Caro amore, di Andrea Sartori

«Caro amore, domani accadrà. Poco prima dell’alba avremo accesso alla luce. Qui è inverno, la notte è fredda, il buio mi guarda dalla finestra della stanza in cui vivo da una settimana. Tu, però, non pensare a questo. Pensa alla luce. Sai, negli ultimi giorni ho avuto anch’io molto tempo per pensare. In fondo, in questo mio lavoro i pensieri sono più numerosi dei fatti. Ascoltiamo quotidianamente frammenti di conversazioni registrate, leggiamo carte su carte, confrontiamo tra loro miriadi di resoconti e rapporti. Spesso le nostre esistenze sono vincolate a niente più che a dei pezzi di carta: ordinanze, notifiche, vari tipi di comunicazioni scritte. Cose che finiscono in faldoni polverosi o nelle cartelle dei nostri computer. Tuttavia ogni parola s’imprime a chiare lettere nella mia mente. Se così non facessimo, i miei colleghi ed io, non sapremmo dove andare. Non sapremmo quale senso dare alle nostre azioni. T’immagino lontano da me, in quel luogo così inconsueto, così estraneo perfino ai viaggi più avventurosi che solitamente facevamo quando ancora eravamo uniti. Questa scelta obbligata dipende da me, lo so, e te ne chiedo nuovamente scusa. T’immagino tra i tuoi libri, i tuoi quaderni, le tue penne, le tue matite, alla tua scrivania. Manca poco, e anche tu entrerai in un mondo nuovo, forse più luminoso di quello in cui hai vissuto da qualche anno a questa parte. Potrai finalmente studiare, all’università, quella materia che l’anno scorso aveva tanto acceso i tuoi entusiasmi. All’università, soprattutto all’inizio, percepirai un forte cambiamento nella tua vita. Avvertirai una maggiore libertà. Ti prego, rimani anche in futuro fedele a questa tua primissima sensazione. Questa sera, sopra il tavolo di fronte alla branda della mia stanza, ci sono una lampada, un portapenne, alcuni block notes e un piccolo schermo con tastiera, dal quale ti scrivo. Lo vedi che non siamo poi così lontani, io e te? Lo vedi che, quasi quasi, non siamo neppure tanto diversi? Entrambi siamo in attesa. Me ne rendo conto, questa è la parte della vita che rischia di non dare luogo a nulla, in bilico tra una promessa e una realizzazione che tarda ad accadere. Ma io ti chiedo, caro amore, di coltivare i pensieri migliori proprio mentre nulla ancora accade. Manca poco, e poi saranno i nostri gesti a definire che tipo di persone siamo. Se entrambi avremo saputo aspettare. Tieni quindi la schiena dritta anche tu, quando studi nella tua camera! Tienila sempre dritta! Intanto, caro amore, pensa con me alla luce, e accarezza almeno tre volte, come sempre, gli occhi di tua madre. Papà.»

7 pensieri su “Caro amore, di Andrea Sartori

  1. Ciao Franz, grazie del commento!
    Stavolta ho tirato fuori dei sentimenti positivi, che poi sono quelli che si cercano sempre di dire, senza riuscirci. Grazie davvero del tuo passaggio,
    a.

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  2. infatti scrivere dei sentimenti positivi con efficacia e “pulizia” è molto difficile, una vera prova. e tu sei stato bravissimo.

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  3. Un andamento lento e flessibile proprio come la lontananza che si accorcia in un pensiero di luce. bella lettera, complimenti ad Andrea.

    jolanda

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