Adieu I di Gaston Burssens ( Belgio 1896-1965)

albanien

ADIEU I

To myself

This is, so be it, the last note
that I shall,
will,
can
play
in the last life that I live,
on the last keys of my body.
An instrument hard as a safe
from which I have squandered the craziest pennies,
from which I have pulverised the most expensive spider webs.
The dust has stuck to my bones.
It will be buried with me.
The worms will not eat it,
the poison is only intended for me.
I can, I could know
that each beautiful song decorates itself with a conclusion,
as each conclusion decorates itself with a prayer after eating,
and that this end, now or never,
must be called beginning.  Continua a leggere

Bhikkhu Abhinando‏, Quando tutto è detto

Solo quando tutto è detto
restiamo in silenzio.
Perché quel che lasciamo non detto
sfarina come calce
nei nostri tratti,
indurendo i nostri volti
dall’interno.
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Segnacoli di mendicità di Marina Pizzi

16.

cantuccio di elemosina la sposa

guardata a vista dall’eremo

del rantolo. dove domani il refrigerio

è favola. qui nel patibolo che ruba

le elemosine il silenzio del pargolo

corrotto. accosto accosto le sfingi

delle guance queste vedette tenui

di vento e le restie comunque. ora

ti chiamo adito alla sera per fingere

di nascere. le tue macule si curvano

turbate dal branco della bara. Continua a leggere

Uomo è chi è ospite – Edmond Jabès.

Ci sono libri che ti seguono, nella vita, come cani al guinzaglio. Ed altri, che ti passano vicino e sfuggono come lepri. Ce ne sono altri che sentono il tuo odore, e lo riconoscono e vogliono rimanere con te, farti visita, tornare a trovarti sempre, divenire compagni di viaggio, e non smettono nemmeno se tu li scacci, o se fuori c’è il temporale.

Uno di questi libri è per me Il Libro dell’Ospitalità di Edmond Jàbes.

Il motivo per il quale queste poesie continuano a visitarmi, a chiedermi conto, a tornare, è per me ignoto. Continua a leggere

“Feisbuuc” di Lorenzo Pezzato – Il libro

Feisbuuc

Era iniziato con la pubblicazione a capitoli sul web, ed è finito sugli scaffali delle librerie stampato su carta.

Si tratta di Feisbuuc, il romanzo del giornalista veneziano Lorenzo Pezzato, di cui avevamo già scritto. Una storia intrigante che parla delle relazioni sociali nell’era di internet, e che usa come “scenografia” proprio Facebook, il social network più famoso del momento. Continua a leggere

FRUSCIO D’ASSENZA. HAIKU di Francesco De Girolamo

giardino-zen-milano

                                                                                                                  (Giardino Zen)

 

da “Fruscio d’assenza”
(Haiku della quinta stagione)
di
Francesco De Girolamo
Edizioni Gazebo, 2009

 

Tolgo le scarpe
sulla soglia dell’uscio
come un viandante.

*

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Mercoledì 27 maggio a Roma. Presentazione de “Un dramma in Livonia”

copertina_verne-livoniaAltrimedia Edizioni e Associazione Italia-Lettonia in collaborazione con l’Associazione Italia-Francia presentano in uno dei luoghi più affascinanti di Roma il Verne introvabile. Sarà infatti presentato mercoledì 27 maggio a partire dalle ore 18.00, presso la sede dell’Associazione Italia – Francia in largo della Fontanella di Borghese n. 19, il romanzo Un dramma in Livonia.

All’appuntamento, in veste di relatori, prenderanno parte i curatori del lavoro, Massimo Sestili e Giuseppe Panella, il direttore editoriale di Altrimedia Edizioni, Nunzio Festa e il presidente dell’Associazione Italia-Lettonia, Giampiero Mele.

