Vivalascuola. Tutti gli esseri umani

Gli immigrati regolari in Italia sono oggi 4 milioni di persone ai quali vanno aggiunti i cittadini europei provenienti dall’Est (romeni, polacchi, ungheresi ecc.). Le previsioni ci dicono che tra dieci anni gli immigrati “regolari” saranno il 10% dei residenti in Italia. Nel 2020 saranno il 15, come più o meno in tutta Europa. L’Italia, come già la Francia e la Gran Bretagna, sarà un paese multietnico, multiculturale, multireligioso.

Tutti gli esseri umani…
di Niguil

Tutti gli esseri umani, in alcuni momenti della vita, hanno la necessità di cambiare, conoscere, provare nuove esperienze, ed adattarsi a questi cambiamenti. Il 12/01/09 è stato il giorno in cui io ho dovuto prendere una decisione molto difficile, cambiare paese.

Sono uscito dal Brasile con l’obbiettivo di studiare e lavorare in Italia, però non ho mai pensato che sarebbe stato cosi difficile, stancante. All’inizio tutto era bello, interessante, ed ovviamente nuovo; i giorni passavano e le cose diventavano meno piacevoli, cominciando a farmi vedere che cambiare così radicalmente abitudini, culture ed ambiente non era semplicemente una avventura in cui le difficoltà non esistevano, ma significava entrare in una nuova vita dove le difficoltà sarebbero state il punto di partenza. Come tutti i problemi che esistono, i miei hanno una soluzione, che mi è stata mostrata dai professori del corso d’italiano.

Dopo una settimana in Italia ho cominciato a studiare in un Istituto tecnico, dove offrivano un corso d’italiano per gli stranieri che avevano la necessità di imparare la lingua. I miei primi giorni sono stati decisivi, visto che ero in ritardo nella grammatica, e i miei compagni erano molto più avanti di me quindi dovevo davvero studiare. Grazie alla pazienza dei professori sono riuscito a seguire tutte le lezioni, anche non sapendo parlare, e capendo poco l’italiano. Con il tempo le cose hanno cominciato a cambiare, e io non mi sentivo più come un pesce fuori d’acqua, ma mi sentivo come in un acquario, che mi offriva la visione del mondo, ma che allo stesso tempo mi chiudeva. Sono rimasto così finché, noi siamo andati a conoscere i Navigli e là abbiamo conosciuto uno straniero che ha vinto nella vita, e che ha avuto le stesse difficoltà che abbiamo noi. Per me è stata una grandissima esperienza, un grandissimo esempio da seguire, oggi non mi sento più in un acquario, ma in un oceano, dove quello che mi chiudeva non esiste più, e raggiungere i miei obbiettivi dipende, più che altro, da me stesso.

Il corso d’italiano è l’ora del giorno che mi piace di più, perché lì posso parlare, e sentire persone che sentono le stesse cose, e che hanno gli stessi desideri. Però il mio rapporto con loro, non è cosi grande, visto il modo di comportarsi di alcuni, come per esempio non venire alle lezione di martedì, ritardando tutta la classe. Secondo me è colpa anche dei professori, che non stabiliscono punizioni più severe per quelli che non rispettano le regole, ma comunque non sono io che decido cosa dobbiamo fare, questa è soltanto la mia opinione.

Le scuole brasiliane e le scuole italiane si assomigliano molto, però non sono uguali, le uniche differenze sono: il rapporto tra professore e studente, l’importanza dell’inglese, la struttura della scuola e gli accessori dentro alla scuola. In Brasile gli studenti possono fare la stretta di mano con i professori, possono parlare con loro in modo più informale, secondo me questo rapporto facilita la convivenza permettendo agli studenti di imparare più facilmente. In Brasile l’inglese non è così presente nel quotidiano, invece qua in Italia sì, sia nella scuola privata, sia nella scuola pubblica. In Brasile molte scuole pubbliche hanno una struttura orribile, mentre in Italia in generale hanno una buona struttura. Gli accessori all’interno della scuola brasiliana sono più accessibili, sia nella scuola pubblica, sia nella privata, per esempio il dispenser d’acqua in Brasile è molto comune, mentre in Italia io non l’ho mai visto.

Di tutto ciò che ho lasciato indietro, quello che mi manca di più è la vita sociale che avevo. Nel mio paese conoscevo tante persone, avevo tanti amici, uscivo tutti i fine settimana, ridevo, qua in Italia conosco soltanto le persone che studiano insieme a me, non ho nessun amico, e uscire è diventato un sogno, e non ho più motivi per ridere. Però comunque non sono più pentito di essere venuto in Italia, so anche che devo sopportare questa cosa, e che presto non esisterà più nei miei giorni.

