Galateo e coltelli nella schiena. Il romanzo del caos italiano

di Massimiliano Parente

È uno di quei libri che non solo cambiano la storia della letteratura, non solo cambiano il lettore che li legge, ma cambiano anche i libri degli altri, rendendoli piccoli, irrilevanti. Quindici anni di scrittura, quindici anni per la stesura di un lungo romanzo in tre parti, quindici anni di calvario tra gli editori: prima Feltrinelli, che ne pubblica la prima parte, nel 2001, ma non vuole la seconda. Rizzoli pubblica la seconda, nel 2003, ma non vuole la terza.

Personaggi assurdi e idee divertenti
Ora, finalmente, Antonio Moresco ha portato a termine Canti del caos, che esce per Mondadori in un unico volume di mille pagine, pagate dall’editore solo ottomila euro, meno di otto euro a pagina, meno di un dattilografo. Nel frattempo, nel silenzio di chi legge e studia, sono già una dozzina le tesi di laurea scritte spontaneamente, nell’ultimo decennio, in sparsi atenei italiani, su questo scrittore nato nel 1947 e che ha esordito solo nel 1993, dopo decine di rifiuti editoriali. Il suo impatto solitario, eroico, irriducibile, sulla società letteraria italiana, è raccontato in Lettere a nessuno, pubblicato da Einaudi l’anno scorso e caduto nell’imbarazzante oblìo dei critici, i quali preferiscono accapigliarsi sulla storia della letteratura di Asor Rosa. Canti del caos è un’opera colossale, un’opera inclassificabile, una rivoluzione come lo è ogni capolavoro quando è un’opera d’arte e non un prodotto di intrattenimento usa e getta. Non lasciatevi ingannare dai recensori, da quelli come Angelo Guglielmi che lo hanno definito «un libro illeggibile» solo perché non leggono più o non sanno più leggere.
Si tratta di un terremoto di parole, un’esplosione su cui neppure la Mondadori investirà più di tanto, un libro sconvolgente che non sarà candidato a nessun premio letterario, di cui non vedrete pubblicità, come d’altra parte è successo a Flaubert, a Melville, a Proust, a Kafka. E proprio a Franz Kafka è stato paragonato Antonio Moresco, e non in Italia, bensì in Germania, sui principali quotidiani, all’uscita della traduzione tedesca de Gli esordi.
Se comprerete e leggerete quest’opera scoprirete tuttavia, con sorpresa, che non solo non è “illeggibile” ma, nella sua infinita profondità, è perfino infinitamente divertente, come lo sono Don Chisciotte o Gargantua e Pantagruele o Bouvard e Pecuchét. Se ne avrete l’ardire e la necessità, attraverserete, insieme al Matto (lo scrittore) e al Gatto (l’editore) un universo possibile e impossibile al tempo stesso, e in questa divina commedia di Moresco, accompagnati dalla Musa, conoscerete il destino di personaggi pazzeschi come un ginecologo spastico, una ragazza che non c’è assorbente che tenga, un uomo che pesta le merde, un nuovo gruppo terroristico, una donna dalla testa espansa, e saprete chi sono, dove sono, Principessa, il domatore, le esplose, Pompina, Ditalina, il domatore di seme, la coppia scoppiata del Copy e dell’Art e dimensioni del tempo e dello spazio che non dimenticherete più. Capirete come è possibile che il mondo sia tenuto in piedi da un sovrano che pedala in Africa su una cyclette, e sarete trascinati dal Matto sulle tracce di una segretaria scomparsa di nome Meringa e assisterete perfino a una gigantesca campagna stampa, organizzata da Dio, per la vendita del pianeta terra, mentre, su una montagna, si insedierà un nuovo papa di nome Elvis II e in città i giovani e i vecchi si faranno la guerra generazionale pattinando sui roller.
Eppure non c’è una sola riga grottesca, ogni personaggio prende voce e dilata le strutture narrative, ogni personaggio si libera dalla materia simile ai “prigioni” di Michelangelo dandosi forma nel caos del cosmo, cercando di strappare la parola all’autore e portarla dalla sua.
Ci sono creature, “qui dentro”, che si formano e prendono voce modificando le strutture stesse del romanzo, deformando gli spazi, i corpi, il corso degli eventi, le storie, «questi personaggi dati così, come per gemmazione, per esplosione», all’interno di «una forma mai vista che erompe attraverso i suoi contrari sfondando, che spaventa».
Altro che illeggibile, non date retta, lo leggerete come un thriller, come potete leggere la Recherche come un romanzo rosa, o I viaggi di Gulliver come un romanzo di fantascienza, e leggendoli vi sconvolgeranno quanto vi sconvolgerà Canti del caos e le sue voci narranti. «Noi siamo quelli che possono solo espandersi mentre già si stanno espandendo, possiamo solo chiudere gli occhi, possiamo sconfinare». Il termine di questo sconfinamento si trova all’opposto della creazione (del “risveglio”), un grido di dolore assoluto, di coscienza assoluta, e non una chiusura nichilistica, piuttosto una liberazione, un superamento perfino delle opere più estreme di Samuel Beckett, con le quali Moresco si è confrontato e scontrato in passato.

