la poesia alla prosa, procedeva in una personalissima e pure epocale battaglia culturale contro i Parnassiani ( coloro che ai suoi tempi si esprimevano secondo i canoni dell’Accademia , anteponendo la lettera, la letteratura, alla sostanza (o spirito), banalizzando, dunque, i versi di Arminio pure conducono una loro personalissima battaglia contro l’accademia (il poetese)…Battaglia che è ben diversa, comunque dal furore iconoclasta che si muove in direzione della morte dell’arte…

    Mi pare che ci sia una grandissima (sostanziale, ideologica, tecnica) differenza tra la Pop Art e l’Arte povera…Personalmente, prediligo la seconda (da Fabro all’uso materico dei colori di Burri), comunque sia, mentre la prima nasceva dal riuso di materiali nell’epoca della riproducibilità tecnica, la seconda, procedeva verso il riuso di materiali poveri(cioè originari, elementari: terra, fango, acqua, minerali)… ora, non ho elementi sufficienti per poter accostare Arminio all’arte povera, certo è che nel suo ‘minimalismo’ linguistico (più che tematico),si potrebbe cogliere qualche elemento di similarità.
    D’altro canto, ne converrai, che di tutto si può parlare, riguardo alla sua poesia, tranne che di ‘rumore’…inoltre, tutto potrai dire, tranne che la lingua adottata sia ‘stupefacente’…nulla di più discreto, colloquiale, dimesso…da understatement, come si suol dire.

    Mi pare che nel tuo ultimo commento, hai messo in cantiere più considerazioni, e pure, scusami, alla rinfusa…

    Ad esempio, non ho capito perché attacchi in quel modo la rivista ‘Poesia’ , (a cui si deve la veicolazione di tanto lavoro internazionale e una vasta opera recensoria su quanto si scrive nella penisola)…

    E non capisco perché attacchi in quel modo certe ‘lettrici presenti’…offendendole immotivatamente… Credo che nessuno ambisca alla spazzatura come modello culturale e stile di vita…quindi,scusami ancora, ma i riferimenti alle Marie De Filippi, mi sembrano francamente fuori luogo. Un caro Saluto.

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  32. Ma non si parlava della scrittura di Franco Arminio in questo post?
    Però sembra che Iannozzi – che oramai riuscite a vedere ovunque anche nei fondi di caffè a divinar responso – vi attirì assai di più.

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  33. Arrivederci

    Viso di vento -punto d’arrivo-
    fugge l’inverno;
    mi sfugge sempre,
    di profilo

    Viso di volo intuìto,
    mi lascia sempre qualcosa d’allegro:
    la pioggia che ho nelle scarpe,
    la pioggia che bevo

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  34. @iannocci
    non importa che cosa la fa tacere e non guardare di qua: va benissimo! non mi rivolga MAI la benché minima attenzione.
    lei è come un molestatore su un autobus: nessuna donna vorrebbe suscitare l’interesse di un…… a me va benissimo che lei non si accorga di me. torni nel suo avello, pardon, blog.

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  35. “qualcosa che solleva la terra verso il cielo

    qualcosa che abbassa il cielo

    verso la terra”.

    E nella chiusa si condensa e si coagula l’alto/basso di Lévi Strauss: nel solo “termine” che è l’atto, concluso, d’amore. “Termine” che è l’Atto [I, sc.5] – di Amleto: “Vi sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante non ne sogni la tua filosofia”.

    Grazie Franco, per “gli occhi aperti, gli occhi ancor di latte” – per lo sguardo semplice e complice. Sia Pascoli sia Perec, porta la TUA parola – per il TUO pubblico.

    Chacun son cirque! – (de)rideva e chiudeva Prévert.