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PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 113

Lo avevano sempre accusato di essere ambiguo e reticente, gabellando la sua sottigliezza discreta per vigliaccheria sofistica. Nessuna delle sue anfibologie, delle sue permutazioni di lettere, avrebbe resistito all’attenzione sincera di un secondo sguardo, appena appena più lungo. Ma era appunto quello che non intendevano concedergli.
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Chiedo scusa a vossia

da qui

Lo spettacolo, certo, è sconfortante. Da una parte l’arroganza del potere avvolta nelle vesti morbide del populismo; dall’altra il corporativismo omertoso. Da una parte le veline come simbolo della compravendita; dall’altra i plagi di cui nessuno parla. Disputiamo sull’uomo, prima di disputare su Dio.

Xmenes

rostagnodi Gaspare Balsamo


E’ successo a Trapani.
A settembre alla fine degli anni ottanta.
Trapani è una città gialla, calda e silenziosa.
Ed è così, girando in bicicletta, che io la sentivo la mia città.
Pedalare per Trapani è un’esperienza isolante. Ma non perché fai parte di una minoranza che pedala tra poche macchine, pochi svogliati pedoni che camminano e tra rari autobus vuoti che girano, ma perché è come se non esistessi, pedali e nessuno ti guarda, pedali e nessuno ti nota.  Tutti indifferenti, tranne isolati gruppi di cani randagi che invece reclamano presenza e a quel punto schizzziiii veloccisssimo e pedali,pedali,pedali…
Te la gusti di più in bicicletta questa città, la percepisci meglio. Le mie emozioni si amplificano e la mia vista si fa più attenta. Continua a leggere

Lo sguardo sul cinema di Marco Dinoi

di Valter Binaghi

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Filosofia dal cinema: non si può definire altrimenti l’opera di questo giovane studioso precocemente scomparso (1972-2008), che indaga non tanto la tecnica o l’estetica del mezzo, ma il cinema come paradigma della relazione tra soggetto, mondo e storia, capace di dare forma alla nostra percezione e “sceneggiare” le nostre vite. Dal “sembra vero!”, con cui si commentò la prima proiezione dei Fratelli Lumière al “sembra un film!” con cui molti videro nel crollo delle Twin Towers nel 2001 la replica di uno di quei film catastrofici che anticipavano l’attentato terroristico alla metropoli, c’è tutta l’evoluzione di uno sguardo che non ha più l’esperienza come criterio di riferimento, ma l’immagine in quanto tale. Continua a leggere

Vivalascuola. Tutti gli esseri umani

Gli immigrati regolari in Italia sono oggi 4 milioni di persone ai quali vanno aggiunti i cittadini europei provenienti dall’Est (romeni, polacchi, ungheresi ecc.). Le previsioni ci dicono che tra dieci anni gli immigrati “regolari” saranno il 10% dei residenti in Italia. Nel 2020 saranno il 15, come più o meno in tutta Europa. L’Italia, come già la Francia e la Gran Bretagna, sarà un paese multietnico, multiculturale, multireligioso.

Tutti gli esseri umani…
di Niguil

Tutti gli esseri umani, in alcuni momenti della vita, hanno la necessità di cambiare, conoscere, provare nuove esperienze, ed adattarsi a questi cambiamenti. Il 12/01/09 è stato il giorno in cui io ho dovuto prendere una decisione molto difficile, cambiare paese. Continua a leggere

Dibattito con Folco Quilici sul tema del viaggio alla Fiera del Libro

Testo introduttivo di Giovanni Agnoloni
Video girati da Diego Bionda, della Fondazione Novecento

Il 15 maggio, nell’ambito della Fiera del Libro di Torino, ho avuto il piacere di intervistare Folco Quilici (che in precedenza aveva già cortesemente risposto ad alcune mie domande, su questo blog), in quella che era l’anteprima della VI edizione del Festival Letterario I luoghi delle Parole (v. qui), che si terrà tra il 19 e il 25 ottobre 2009 in vari nei comuni del torinese, su iniziativa dalla Fondazione Novecento, rappresentata in occasione del nostro dibattito dallo scrittore Giorgio Vasta. Continua a leggere

