Ma io non ci sto più

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TRIESTE – Si sposa e scappa con l’amico del marito. Appena pronunciato il sì, fugge con l’autista dell’auto nuziale. “Ho capito solo ora di aver fatto un errore”, ha tentato di giustificarsi la sposa. “Mi dispiace, ma il cuore mi porta da un’altra parte”. In Grecia, per la precisione.

Vicenda surreale accaduta a Trieste sabato scorso. Il matrimonio, poi le foto tra le aiuole del parco di Miramare, infine la fuga senza spiegazioni. Imbufalito e addolorato, il marito tradito pensa di chiedere al giudice “danni morali e materiali”. “Almeno poteva pensarci prima: avremmo risparmiato tutti ‘sti soldi”, aggiunge sconsolato, rigirando tra le mani il conto che gli ha presentato il ristorante per il pranzo ai trenta invitati.

Era inziato tutto dieci mesi fa con l’incontro tra Andrea, 34 anni, impiegato di banca, e una sua coetanea, dipendente di una finanziaria di Monfalcone. Amore e baci, poi la convivenza e infine la decisione di sposarsi a fine maggio. A guidare la Bmw addobbata con i fiocchi bianchi sarebbe stato l’amico del futuro marito: “Ci gioco a calcetto. Mi piacerebbe che fosse lui a portarci in chiesa”.

E lui è stato. Ma quando la cerimonia in Municipio è finita e il fotografo ha scattato l’ultimo flash nel parco, lei ha chiesto al marito di assentarsi qualche minuto per cambiare il vestito: “Vai al ristorante, arrivo subito. Mi accompagna il tuo amico”. Ma un’ora dopo, né l’uno né l’altro erano ritornati. Che la scusa di cambiarsi d’abito fosse una bugia, il marito l’ha scoperto solo più tardi. Quando, finalmente, la sposa ha risposto al telefonino: “Mi dispiace, ma il cuore mi porta da un’altra parte”.

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29 pensieri su “Ma io non ci sto più

  1. mi sa che questo è stato uno dei giorni più fortunati della vita di quest’uomo…

    pensa, vivere con una “moglie” e un “amico” così…

    buonanotte, fabry 🙂

    f&r

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  2. Queste fughe consumate con leggerezza, con ancora indosso l’abito nunziale (magari bianco), hanno qualcosa di impareggiabile. Tifo sempre per i fuggiaschi!

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  3. W la fuga sempre! Comunque ne succedono di queste cose… Io so di una sposa che il giorno del matrimonio ha gettato in faccia allo sposo una scatola di cioccolatini ed è fuggita dal ristorante. Il poveretto si è rivolto all’avvocato (mio padre, quindi storia vera!).
    Una volta invece giù in Puglia sono capitata in un ristorante dove c’era un pranzo di nozze con più di cento invitati che è finito in una rissa furiosa dove i consuoceri si volevano ammazzare, e la povera sposa piangeva tutte le sue lacrime. Mi ha fatto tanta pena.
    Abolire il matrimonio, abolire tutto…

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  4. grazie amici.
    dal mio punto di vista, credo ci vorrebbe più profondità per una decisione così importante.
    come mai un prete deve prepararsi per sette anni e due fidanzati per otto incontri?
    sto parlando del matrimonio in chiesa, ma anche per quello civile non mi pare che le cose vadano meglio.

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  5. Beh, c’è matrimonio e matrimonio. Per qualcuno funziona. Che poi la stessa leggerezza della sposina triestina, e la stessa preoccupazione dello sposino abbandonato (’sti soldi), siano la bussola dominante di molti, nel lavoro, nelle amicizie, nei passatempi, nella loro vita, è carattere dei nostri tempi.
    Ciao, bella canzone
    R. P.

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  6. fabrizio, mi dispiace criticare l’istituzione religiosa, ma gli incontri prematrimoniali per il matrimonio in chiesa sono un obbrobrio. questi matrimoni lampo, preceduti dalla convivenza, che va tanto di moda ma non preserva nessuno da rotture anche molto problematiche, sono lo specchio del tutto e subito, del dire una cosa, salvo poi negare di averla pronunciata, della giustificazione facile che dominano la scena pubblica. il tema di fondo è l’irresponsabilità diffusa e il peterpanismo rinko che dilagano. nessun rispetto per l’onore, la parola data, i progetti. nessun interesse per il futuro, orrore per lo scorrere del tempo. troppi film americani! il novello sposo abbandonato, o il fidanzato, debitamente co…..e, che resta a bocca spalancata a caccia di mosche sulla scena fino al the end fanno parte di un immaginario crudele e cafone che incentiva il lato becero di certi individui. la realtà supera la fantasia? nonnò: è una realtà perfettamente ritagliata su una fantasia da avanspettacolo, da caserma, da scherzo nonnistico. questo è il sostrato (o il superstrato?) culturale in cui si stagliano certe vicende “eccezionali”. e che? la storia di “papi” non è abbastanza volgarotta abbastanza irresponsabile abbastanza ‘mericana? sto diventando conservatora: evviva il mos maiorum!
    anna: sai che ti amo: ma la fuga, quella, mai. neanche all’inglese.

