Antonella Anedda: un incontro – di Alessandro Seri

anedda

 

vedo dal buio
come dal più radioso dei balconi.
Il corpo è la scure: si abbatte sulla luce
scostandola nel silenzio
fino al varco più nudo – al nero
di un tempo che compone
nello spazio battuto dai miei piedi
una terra lentissima
– promessa

 


Uno due tre ed ecco che comincia una settimana colma come fosse botte d’autunno. Una settimana di poesia voluta e vissuta per e dentro la città di Macerata. L’abbiamo organizzata noi di Licenze Poetiche questa settimana che è iniziata aprendo la galleria degli Antichi Forni alla mostra della pittrice/scultrice Simona Scarpacci. Con l’inaugurazione sono arrivate le persone, i curiosi, la gente comune e rai tre che ha voluto darci una mano concedendoci la ribalta di qualche minuto di tg. E poi sono anche arrivati i poeti a Macerata, come ogni anno da otto a questa parte, sono arrivati a farci visita e con la disponibilità rara del lasciarsi incontrare, perché non tutti i poeti si lasciano incontrare.

La prima parte del pomeriggio di martedì 19 maggio l’abbiamo dedicata al bel libro, bello davvero, di una nostra costante convinzione: la poetessa Barbara Coacci che dopo aver calcato i prati del parco, dopo aver discusso e ascoltato tanto, ha raggiunto la prima tappa del viaggio, ed è stata oasi speciale: Barbara Coacci, con Nessuna nuova per i tipi de La Camera Verde. Un libro che per i più risulta una sorpresa ventosa e calorosa; per noi invece è solo la conferma del talento alto e discreto di questa autrice vicina in geografia ed umanità. A presentare Barbara negli spazi nuovi della Libreria Mondadori è stata Lara Lucaccioni, fresca di premi e generosa nel donarsi alla causa.

Primo incontro, primo buon pubblico numeroso e attento e poi di corsa giù verso la stazione per accogliere come si deve una tra le poetesse più importanti dell’odierna Italia. Quando Antonella Anedda arriva scendendo dal nostro trenino (molto più nostro che di Trenitalia) ha l’aria bella di collina ed infatti partiamo subito a parlare del paesaggio, delle Marche e dell’influenza del territorio sui versi. Ormai s’è fatta sera, ormai è ora della seconda tappa. Quando con Antonella Anedda arriviamo puntuali in galleria, non c’è quasi nessuno, così illustro per sommi capi i quadri di Poesia di Strada e quelli della Scarpacci; ma poi con i minuti e con la sera e con l’abitudine italiana del ritardo arrivano frotte di spettatori. Mi soddisfo intorno guardando le voci dei presenti, provando a riconoscerle.

E quando ci si siede tutti anche per Antonella Anedda parte l’incontro, un po’ domando, un po’ Anedda legge lasciandosi dietro un brusio fastidioso e involontario proveniente dall’altro lato dei Forni Antichi. Anedda legge e parte anche l’applauso di quelli non attesi, di quelli in mezzo alle parole, lo sbattere di due mani che poi si portan dietro tutta la platea. Facciamo domande, esploriamo i verbi e gli aggettivi, i temi, le curiosità. Antonella mi siede a fianco e spiega, legge e anche concordiamo su alcune parole chiave: la semplicità come valore, il domestico capace di osservare attraverso le mura, oltre le finestre un infinito universale.

Sembriamo tutti in vena, festosi e attenti, obiettivamente contenti e parte anche una discussione fatta di domande tante e puntuali risposte illuminate e ancor più illuminanti. Che bello poi quando la poesia si desta e assume le sue capacità implicite: essere senso e suono attraversare l’aria piena di cellule in controluce: Anedda ci offre Il Balcone del Corpo, e poi con grande sorpresa e sorrisi sulle labbra anche due inediti, scritti su fogli A4 bianchi, di quelli per stampare dal computer, per ricordarci che i mezzi sono e dovranno sempre, essere macchine capaci di aiutare. Una giornata conclusa con gli applausi, con la cena in osteria e le chiacchiere ed i consigli come se fosse l’inizio di un festival di poesia.

9 pensieri su “Antonella Anedda: un incontro – di Alessandro Seri

  1. ciao carmine, grazie della lettura e delle parole generose per il festival – ti va di chiedere il mio email a fabrizio e scrivermi? mi sono piaciute tanto le tue poesie.
    un saluto caro,
    renata

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  2. Mi fa piacere che il pomeriggio e la serata siano andate bene, ma date le premesse non c’erano dubbi. Un saluto a voi. E un abbraccio e un ringraziamento da parte mia ad Antonella, da lontano.

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  3. Ringrazio Antonella e Barbara per la cura con cui hanno incontrato gli appassionati di poesia, intervenuti numerosi e interessati.
    Antonella è stata generosissima, condividendo anche due bellissimi inediti e rispondendo a domande sempre più attente e focalizzate, in un dialogo col pubblico che ha arricchito una lettura già intensa e complessa e che ci ha avvicinato ancora di più alla sua straordinaria sensibilità.
    Con Barbara, che ho avuto l’onore di presentare per prima in terra marchigiana, c’è una stima reciproca da anni ed è con vera gioia che ho letto, commentato e condiviso i suoi potentissimi versi. “Nessuna nuova” è un libro di cui sentiremo parlare a lungo, ne sono certa.

    Lara Lucaccioni

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  4. “la semplicità come valore, il domestico capace di osservare attraverso le mura, oltre le finestre un infinito universale.”

    Forse questo si deve riscoprire, il senso di appartenenza.
    Senso di appartenenza ad una propria ideale identità.

    Greta Cipriani

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  5. quando barbara mi ha mandato la bozza definitiva del libro…ho capito che aveva scelto quelle giuste e che il libro sarebbe stao una meraviglia…è andata così. Barbara è straordinaria e stanno cominciando a saperlo ancha qui a milano.

    e poi l’anedda….beh lei è grandissima

    deve essere stata una giornata splendida

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