    Bisous
    Chiara

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  36. Commento numero 30: “Io lavoro a sfasciare certe posture da poetese e credo di fare un lavoro che viene da lontano…” Franco Arminio lo spiega ancora meglio nei suoi esercizi di paesologia. E poi l’infantilismo non è mica una brutta cosa, o almeno non ancora. In LA CHANSON DES VIEUX AMANTS Jaques Brel parla del miracolo di “invecchiare senza diventare adulti”.

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  37. Ma come?
    Adesso censurate LUCY SAY?
    Però prima no.

    Siete strani davvero.
    Però chi volesse leggere le poesie di LUCY non ha altro che da venire sul mio blog.

    Siete tutti invitati a leggere e a considerare benevolmente l’alta poesia di LUCY.

    Grazie.

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  38. Iannozzi, lei per caso ha chiesto l’autorizzazione alla redazione e, soprattutto, alla persona interessata, prima di prelevare i commenti da questo blog e ridurli, assolutamente decontestualizzati, all’osceno giochetto che ha proposto sul suo blog?

    Poiché questa autorizzazione non le sarà mai concessa, in particolare per quelle finalità, voglia provvedere di conseguenza. Grazie.

    fm

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  39. La persona interessata ha pensato bene di calunniarmi, di insultarmi, ecc. ecc. Ringrazi l’Iddio in ginocchio che non si è beccata una denuncia così grande da farla sprofondare sottoterra.

    Ho reagito con spirito ironico: Lucy dovrebbe essermi riconoscente con le lacrime agli occhi così pure tutta la Redazione della Poesia e lo Spirito, che nulla ha fatto per tenere a freno la lingua della signora Lucy. Tutta la Redazione ha lasciato che calunnie e pesantissime offese personali mi fossero rivolte e non è mai intervenuta nè con un “basta, Lucy”, né con quella che era una auspicabilissima censura sui commenti ingiuriosi di Lucy.

    Si ritengano dunque fortunati, fortunatissimi tutti.

    Osceno è lei Marotta con le sue rivendicazioni che non trovano alcun appiglio.

    Per il solo fatto che la signora Lucy si è permessa di darmi del maniaco, del bavoso, della merda, ecc. ecc… solo con queste tre offese gravissime nei miei confronti finireste nei guai di brutto. Forse lei, Signor Marotta, non si è reso conto che le ingiurie portate dalla signora Lucy e dal blog sostenute non intervenendo con una pronta censura rientrano in un quadro di reato punibile con fortissime sanzioni penali e giudiziarie.

    Ovvio che oramai che Lucy le offese le ha portate e che tutti le hanno lette e viste una censura “a posteriori” sarebbe quantomeno ridicola.

    E’ osceno che si permetta a persone come Lucy di portare simili calunnie e offese.

    Sono stato chiaro, vero?
    Bene.

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  40. veramente al commento n.19 iannozzi riprende un’espressione dal mio commento n.16 e ci costruisce su le sue evoluzioni spiritosissime. dopo di che mi rivolgo ad anna includendo la nozione che si può riassumere in quel non voler io tener conto di ciò che dice o pensa iannozzi in quanto più che abituata ovunque a trovarlo dissenziente in modo pesantemente ironico verso chiunque. è sotto gli occhi di tutti che mi sono presa della ninfomane, della filosofa alla iva zanicchi, della troll e demenzialità simili. dopo di che ancora leggo che il detto ha utilizzato poesie mie (???????) sul suo blog, luogo penosissimo che non intendo aprire. marotta, la ringrazio se ha avuto fegato di andare a vedere.
    io non ho calunniato né offeso, ma mi sono difesa.
    lei, iannozzi, ha sicuramente dei problemi. mi dispiace, ma non riesco a provare pena e umana comprensione.
    mi scuso io per tutti e due, anche se non mi pare di aver dato spettacolo.
    comunque la POESIA di arminio resta POESIA.

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  41. Ovvio che su questo thread non interverrò più.

