Disputa su Dio e dintorni

mancuso

Non siamo zingari in un universo insensato
Repubblica, 04 aprile 2009

di Vito Mancuso

Anch’ io scopro subito le mie carte. Non credo che la nostra vita di esseri umani liberi e pensanti sia il risultato di un insondabile colpo di fortuna chimico, ripetutosi peraltro milioni di volte nella direzione della crescita della complessitàe dell’ organizzazione, finoa giungere al livello della coscienza nella mente umana. Non credo che siamo zingari che vagabondano in un universo inospitale e insensato. Credo, al contrario, che il nostro corpo e la nostra mente siano il frutto più bello di una stupefacente avventura iniziata al momento dell’ espansione del puntino cosmico primordiale (la «singolarità», la chiamano i fisici) 13,7 miliardi di anni fa. Quando il pensiero religioso parla di creazione intende contrassegnare questo processo evolutivo dell’ essere-energia come dotato di direzione, criterio, senso. E, quindi, intende dire che anche la nostra vita, che è parte di tale processo, ha a sua volta direzione, criterio e senso. E’ in questa prospettiva che io credo che siamo stati «creati da un Dio» e scrivo il termine Dio con la maiuscola per indicare il sommo mistero dell’ alfae dell’ omega del tutto. Se scriviamo in maiuscolo i nostri nomi, come non riservare questo piccolo onore anche all’ idea del principio di tutte le cose? Io credo anche che noi essere umani siamo stati fatti a sua immagine e somiglianza. Con questo intendo rimandare alla dimensione spirituale che ci abita, di cui la libertà è il segno più concreto. Anch’ io, come lei, di fronte allo spettacolo della vita quotidiana provo talora un senso di insofferenza e, ancor più, di malinconia, ma da ciò non traggo la conclusione che noi esseri umani non siamo a immagine e a somiglianza di nessuno. Al contrario, è proprio la consapevolezza della ricchezza che possiamo attingere da tale somiglianza a farmi mestamente considerare quanto spesso usiamo male l’ immenso dono della libertà e della dimensione spirituale che essa suppone.

Corrado Augias, Vito Mancuso Disputa su Dio e dintorni, Mondadori 2009,  pp.276

25 pensieri su “Disputa su Dio e dintorni

  1. Colgo l’occasione di questo post di Mancuso per riportare le parole di Krishnamurti: non per esprimere un mio pensiero attraverso quello di altri, ma perchè questa riflessione possa essere utile per il nostro cammino di conoscenza.

    “La devozione della volontà a Dio implica di conoscere già la volontà di Dio.

    Non ci si dedica a qualcosa che non si conosce.

    Se conoscete la realtà, non potete dedicarvi ad essa. Cessate di esistere.

    Non esiste una devozione a una volontà superiore. Se vi dedicate a una volontà superiore, allora questa volontà superiore è una proiezione di voi stessi, perchè la realtà può essere riconosciuta solamente tramite ciò che si conosce.

    Essa acquista una sua identità solo quando ciò che è noto cessa di esistere”.

    (Krishamurti, Later Talks, vol. I, Bombay 1974)