In Italia è molto difficile fare amicizia, le persone sono molto chiuse, non si ha l’opportunità di conoscere nuove persone. Sono un po’ diffidenti, e si preoccupano troppo per la carriera, dimenticandosi della vita personale, amorosa, mentre in Brasile le persone sono un po’ più comunicative, aperte alle nuove amicizie, ecc. Comunque non voglio dire che gli italiani sono cattivi e i brasiliani sono buoni, voglio dire che sono culture diverse, e che ci vuole un po’ di tempo per abituarsi.

Spero di riuscire imparare bene la lingua italiana, perché così potrò trovare un buon lavoro, dove io possa fare qualcosa che serva di aiuto agli altri, e in particolare agli stranieri come me.

* * *

Quando voglio capire il mio paese devo stare un po’ lontano
di Mohamed

Mi chiamo Mohamed. Sono arrivato in Italia il 12 settembre 2008. Sono arrivato dall’Egitto con l’aereo diretto a Milano. Questa era la prima volta per me in aereo. Sono venuto qui per studiare e quando finirò la scuola lavorerò ma quando sono arrivato ho trovato la vita dura perché vivo qua senza la mia famiglia, senza i miei amici, senza la mia ragazza e io vivo qua con mio padre.

Ho trovato la lingua difficile e fino a questo momento sono senza amici; è un grande problema vivere da solo, ma i miei compagni di classe sono gentili con me. Anche i professori sono molto carini ma ci sono i ragazzi e qualche professore razzisti; non sono gentili, non so perché, invece in Egitto quando arrivano gli stranieri o i turisti noi preghiamo per loro.

Però ci sono delle cose veramente importanti come la lingua italiana. La lingua italiana come le canzoni è molto diversa dell’arabo. Nella mia scuola facciamo un corso di italiano e miei professori sono veramente come la mia famiglia; si chiamano professore Rossi e professoressa Marina e mi vogliono bravissimo nella lingua italiana e quando ho un problema mi aiutano. Ho cominciato con loro da zero, voglio dire che quando ho cominciato non sapevo niente di italiano. La prima volta non mi è piaciuto restare in classe perché c’erano ragazzi che parlavano molto bene l’italiano e io non sapevo niente ma adesso sono abbastanza bravo. Ma io voglio essere più bravo e voglio parlare l’italiano come gli italiani.

Ci sono anche cose che non mi piacciono nella scuola italiana: sempre i ragazzi parlano con parolacce e bestemmie. Altre cose non posso dirle e i ragazzi escono dalla classe per fumare e escono durante le lezioni per scherzare. C’è anche una specialità: gli italiani sempre parlano con le mani in un modo strano.

Quando ero in Egitto ho pensato nella mia fantasia che l’Egitto era un paese brutto o di merda come dicono i ragazzi italiani e volevo lasciarlo ma quando sono arrivato qua ho capito un’altra cosa che l’Egitto è la madre del mondo e che quando voglio capire come è il mio paese devo stare un po’ lontano.

Anche l’Italia è bellissima e ho visto qua delle cose che non ho visto mai in Egitto, come le antichità romane e le montagne ecc e ho conosciuto persone di tutto il mondo e questa è una cosa bellissima perché così noi vediamo come sono gli altri paesi, la loro cultura e sappiamo come fanno le feste. Ho passato in Italia la festa di Natale e di Pasqua, sono state veramente bellissime ma ero triste perché le ho passate da solo, non sono tanto fortunato, vero?

* * *

All’inizio mi sentivo un po’ da solo
di Ioan

Mia madre era qua in Italia da quasi 4 anni, a lavorare. Dopo un tempo voleva portarmi anche me in Italia per stare con lei. Questa estate, ha deciso di portarmi con lei, siamo venuti insieme in Italia, con il pullman, è stato un viaggio di circa due giorni, un pò pesante.

A scuola, quando sono venuto la prima volta, mi sembrava un pò strano, perché c’era gente nuova, non conoscevo nessuno, però con il tempo mi sono integrato anche io con loro.

Il primo giorno di scuola, quando la professoressa di inglese, la nostra coordinatrice di classe, mi ha chiesto delle cose, come: da dove vengo, quanti anni ho, avevo una paura di rispondere perchè non sapevo così bene l’italiano, però, una mia compagna, che viene dalla Moldavia, mi ha aiutato, perchè lei è qua da un anno.

Dopo qualche giorno, è venuta in classe una professoressa, che ha chiesto se ci sono stranieri, e ci hanno detto che cominciamo a fare un corso di italiano detto anche L2. Che anche fino ad oggi abbiamo fatto con lei, e ancora facciamo. Quando abbiamo cominciato a fare il corso, all’inizio mi sembrava così un gioco per bambini, però dopo quasi una settimana abbiamo cominciato a lavorare di più, in grammatica, per poter parlare con noi, e anche per capirla.