Dimenticate tutto quello che sapete
Ecco perché, per leggere Canti del caos, «dovete dimenticare tutto quello che avete imparato finora». Ecco perché «questo libro dovete sentirlo venire dal basso, da lontano, come i pellerossa che appoggiavano l’orecchio a terra per sentire il lontano rumore dei cavalli lanciati al galoppo sulla prateria che impercettibilmente vibrava».
Fino all’“increazione”, la zona più inconcepibile della letteratura e del pensiero, fuori dalla letteratura, fuori dal pensiero, distruzione e reinvenzione di un linguaggio ultimo, di un spazio ultimo, di una coscienza ultima, l’umano oltre l’umano, la materia oltre la materia: è qui, nella tanto attesa terza parte di Canti del caos, che il lettore viene sbalzato nella storia dell’universo, trascinato in zone estreme dell’essere umano e animale, del corpo increato, inconcepito, del “primadopo”, verso la «catacomba vaginale della resurrezione», senza che si possa sapere se si sta morendo o nascendo, nel cuore della materia oscura.
Per questo Canti del caos non è solo un libro ma una deflagrazione, una cosmogonia lacerata, un’antifavola del mondo, violentemente fisico e antimetafisico, inverosimilmente verosimile.

Paese della merda e del galateo
Non c’è una sola giuntura che potremmo definire “realistica” e tuttavia tutto, “qui dentro”, è reale, non è mai stato così reale. Moresco tende a sfondare non i generi letterari ma il genere stesso della letteratura, fuoriesce verso uno spazio ignoto, viviseziona l’impossibile, si spinge ai confini della biologia e della carne, dell’organico e dell’inorganico. Per questo, poiché siamo in Italia, «Paese della merda e del galateo» per usare un’espressione di un saggio di Moresco su Italo Calvino, un’opera come questa non sarà spinta all’estero, non la spingeremo neppure qui, non la proporremo ai nostri premi cialtroni dove premiamo solo il già visto, il già venduto, la stessa Mondadori non ci investirà un euro per una pagina di pubblicità, lo farà uscire in sordina, come sta succedendo, perché i grandi libri vengono pubblicati per sbaglio, senza convinzione, non certo con la convinzione che ebbe Arnoldo Mondadori quando finanziò Horcynus Orca di Stefano D’Arrigo.
Ecco perché la prima e forse l’unica pagina promozionale di questo capolavoro la pubblichiamo qui, e la paghiamo noi, senza bisogno di aspettare i posteri né la Mondadori né lo Strega né una trasmissione televisiva che inviti Moresco a parlarne, perché il senno del poi è anche la stupidità del senno dell’oggi che aspetta di averne uno domani, e non c’è tempo per mancare gli appuntamenti della storia. “Primadopo” è adesso. Fatevi sotto, lettori “irredenti”.

pubblicato su Libero il 27 marzo 2009

58 pensieri su “Galateo e coltelli nella schiena. Il romanzo del caos italiano

  1. caro Massimiliano
    hai scritto una delle più belle recensioni che si potessero leggere – e che sottoscrivo parola per parola- a un capolavoro della nostra letteratura. Una sola domanda, ho da fare a te che sei un critico oltre che intelligente anche portatore “sano” di riflessioni.
    Tu scrivi, sul finale:
    Ecco perché la prima e forse l’unica pagina promozionale di questo capolavoro la pubblichiamo qui, e la paghiamo noi, senza bisogno di aspettare i posteri né la Mondadori né lo Strega né una trasmissione televisiva che inviti Moresco a parlarne, perché il senno del poi è anche la stupidità del senno dell’oggi che aspetta di averne uno domani, e non c’è tempo per mancare gli appuntamenti della storia. “Primadopo” è adesso. Fatevi sotto, lettori “irredenti”

    Ma dimmi, in tutta sincerità, quanti “irredenti” lettori di Libero, non dico leggeranno Canti del Caos, ma capiranno una riga di questa recensione? lo so, Libero ti offre la possibilità, pagandoti, di scriverne, la rete, agratis di avere dei lettori interessati e da interessare. Allora la questione è un’altra. Come si fa dopo aver letto Canti del Caos a non maledire ogni singola copia di Libero che ti passi per le mani? Dunque Libero dovrebbe smettere di pagarti, o Moresco di scrivere. Francamente mi augurerei la prima ipotesi, sperando che un editore altro da libero, solo un po’ più libero ti offra le stesse possibilità.
    effeffe

    "Mi piace"

  2. Grande notizia!!! Finalmente.
    Per quanto riguarda il fatto che Parente scrive su Libero: purtroppo s’ha da campà. Ogni lavoro è abbastanza una ciofeca. Anzi, il fatto stesso di dovere lavorare lo è.
    Non pensiamoci. Lunedì acquisto.
    Anna L.B. fan di Moresco.

    "Mi piace"

  3. terminato da poco “lettere a nessuno”, già preso questo. sento di aver bisogno di riposo per affrontarlo. Parente sa di avere il privilegio di essere amico di uno dei più grandi scrittori viventi, italiani e non, e non credo esageri nel definirlo un capolavoro. lo dico prima di averlo letto. ma ho già letto altro di Moresco, e non ne dubito.

    "Mi piace"

  4. Letta e apprezzata la recensione di qualcosa che pare effettivamente rilevante per le lettere italiane. Non comprendo tuttavia le ripetute stoccate a Mondadori. Mondadori ha pagato l’opera una misera elemosina, Mondadori non la promuoverà, non investirà, non la proporrà all’estero, e via lamentando.
    Intanto Mondadori pubblica i Canti, quindi un qualche calcolo imprenditoriale deve pur averlo fatto. Visti i precedenti delle prime due parti, l’uscita non era scontata, mi pare.
    È una recensione surreale: si rivolge ai lettori (irredenti?) di Libero (mica de L’Indice) invitandoli a comprare un lavoro eversivo rispetto agli standard del più grande editore italiano, pubblicato però da quello stesso editore.
    Che non sia un gioco delle parti.