    Ma ovviamente lei non ha mai:

    iannozzi conta per me come il due di picche quando la va a spade…

    …oppure pubblichiamo un po’ dei suoi deliri bavosi? lei parla sempre troppo e a vanvera e non si chiede mai chi è la persona con cui interloquisce. basta che le dia ragione, altrimenti salta su come un basilisco. pidocchio…

    … io i suoi parti deformi non li reggo, mi riferisco a brandelli trovati in giro per il web e da me non cercati. lei è come il prezzemolo, o la m…. di troll. si finisce prima o poi per pestarla….

    … lei è come un molestatore su un autobus: nessuna donna vorrebbe suscitare l’interesse di un…… a me va benissimo che lei non si accorga di me. torni nel suo avello…

    Queste dichiarazioni, signora Lucy, mi spiace per Lei se non lo sa, ma sono calunnie pesantissime e portate in un linguaggio più che mai da strada. Forse non si rende conto della gravità delle sue accuse.

    Anche la sua ultima osservazione è un’altra calunnia e ben pesante: lei, iannozzi, ha sicuramente dei problemi. mi dispiace, ma non riesco a provare pena e umana comprensione.
    mi scuso io per tutti e due, anche se non mi pare di aver dato spettacolo.

    Le cose sono due: o la ignoro bellamente.

    O…

    Stia bene in ogni caso. E si ritenga fortunata, colpa della mia umana bontà.

    IANNOZZI GIUSEPPE

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  42. Iannozzi, mi ascolti bene e, soprattutto, cerchi di moderare il suo linguaggio, non si permetta minimamente, per nessuna ragione, di offendere, o sarà lei a doverne rendere conto: io ho parlato di giochino osceno in relazione al post che lei ha confezionato, con un titolo assolutamente fuorviante, utilizzando materiali non suoi, non mi sono mai sognato di dire che lei è una persona oscena.

    In quanto alle offese che lei avrebbe ricevuto, qui c’è un intero thread che chiunque può leggere e vedere da chi e quando sono partite le provocazioni: provi a rileggerlo anche lei, magari si rende conto, a partire dal commento n. 19, della dinamica della discussione, dove la persona che lei accusa non ha fatto altro che difendersi, rispondendo a provocazioni assolutamente immotivate e fuori luogo, visto che non l’aveva mai tirata in ballo.

    Io le ho chiesto di ritirare il suo post in qualità di redattore di questo blog, a titolo personale, aspettando che si pronunci anche qualcun altro: se ciò non avverrà, io le chiederò soltanto, in quel caso in qualità di semplice lettore, che lei rettifichi questa precisa offensiva affermazione: “Osceno è lei Marotta con le sue rivendicazioni che non trovano alcun appiglio.” In caso contrario, saprò io come regolarmi, dal momento che non mi sono mai permesso di insultarla o calunniarla.

    Non dimentichi che, non più tardi di qualche settimana fa, lei ha costretto una nostra commentatrice, ospite come lo è lei, a far cancellare un post, dietro minaccia di denuncia, nel quale aveva riportato testi presi dal suo blog senza autorizzazione. Qualcuno, qui, ha mai utilizzato i suoi commenti per metterla alla berlina? Non mi risulta, perché la redazione non l’avrebbe mai permesso.

    Quindi, io la invito a fare altrettanto con i testi che lei ha utilizzato, senza l’autorizzazione degli interessati, prendendoli di sana pianta dal nostro blog. La diatriba verbale si è svolta qui, e qui deve rimanere, perché qui ha un senso e si consuma in uno scambio di battute un po’ pepate, come ce ne sono tanti. Se lei ha qualcosa da rimancare, chiami chi di dovere, e gli fornisca il link per accedere alla discusssione, alla logica sequenza degli interventi, e allora si vedrà se è lei ad avere ragione o meno.

    Spero di essere stato chiaro anch’io.

    Vado al lavoro, e intanto aspetto la “rettifica” che le ho chiesto: da lei non voglio scuse, non mi interessano.

    fm

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  43. Non ritiro nulla.