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  7. Voglio sapere cosa cambia agli occhi di Dio tra due persone che vivono insieme e fanno una cosa sola senza essere sposate e due che sono sposate.

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  8. E’ evidente: la Tamaro continua a far danni.
    PS.: Trovo questa canzone di De Gregori tra le più surrealiste che abbia mai fatto.

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  9. Una cosa che mi ha detto la mia futura suocera che mi è piaciuta tanto è stata:” Quando litigo con mio marito e ci sono degli ostacoli chiedo l’aiuto del Signore e lui mi dà sempre una mano…” forse anche questo fa la differenza tra una convivenza e un matrimonio in chiesa. A volte purtroppo capita di sentire storie di coppie sposate che si lasciano…adesso è ancora più frequente rispetto un tempo…questo perchè siamo diventate persone intolleranti e “sorde”, se solo riuscissimo a mettere da parte un po’ di egoismo e cercare di capire la persona che ci sta accanto sarebbe già qualcosa…io sono felice di non convivere e di sposarmi in chiesa…

    Mi allaccio a quello che ha detto Lucy, il corso prematrimoniale con Fabrizio è stato molto significativo 🙂

    Grazie Fabry

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  10. Penso anch’io che agli occhi di Dio, non cambi molto. Cambia per noi: ci sono diverse possibilità di scelta, tutte potenzialmente rispettabili. Che bello poter vivere in un mondo, dove non si confezionino giudizi(ecco perchè c’è chi rifiuta certi abiti o uniformi)!

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  11. Si usa dire questa frase: Dio li fa e poi li accoppia.
    Premettendo che l’essere umano è stato creato maschio e femmina, che gli è stato comandato di lasciare la casa di suo padre e di unirsi a un altro essere umano, si può per queste premesse concludere che ogni unione, anche di convivenza e non solo di matrimonio, sia voluta da Dio?

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  12. Alcuni matrimoni finiscono bene, altri durano tutta la vita.
    Non ricordo dove ho letto questa frase, ma la trovo spiritosa.
    Salvo casi, se non eccezionali oggi abbastanza rari, di unioni d’amore durature, il matrimonio è un martirio, nel senso cristiano del termine, sarebbe a dire un sacrificio.
    Gli uomini hanno per millenni convissuto secondo un contratto, e il matrimonio non è altro che un contratto, chi lo stipula davanti a Dio si carica di una responsabilità diversa, non solo in senso morale, ma sacro, insomma l’amore se lo deve costruire nei fatti più che trovarselo improvvisamente bellefatto nei sentimenti e in altri posti.
    Ora vicende come questa fanno sorridere, se non addirittura scompisciare, conosco una signora ormai anziana che il giorno del matrimonio (e il conto, credetemi, non era solo del ristorante, che comunque prenotava parecchia gente, e, come vuole tradizione era a carico della famiglia della sposa) aspettò all’altare inutilmente il fidanzato che la mattina era andato in crisi e ci aveva ripensato, che Dio lo benedica.
    Si rincontrarono diversi anni dopo, lui chiese perdono.
    Fu commovente a detta di alcuni, tanto da sfociare in una nuova e più forte passione.
    I preparativi furono, a dire il vero, più contenuti, ma solo perchè erano cambiati i tempi.
    Lei arrivò all’altare e lui tardò, sospiri e ridacchi cominciavano ad aleggiare nella navata, poi ad una certa ora i dubbi non avevano più ragione di essere tali, l’aveva rifatto.
    Proprio non se la sentiva, ma lei so che l’ha perdonato ancora, zitella seppur non illibata, se ne fece una ragione e desistette dall’idea di sposarsi.

    Ho idea che più che la testimonianza di eterna fedeltà davanti ad un sacerdote, giochi un ruolo importante l’imperdonabilità della separazione, anche se imposta, infatti se consideriamo che un assassino può ricevere la comunione e un divorziato (a parte Berlusconi, LaRussa Frattini, Rudy Giuliani ecc. che la ricevono direttamente da un vescovo) no, se ne deduce che è considerato dalla chiesa romana il crimine più grave in senso assoluto.
    Mi sono sempre chiesto perchè.