    "Mi piace"

  5. Bè, in effetti uscire per mondadori con un libro da mille pagine e poi lamentarsene è curioso. ma polemiche editoriali a parte, nonostante a me lo stile di moresco proprio non piaccia sono felice dell’uscita di questo libro, in questo formato e per una grossa casa editrice. è comunque un buon segnale per la letteratura italiana.

    "Mi piace"

  6. Che tristezza questa recensione, davvero. Hanno sdoganato perfino Parente, la sua critica “urlata” capace solo di stroncare od esaltare. Giusto Libero poteva ospitarlo. Ma d’altronde il trend è questo. O i giochini di parole di Serino, o le battutine da bar alla Chokadarian, oppure il fanatismo di Parente. I degni eredi di D’Orrico, la nova generazione dei bee-jay. Ecco, a proposito di questa geniale definizione di Scarpa, l’altro giorno ho letto che a Venezia lui presentava “nudità” di Agamben, due intellettuali che stimo moltissimo. Purtroppo era di pomeriggio, ho perfino carezzato l’idea di bigiare il lavoro falsificando la mia firma, ma alla fine ho dovuto rinunciare. Però se ci fossi andato, avendo già letto questo pezzo, avrei chiesto a Tiziano guardandolo negli occhi: ora prova a dirmi che ti è piaciuta quella recensione.

    "Mi piace"

  7. la mia domanda sul rebus resta insoluta, poi sergio, che ha scritto dopo, parla della recensione. vabbé, sopravviverò. 🙂

    "Mi piace"

  8. Questa non è una recensione,
    è un decantamento, un imbambolamento, un inno a Moresco, esagerato,
    forse non piacerebbe nemmeno al suddetto autore.
    Poi, si aggiunga, che fa far la figura a Moresco di vittima del sistema editoriale.
    Se è arrivato a Mondadori non è vittima, io credo.
    Un po’ più di fermezza,
    di testa sul collo,
    y de agudeza, prego.

    MarioB.

    "Mi piace"

  9. Leggendo la recensione, una cosa o, meglio, una profezia (che è poi un punto centrale, quasi un refrain) non avevo capito. Poi, leggendo alcuni commenti, ho visto che anche altri non l’hanno capita. In sostanza, se Mondadori ha sottopagato l’autore, se non promuoverà il libro ecc., perché allora l’ha pubblicato? Era forse “costretto”? Da come la mette il recensore, pare che l’editore si sia “rivalso” nel comportarsi nel modo descritto. E ciò non mi pare credibile.

    "Mi piace"

  10. Sembra che in Italia se uno non è vittima di qualcosa non è degno di essere ascoltato. Probabilmente Moresco non ne ha bisogno, di preamboli del genere alla sua opera.
    Però anche:
    Effeffe, com’è stucchevole questa cosa che i lettori di Libero non si meritano nè Parente nè Moresco, perchè essendo di centro-destra non possono che essere tangheri analfabeti. Qui lo dico e non lo nego: io che non leggo Libero e politicamente sono veramente un outsider, ho trovato sicuro analfabetismo e ottusità culturale in molti commenti su Nazione Indiana. Affermo senza timore che questi stereotipi pregiudiziali sono ridicoli, mimetizzano moralismo d’accatto, e spiegano il fallimento totale della cultura di sinistra nell’interpretare quello che accade in questo paese.

    "Mi piace"

  11. Come De André anche Moresco mi pare assai sopravvalutato… Quello che ho letto di lui in particolare La cipolla (libro che consiglio a tutti) mi è piaciuto ma non tanto da gridare al capolavoro. Leggerò anche questi Canti ma l’enfasi con cui li presenta lo scadente Parente (incantato o no che sia:-)) non depongono bene…

    "Mi piace"

  12. Ma a me della polemica mondadori non mondadori non me ne frega niente, sono contento di leggere quest’opera monumentale, ormai l’analfabetismo e la mediocrità irrompono in tutte le caste politiche, sociali e intellettualoidi

    "Mi piace"

  13. “(…)Ma non potevo pubblicare il suo libro, gliel’ho spiegato in tutti i possibili modi che nessuno vuole più libri vasti, assoluti, lunghi viaggi, non fanno mercato, storcono tutti quanti la bocca, solo ricalco letterario, strafalcioni, aforismi, da leggere con il telecomando in una mano, la cuffia del walkman sulle orecchie (…)” Canti del Caos, Moresco

    "Mi piace"

  14. Dai Valter, ma chi lo legge Libero? E’ un giornalaccio. Ma l’hai mai letto. E’ carta straccia.

    Per il resto è pur vero che Parente ci crede, in Moresco. Vale a dire che per lui è un genio.

    Credo nella sua buona fede, ecco.