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  2. Anch’io scopro subito le mie carte: sulla Terra c’erano le condizioni ottimali perché venisse su la vita. Un gran colpo di culo, proprio grosso, e la vita si è formata su questo pianeta piuttosto che su un altro. Leggevo tempo fa che nell’Universo ci sarebbero milioni di pianeti in grado di ospitare la vita, però di fatto la vita non c’è, per lo meno per quello che noi ne sappiamo. Su milioni di pianeti adatti a ospitare delle forme viventi, la Terra ha avuto il colpo di culo che reazioni chimiche ed elettriche dessero origine alla vita. Quella che per noi uomini è un miracolo, per la l’Eternità dell’Universo è meno d’una virgola persa nell’Infinito. Noi giudichiamo la vita con il nostro metro umano ed è giusto che così sia. Ma l’Universo no: ha il suo di metro. L’Universo non è insensato: sono gli uomini, nella loro piccolezza, ad essere talmente limitati da non riuscire a concepire concetti come Eternità ed Infinito. E forse, ai fini dell’esistenza, è bene che sia così, perché se l’umanità davvero riuscisse ad avere un’idea esatta dell’Eternità e dell’Infinito intrinseci all’Universo, allora la sua mente impazzirebbe nel tempo d’un batter d’ali di farfalla o anche meno. Gesù o Buddha al pari di tanti altri uomini poi eletti dall’uomo stesso Dèi per dar corpo a diverse religioni (cristianesimo, buddismo, islamismo, induismo…), a ben guardare, sono stati dei filosofi che dissero alcune cose giuste e altre sbagliate, come del resto c’è da aspettarsi da qualsiasi uomo che dedichi la propria esistenza all’amore per la conoscenza. L. Ron Hubbard in fondo ha creato dal nulla una nuova religione: essa è giovanissima, non ha ancora una tradizione millenaria che gli abbia conferito carattere mitico e mistico. Ma se resisterà al tempo e ai suoi oppositori, non è da escludere a priori che fra 2000 anni, o giù di lì, i posteri possano parlare di Hubbard come di un messia. Se non ci si scannerà prima, fra 2000 anni molte religioni oggi in auge saranno cadute sostituite da nuove fedi. La Storia dell’uomo si ripete sempre: ieri c’erano Odino e Zeus, poi sono stati sostituiti da Gesù e Maometto. Le religioni, per quanti grandi possano sembrare all’odierna società, al tempo storico presente, si sgretolano al pari di tutte le cose create dalla mano e dalla mente dell’uomo.

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  3. La tendenza alla complessità delle specie viventi potrebbe essere sempliecemente una proprietà intrinseca alla vita stessa, senza scomodare categorie trascendenti. Nonostante la nostra apparente stabilità, già solo nell’arco di una vita possiamo sperimentare che le nostre cellule non sono fatte per essere assolutamente stabili, come si può osservare nella formazione di un tumore, e anzi un’eccessiva stabilità nuoce alla vita, perché colpisce le sue capacità adattative. Da qui, probabilmente, la tendenza alla complessità, una proprietà teleonomica, come disse Monod in Il caso e la necessità, un libro di divulgazione scientifica che ognuno dovrebbe avere nella propria libreria.

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  4. hubbard il nuovo messia. e girolimoni amico degli animali. e hitler in fondo era un bravo ragazzo (nessuno lo puo’ negar…)

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  5. Anch’io scopro subito my cards: l’acqua calda mi va bene per fare il bagno e per cuocere la pasta, ma non intabarrata da filosofia e per giunta su spirito-creazione-libertà ecc.
    Niente da fare, a me Mancuso sembra proprio l’Alberoni della teologia. Buon per lui!

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  6. Sì, ragazzo del coro. C’hai ragione. Peccato che le religioni, tutte, siano nate più o meno allo stesso modo: un messia – fatto passare per tale – con un seguito di discepoli invasati in misura diversa, che hanno poi propagandato in lungo e in largo gli insegnamenti ricevuti, senza mai metterli in discussione ma accettandoli punto e basta. Il presupposto per la nascita di una qualsiasi religione è poi uno soltanto: che le parole, che le idee espresse dal capo, dal kapò, dal messia, o come diavolo lo si vuol chiamare, non vengano mai messe in discussione.

