Lucio Dalla: Bonetti era completamente scemo

Il cantautore è vivo e lotta insieme a noi

“Con Bonetti andai in Polonia a un Festival, ra un mio amico completamente scemo che sbagliava sempre strada”.
Pochi se ne sono accorti, ma presentando un libro Lucio Dalla ha gettato luce su uno dei retroscena più misteriosi e mitici della canzone italiana.
“Berlino ci son stato con Bonetti/ era un po’ triste molto grande”…
Ma chi diavolo era ‘sto Bonetti? Ora lo sappiamo. E molto di più: in Fiera abbiamo ascoltato il pensiero attuale del grande Lucio, autore di Disperato erotico stomp”.

L’unica cosa che non ha spiegato è perché non scrive più belle canzoni…
Si sarà stufato, francamente lo capiamo. Resta uno dei cantautori più geniali
della canzone italiana. Non lo scopro certo io.

7 pensieri su “Lucio Dalla: Bonetti era completamente scemo

  1. L’ultima, lo credo anch’io. La metto su spesso, ma senza ascoltarla, vale come gradevole rumore di fondo, quando lavoro

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  2. Ma non diciamo eresie!
    Mi ribello, punto i piedoni e dico che no, che non è affatto vero. Lucio Dalla, coi suoi alti e bassi, ha scritto grandissime canzoni che sono poesia. E oggi, a chi lo accusa di non scrivere più belle canzoni, dico una cosa sola: se solo c’aveste un’unghia incarnita di Lucio Dalla, una sola, allora forse pure voi avreste qualche cosa da dire. Ed invece no. L’istrionismo di Dalla, ora disincantato ora addolorato e profondo, improvvisamente clownesco, è sempre in anticipo: racconta il mondo della gente comune, come né De Gregori né De André hanno fatto, perché loro, per loro fortuna o no, sono invischiati nell’intellettualismo, spesse volte fine a sé stesso soprattutto nelle carambole metaforiche di De Gregori.

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  3. Dalla ha effettivamente scritto canzoni ragguardevoli ma decenni fa… sarà la conversione che lo ha rincoglionito o è stata la televisione?:-)

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  4. Tutt’e due, e non sbagli.
    Meglio non averla, un’unghia incarnita, anche se è di Dalla, perché farebbe male.

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  5. Sono daccordo con Iannozzi.
    E’, come sempre, una questione d’amore, di sintonia, di comprensione profonda, anzi, di profondo sentire, che, proprio perchè sentire, abolisce il nefasto pensiero.
    ma la vogliamo smettere di giocare a freccette con uno che non si bucherà mai?
    Lucio è lontanissimo dal ricercare il plauso della gente.
    Dove sta scritto che uno, poveretto, solo perchè si è ritrovato nelle mani il dono celeste di sintonizzarsi con l’universo, e, per questo, ha vomitato firmamenti musicati, debba, per forza, corrispondere momento per momento alle aspettative della gente?
    Sarebbe una noia mortale. e l’unica cosa da cui Lucio fugge, è l’incasellamento in canoni e parametri cristallizzati.
    Perchè, Benedetto Iddio, Lucio è VIVO. E, in quanto tale, è umilmente ed arrogantissimamente in diritto di mutare, a maggior ragione, per le connessioni cosmiche che gli sono proprie, è in diritto, come l’ultimo spennacchiato ulivo o gabbiano, di non aver voglia di raccontare.
    “C’è molta poesia a stare zitti, a stare zitti, se non si ha niente da dire…”
    Così recitava Madonna Disperazione, correva l’anno 1980, correva il Q-disc.
    Vogliamo capirlo?
    Vogliamo tacere e ringraziarlo, per la sua dannata coerenza ed per il suo benedetto appaiamento ai suoi divinamente umani pieni e vuoti?
    Vogliamo ringraziarlo per il fiato che ci ha rubato, mentre divorava vivi i microfoni, con la sua voce che dragava le stelle?
    E basta, scrivetele voi le canzoni, se ne siete capaci.
    E lasciate ai RE, tanto più Re, quanto più non hanno avuto bisogno di scomodare intellettualismi ed icone di partito, il diritto di divertirsi anche coi vuoti, ammesso che siano tali.
    Preferite una donna sempiternemente truccata e finta, od una che vi si dona in tutta la gamma del suo autentico manifestarsi?
    Basta a mettere le mutande al vento…..
    poi, se foste un pò più attenti, vi accorgereste che Lucio scrive ancora.
    E smettetela di farmi arrabbiare. Oimbè:-)

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  6. bravo Madi di Lu said.
    un artista non va disprezzato.. (vale come gradevole rumore di fondo), al massimo criticato, ma sempre con rispetto!

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