100 miglia, di Roberto Plevano

100 miglia

di Carlo Giacchin

«La mia è una generazione di mezzo, venuta alla luce e cresciuta in una società spuria, che a lungo, nel disinteresse generale, ha incubato alcune malattie degenerative di diagnosi difficile e impossibile cura»

Mi è capitato di leggere, e rileggere, “100 Miglia”, romanzo d’esordio di Roberto Plevano, autore vicentino, studioso di storia del pensiero medievale.
E’ un romanzo immaturo, senza un nucleo narrativo ben definito e privo di un vero filo conduttore che orienti il lettore nello sviluppo della storia.
Eppure, paradossalmente, questi difetti sono i punti di forza dell’opera, e il suo maggior pregio.
Attraverso la molteplicità di situazioni che il protagonista, Luca, affronta nel corso della narrazione, si mette in luce una rappresentazione efficace delle contraddizioni e delle incertezze di una generazione alla ricerca di solidi punti di riferimento in una società che non ne ha più, e che offre solamente il senso di una precarietà apparentemente ineludibile.
Luca non sembra soffrire di questa situazione, all’inizio. Lavora stabilmente, ha una famiglia solida, senza problemi economici assillanti, e con sue certezze personali. Ma al di là della sua “normalità” Luca ha in comune con la precarietà del vivere di molti suoi concittadini molto più di quanto egli creda. Continua a leggere

Photoshopoem Luigia Sorrentino

Questo triptyque è apparso su Nazione Indiana. E’ nato su la poesia e lo spirito.
effeffe

Ogni cosa del fiume
di
Luigia Sorrentino

L’asse del cuore

I

con il mantello disteso sul petto
frantuma la roccia sotto il ponte
si tiene all’abisso come sponda
sommersa, come ogni sponda erosa
corre sotto, l’acqua, giù nell’abisso

non conosce nessuno, neanche
lo spirito del fiume
manto di bronzo abita l’esilio
e piange, la casa
ogni cosa del fiume è deserta
assente ogni cosa divina
fa ritorno alla terra di sempre
la terra che esalta ogni vivente
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La farfalla e il carro armato

Che strana materia è un corpo

e che strani noi che ci stiamo chiusi dentro

murati, o appesi a un filo, poco importa.

Che piacere denso e sofferto

stare con te sotto un albero

e vedere che da zone lontane del mio corpo

tornavano a casa i pensieri perduti

in questi mesi di troppi commerci

con gli umani.

Che strano il resto della giornata

con l’emozione che mi girava dentro

come una farfalla

o come un carro armato.

Questo è quanto ho visto nel mio campo,

il campo avverso.

Non so cosa sia accaduto nel tuo campo,

non so com’era l’emozione

ma spero che sia stata

cauta, incauta, verticale

libera dal bene e ancor più dal male.

Lucio Dalla: Bonetti era completamente scemo

Il cantautore è vivo e lotta insieme a noi

“Con Bonetti andai in Polonia a un Festival, ra un mio amico completamente scemo che sbagliava sempre strada”.
Pochi se ne sono accorti, ma presentando un libro Lucio Dalla ha gettato luce su uno dei retroscena più misteriosi e mitici della canzone italiana.
“Berlino ci son stato con Bonetti/ era un po’ triste molto grande”…
Ma chi diavolo era ‘sto Bonetti? Ora lo sappiamo. E molto di più: in Fiera abbiamo ascoltato il pensiero attuale del grande Lucio, autore di Disperato erotico stomp”.

L’unica cosa che non ha spiegato è perché non scrive più belle canzoni…
Si sarà stufato, francamente lo capiamo. Resta uno dei cantautori più geniali
della canzone italiana. Non lo scopro certo io.