    Corrado Augias ha fiutato il filone d’oro, la voglia di misticismo di cui pare sia assetato il popolino: e a questo si rivolge con libri che hanno solamente la presunzione d’essere di divulgazione scientifica e storica. Libri quali “Inchiesta sul cristianesimo. Come si costruisce una religione” e il più riuscito “Inchiesta su Gesù. Chi era l’uomo che ha cambiato il mondo” portano al popolino risposte facili sulla figura di Gesù, su chi è stato o potrebbe essere stato. Sono una disanima innocente che non scomoda nessuno e che non potrebbe mai offendere chicchessia, nonostante Augias si sia lamentato che “Inchiesta sul cristianesimo” è un libro che si vuole nascondere. Ogni saggio che parli di Gesù e del Cristianesimo, se non ha l’approvazione del Vaticano tutto e non è da esso mandato in stampa, incontrerà sempre le resistenze degli uomini di Chiesa. “Inchiesta sul Cristianesimo” non fu una indagine che si volle nascondere perché scomoda: molto più tristemente, Augias non riuscì a ripetere quel miracolo che gli era riuscito con “Inchiesta su Gesù”. Un miracolo che gli fu possibile soprattutto grazie a Mauro Pesce: difatti Augias si limita a fare la parte del giornalista che intervista Mauro Pesce, che non a caso è professore ordinario di Storia del Cristianesimo all’Università di Bologna. Augias avrà forse pensato: ho intervistato Mauro Pesce, andrà bene anche con Remo Cacitti che è uno che insegna Letteratura cristiana antica e Storia del cristianesimo presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli studi di Milano. Ma così non è stato. Forse Augias ha posto a Cacitti delle domande troppo impegnative e questi ha risposto in maniera non conveniente. Adesso, molto furbescamente, Corrado Augias interroga Vito Mancuso che è un teologo, un ex prete, ma anche un docente di Teologia moderna e contemporanea presso la Facoltà di Filosofia dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano: il risultato è un’altra lunga intervista che prende il titolo “Disputa su Dio e dintorni”. Un titolo, ahinoi, che è molto diplomatico e scevro di qualsivoglia significato o indicazione: difatti l’unica informazione che si può ricavare è che si parla di *** un Dio *** e di altre cose ad esso legate. C’era davvero bisogno delle riflessioni di Vito Mancuso per intercessione di Corrado Augias? No.

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  7. Purtroppo niente è scontato, su certe cose. In ambito cattolico (persino in quello protestante), c’è ancora chi sostiene o chi accetta senza porsi alcun problema, un’interpretazione letterale (quando non fondamentalista) della Bibbia e del racconto della Genesi. In Italia solo alcuni esegeti accreditati e ben paludati, per anni hanno scritto e a diffuso i loro studi, quasi con una certa timidezza, come se affrontare e diffondere uno studio della Bibbia, più storico e legato a coordinate linguistiche- culturali, fosse ancora un po’ pericoloso. Poco di tutto questo è arrivato alle masse dei credenti e non. Si potrebbero fare molti esempi. Ricordo una lettura e spiegazione dell’episodio dell’uscita degli Ebrei dall’Egitto, ben storicizzata nel suo contesto storico e geografico, spogliata da ogni miracolismo e sensazionalità.
    Sono in ritardo. Un saluto a tutti

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  8. Mancuso è uno che non scomoda la Chiesa né i suoi principi. Come ha detto bene Lamberti Bocconi sembra “l’Alberoni della teologia”: è per questo che Augias ha scritto con lui questo ennesima (finta) divulgazione, sicuro che non pesterà i piedi a nessuno. Il pezzullo apparso su La Repubblica è qui ripreso è rappresentativo del pensiero di Mancuso: riflessioni per giovani chierichetti al bar dell’oratorio. E poi tutti a giocare a pallone. :-))) Così sono buono pure io a fare il teologo.

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  9. Alla gente(delle religioni) piace ciò che perdura nonostante il mutare delle epoche e delle latitudini.
    Contemporaneamente si ha la necessità di riportare nel contesto in cui sono nati i diversi messaggi e insieme di cogliere ciò che è significativo per l’oggi e per il futuro del mondo. Per questo si possono apprezzare i tentativi di contatto e dialogo tra ambiti che sono stati (e sono ancora per alcuni),in opposizione, come scienza-fede.
    Certo non c’è bisogno di scomodare Dio come “necessità”, ma la religione può dare un contributo con i suoi saperi all’esperienza del vivere e alla conoscenza di un universo “complesso”. La gente lo intuisce e per questo non snobba certe divulgazioni: la sua fame per ora, non può essere soddisfatta in altro modo.