Qualche giorno, siamo anche usciti in città, per conoscerla meglio, è stato bello, perchè abbiamo fatto tante cose insieme. In classe, all’inizio, mi sentivo un pò da solo, fino quando ho conosciuto di più i miei compagni, e anche perchè avevo paura di parlare con loro, per non sbagliare quando parlo.

Con i professori mi sono trovato abbastanza bene, perché hanno capito che non so parlare, però un pò capivo. Mi hanno lasciato un periodo per imparare meglio la lingua e dopo poter interrogarmi o fare altre cose. In classe mi sono fatto amici, con i quali uscivo in città, siamo andati a pattinare, ho imparato anche io perchè non sapevo.

Qua, la scuola è un può diversa da quella del mio paese, i professori sono meno severi, però non tutti. Una cosa però pesante c’è, quella di andare a scuola anche il sabato…

* * *

Pensavo che tutti i paesi fossero uguali
di Alexandro

All’inizio non sapevo cosa vuol dire un altro paese, pensavo che tutti i paesi fossero uguali.

Mia madre era in Italia da 4 anni e pochi mesi…, quando è partita dalla Romania mi disse: Mario, quando finirai le medie se vuoi vieni vicino a me in Italia…! L’anno scorso ho finito le medie… mia madre è venuta a prendermi… perché ero d’accordo… Per poter venire in Italia mi serviva la firma di mio padre, sono andato da lui… ha firmato…

Il giorno 04.08.2008 sono partito dalla Romania. Sono salito in aereo… non sapevo cosa mi aspettava in questo paese. All’inizio, il primo mese è stata un’esperienza difficilissima… ma gli amici li ho fatti.

A settembre sono venuto a scuola, pronto a iniziare qualcosa di nuovo, i compagni sono stati molto gentili, ho creato una bella amicizia in pochi giorni… pensavo che i ragazzi italiani fossero più “cattivi’’!
Quando sono entrato in classe tutti mi guardavano… mi sono seduto vicino a un ragazzo, abbiamo iniziato a parlare… l’ho conosciuto meglio… poi ho visto un altro ragazzo… che anche lui era nuovo nella classe, era arrivato il giorno prima… pensavo che fosse cinese ma era albanese, un bravo ragazzo.

Dopo qualche giorno che ho iniziato la scuola, ho sentito che presto devo iniziare un corso di lingua italiana… dopo una settimana e mezzo è arrivata una professoressa in classe a chiamarmi… sono andato con lei in una classe, lì c’erano dei ragazzi, tutti stranieri, li ho conosciuti, mi sono inserito velocissimo in questa classe di ragazzi stranieri… entrambi professori sono bravissimi, ho imparato tante cose da loro, adesso diciamo che sono bravo a parlare la loro lingua.

Sono passati 9 mesi da quando ho lasciato la Romania, in questi 9 mesi ho fatto tante cose… come: a dicembre sono tornato a Romania, non volevo piu tornare… sono stato lì 2 mesi, ho visto tutti i parenti, ho visti tutti gli amici, volevo iscrivermi a scuola lì, ma non ho potuto… adesso mi sento bene, ho degli amici, ho tutto… è così bello rivedere la propria città dopo qualche mese fuori dal tuo paese.

Fra 2 mesi quando finirà la scuola me ne andrò di nuovo nel mio paese… Fino adesso non apprezzavo la Romania, invece adesso mi sembra il più bel paese del mondo… perché quando sei in un altro paese ti manca il tuo… adesso non trovo neanche una difficoltà qui… la lingua la conosco… grazie a questo corso di lingua…

Con la classe abbiamo fatto delle gite, siamo andati in duomo, questa è stata la prima gita, la seconda siamo andati in una biblioteca, la terza siamo andati sui Navigli… abbiamo parlato con uno straniero che si chiamava Daud… lui era venuto qua in Italia da solo quando era ancora un ragazzo, ha fatto tutto da solo… si è realizzato!

Fino alla fine dell’anno scolastico mi devo impegnare un po’ di più… perchè voglio essere promosso… questo è quello che desidero di più…

I professori sono bravi, è un po’ difficile capire tutto quello loro insegnano perché ci sono termini che non capisco… con i compagni ho una amicizia… mi trovo bene nella classe, pensavo che fosse più difficile andare in una scuola italiana… ci sono anche differenze…

1. In Romania non c’era così tanto casino in classe.
2. I professori erano più severi… forse mi sembra… perché sono straniero e non conosco bene la lingua…

Mi piace che facciamo i riassunti… e per fare riassunti guardiamo qualche film… mi piacciono tutti i film che guardiamo, guardiamo i documentari che parlano della giungle, savane, etc… tutti gli argomenti di geografia, guardiamo i documentari che parlano di storia dei vari paesi… mi piacciono queste attività!

