Giovanni Nuscis, La parola data

Una recensione di Flora Restivo e 5 poesie

La scrittura di Giovanni Nuscis, complessa, scabra e, talvolta quasi ostica, trova il suo adeguato e congeniale svolgimento in una misura poematica non colloquiale, in un codice linguistico ed espressivo, teso a superare il concetto di poesia come momento consolatorio e aggregante, per diventare strumento demistificatorio inserito in una realtà storica, che inquieta e deforma i concetti e il sentire, inserendo i suoi tentacoli anche nel privato.

La corrosione dei valori e la loro sostituzione con insignificanti, ma invadenti feticci, la deflagrazione dell’essere si traducono in un linguaggio particolare, contratto, frastagliato, che rompe senza indugi convenzioni stilistiche, ed è il linguaggio che gli appartiene e che lo rappresenta.

Compaiono, rielaborati da una sensibilità acutissima, il senso della nostra imperfezione: “espiamo il tempo infinito,/ nel magro tappeto di una favola” “ciò che tenevi stretto/l’hai perso”, il freddo contesto in cui si svolge la nostra vita, sempre in attesa di una parola salvifica: “non la parola che salva/o muove ma la puntura di un’argia”.

Nel tessuto poetico di Nuscis, trame si fanno e disfano, in un intersecarsi continuo che non permette tregua al lettore, lo avvince e ne carpisce l’anima, conducendola al cospetto di se stessa, disvelandone le debolezze e  le assenze, in un moto perenne di luci e ombre.

Un dettato asciutto, un corredo espressivo vario, complesso e articolato offrono la possibilità di una lettura polisemica e polivalente.

Le immagini sono intensamente sottolineate, forti, spesso dure,  piene di dolenzia: “Riconoscimi. Ho solo capelli/ più radi, una geometria /sensata di spazi da disfare”, “La pena di quel treno che/ non apre, alla fermata.Tu/e altri in lite fino al capolinea.”.

Affiancate stilettate di ironia, grondanti di strazio: “Siamo in festa come addetti/di un’agenzia funebre/seri a scherzare col morto accanto.”

Particolare risulta la scansione, tesa a sottolineare la tessitura poetica, con cesure insolite, di forte impatto, perfettamente calibrate e intriganti, il tutto orchestrato in un ritmo del tutto personale che prende l’anima di chi legge e ne conquista il nucleo. “ Un vento annienta i passi/lenta la legna a scaldare; questo/tra i rivoli è il segno cieco”.

Una malinconia desolata pervade e permea il discorso di Nuscis, è dappertutto, interpreta e certifica un malessere che è della persona, delle persone, del tempo:”Arriverai. Solo. Il carico del viaggio perduto. La piuma/fuggita al cadere del respiro.”

Vorrei chiudere, solo per non essere prolissa, poiché avrei una gran voglia di continuare, con un verso splendido e che si incide a fuoco nella nostra carne lacerata dal vivere: “Uguali a nessuno”

*

Non la parola che salva
o muove ma la puntura di un’argia.
Febbre e agitazione
da una mandorla dolcissima.
Dal giardino di piante inaudite
una mano di terra
sotto un piede di cielo.
Queste basse radici dove inciampi:
la cronaca
gli immancabili morti
le esclamazioni che fai
mentre sbadigli.

*

Frantumi cocci
di vasi già rotti
completi l’opera.
Allenti i passi
distendi i pensieri.
Ciò che tenevi stretto
l’hai perso.
Fissando troppo a lungo
hai ammalato gli occhi.
Un cane ti guida
e abbaia dentro.
Crederti ineccepibile
e saggio. Spiazzi
da pallone gonfiato
forandoti.

*

Espiamo il tempo infinito
nel magro tappeto d’una favola,
l’imperfezione
da un peccato invisibile.
Increspata ormai la superficie
dove si specchiava un muratore.
Non sapremo se un vento maligno
ha fatto tremare la casa
o al rastremato alito del sabato
si deve l’incompletezza.

*

Cambiare mano e cibo
prima di farsi balena
nel destino della secca.

Specchiandosi scoprire
ottuso lo sguardo; il sogno
coperto da un lenzuolo.

La pena di quel treno che
non apre, alla fermata. Tu
e altri in lite fino al capolinea.

Nel nome dell’avo questo giorno.
Mi rimetto al suo passo, lieve e
lento nel sangue.

*

Arriverai. Solo.
Il carico del viaggio perduto. La piuma
fuggita al cadere del respiro.

Il salto e quel motore ondivago
tra i flutti dei secondi
catena su corona sdentata.

Poi, grano, ape, gufo
affacciati a una corolla albale.
Uguali a nessuno.