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  10. Io ho un grosso dubbio da subito, dal “colpo di fortuna”.
    Colpo di fortuna per chi?
    Per qualcuno che ha la rara fortuna di passare un pezzo di vita sua discretamente?
    O per la “natura” che si trova ad avere certi ingombranti ospiti che l’imbrattano, l’avvelenano tuttodì?
    Cioè ci sarebbe una divinità, L’ESSERE, che, ‘na volta, ci venne ‘sto bel pensiero: Adesso guarda lì che ti fo n’umanità e ci do ‘sta fortuna di essere vivi, oh, là! E invece negli altri astri ti ci metto solo arido pietrisco o lave ribollenti!!

    Capisco sempre di più perché le gerarchie cattoliche ce l’abbiano col relativismo!

    Non esiste nessun colpo di fortuna.
    Esistiamo, o meglio viviamo, e per poco, forse per sbaglio, un caso, per una combinazione di vari elementi.
    MarioB.

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  11. Viviamo per poco, per sbaglio o per caso…Sì c’è a volte questa sensazione o convinzione (o angoscia), che può durare più o meno a lungo. L’ha provata (per sua stessa dichiarazione) anche Madre Teresa di Calcutta nella sua lunga vita, come una notte dell’anima, senza via d’uscita.
    In ogni caso anche sapere di esserci per poco ed essere convinti del caso, non impedisce di scegliere e di apprezzare. Quella combinazione di elementi, comunque sia non smette di affascinare.

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  12. Aggiungo: è proprio nella consapevolezza di vivere poco, per sbaglio e per caso, di essere tutti nella stessa barca, di essere null’altro che canne ma canne pensanti, esseri finiti gettati senza volerlo nell’infinito casino, appesi a un filo in una vita incomprensibile impastata di orrore e bellezza, ove l’unica certezza è che moriremo, e chi più ne ha più ne metta – è proprio e solo da questa consapevolezza che può nascere un orgoglio di tipo morale, una scelta profonda verso la vita e verso l’amore. Senza neanche bisogno di credere all’esistenza di Dio!

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  13. Con tutto ciò mi piacerebbe incontrare Vito Mancuso, perché mi sembra sincero, mentre Augias parmi un marpioncello, un furbone;
    ho scoperto che Mancuso abita in un paese del Monferrato, in diocesi di Casale Monf. ove trovomi ora… magari lo cerco, vagolo per

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  14. Un furbone con gli agganci giusti, che quando un libro non tira può permettersi di piagnere sui canali della tv di Stato.

    Mancuso come han detto bene è un po’ l’Alberoni della teologia.
    Okay, vado per broccoli: ce ne son così tanti nei campicelli. Spuntano peggio delle ortiche. 😀

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  15. Dio è l’ universo , che è sempre esistito e sempre esisterà….quindi non c’è bisogno di scomodare il panta rei di eraclito e il ” nulla si crea e nulla si distrugge di eraclito”…..l’universo è energia, quindi materia , quindi vita….l’ uomo non è altro che una parte dell’ universo….un prodotto dell’ evoluzione…..non esistono ne un paradiso ne un inferno…..dopo la nostra morte non c’è un altra vita, ma nemmeno cessiamo di esistere….il nostro corpo si decompone e la natura materiale cessa di esistere….ma non quella immateriale….l’ energia si conserva e continuiamo a far parte dell’ universo ma sotto un’ altra forma non percepibile dai sensi che abbiamo quando siamo in vita…..facciamo parte di un andamento ciclico infinito…..stavolta scomodando Lavoisier “nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma…..” Dio non ci serve…..bisogna solo avere coscienza che nonostante godiamo di una esistenza personale umana , ognuno di noi è parte di un tutto (Dio?) che è sempre esistito e non cesserà mai di farlo……

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  16. Ma le variabili che hanno fatto si che questo colpo di culo si verifichi a chi appartengono? Le infinite variabili che compongono anche la nostra vita a chi appartengono? Possiamo chiamare il “destino” Dio, poiche nulla di ciò ci appartiene? C’è un punto di conessione fra la nostra piccola mente e questo serbatoio infinito d’informazioni, di variabili che fan sì che succeda una cosa più che un’altra? Quanto “controllo” possiamo avere delle nostre vite, del nostro futuro, delle nostre malattie, degli imprevisti? Credo che rispondendo a queste domande ci si arriva ad un piunto d’incontro fra atei e credenti. Giulia