    "Mi piace"

  15. oh franz, a me parente sta molto simpatico, ho letto contronatura, è un gran libro per carità, lontano dal capolavoro centenario che l’autore stesso incensa (come tra l’altro per moresco) però mi sembra che lo stile sia identico a quello di moresco. porto un esempio, per parlare di letteratura, mica per fare polemica. sto canti del caos lo leggo incesato da più parti, con degli slogan, tipo quelli che riporta il don galately, veramente accattivanti. ti ci aggiungo questo, da ibs: “Chi ama scritture impreviste, esagerate, con accensioni di visioni fantastiche e infiammate, qui trova ciò che desidera.”
    io penso, porca miseria, ho trovato il libro che fa per me. lo leggo e bam. una noia mortale. da dove viene questo? ti dico la mia. leggendo quelle premesse, io ho pensato a qualcosa che, non so, hai presente la foresta della notte della barnes? una roba così. stile ragazzi. stile. invece lo leggo e trovo della narrativa “per addizione”. mi dico, cazzo, e io che credevo di trovare uno stile innovativo, cambi di ritmo, qualcosa che insomma, la foresta della notte, il verso lungo e lirico, che io amo. e invece niente. dov’è il problema? nella mia aspettativa, o nei peana un po’ troppo generosi o vaghi elargiti a questo tipo di letteratura? cazzo, dobbiamo intenderci. poi penso, ma come fai a intenderti, alla fine lo stesso parente, o quello che ha messo la cosa su ibs, secondo me non sono in malafede, lo stesso scarpa, loro vedono letteratura in questo, e letteratura è, per dio, chi sono io per dire di no, ho solo il mio gusto che cerca del lirismo e mi trovo delle pippe infinite fatte per addizione. è difficilissimo spiegarsi. cos’è questo scrivere per addizione? anche wallace scriveva per addizione. è vero, dico io, oblio è il racconto più bello che io abbia mai letto, (dopo caro vecchio neon) tutti a credere che si parli del russare mentre lui si scopa la figlia cazzo, è così chiaro, in ogni caso non è beckett, non è fante e non il padre del minismalismo (lidushcarver), è un’altra roba, e allora dov’è che m’incaglio? e perchè moresco nella mia testa non è wallace, se entrambi scivono per addizione? non saprei dire. quella prosa (quella di moresco e parente) mi annoia a morte (parente è più simpatico, va detto) mentre la traduzione della prosa per addizione di wallace mi incanta. dov’è che sta la differenza? ti giuro non lo so. quello che posso dire, forse, è che va distinto il lirismo con la narrativa, cazzo io leggo poco non riesco a portare esempi validi, a me tutta la pippa niu epica che mi sta pure simpatica (fino a un certo punto) ma si arena nella lettura. sarà che vengo dalla poesia, sono esigente. ma qui parlano tutti di capolavori della letteratura, io lo dico, un capolavoro è, per l’appunto, dal mio punto di vista, la foresta della notte, con tutti i suoi difetti, ma che spinga cazzo, che travalichi. qui (qui è nei canti del caos o in contronatura di parente) l’unica cosa che travalica è la lunghezza del libro. la prosa è di una noia mortale. sono concetti. si dirà: colpa mia, che cerco lo stile. e che cazzo, però voi m’ingannate coi vostri preamboli. non è che perchè avete scritto settecento pagine diventano per forza letteratura. diventa solo una cosa lunga, se non ci mettete qualcos’altro, che io non so cos’è, esattamente, per carità, ma chiamatela come vi pare. dico sciocchezze? sicuramente, sono anche le tre di notte e non doro da tre giorni.

    "Mi piace"

  16. Io ho letto solo Canti del Caos Nr.2 (il rizzoli) e ho dovuto mollare dopo 90 pag, mi pare. D’accordo con alessandro sulla noia mortale, sulla letteratura per addizione. e e penso anche che la letteratura debba essere come la musica e debba avere toni diversi, timbri diversi. Nella stessa sinfonia/romanzo. Nel Moresco dei Canti (non ho letto il tenore del terzo – del primo mi hanno detto, il secondo l’ho sentito/provato)un unico flusso senza fine e speranza. un massimalismo senza un attimo di ironia, o di vera tragedia.

    il moresco che mi convince di più è quello de Gli esordi, de La cipolla, di certi pezzi letti su Mazione Indiana sull’Argentina, ecc.

    uno scrittore importante ma da alcuni sopravvalutato. troppo criticato o troppo osannato. comunque uno che dice o tenta (a volte) di dire.

    "Mi piace"

  17. ho aspettato con trepidazione l’uscita del terzo volume di canti del caos, lo stesso giorno in cui è entrato in commercio, mi sono precipitato in libreria e ho dato una sbirciatina sommaria al libro. premetto che ho letto e riletto i primi due volumi e li reputo due semi capolavori, li conosco talmente bene che alcune pagine me le ricordo quasi a memoria…apro il libro, il terzo volume, e che cosa vedo?? l’inizio è uguale al primo canti del caos, giro vertiginosamente le pagine, vado alla seconda parte che è uguale al secondo volume uscito qualche anno fa. la terza parte finalmente inedita è composta da circa trecento, trecento cinquanta pagine…
    vado a casa e sulle recensioni leggo che moresco ha unito i due volumi rivisitandoli totalmente, cosa che da una prima sbirciatina non mi è apparso…
    i lettori abitudinari di moresco quindi possono cominciare a leggere il libro da pagina 800 o giù di lì ossia all’inizio della terza parte…a cosa è servito unire i primi due volume non riesco proprio a capirlo…lascio a voi l’interpretazione…..
    per quanto riguarda la recenisone di PARENTE bella e accattivante che sia non può assolutamente essere presa inconsiderazione, se non altro perchè i due sono amici(parente ha scritto anche un libro su moresco)e quindi naturalmente non può che parlarne bene. il primi due volumi a mio avviso ritorno a ripetere sono quasi due capolavori, ma c’è il quasi… parente esegera veramente, se la prende anche con la mondatori che ha pubblicato il libro…e se non lo faceva?? sparare sempre a zero su tutto anche quando non c’e n’è assolutamente bisogno è riduttivo, e soprattutto lede l’intelligenza di noi lettori o per lo meno la buona fede…….