Comunque… mi piace l’Italia… ma sarebbe meglio se studiavo in Romania, perché lì ho tutto… gli amici che conosco da piccolo… conosco la città.

Adesso non importa più il passato, dobbiamo pensare al presente… devo raccontare qualcosa…

Durante le vacanze di Pasqua… sono andato a ballare… mi sono divertito tanto… in una sera che ero in discoteca… ballavo… a un certo punto… mi avvicinò una ragazza… ci siamo conosciuti, abbiamo parlato… ma non l’avevo vista bene in faccia… quando dovevo andare ho preso il suo numero… il giorno dopo l’ho sentita, lei era al mare… abbiamo parlato tutti i giorni… dopo una settimana è tornata a Milano, dovevamo vederci… abbiamo deciso il posto e ora… ero tutto contento che andavo a trovarla… ci siamo visti ma sono rimasto male… non mi piaceva… neanche un po’… volevo andarmene… ma non l’ho fatto… siamo stati 2-3 ore insieme… ma volevo andare il più presto possibile… alla fine… l’ho baciata sulla guancia e me ne sono andato…, non mi sono fatto più sentire… mi dispiaceva, ma lo dovevo fare per forza… perchè non mi piaceva…

* * *

Cara famiglia, ti racconto la mia Italia
di Mario

Cara famiglia, ti racconto la mia Italia. Vi ricordate quando volevo venire in Italia, ero molto ansioso di conoscere un nuovo paese, ma adesso mi pento, perchè ho molto bisogno di voi e anche perchè non è quello che immaginavo.

Io ero abbagliato dalla fantasia, dall’immaginazione e non sapevo in realtà come era questo paese. Le persone sono come i robot, pensano solo a lavorare e pagare conti, tasse ed altre cose e gli piace tenere le cose vecchie. Gli italiani sono diversi dai peruviani, le persone di là sono più gentili, più buone, mi manca il mio paese, la mia famiglia, gli amici e non perchè di là avevo molto denaro e avevo tutto, ma per il rispetto, l’affetto e l’amore di tutti voi, che mi fate una persona più ricca.

E’ una forte decisione venire in questo paese, perchè tutto quello che ho lasciato di là è indimenticabile, e in ogni momento della mia vita siete sempre stati con me, ci sono stati momenti felici, tristi, emozionanti, ma sempre lì e adesso mi trovo lontano da voi.

Vorrei ritornare, ma non posso, ho degli obiettivi da compiere, ma un giorno ritornerò. Anche se io sono con i miei genitori e mia sorella e il loro amore è grande, sempre mi mancate, è questo che mi provoca dolore, una ferita dentro di me, non so quando potrà guarire, forse rimarrà per sempre.

* * *

Volenterosi, ostinati e indipendenti i nuovi italiani figli degli immigrati qui.

Una mozione del Consiglio del Dipartimento di Discipline Storiche dell’Università di Bologna qui.

Riferimenti in rete: storie qui e qui.

Seconde generazioni qui.

L’esperienza di una scuola di Italiano qui e un video qui.

Vedi anche vivalascuola qui e qui.

* * *

In difesa della scuola pubblica: il 27 maggio occupazione o presidi davanti alle sedi degli Uffici Scolastici Provinciali di Milano, Torino, Bologna, Roma, Padova, Salerno

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Appello contro la legge Aprea.

Una sintesi dei provvedimenti del Governo sulla scuola qui.

Spazi in rete sulla scuola qui.

Cosa fanno gli insegnanti: vedi qui e qui.

3 pensieri su “Vivalascuola. Tutti gli esseri umani

  1. Grazie Giorgio per queste interessanti documentazioni, sono sicuramente emblematiche, e ben rappresentano una situazione complessa.

    G.

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  2. forse non c’entra – apparentemente – col post, ma vi voglio raccontare lo stesso una cosa. anisur, 24 anni, grazioso e triste, fino all’anno scorso studente di economia nel suo paese, ora qui sperando in un lavoro che gli permetta di rinnovare il suo permesso, mi chiede oggi, nel suo italiano più che stentato: tu quale lavoro? insegno, teacher. bello lavoro! molto bello lavoro! (io, ovvio, smorfia di prammatica). no bello lavoro italia? anis: è difficile, e mal pagato. pochi soldi? però dio (e congiunge le mani alzando gli occhi al cielo con il suo faccino infantile) poi ti paga.
    ecco: il mio lavoro lo devo vedere da lontano, con gli occhi di uno straniero gentile e candido, per capire che è bello e che, forse, è gradito a dio.

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  3. Grazie a Gena e a Lucy, e a quanti passano da questa pagina.

    Anche io trovo preziose queste testimonianze, innanzitutto per capire noi stessi, per vederci un po’ “da lontano”, come dice Lucy, ne abbiamo bisogno.

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