22 pensieri su “Giovanni Nuscis, La parola data

  1. MI COMPLIMENTO CON FLORA RESTIVO PER QUESTA RECENSIONE COSì AZZECCATA CHE PARLA DI MALINCONIA, DI LINGUAGGIO SECCO ED EFFICACE, NEL PROPRIO STILETTARE ALL’ESTERNO. IN GIOVANNI C’E’ L’UOMO DI OGGI, DISOSSATO DAI DISVALORI DI UNA SOCIETA’ AL CAPOLINEA.
    RINGRAZIO GLI AMICI GIORGIO MORALE E FABRIZIO CENTOFANTI PER IL LORO CONTRIBUTO A NUSCIS POETA E ALLA MIA CASA EDITRICE.

    UN ABBRACCIO A TUTTI VOI DA GIANFRANCO

    Mi piace

  2. ci sono
    qui dentro
    tra questi muri altissimi
    di suoni
    creature che si innalzano
    nel centro della terra
    un seme in-alberato in aria
    e trema di quella vastità che le è propria.
    Versi particolari,questi di Nuscis, che lasciano in chi li legge un segno che vive. Grazie,ferni

    Mi piace

  3. L’ho letto e sono alla seconda lettura.
    Non sono un critico, ma mi colpisce molto l’eleganza del dire e la maturità del verso. Giovanni lascia un segno indelebile per questo il libro non prenderà polvere.

    davvero complimenti e un caro saluto a tutti
    jolanda

    Mi piace

  4. ‘In Giovanni c’è l’uomo di oggi, disossato dai disvalori di una società al capolinea’ (G.Fabbri)
    ‘La possibilità di una lettura polisemica e polivalente’ (F.Restivo)
    Queste due affermazioni confortano, credo, la mia personale lettura di una poesia ‘antropologica’, osmotica,complessa almeno quanto lo è la vita stessa. Molti testi si manifestano come autoanalisi dello sguardo, in altri si intravede un approccio quasi scientifico, come se si trattasse di accertare giudiziariamente la verità dei fatti . Si sente ogni tanto l’eco della poesia magrelliana e, più raramente, quello della poesia urbana di Umberto Fiori. La resa complessiva, come dice Flora Restivo, è quella di una raccolta poematica che ‘non permette tregua al lettore’ ( aspetto sottolineato anche da Roberto Rossi Testa nella bella prefazione).
    I più sinceri complimenti a Giovanni Nuscis
    Un caros aluto a tutti
    Antonio

    Mi piace

  5. Ringrazio Flora, di cuore, per la lettura attenta del mio libro e per l’acutezza dell’analisi. E grazie a Fernirosso e a Jolanda per le belle parole sui miei versi; a Giorgio per aver postato l’intervento.
    Un saluto caro al mio editore e a tutti.
    Giovanni

    Mi piace

  6. Ringrazio anche Antonio, che leggo solo ora, per le osservazioni e gli apparentamenti.
    Un abbraccio
    Giovanni

    Mi piace

  7. Trovo la scrittura di Giovanni mite e lungimirante, entrambi pregi rari di questi tempi. Non sempre l’umano coincide con la poetica ma quando accade il miracolo è perfetto.

    Mi piace

  8. Grazie a tutti gli intervenuti e i lettori, e grazie a Giovanni per la sua poesia.

    Già altre volte ho notato in questa di Giovanni Nuscis una poesia particolarmente compatta e di grande unità stilistica. Aggiungo che mi pare una poesia del disagio, che attraverso l’espressione di un disagio profondo coglie lo spirito dei tempi e trova il suo essere poesia civile. Mi pare che il montaliano “male di vivere” si possa declinare oggi come disagio.

    Mi piace

  9. anch’io come giorgio vedo, e non solo nel messaggio, qualcosa di montaliano. direi per la lingua ora piana e limpida, ora aspra e complessa. l’insieme è comprensibile, coinvolgente, condivisibile. non vedo ombelichi di poeta all’orizzonte: vedo una desolazione privata e collettiva che dialoga con il lettore, una poesia che non lo lascia da solo, lo chiama a sè. bella e illuminante la recensione. grazie.

    Mi piace

  10. I miei complimenti,intanto, a Gianfranco Fabbri. Scopro titoli di un catalogo prezioso, di qualità. (tra l’altro, sta in una via di Forlì che conosco molto bene!). I miei compliment a Flora (presto ti arriverà qualcosa che sai) per la nota critica molto accurata. Infine, a gianni Nuscis, che non avevo ancora mai avuto il piacere di leggere. Molto convincente, molto dentro le cose della vita e della letteratura. Non posso che associarmi al coro di commenti e notazioni; dissocio solo da quell’accostamento del tuo lavoro a quello di Magrelli. Mi sembrate molto distanti (prendilo pure come un complimento)la tua scrittura non è algida, né esornativa, né araldica.