    "Mi piace"

  18. Parente, in un suo pezzo datato 5/3/05, ha scritto: “il pubblico è coglione quanto la criitca giornalistica”. Chissà se lo penserà ancora?

    "Mi piace"

  19. Anch’io avrei voluto il terzo volume a parte. Quest’accorpaggio lo trovo un’azione prevaricante. A parte l’operazione economica, un volume di 1000 pp. di cui ne ho già lette un terzo mi ruga anche da tenere in mano… Ma rientra bellamente nell’andazzo per cui tutto va a farsi ç*##ç@@**.

    "Mi piace"

  20. “per quanto riguarda la recenisone di PARENTE bella e accattivante che sia non può assolutamente essere presa inconsiderazione, se non altro perchè i due sono amici(parente ha scritto anche un libro su moresco)e quindi naturalmente non può che parlarne bene”

    io non conosco nessuno ma questa equazione non ha alcun senso in un mondo decente, ovvero la critica deve avere per obiettivo l’oggetto narrativo non la persona ovvero l’amico. altrimenti fine della critica, se tutti gli amici criticassero benevolmente gli amici e viceversa a cosa servirebbe la critica letteraria?

    "Mi piace"

  21. Ho letto, interamente, solo il n.2.
    Rispetto alle mie abituali e modeste precedenti letture, l’ho trovato un testo estremo. Assolutamente libero da freni inibitori, sia nella narrazione che nel linguaggio adottato. Doppie, triple, quadruple aggettivazioni, pagine intere senza un puntoaccapo, un flusso continuo di eventi, una mutazione continua di visioni. Sembra scritto sotto acido. E’ corrosivo, potente, spaventoso e meraviglioso insieme. Da ciò che scrive, è evidente la non-omologazione e l’insano anticonformismo praticato da Moresco. Che mi ha in qualche modo scardinato il modo abituale di leggere, proponendosi in maniera sfrontata sul piano emozionale, e rivoluzionaria dal punto di vista narrativo. Grazie a lui ho scoperto i siti ove piazzo commenti raramente partecipando alle discussioni.
    Quanto alla recensione qui sopra, è evidente la consorteria… senza la quale, comunque, non si va da nessuna parte.
    Senza la quale non si crea nulla.

    "Mi piace"

  22. Ho comprato diversi libri di Moresco:
    di nessuno di essi sono riuscito ad arrivare al termine.
    Mi ammazza la sua enfasi, la sua pompa,
    e il suo vittimismo che sfodera sovente.
    Ne ho abbastanza.
    MarioB.

    "Mi piace"

  23. io non conosco nessuno ma questa equazione non ha alcun senso in un mondo decente, ovvero la critica deve avere per obiettivo l’oggetto narrativo non la persona ovvero l’amico. altrimenti fine della critica, se tutti gli amici criticassero benevolmente gli amici e viceversa a cosa servirebbe la critica letteraria?

    sono daccordo fino ad un certo punto, scusa ma il tuo è un discorso del tutto utopico.
    se serve a far vendere qualche copia in più anche io se fossi (un critico)cercherei di essere il più possibile clemente, con un mio amico.
    che poi il libro è veramente particolare è vero,
    ma detto da me che sono un semplice lettore “coglione” come dice lo stesso parente e che non conosco di persona moresco è un altra cosa…
    e poi ritorno a ripetere… per me che ho già letto i primi due ritrovarmeli incorporati nel terzo è un po…come dire commerciale… cosa che da moresco non me lo sarei aspettato…

    "Mi piace"

  24. Se non ragioniamo idealmente cosa siamo qui a fare? Perché parliamo perché scriviamo perché ci confrontiamo? Lo so che è utopico ma io non incenserei mai un libro di un amico se non mi piacesse, sarebbe una mancanza di rispetto

    "Mi piace"

  25. Ma non è normale che Mondadori abbia ripreso il tutto con il suo marchio? Moresco oltretutto ha rivisto i due primi canti. Dunque l’operazione è lecita, normale. Dove sta la truffa?

    Chi non aveva letto i primi due “Caos”, ormai fuori commercio, cosa doveva fare, leggersi solo la terza parte? E’ poi normale che Mondadori – concorrente di Feltrinelli e Rizzoli – abbia fatto questo anche per ragioni commerciali.

    E’ come quando – tra l’altro – un romanzo uscito anni prima viene ristampato per un’altra.

