Cadillac records: I’ve got the blues

di Mauro Baldrati

cadillacNegli anni Cinquanta Chicago era il cuore pulsante della black music americana. Il grande blues rurale, il Country Blues, cantato dai raccoglitori di cotone e poi dai vagabondi disoccupati (quei lonesome hobo cantati anche da Woody Guthrie), senza l’ausilio di strumenti, o col semplice accompagnamento di vecchie chitarre, tamburi rudimentali, che vide come interpreti indimenticabili artisti del calibro di Leadbelly, Blind Lemmon Jefferson, Charley Patton, iniziò a cedere il passo a una nuova generazione di musicisti afroamericani, che seguivano la grande migrazione dei discendenti degli schiavi verso i grandi centri urbani.
Il nuovo blues era elettrificato, suonato da gruppi completi di basso, batteria, armonica, fiati, e raccontava storie di amori disperati, di solitudine, di malavita, di lavoro in fabbrica, bordelli, alcol, locali notturni. Bluesmen come Muddy Waters, Bo Diddley, Sonny Boy Williamson, Willie Dixon, Howlin’ Wolf, John Lee Hooker, B.B. King influenzarono almeno due generazioni successive di giovani strumentisti, spesso bianchi, che andavano a Chicago, a Detroit, a Memphis per conoscerli, per suonare con loro in jam session memorabili. Senza la loro scuola forse non sarebbero mai esistiti Jimi Hendrix, Eric Clapton John Mayall, i Fleetwood Mac (leggendario un loro doppio album registrato a Chicago tutto di jam session coi maestri), i Rolling Stones e tutto il British Blues degli anni Sessanta e Settanta.

Evoluzione naturale del blues urbano fu il Rhythm’n blues, una versione molto veloce, ritmata, energica, con influenze jazz e soul, che vide tra i maggiori interpeti Chuck Berry, e la grande vocalista nera Etta James.
Ora quei luoghi, quei personaggi, quegli stili sono entrati in un film, Cadillac Records, un biopic che traccia anche un grande affresco dell’epoca e della città dell’Illinois, dei suoi ambienti e dei suoi sottosuoli, dei suoi amori e dei suoi drammi. Uscito negli USA il 5 dicembre, è prevista l’uscita nelle sale italiane il 29 maggio. Il titolo fa riferimento alla mitica etichetta Chess Records, fondata nel 1949 da due fratelli, Leonard e Phil Chess, che produsse i primi dischi dei grandi musicisti R&B e li lanciò nel mondo.
Diretto da Darnell Martin, segue le vicende della Chess, la sua nascita, il periodo di massimo splendore, e di Etta James, una delle sue artiste di punta. Come attrice protagonista è stata chiamata una interprete speciale, Beyoncé Knowles, la regina del RNB, versione raffinata del R&B con moderne contaminazioni hip hop e dance, che interpreta il personaggio complesso, contraddittorio, eccessivo, di Etta James. Beyoncé non è alla sua prima prova cinematografica (l’abbiamo vista ne La Pantera Rosa, Dreamgirl, Carmen); per l’occasione si è calata in pieno nel metodo Stanislavskij, e come Robert de Niro ai tempi di Toro Scatenato è ingrassata di dieci chili, per essere più somigliante al suo personaggio. Ha anche affermato di essersi avventurata nelle profondità oscure della droga, per capire meglio Etta James, che per anni è stata vittima dell’eroina. Ha frequentato per diverso tempo la Phoenix House, un famoso centro di disintossicazione di New York, per conoscere i tossicodipendenti, entrare nella loro mentalità e nei loro problemi. Per questo, ha dichiarato al Giant magazine, ha deciso di devolvere il suo compenso alle organizzazioni che seguono il recupero di queste persone. “Ho voluto restituire ciò che mi è stato dato”, ha detto.
Il film ha altri interpreti d’eccezione: il rapper e attore Mos Def è Chuck Berry, Adrien Brody (premio Oscar per Il Pianista di Polanski) veste i panni di uno dei due fondatori della Chess, Leonard, che viaggiava per il sud degli Stati Uniti (a bordo di una Cadillac) vendendo i dischi dell’etichetta; il monumentale Cedric the Entertainer è Willie Dixon, Eammon Walker è Howlin’Wolf, Jeffrey Wright è Muddy Waters, Marc Bonan è Keith Richards.
Poiché il film ha un imponente impianto musicale è disponibile la colonna sonora, in doppio o singolo CD, per la Columbia, con grandi pezzi interpretati da Beyoncé e dalla sorella Solange, Mos Def, canzoni di Elvis Presley, Buddy Guy.

Pubblicato su Hot Contemporary Magazine

Qui il trailer

2 pensieri su “Cadillac records: I’ve got the blues

  1. Baldrus, vedrò di non perderlo. Piuttosto, sempre in tema Cadillac, credo tu conosca Cadillac Assembly line. E’ una ballata blues immortalata da innumerevoli artisti. Credo si iscriva a pieno titolo, potendo ambire, se ci fosse una diavoleria tecnologica, ad esser la colonna sonora di questo tuo simpatico post.

    qui una versione di Albert King : http://www.youtube.com/watch?v=-3n76IoHOrQ

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