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  13. grazie cari.
    secondo me il matrimonio è una missione impossibile contro la precarietà dei sentimenti umani.
    anzi, a favore della precarietà.
    la fragilità è il segno particolare dell’uomo e della donna: non c’è niente di più precario di un patto eterno.
    è talmente tenero che fa piangere.
    o anche ridere, dipende dal momento.

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  14. Quando sposai Jean, mi sentii messo in croce. Lo sposo va alla sposa come se andasse alla croce. E la sposa si dona con lo stesso sentimento. E’ una crocefissione reciproca.

    Nel matrimonio non ci si sacrifica all’altra persona. Ci si sacrifica per la relazione.

    Ecco il problema quando ci si sposa. Dobbiamo chiederci: “Sono capace di aprirmi alla compassione?”.

    JOSEPH CAMPBELL

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  15. e se il matrimonio fosse andare ad una festa? una festa a cui giorno dopo giorno qualche nuovo invitato arriva e viene fatto partecipe della festa? una festa in cui qualche volta si piange in un angolo, qualche volta si straparla per il troppo vino, ci si addormenta per il troppo lavoro, si scivola su una pasterella alla crema caduta dal tavolo? io vedo il matrimonio *vero* come una festa continua: il dolore che vi si nasconde non è, non è stato, la mia croce, ma il mio vincastro.

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  16. Come dice Mario Pandiani, l’imperdonabilità della separazione, questa vale – secondo me, e intendendola come l’impossibilità di fare una cosa sola con altra persona – per il matrimonio come per la convivenza. Oppure mi sbaglio?

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  17. Umiltà e Rigore
    la prima ti dà il senso della tua finitezza, la seconda contiene tutte le possibilità di non “tradirti” e non “tradire” mai.
    non credo nell’amore per sempre ma è l’unica fede che pratico con rigore da quando mi sono “scoperta” infinitamente finita

    baci eretici
    la funambola

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  18. Uno dei punti di forza dell’animo umano è quello imparare a vivere le separazioni, che nella vita sono inevitabili e necessarie. “Per sempre” fa sorridere, perchè comunque vada, alla fine uno dei due rimane solo. Come fa sorridere o tremare “una cosa sola” (forse per questo tante fughe!).
    Ogni crescita o cambiamento avviene attraverso una separazione (es.madre-figlio).Quello della vita in coppia, come hanno ben detto altri,è un cammino che presenta non poche difficoltà, compresa quella di prendere una salutare distanza dall’altro.
    Giustamente la Chiesa (vedi anche altre Religioni) si preoccupa della famiglia umana. Sono i figli infatti, che vivono conseguenze di situazioni che non hanno scelto.
    Ecco perchè, il discorso dell’indissolubilità come valore a cui tendere, non è così fuori tempo massimo.

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  19. Io avrei optato per la poligamia, invero,
    però le leggi non lo consentono,
    anzi, meglio, avrei dovuto, molte millanta di anni fa,
    vivere in una società matriarcale,
    così mi veneravo ‘na bella Grande Madre,
    anche qualcuna in più,
    facevo il cacciatore,
    provvedevo di cibo,
    e buonanotte
    :-))

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  20. Credo non ci sia nulla che possa garantire la durata di un amore.
    Matrimonio o convivenza non cambia di molto la situazione. Se una coppia resiste nel tempo significa che all’interno di essa la passione iniziale, l’amore, il desiderio di stare insieme quanto più possibile, col tempo lasciano spazio a una fertile complicità, a una progettualità sempre viva che rinsalda l’unione.

    E il donarsi all’altro, sotto ogni punto di vista, dovrebbe essere gioia e non sacrificio.

    Mancando queste prerogative, e aggiungendo altri problemi come infedeltà varie, bugie e chi più ne ha più ne metta, la coppia si sfalda. Come un oggetto d’arte che, andato in frantumi, ricomposto poi, non sarà mai più lo stesso.

    Auguri agli sposi!
    Per quanto mi riguarda, io ho già dato!

    Ciao Fabrizio con un abbraccio
    jolanda

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  21. Spesso le cose accadono perchè:

    “L’incontro è veloce,
    spesso casuale,
    si guardano fuori,
    condividono noia
    e vuoti silenzi,
    si raccontano storie
    di poche parole
    e poi senza pensare
    celano nel sesso
    il vuoto e le paure.
    Se tutto è un gioco
    che non lascia tracce
    o chimica emozione
    che non crea ricordi
    puoi chiamarlo amore?”

    Enzo

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