    "Mi piace"

  26. Anch’io avrei voluto il terzo volume a parte. Quest’accorpaggio lo trovo un’azione prevaricante. A parte l’operazione economica, un volume di 1000 pp. di cui ne ho già lette un terzo mi ruga anche da tenere in mano… Ma rientra bellamente nell’andazzo per cui tutto va a farsi ç*##ç@@**.
    sono pienamente d’accordo…
    in questi giorni nella rete sto leggendo commenti al libro e a Moresco che vanno sinceramente un pò fuori dalle righe, è un ottimo scrittore, in italia probabilmente il migliore, ma paragonare la sua opera alla divina commedia o alla ricerca di proust, mi sembra eccessivo, e deleterio sopratutto per lo stesso moresco.
    proprio in questi giorni ho cominciato a leggere il secondo “tomo” della richerca di proust e devo dire che mi trovo sotto gli occhi la massima espressione della letteratura mondiale. il romanziere francese ha raggiunto un livello sintattico-grammaticale inarrivabile, ma non da parte di moresco, ma da parti di tutti gli altri scrittori. proust rappresenta la massima espressione letteraria non può essere accostato a nessuno, dopo aver letto il romanziere francese nessun libro ha più valore, percarità si deve sempre leggere, ma si è come coscienti del fatto che manca qualcosa. in proust si nota la perfezione matematica della parola, nessuna sillaba è scritta a caso, tutte le frasi sono scritte in una singolare armonicità che non trova, non può trovare euguali.
    scusate poi ritorno sul fatto dell’accorpamento dei due volumi con il terzo (che alla fine comprerò)e devo dire che moresco non è nuovo a queste cose, dato che ad ottobre e uscito lettere a nessuno con un supplemento aggiornato fino ai giorni nostri e già li avevo pensato, ma perchè non è uscito semplicemente il libro lettere a nessuno versione 2008? perchè mi ripropone un libro che comunque i suoi lettori già possiedono, che hanno già letto? lo so è un altro editore, c’è un filo conduttore che lega il libro, si tratta sempre e comunque di una cosa già uscita.
    e dico questo appunto perchè sono un idealista, un utopico, se si accetta l’accattivante recenzione di parente(non prendendo in considerazione il fatto che è un suo amico)allora mi sarei aspettato anche che moresco, dato che è e si definisce “controtutti”,
    avrebbe rifiutato questa proposta commerciale, pubblicando solo la terza parte…

    "Mi piace"

  27. Io non ho letto nessuna delle due prime parti dei Canti e ora mi trovo il volume intero, finito, e non ho la necessità di comprarne tre e non ancora poi nella versione finale. Quindi, grazie Mondadori e Moresco.

    "Mi piace"

  28. Mantide12: quello che dici di Proust per la letteratura io l’ho sempre pensato di Bach per la musica. Vado bene?

    Don Gately: ineccepibile il tuo commento 35! Hai tappato la bocca persino a me con un sorriso, il che è ben difficile. 🙂

    "Mi piace"

  29. “dopo aver letto il romanziere francese [proust] nessun libro ha più valore”, così affermà mantide 12.

    e siamo al delirio. bene.

    "Mi piace"

  30. “in proust si nota la perfezione matematica della parola, nessuna sillaba è scritta a caso,”.

    ecco un’altra perla di senso. siamo all’asylum.

    "Mi piace"

  31. Mantide12: quello che dici di Proust per la letteratura io l’ho sempre pensato di Bach per la musica. Vado bene?

    si, si va bene….

    dopo aver letto il romanziere francese [proust] nessun libro ha più valore”, così affermà mantide 12.

    e siamo al delirio. bene.

    “in proust si nota la perfezione matematica della parola, nessuna sillaba è scritta a caso,”.

    ecco un’altra perla di senso. siamo all’asylum.

    mmm…che dire cosa dire…sinceramente mi sarei aspettato un commento un po più diciamo, “esauriente”…
    ognuno credo è libero di pensarla come vuole, hai letto proust? bè credo di si(credo…), e non noti una ricerca maniacale della parola? non noti nulla?
    diciamo che a qualcuno non può piacere; c’è qualcuno che invece magari reputa capolavori “il codice da vinci” “la solitudine dei numeri primi” “io uccido” ecc…
    bè questione di punti di vista mio caro professore krauspenhaar…
    io dico semplicemente che una volta letto proust, fai fatica a tornare indietro, a leggere un altro libro. quando ho finito qualche tempo fa di leggere il primo volume “della ricerca” e dovevo decidere (essendo come credo tutti qui appasionato di lettura)quale libro leggere mi sono trovato indifficoltà, non sapevo dove orientarmi, cosa fare.
    proust letteralmente parlando mi ha lasciato allibito, ma non è detto che ha tutti piaccia.
    PARENTE in un intervista alla domanda cosa rappresenta proust, lui a risposto: “proust rappresenta tutto, perché è il più grande scrittore di tutti i tempi, che si è spinto più di chiunque altro al limite del romanzo e del pensiero umano, includendo in questo la negazione del romanzo e dell’umano”.
    su http://www.abruzzocultura.it
    professore anche parente delira?????

    "Mi piace"

  32. Non esiste il più grande scrittore di tutti i tempi-
    Questa affermazione è solo enfatica,
    la solita apokolokuntosys di chi necessita di massimi sistemi, illustrissimi canoni, sbombamenti stupidificanti.
    Esistono invece le culture, varie, le formazioni, i tempi, molti grandi scrittori, moltissimi piccoli scrittori, artisti, da guardare con occhio accorto e relativo alle loro epoche e formazioni.
    Esistono poi i gusti, e sono tanti e diversissimi, grazie al cielo.
    MarioB.

    "Mi piace"

  33. Il primo volume dei “Canti del caos” (Feltrinelli 2001) è da anni fuori commercio (idem per “Gli esordi”, anche se esula dalla questione). Non capisco dove stia la scorrettezza, se non nell’idea balzana di pubblicare la terza parte di un romanzo – un’opera unitaria, non una trilogia – la cui prima parte sia introvabile (peraltro anche la seconda non è che sia così facile trovarla, così come la vecchia edizione Bollati del 1997 di “Lettere a nessuno”).

