simonelli-nacci-lamberti-bocconi=un cadavere squisito

CadavreExquis-thumb

 

Io sono i morti.

Sapete, quelli del mio viso.

A fior di spada sull’acqua del secchio

a filo dello specchio riflessivo.

Sapete, il funerale del vivo.

Dove si impara a star forti.

[piega]

Avrai poche cose ma quelle le avrai:

la forfora nei vasetti, i ciuffetti

di sebo, il pelo perso a primavera.

L’urna che mi conterrà non la mettere

nell’atrio: scoperchialo presto, riempila

di bora, fanne una foriera

di cicloni. Stappali i vini,

versali a terra, allaga il corridoio:

chiama alla festa il condominio.

[piega]

(Sul proscenio, togliendosi la maschera, Sebastiano confessa)

E’ questa la mia faccia, la mia freccia,

la voglia rara per voi a me domata,

la voglia indomita indomata, indemoniata,

la voglia inutile che mi rende vino d’annata

la stagione delle mie voglie ritrovata

la pace armata amata, la lunga

spada di fuoco adorata

sotto frecce di strali e sangue e muco

le mie ferite amate, lo strano, il folto, il maschio bruto

l’acuto puffo forzuto il didietro e l’imbuto

il favo, il fuco, l’eunuco

 

il buco: l’umano,

 

sempre vostro

 

Sebastiano

 

(scoppio infinito di frecce, via le luci, buio, buio, dark, darkness)

 

[La sera di giovedì 20 maggio Anna Lamberti Bocconi, Marco Simonelli e Luigi Nacci hanno letto le loro poesie al festival Licenze Poetiche, Macerata – non in quest’ordine, non queste o non solo queste, in un posto che chiamiamo “ai forni”, in un intreccio di voci e di forze che ci ha conquistato. Tutta la notte si sono parlati dentro la mia testa, e ho sognato il mio cervello appoggiato sopra la mia testa, di non parlare più questa lingua, di parlarne un’altra inventata, ho sognato Ofiuco che ci ammaestrava in serpenti ed un cadavere squisito – grazie, renata]

 

nell’immagine: “Cadavre Exquis”, di Man Ray, Yves Tanguy, Joan Miro, Max Morise, 1928

7 pensieri su “simonelli-nacci-lamberti-bocconi=un cadavere squisito

  1. Non ci sarò ma apprezzo molto il riferimento a Poppy Z Brite e a quell’orrido e intensissimo capolavoro che è stata capace di scrivere. Uno dei miei libri preferiti da sempre (e non sono appassionata di letteratura splatter ne’ tantomeno di horror).

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  2. Ieri sera agli antichi forni di Macerata, un posto realmente underground, tutto grotte e cantine, c’è stata una performance di rara potenza. Si sono susseguiti Marco Simonelli, Anna Lamberti Bocconi e Luigi Nacci, in un’ora di rara densità, in cui sono stata per lungo tempo immobile, come il silenzio piombato nella sala, rotto solo dalle variazioni delle loro voci. I tre nostri ci hanno donato uno dei momenti più forti di questo festival, che di certo scorderò difficilmente. Ad un certo punto i versi stavano talmente in circolo che non osavo neppure guardare il performer di turno, tanto quello che stava accadendo era intenso e a volte difficilmente sostenibile.
    Un grazie dal cuore! Grandissimi!

    Lara Lucaccioni

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  3. Da parte mia un grazie ardente agli organizzatori – e nessuno mi toglierà dalla testa la convinzione “magica” che quando ogni minimo particolare di una cosa nuova fra sconosciuti si incastra alla perfezione, ed elementi casuali e mai provati funzionano come una macchina oliata suscitando tanta attenzione ed entusiasmo, vuol dire che “così doveva andare” e fra le infinite combinazioni possibili della realtà se ne è concretizzata una particolarmente benedetta e luminosa. Esaltata? Sono stata troppo bene, cosa vi devo dire… A Lara, Alessandro, Renata, Sonia, Manuel rinnovo il bacio per amicizia ed accoglienza, e ai compagni poeti il saluto più complice.

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  4. Sì, cara Anna, un’alchimia perfetta, la vostra, che ci ha tenuto col fiato sospeso e ci ha incantato. Avremmo potuto seguirvi come dietro al pifferaio magico.
    Siamo noi che ringraziamo!

    Lara Lucaccioni

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  5. “Io sono i morti” è di Anna Lamberti Bocconi.

    “Avrai poche cose ma quelle le avrai” è di Luigi Nacci.

    Il Sebastiano, naturellement, di Marco Simonelli.

    Non avevo pensato a Poppy Brite quando ho creato questo cadavere squisito, ma più semplicemente agli esperimenti surrealisti. Mi fa piacere però aver involontariamente fatto riferimento alla nera e divertentissima autrice americana – mi pare che ancora non si sia abbastanza considerato quanto una certa parte della poesia italiana debba alla cultura pop-gothic americana.

    Un abbraccio anche a te Anna, e grazie a te per essere stata dei nostri,

    r

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