Uomo è chi è ospite – Edmond Jabès.

Ci sono libri che ti seguono, nella vita, come cani al guinzaglio. Ed altri, che ti passano vicino e sfuggono come lepri. Ce ne sono altri che sentono il tuo odore, e lo riconoscono e vogliono rimanere con te, farti visita, tornare a trovarti sempre, divenire compagni di viaggio, e non smettono nemmeno se tu li scacci, o se fuori c’è il temporale.

Uno di questi libri è per me Il Libro dell’Ospitalità di Edmond Jàbes.

Il motivo per il quale queste poesie continuano a visitarmi, a chiedermi conto, a tornare, è per me ignoto.

E’ un vecchio libro comprato tanti anni fa, e del tutto introvabile, oggi.

E’ una sorta di testamento spirituale del grande poeta egiziano, vissuto a lungo a Parigi, e morto nella capitale francese il 2 gennaio del 1991.

E’ un libro misterioso che indaga i sentieri dell’ospitalità passiva e attiva. Di chi è ospite e di chi ospita. Due dimensioni che fanno l’umano, che rendono l’umano.

Noi siamo sempre stranieri, su questa terra, e sempre siamo in cerca di Ospitalità. Scrive Jabès:

Ti benedico, ospite mio, mio invitato poiché il tuo nome è colui che cammina.

Il cammino è nel tuo nome

L’ospitalità è crocevia di cammini.

E ancora:

Davvero ospitale è, fino in fondo, l’Attesa.

Anche nel rapporto con Dio, siamo sempre in attesa. Siamo sempre in cammino, sempre aspettiamo di essere Suoi ospiti. Sempre, bramiamo di ospitarlo nel nostro cuore.

Ma:

L’uomo, senza saperlo, di fatto ha vissuto la Presenza infinita di Dio nell’infinita assenza delle cose.

E’ per questo, forse, che questo libro mi parla, sempre. E non riesco mai ad afferrare del tutto le cose prodigiose che evoca. Perché non possiamo fare a meno di essere ospiti, nel nostro viaggio Terrestre, e nel cercare Lui.

Ospiti che aspettano, infatti non siamo fatti per pensare gli inizi. Sono gli inizi che, successivamente, ci pensano.

E ogni volta che qualcuno ci dona ospitalità – nella sua casa, nel suo cuore, nell’incontro dei suoi occhi, noi siamo pensati da un nuovo inizio. Lo stesso inizio che cerchiamo, ogni volta, nell’incontro con Colui che ci ha generato, e per primi, ci ha resi ospite.

Una volta, parecchi anni fa scrissi questi versi, e certamente, anche se non lo sapevo, ero ospite della misteriosa presenza della poesia di Jabès:

Vieni nei miei passi falsi

Quando io non sono

Che rugiada ispessita

Nell’ora sottomarina

Che sopravanza l’alba.

4 pensieri su “Uomo è chi è ospite – Edmond Jabès.

  1. bello profondo adiacente alle cavità del cuore
    è proprio vero che delle pagine anche se ferme sulle mensole sui comodini bui si animano respirano illuminano di luce anche i momenti in cui non ci si pensa
    ma sono li nelle nostre parole
    lungo la vita.
    c.

    Mi piace

  2. Fabrizio è un autore che non conoscevo purtroppo, ma il tuo commento è stato veramente illuminante su di un argomento quanto mai attuale.

    Mi piace

  3. Non avevo,mai valutato questo aspetto della vita,essere ospiti e ospitare.in effetti stiamo solo percorrendo un viaggio ospiti del pianeta,o in viaggio da un’energia all’altra.cio’ che dici mi ha dato un’altra visione della vita.trovo che i libri e chi li ama e li coltiva,e,o,li protegge,abbiano una marcia in più.
    Sono stati la parte più importante della mia vita,mi hanno fatto crescere,allargando il mio mondo. Ciao Grazie Mara.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.