    "Mi piace"

  34. Posso dire una cosa a Parente, Mantide e a tutti gli altri?
    Ma come fate a servirvi ancora di iperboli come “il più grande di tutti i tempi” in un epoca che è diventata la bottega di rigattiere di tutte le epoche? Potreste farlo solo se aveste un coraggio da barbari, quello di bruciare tutti gli altri libri e fare del vostro preferito l’unica Rivelazione. Proust mi annoia a morte, eppure sono convinto che in lui c’è una grandezza a me inaccessibile. Io sono uno che leggerebbe Dostoevskij in continuazione, ma non direi mai che è “il più grande di tutti i tempi”. Usata oggi e in questo modo, questa espressione è l’equivalente del berlusconismo in letteratura.

    "Mi piace"

  35. Operazione doverosa come diceva Don Gately che cito ma essendo Don Gately ancora io cito me stesso, avete visto il delirio? eccomi.

    Sono d’accordo con VBinaghi.
    Ci si riempie spesso la bocca “quello! quello!!!” perchè a volte è universariamente considerato “il più” e poi (esagero) si legge tutti la gazzetta dello Sport.

    A parte gli scherzi, ognuno ha i suoi punti di riferimento, e spesso sono punti all’interno di “rette” di genere.

    Io adoro le multi aggettivazioni, i deliri, le spudoratezze, ma anche la narrativa sussurrata da mestolo polenta e a letto presto, quelle storie stonate da fine di ogni eroismo.

    La questione è interessante e ha mille sfaccettature.

    "Mi piace"

  36. io sto con binaghi. anche a me “mi ci piace di più di tutti” djuna barnes ma non è che voglio convincere il mondo. comunque, si fanno un sacco di cose tanto per fare, se ne dicono molte di più tanto per dire.

    "Mi piace"

  37. mantide tu hai detto ben altro.

    ho letto proust, no di certo tutto. la vita è una sola e ci sono tanti altri scrittori capitali (anzi, ci sono stati, qui quoto binaghi.)

    e quoto ansuini alla grande.

    "Mi piace"

  38. proust è il più grande scrittore “SECONDO ME”
    con questo non voglio assolutamente (come dice Vbinaghi) fare un falò e bruciare tutti gli altri…
    continuerò come ho sempre fatto a leggere avidamente anche gli altri libri se mi capiterà anche i tuoi Franz…
    non è che letto proust si chiude con la lettura, no assolutamente…non volevo dire questo e sopratutto non volevo prorio convincere nessuno…

    per tornare a moresco e all’accorpamento dei tre volumi il mio era un commento da chi ha sempre letto lo scrittore mantovano e quindi avrebbe preferito un terzo capitolo a parte…ma poi ripeto comprerò anche questo…

    "Mi piace"

  39. La recensione di Massimiliano Parente è a dir poco “straordinaria” in quanto, eccita e cattura il lettore ad amare un opera ancor prima di leggerla. La stavo per comperare anch’io ma le vostre critiche le ho trovate illuminanti.

    Vediamo lo svolgimento:

    E’ pessima abitudine, ogni volta che si entra in una libreria, lasciarsi catturare dalla copertina di un libro, e se si entra oggi, in una libreria qualsiasi, ci si trova davanti ad una serie di piccole “opere d’Arte” di fattura grafica, accatastate, trasformando la libreria in una Pinacoteca moderna.
    A riprova, io passo 20 pomeriggi all’anno solo ad’ingozzarmi di copertine, osservandole attentamente una ad una.
    Se invece si legge per tematica, allora si va diritti allo scaffale amico in cerca dell’autore preferito o segnalato, ove li, non ci si lascia ingannare dalla bellezza apparente della copertina finemente rivestita, ovvero la “copertina prostituta” (dal latino proestatis), ma apertala, si da una sbirciatina alla recensione interna od esterna.

    Leggere la recensione per capire se vale la pena o no di comperare quel libro, e una operazione di routin per i lettori incalliti, dovendo ammettere che, la “Recensione” è un arte, e come tale, se scritta bene, andrebbe annoverata anch’essa nell’Arte della Scrittura o della buona Letteratura. (Lettere)

    Qui, il Massimiliano Parente ne da ampia prova.

    La “Recensione” spesso – seconda operazione di prostituzione della letteratura – è una operazione di mercato straordinariamente difficile, in quanto, operazione pubblicitaria del Libro in se ma non del contenuto, che invece viene lasciata al mondo della critica assoldata o no.
    La recensione è un arte ipnotica in quanto prepara le condizioni mentali del lettore “arguto” , spesse volte gabbandolo… (vero Alessando Insuini? Intervento straordinariamente simpatico il tuo ), preparando, eccitando il lettore arguto al masochismo che ne segue quando si tratta di rinfilargli un libro di cinquecento pagine e più. Qui il Recensore si spreca in superlativi assoluti sollevando l’autore con enfasi.
    Il condizionamento esercitato dal Recensore, spesse volte è “plagio premeditato” sul lettore, quindi, quando leggo il post di Alessandro Insuini, manifesta come il plagio lo ha obbligato si a comperare e leggere quel libro, ma l’operazione di “plagio” dello scrittore, in lui non è passata, anzi, facendolo infuriare come un Toro, ma la colpa di tale delusione non è imputabile allo scrittore, ma all’arguto “Recensore” che con arte lo ha gabbato.

