FRUSCIO D’ASSENZA. HAIKU di Francesco De Girolamo

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                                                                                                                  (Giardino Zen)

 

da “Fruscio d’assenza”
(Haiku della quinta stagione)
di
Francesco De Girolamo
Edizioni Gazebo, 2009

 

Tolgo le scarpe
sulla soglia dell’uscio
come un viandante.

*

E’ proprio il sole
che ai piedi del mio letto
riappare lento?

*

Dietro la brina
delle gemme tremanti,
trame d’amianto.

*

Vento di maggio,
obliquo balenare
rosa di orme.

*

Fiumi di melma
scorrono verso il gorgo
di solchi verdi.

*

Nuvole scure
velano di penombra.
vecchie paure.

*

Entra, libeccio:
la tenda del balcone,
velo da sposa.

*

Piccole mani
muovono nella notte
luci segrete.

 

***

20 pensieri su “FRUSCIO D’ASSENZA. HAIKU di Francesco De Girolamo

  1. francesco ma cghe belli e profondi! sai che un mio vecchio prof. di archiettura a napoli conobbe e me ne òparlò molto il “grande vecchio giapponese” che introdusse la poesia haiku in italia? questo giapponese era tipo estravagante, insegnava lingua e letteratura giapponese all’orientale di napoli, poi fu amico dell’ala radicale delle avanguardie ambigue vicino a d’annunzio,, insomma anni folli!

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  2. E’ un’assenza piena di significato, caro Francesco, la tua poesia.
    Brezza nel torrido tropikale di questi anni, un ritmo che pulsa dolce e lancinante, come la vita. Attualizzando lo stile e i contenuti, secondo me trovi una sintesi tra natura e cultura. E se il terzo verso non risolve subito i due precedenti è perchè vanno letti in sequenza, come sogni da ricordare, desideri da esprimere e realizzare, e condividere in una nuova consapevolezza. Tasti bianchi e tasti neri, sul pianoforte della distanza inaccessibile,
    nel tempo. La tua poesia rovescia il buio nell’aurura, trasforma, e salva. Un caro abbraccio a voi carissime/i, vostro Antonio M.

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  3. E’in questi piccoli fiori del tuo giardino poetico che ritrovo il chiaroscuro di te:le tue luci, i tuoi soli, la penombra, la leggerezza, la pesantezza, le immagini, i colori, i venti, le paure del tuo cammino estetico ed esistenziale.

    Rosaria

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  4. L’incontro con i libri di Gazebo per me è sempre qualcosa di nuovo. Questa volta ha portato questi haiku di Francesco De Girolamo.

    Versi limpidi, diretti,in cui la semplicità permette ci raggiungano come deve raggiungerci la poesia: lieve e intensa.

    Ringrazio Francesco, i commentatori, i lettori.

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  5. A me questi haiku di Francesco De Girolamo hanno dato proprio il senso del fruscio, ossia di una voce che sussurra, che deposita nelle nostre orecchie dei piccoli semi di pensiero, di emozioni che poi crescono e fioriscono unendosi in un corto circuito ai pensieri e alle emozioni di chi li legge. Complimenti davvero! Lucianna Argentino

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  6. Grazie, Nadia, a me piacciono gli haiku.

    Particolarmente questo:

    Tolgo le scarpe
    sulla soglia dell’uscio
    come un viandante.

    Un caro saluto.

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  7. Grazie a tutti coloro che hanno letto e lasciato un segno, miei cari amici e costanti presenze del gruppo di LPELS.
    Un ringraziamento speciale, ovviamente, alla gentilissima Nadia, per l’accoglienza e il prezioso sostegno.

    Un caro saluto a tutti.
    francesco

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  8. re. il commento 8, a scanso di equivoci, si tratta solo di un piccolo scherzo (di cui si può discutere il gusto) per prendere in giro il carattere allusivo e indefinito di molti haiku.
    Nella letteratura anglosassone c’è un’intera letteratura di haiku ironici a partire dal celeberrimo

    Three things are certain:
    Death, taxes, and lost data.
    Guess which has occurred.

    I’m sorry, there’s — um —
    insufficient — what’s-it-called?
    The term eludes me …

    Il carattere rapsodico del genere rende commenti e interpretazioni comunque ridondanti.
    Chiedo scusa per i possibili equivoci. Viatores sumus

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  9. non posso dire di conoscere la tradizione dell’haiku, né di capirne molto la poetica, ma questi “fruscii” sono interessanti, mi piacciono soprattutto i primi due e la tenda/velo da sposa, belli questi stupori improvvisi.

    son moto carini anche i tuoi roberto p., dove se ne trovano così?

    un saluto e grazie,
    r

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  10. come sempre (e spero per sempre) leggo i tuoi versi Francesco
    e mi danno gioia ed emozione, quell’emozione che sa far fremere; hai la capacità di far sentire un brivido anche a 33° (mica poco no?)
    ciao
    Monica

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  11. Grazie per i nuovi interventi animati da interessantissimi spunti di raffronto con ambiti diversi del genere haiku, da acute analisi e da schiette emozioni.

    Un saluto a tutti.
    francesco

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  12. Approfitto del fatto che siamo tra amici per fare una confessione: a me la poesia fa paura. Perché non ce la faccio a entrare. La considero al di sopra delle mie possibilità. La poesia mi obbliga a un’elasticità mentale che non ho. Quando tento di leggere i versi mi viene un blocco mentale che mi angoscia. E’ per me una zona di buio, per questo mi spaventa e la sfuggo. Dovrei parlarne col mio psicologo, ma temo che non capirebbe, perché dovrebbe essere uno psicologo esperto di poesia.

    Detto questo, i versi qui sopra riesco a leggerli, li trovo leggeri e mi ricordano quel delizioso haiku di mio fratello Jack Kerouac, che cito a memoria: dato un calcio allo sportello della ghiacciaia, si è chiuso lo stesso.

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  13. Mauro, grazie per il tuo outing, mi fa pensare che noi che ci occupiamo di poesia dovremmo un po’ (un pochetto, mica tanto) tener conto di quel buio…

    sempre spiritoso tuo fratello 🙂

    un saluto,
    r

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  14. Davvero belli, Francesco. A me in particolare è piaciuto:

    Dietro la brina
    delle gemme tremanti
    trame d’amianto.

    Forte di contenuto e suono. Quel tetto sembra vero …se ne sono visti tanti (e se ne vedono ancora), purtroppo.

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  15. Ringrazio ancora tutti, ma proprio tutti, della preziosa attenzione. E i custodi del “giardino”, profondamente, per la squisita ospitalità.
    La sosta è stata per me davvero molto fruttuosa.

    Vi auguro tanto lavoro proficuo e “ricchi” giorni sereni.

    francesco

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  16. con qualche giorno di ritardo ci sono anch’io Francesco per ringraziarti anche qui del tuo regalo; il tocco delicato dell’haiku ti si addice, questo baluginìo di luce improvvisa ma sobria, mai accecante…e ti vedo in linea con Basho sul suo seguire la natura animica delle cose, senz’altro una quinta stagione delll’anima.

    rita

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