    Lei doveva solo censurare al momento giusto, se ne aveva la possibilità, gli insulti nei miei confronti della Signora Lucy. Non l’ha fatto e nessun altro della Redazione l’ha fatto. Questo è un dato di fatto.

    La redazione ha permesso di mettermi alla berlina.
    Le calunnie e le offese ci sono e sono per mano di una certa Lucy.

    Le calunnie sono state portate contro il sottoscritto in un luogo pubblico, con l’evidente intento di mettermi in ridicolo.

    Io mi aspetto le sue scuse a questo punto e le scuse di tutta la Redazione.

    Ah… dimenticavo, ci sono ancora in sospeso – perché io le ho voluto sospendere varie calunnie ad opera di diversi personaggi… Franz Krauspenhaar, Giuseppe Genna, ecc. ecc. Tutte calunnie pesantissime e d’una volgarità esagerata, tutte ben documentate su cui ero passato sopra.

    Addio.

    Le faccio il promemoria delle ingiurie, delle calunnie, delle offese portate dalla signora Lucy: questa è la Signora Lucy che lei difende.

    IO SONO STATO CALUNNIATO
    INSULTATO
    INFANGATO NELL’ONORE E NELLA RISPETTABILITA’
    SI E’ STORPIATO IL MIO NOME
    MI SI E’ DATO DEL MOLESTATORE DI DONNE
    MI SI E’ DATO DELLA MERDA
    ECC. ECC.

    Chi è stato messo alla berlina?
    IO, IANNOZZI GIUSEPPE.

    Come giustifica tutto questo spreco di insulti gravissimi nei miei confronti da parte della Sig.a Lucy?

    Pretendo immediate scuse da parte della REDAZIONE che non ha censurato LUCY e le scuse della REDAZIONE TUTTA DI QUESTO BLOG.

    SE LA POESIA E LO SPIRITO PRENDERA’ PER ISCRITTO LE DISTANZE IN MANIERA NETTA DALLE ACCUSE, DALLE CALUNNIE, DAGLI INSULTI DELLA SIGNORA LUCY E MI PORTERA’ DOVUTISSIME SCUSE QUI IN APPOSITO POST, ALLORA IO RITIRERO’ IL MIO IRONICO POST MA PER MERA CORTESIA, DOVE PER ALTRO IO NON CI FACCIO UNA BELLA FIGURA: DIFATTI DOCUMENTO SOLTANTO COME SONO STATO INSULTATO IN LUOGO PUBBLICO, NELLA MANIERA PIU’ VOLGARE E INCIVILE CHE CI SI POSSA ASPETTARE.

    lucy said
    March 2, 2009 at 8:02 pm

    iannozzi, la critica è una cosa sana e saggia. io però aspetto sempre di vederla starsene un po’ zittino, o, quantomeno non criticare in sensonegativo tutto e tutti. e rifare il verso aicommentatori. anche lei prende allo stomaco, non sa quanto.

    lucy said
    March 3, 2009 at 1:36 pm

    iannozzi conta per me come il due di picche quando la va a spade, enea è prolisso e/o non ci capisco niente io: ma, anna lb, mi sembri ingiusta. dei tuoi versi comparsi qui qualche giorno fa, sempre che non t’offenda, erano anch’essi “infantili” nel senso positivo che io attribuiso a questo termine. li ho elogiati, mi avevano dato un’emozione. c’era un po’ pascoli dentro, o, almeno a me pareva di sentirne il richiamo. franco arminio “mi” ha detto delle cose conturbanti. e da uomo.

    lucy said
    March 3, 2009 at 1:36 pm

    iannozzi conta per me come il due di picche quando la va a spade, enea è prolisso e/o non ci capisco niente io: ma, anna lb, mi sembri ingiusta. dei tuoi versi comparsi qui qualche giorno fa, sempre che non t’offenda, erano anch’essi “infantili” nel senso positivo che io attribuiso a questo termine. li ho elogiati, mi avevano dato un’emozione. c’era un po’ pascoli dentro, o, almeno a me pareva di sentirne il richiamo. franco arminio “mi” ha detto delle cose conturbanti. e da uomo.