    Diciamocelo francamente, la letteratura è sempre una operazione di “plagio” sul lettore, e la “spirale” ( mandala magico utilizzato per l’ipnosi) è lo strumento invisibile attraverso il quale la psiche del lettore resterà prigioniera per tutto l’incantesimo. Quindi, abbattuta ogni forma di protezione intellettuale, il pensiero del lettore viene sottilmente manipolato inconsciamente e modificato.

    A questo punto, l’Editore (fabbricante), essendo prigioniero di un sistema di produzione capitalista, poco gli importa del pensiero dello scrittore o la fine che farà il lettore; avendo egli comperato un prodotto non commerciale, utilizzerà la “prostituzione pubblicitaria” per recuperare almeno il danaro speso. Per fare ciò, ingaggia anche i migliori “confabulatori” , magari quelli già sui suoi libri paga a tempo indeterminato (vedi Libero) o se è il caso, come ora, “assolda” temporaneamente il migliore Recensore si sua conoscenza. (vedi il Massimiliano Parente)
    A questo punto il gioco è fatto!

    Buona lettura di ciò che avete comperato! *____________*

    …e grazie delle vostra critica e giudizi.

    Simpaticamente

    enea

    "Mi piace"

  40. enea, sono pienamente d’accordo con te…

    l’unica cosa: ti consiglio vivamente di leggere il libro, perchè aldilà delle prefazioni e dei commenti (che siano o non siano amici di moresco e delle operazioni commerciali) l’opera in se merita veramente tanto, se non altro è innovativa, c’è qualcosa di diverso che altrove attualmente, almeno in italia, non trovi (scusate se continuo a delirare)
    ma se non lo hai fatto prima di leggere canti del caos devi iniziare con gli esordi in quanto è da li che parte la storia….

    "Mi piace"

  41. A me, leggendo Moresco, viene l’abbiocco. Avevo trovato, qualche anno fa, in casa di un amico, uno dei suoi libri – non ricordo il titolo – e avevo tentato: parola. Prima della fine della seconda pagina ero già in stato comatoso e pronto per la ronfata. Lo stesso effetto che mi capitò, 3 anni fa, leggendo un articolo su Malevich pubblicato dal Corriere nazionale (da quella volta, quando mi abbiocco, mi pigliano per il culo e citano “l’effetto Malevich”.
    Comunque mi capita anche con Dostoievskij, che in russo ha quasi la stessa fonetica di “rompi balle” (questa similitudine mi fa sorridere ogni volta), e pure con Sartre: ronfate tremende.
    La cosa tragica, con Dostoievskij, è che mi faceva addormentare pure Il Giocatore: non sono ancora riuscito a perdonarmi questa mia grave carenza.

    Epperò Moresco non ha mai scritto di carte e quindi, sono più tranquillo.

    Blackjack.

    "Mi piace"

  42. bè, enea, per fortuna non sono stato gabbato, poiché ho smesso da anni di comprare libri, soprattutto quelli delle grandi case editrici, gli unici che mi arrivano in mano sono perché me li regalano o quelli che mi rubava un mio amico che lavorava in feltrinelli. diciamo che sono stato gabbato a metà, perchè potevo farmi regalare un altro libro 🙂
    comunque non mi sono infuriato come un Toro, (piuttosto, il fatto che hai messo questa maiuscola mi affascina molto, non so perché) anzi sono sinceramente contento se una grossa casa editrice pubblica un tomo di mille pagine, per niente commerciale. forse si poteva essere più onesti nella descrizione dello stile ma, come ho detto dopo, forse è una cosa imposibile da fare. i gusti sono così vari, è tutto così sfumato.

    "Mi piace"

  43. I canti di Maldoror, De Sade, Il pasto nudo, Artaud, Eden Eden Eden di Guyotat, Celine, ma nahce Sterne e Joyce ed il noveau roman… Mille volte nei SECOLI è stata distrutta, divorata la struttura classica del romanzo. Mille volte uno scrittore s’è immerso nel cuore di tenebra dell’uomo uscendone con una ‘parola selvaggia’. Cosa sono queste 1000 pagine? Mi spiace per i 15 anni di lavoro (ed anche per lo stile esistenziale a bassissimo profilo – a filo di fica, direbbe lui, forse – dell’autore che impedisce di massacrarlo con gusto) ma questo è un vecchio, logoro, stantio profluvio di parole tronfie ed inutili. Dovrebbe fare cosa?
    Testori con In exitu in pochissime pagine ti brucia gola mente e cuore. I canti d.c. ti ammorbano di noia e dejà vu…

    "Mi piace"

  44. p.s. ma Parente è davvero uno sfigato! Non sapevo chi fosse: ho letto ora un paio d’articoli su Il G. (non riesco neanche a scriverlo). Un intellettuale berlusconiano (oddio, uno che scrive sul G. definirlo intellettuale… Pennivenduto, meglio)! Ma allora esiste davvero tutto nell’universo!!!! Altra prova contro Moresco: la conoscenza di un esserino del genere. Vabbé, prima o poi tutto finisce, ed anche questo qua, andato a riposo l’Imperatore, andrà a lavorare. Spero però non verrà mai a riparare il cesso di casa mia. Non mi fiderei.

    "Mi piace"

  45. i posti vuoti nella cultura di destra sono disponibili sempre visto che ogni essere senziente non li occuperebbe mai. così complice la disoccupazione, senza troppo faticare ci si può inventare intellettuale di destra con due o tre temini l’anno.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.