Due inediti di Fernando Coratelli

squarcio naturale

APOLIDE

Se di parole sparlai
Di silenzi non mutai
In folla eccitata
Da ipermercati

Vecchia stanca sballottolata
Che spingi carrelli,
Non mi guardi più?

Contornato dal rosso di sforzo
Il lungo riposo arranca,
Ho dimenticato le profezie
Logorate da strilli
Di offerte 2×3.
Mi immaginavo straniero:
Mi risveglio apolide
In cerca di alloggio…

E la donna del poeta?
Celata dietro sguardo
Tagliente quanto uno strapiombo
Mi allungò una mano
Che strinsi con apprensione,
Temendo non fosse in
Offerta.

Farfugli di chi a lungo
Si circondò di non luoghi.

LIBECCIO

Adagiarsi lenti su ombre
Proiettate da noi su noi,
E ingoiare l’ultimo respiro
Di Libeccio che soffia
Distratto da parole
Abusate, violentate

Ti vedrò lì, dove sarai
Su coste minate dal mare
Inspessite dagli uomini.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Natural cut.]

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