    lucy said
    March 3, 2009 at 2:23 pm

    ahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahahah: come sarò interessante quando, in un’altra vita, dirò – diremo – bene di lei, iannocci! mi facci il piacere, che io ho scritto due righe e franco arminio non so a momenti chi è, pur con tutto il rispetto.
    e per quanto riguarda il giudizio di ninfomane questa volta ce la mando io: oppure pubblichiamo un po’ dei suoi deliri bavosi? lei parla sempre troppo e a vanvera e non si chiede mai chi è la persona con cui interloquisce. basta che le dia ragione, altrimenti salta su come un basilisco. pidocchio.

    lucy said
    March 3, 2009 at 3:39 pm

    qui e altrove di troll c’è solo e sempre lei. io ho un’identità qui dentro e il buon gusto di dire le cose che sento, che penso e sulle quali ho da dire. se dovessero essere giudizi stroncanti me li tengo per me. sono intervenuta una sola volta, peraltro con moderazione, su una poesia di FK che non mi era piaciuta e, mon dieu! non l’avessi mai fatto! un putiferio da 120 commenti circa a cui lei stesso ha contribuito. mai più. fino a prova contraria qui si discute della bontà o meno di un testo non suo e lei che fa? fin dal primo intervento denigra denigra denigra. talmente acido ed egocentrico che capisce – lei solo – fischi per fiaschi di quello che ha detto anna lamberti bocconi. poi passa a sputazzare sui commentatori. perché non ciclostila un giudizio quattrostagioni, sempre quello, e lo spedisce in giro, anche preventivamente, ad ogni sospiro emesso da un qualsivoglia scrittore o poeta? si risparmierebbe tanta fatica. ma, si sa, i tipacci come lei godono nel metter zizzania: come dice – parafrasandolo – arminio: lei rompe i cosi per farseli rompere a sua volta. si vede che è l’unica forma di vita che conosce. io i suoi parti deformi non li reggo, mi riferisco a brandelli trovati in giro per il web e da me non cercati. lei è come il prezzemolo, o la m…. di troll. si finisce prima o poi per pestarla.

    lucy said
    March 3, 2009 at 9:51 pm

    @iannocci
    non importa che cosa la fa tacere e non guardare di qua: va benissimo! non mi rivolga MAI la benché minima attenzione.
    lei è come un molestatore su un autobus: nessuna donna vorrebbe suscitare l’interesse di un…… a me va benissimo che lei non si accorga di me. torni nel suo avello, pardon, blog.

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  44. Buongiorno Franco Arminio.
    Capito quà x via del blog di Kinglear Giuseppe Iannozzi.
    Mi è molto piaciuto l’incipt poetico l’ho trovato romantico, ma poi mi sono soffermata per cercare di capire che volevi dire con:

    “le tue labbra da mostrare
    a chi esce dai cinema
    o dalle chiese
    e anche a chi sta a casa
    mezzo addormentato sui divani,
    la tua faccia in cui compare
    qualcosa che solleva la terra verso il cielo
    qualcosa che abbassa il cielo
    verso la terra.”

    Posso immaginare che tu nel viso della persona che ami e che sei innamorato possa vedere tutto il bene del mondo, ma la chiusa non la
    capisco perchè quando si ama si è solitamente gelosi di tutto ciò che t’appartiene e non vorresti mai che altri se ne approppriassero.

    Ciao 🙂
    Vany

    PS. Mi dispiace di aver letto commenti poco carini nei confronti di IANNOZZI GIUSEPPE, una persona che conosco e che è veritiera sempre
    e sicuramente non cattiva.

    Peccato non dovrebbero succedere queste cose che alla fine lasciano un pò l’amaro in bocca.

    Buon pomeriggio a tutti
    vany

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