Donato Salzarulo, Nell’assenza, nel rifiuto

di Donato Salzarulo

Desideriamo spesso ciò che ci manca.
Fra i tanti auguri ricevuti – tutti molto
affettuosi, alcuni con parole
da incanti – non c’era il tuo. Per i miei giorni
quello più importante.
Di solito eri la prima
a regalarmi un bacio, un pensiero audace,
l’allegra sorpresa della rima.
Dove sei finita tutto il giorno?
In quali traffici ti sei impigliata?
Vana l’attesa di un messaggino,
di una email, di una tua chiamata.
Impegnata nelle tue faccende
ti sei dimenticata di me.
Ho sperato a lungo nella tua apparizione.
Poi, con la coda tra le gambe, ti ho immaginata
persa nell’entropia universale.

***

T’avrei voluto maga Circe,
strega desiderosa di svegliare
le energie del mio corpo,
i sussulti, i tumulti, i temporali
dei nervi… Invece, sei lamina bianca,
amore contratto, virtuale, impossibile.
Vendemmierò le tue parole
e ricaverò dalle mie cacce al tesoro
tracce indelebili, invincibili
che si stamperanno come lune d’oro
sul tuo viso di dea.
Trasformerò anche il peggiore
dei tuoi gesti in poesia, ti libererò
dal piacere della vanità. Tornerai
alla realtà, alla mia, quella vera.
Uscirai dal tuo castello di cera.
sciolta dal sole.
Proprio così maturano le ciliegie
del vissuto: nell’assenza,
nel rifiuto.

7 pensieri su “Donato Salzarulo, Nell’assenza, nel rifiuto

  1. Ringrazio gli intervenuti per i loro commenti e Donato per la sua poesia; e anch’io invito a leggere gli altri testi di Donato: sia i versi sia i saggi, sempre sorprendenti per la verità e per il grande piacere che danno alla lettura.

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  2. La poesia nasce da un’assenza, un rifiuto, ma contiene gioia di vivere di ricominciare proprio dall’assenza . Questo aspetto è importante che venga colto, non è una poesia malinconica come potrebbe apparire è una poesia solare il sole scioglie il castello di cera, il sole fa maturare le ciliege permette la vendemmia. Il sole è sempre presente nella poesia di Donato ,anche in quelle più malinconiche si coglie questa possibilità di rinascita,ho notato questo aspetto in altre poesie scritte dall’autore , ho avuto il piacere di leggerne diverse ho avuto modo di approfondire i suoi testi. Ringrazio Giorgio per aver pubblicato.

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  3. Leggendo e rileggendo questa poesia , ho avuto modo di leggerla anche nel sito di Arminio avevo come un ronzio nelle orecchie, un ronzio che ora si è fatto domanda chiara che rimanda ad una questione più ampia:perchè l’autore associa assenza e rifiuto? Assenza è non presenza, ma non necessariamente vuol dire rifiuto, si può essere assenti e costretti al rifiuto in virtù dell’assenza stessa,assenza è legato alla lontananza, a una mancanza , un rifiuto è invece legato alla presenza e a una consapevolezza del non volere rivevere del non voler accettare. Il rifiuto nasce dalla presenza.L’assenza è non presenza, vuoto, nulla. E’ proprio questa contraddizione interna che rende affascinante questa poesia.

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