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  17. Credo ut intellegam, intellego ut credam! Nessun dogmatismo, nessun “obtorto collo”: solo molta umiltà intellettuale non pregiudizievole, ma “sospensione del giudizio” e ricerca critica del verum: dico sudar sui libri, su tutte le posizioni… Aristotelicamente parlando: tesi, antitesi, sintesi! Sarebbe a dire oggi l’antigenesi dell’ Occidente,oggi, nella maggior parte degli uomini,occidente aontologizzato, materialista e offuscato dall’effimero, nichilista e amante del “panem et circenses”! Da 20anni ricerco in questo campo e l’unica verità che vedo nella massa è la troppa approssimazione e genericità nel trattare di questi temi; umiltà! Riconosciamo che moltissimi studiosi e intellettuali(specie del passato)hanno dato la vita per il “quaerere verum”, senza sentirsi mai arrivati o appagati! Inquietum cor nostrum…aveva ragione Agostino! Ma la ricerca della verità soddisfa l’anima e la ricolma di ogni gioia!

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  18. Ho letto i vari commenti. Tutti significativi e che esprimono la vostra “” liberta’ ” di pensiero. Non sapete della fortuna che abbiamo! – Perchè scrivo questo? — Mia figlia ha sposato un egiziano…. e dopo sei mesi è scappata (!) e rientrata nella sua Italia. Vi assicuro che i vostri commenti – quella liberta’ di espressione è impensabile dove regna il dispotismo religioso. — Opinioni e/o scambio di vedute su questo specifico argomento è impensabile in quei Paesi. —Guai amettere in discussione le Scritture – guai a una ” riflessione ” sulProfeta – guai a interrogarsi sulla veridicita’ della dottrina e della tradizione. L’ assolutismo non ammette devianze. – Vi assicuro che opinioni che avete epresso “” liberamente “” sono vietate … e cari lettori sono certo che voi – dopo aver espresso la vostra ( libera) opinione avete dormito tranquillamente nel vostro letto….. Augias / Mancuso / Cacitti / M.Pesce… ecc… qualsiasi studioso che tratta questi argomenti in quei Paesi farebbero una brutta fine,, come la farebbero i loro lettori ( una situazione analoga in Europa uando dominava lo strapotere cristiano) – Teniamoci preziosa questa liberta’…. una volta persa bisogna vrsare sangue per riottenerla….. in particolare la liberta’ di pensiero sul problema religioso……

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  19. Penso che dopo la morte,un elaborato del nostro pensiero,vale a dire la nostra personalità,i nostri ricordi,la vita trascorsa e quanto altro,prodotto dalla nostra attività cerebrale, lasci il corpo. Tale elaborato che puo essere paraganoto ad un CD inciso dalle onde elettromagnetiche dell’attività cerebrale sa di esistere anche se non può comunicare in quanto sprovvisto degli organi del corpo deputati a tale funzione.
    Questo ‘CD’che è in effetti un’anima dal significato materialistico e non spirituale,rimarrà nell’aria per un certo periodo di tempo fino a quando non verrà deteriorato dall’atmosfera.
    Qualcuno potrà ‘leggere’questi CD(i sensitivi, e ci auguriamo anche da specifiche apparecchiature sofisticate in un prossimo futuro). Un CD che lascia un corpo con demenza senile,o lascia un individuo oligofrenico oppure un bambino in cui ancora non si è avuto lo sviluppo della personalità,non avrà la coscienza di esistere.In tutti gli altri casi invece avremo delle anime(CD) consapevoli di esistere senza però comunicare con nessuno(manco con gli altri CD) e senza poter agire: una vera e propria angoscia.
    La soluzione a tale teoria del CD sarebbe quello di realizzare i propri progetti(familiari,affettivi) durante la vita corporale in modo che con la morte non si avrebbe la frustrazione di non averli potuto portare a termine e non ci sarebbe l’angoscia(inferno) di non poterli mai più realizzare:sarebbe comunque una sofferenza una simile esistenza anche se alleviata dal pensiero della realizzazione in vita.

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