Economia

di Domenico Lombardini

(certo che si potrebbe fare

lì all’entrata un bell’archetto.

l’intonaco fresco è un

bel vedere, e anche questo

odore di calce fa

pensare al nuovo. mi

accanisco sulle asperità

levigando furiosamente

con carta vetrata la parete.

la polvere caduta la accumulo

ordinata assieme al resto).

sopra la pietà ho costruito la mia casa,

questa pietra presto friabile, fatta

poltiglia colloidale dalla volubilità

degli eventi. vagotonìa

della storia, si direbbe. o sinusalità

delle fortune. o virata capricciosa

dell’entropia del sistema, a manca,

a destra, da mane a sera, di decennio

in decennio, in secula seculorum, sui poveri dirocca. gli edifici

si trattengono in piedi grazie a un’inspirazione

trattenuta, come mantici, tutto stante in apparente docilità,

si attende la caduta,

l’eco roboante. la cecità,

il cupio dissolvi sono una

scelta coerente. ci si immerge

nell’oblio vivi, la testa nella pece bollente. ho

le unghie consumate, le mani nude.

la parete vuole essere levigata, la casa curata, tutto

pretende una speciale attenzione, e non ho pace; le cose

consumano i viventi. ho imbrattato

tutto di sangue, l’èscara alle nocche

non mi duole come dovrebbe, l’analgesia

precede di poco la morte, un millesimo di secondo

per cui: sia grazie a Dio. correnti catarrine

si frangono, lasciano rivoli sbavanti, cascano

sui ruderi da cui provengono, non

miscibili, questo è certo, con il mare

di sperma che guizza con spasmi pelvici

e spasimi riproduttivi, di là, dal mare,

in aneliti di infinito, di innocente

rabbia.

4 pensieri su “Economia

  1. e finchè leggevo non potevo fare a meno di pensare a quell’economia che voleva, un tempo ( qui in veneto, ma credo anche altrove, dovunque c’è pietra o mattone e un uomo che sa metterne uno sull’altro) costruire la casa attorno a sé (altro che la banca di cui si fa pubblicità!)…Tutta intorno a te la casa fatta in economia si diceva, ed era alta quasi quanto le braccia alzate del manovale che la costruiva, di ritorno dal cantiere, una stanza alla volta o la domenica quando era in riposo.
    Qui c’è addirittura un arco, quasi un trionfo:di abilità e di promesse da man-tenere in piedi perchè in quella casa ci va tutto l’arredo: mobili stoviglie e poi dietro una schiera di figli, di questo eran ricchi i proletari!Oggi, al contrario, chi ha più figli è in miseria nera, non bastano certo gli as-segni o le altre trovate. Qui siamo a crescita zero, se non fosse per tutti quelli che vengono dall’altro mondo, il terzo, ma anche il quarto o il quinto:da est, ovest, sud,sud-est…E poi non fa differenza perchè la strage arriva qui, come aquila che arriva dalla profondità, o dall’onda anomala:di immigrati o di mare? dipende dai punti di vista, anche se, pare siano oscurati quei punti, ciechi addirittura. Turisti? I tour si fanno ormai intorno ad una idea e qui, in questo testo, ne nascono molte, sono tutte in fermento. Davvero un bel testo,ferni

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