    Mi piace

  11. Cari Alessandro, Fabrizio, Alessandro, Lucy, Anna, Manuel grazie davvero, anche a voi, per le vostre parole.
    Giovanni

    Mi piace

  12. In un mondo in cui la parola è considerata un semplice vassallo, finalmente la Parola diventa poesia nel pieno senso del termine.

    Giovanna

    Mi piace

  13. Vedo solo adesso i commenti sulla tua silloge, caro Gianni. Ti ringrazio per aver apprezzato il mio contributo, ti ringrazio per tutte le emozioni che mi hai dato e un altro ringraziamento lo dedico a chi ha condiviso le mie parole.
    Fa sempre piacere sentire che altri sono sulla tua stessa lunghezza d’onda.

    Mi piace

  14. Chiedo scusa, ma sarò discorde. Con la recensione di Flora Restivo, innanzitutto. Per quel suo riecheggiare antiche ideologie in chiave ermeneutica, facilmente desumibili dal groviglio concettuale: “strumento demistificatorio inserito in una realtà storica, che inquieta e deforma i concetti e il sentire, inserendo i suoi tentacoli anche nel privato”. Mamma mia: roba da tribunale sovietico. E per l’implicita lettura del reale, visto univocamente in chiave paranoica. Con ingenuità metafisiche del tipo: “prende l’anima di chi legge e ne conquista il nucleo”.
    Posizioni del resto che ben si allineano con G. Fabbri: “IN GIOVANNI C’E’ L’UOMO DI OGGI, DISOSSATO DAI DISVALORI DI UNA SOCIETA’ AL CAPOLINEA”. Chissà, forse il nucleo dell’anima si riduce al disossato.
    E discorde anche col poeta, che disossato non mi sembra e neppure polisemico. Mi sembra piuttosto che il suo tratto distintivo sia quello di rompere il poetico proprio quando è sul punto di formarlo. Come farebbe un bambino col suo giocattolo, che gli viene a noia prima ancora di averne esplorato le potenzialità. Ecco, se c’è un disvalore che accomuna tanto scrivere è proprio il disturbo nella relazione con quel gioco serio che è la letteratura.
    Spero di non avere sbagliato blog. In ogni caso, grazie per l’attenzione.
    Antonio

    Mi piace

  15. Potrei tentare il suicidio, tanto il dolore di questa attenta e intelligente contestazione, mi ha spezzato il cuore! Che vuole fare, mio caro, non tutti possono avere la sua acutezza, il suo spirito veramente e totalmente slegato da qualsivoglia frase fatta, che non sia stata fatta da lei.
    Come si dice, con un’altra invereconda banalità che le farà venire i brividi più della visione de “L’esorcista”, il mondo è bello perchè vario.
    Così ci sono io, c’è Lei, c’è Gianni, ci sono gli altri… (notare bene il Lei, con la maiuscola).
    Mi spiace di spiacerle, ma, mi creda, farò di tutto per sopravvivere.
    Un cortese saluto

    Mi piace

  16. Oh gran bontà de’ cavallieri antiqui!
    Eran rivali, eran di fé diversi,
    e si sentian degli aspri colpi iniqui
    per tutta la persona anco dolersi;
    e pur per selve oscure e calli obliqui
    insieme van senza sospetto aversi.

    da l’Orlando Disossato

    Mi piace

  17. Ho apprezzato la citazione ariostesca.

    Ricambio con un’altra citazione, a sostegno del mio parere che i testi di Giovanni Nuscis stanno benissimo nelle “selve oscure” e nei “calli obliqui” delle lettere: come diceva un tale, non è con il poetico che si fa la poesia.

    Mi piace

  18. Sinceramente, Giorgio, non capisco certe acrobazie: dal Battaglia, poetico è ciò “che concerne, riguarda, è proprio della poesia”. Tra le venti accezioni riportate dal Grande dizionario della lingua italiana, c’è probabilmente quella cui ti riferisci. Ma non è il mio caso. La frase suonerebbe assolutamente identica se letta “rompere la poesia proprio quando è sul punto di formarla”. Non è per amore di polemica che, come puoi facilmente capire, viene subito a noia, soprattutto se nel frattempo la bella Angelica se la svigna. Ma il problema a mio avviso è proprio qui: è possibile che storditi dal disagio e in sintonia, come tu dici, con lo spirito dei tempi, sia possibile avere con la bella, nel caso nostro la poesia, soltanto una specie, quando va bene, di coitus interruptus? E perchè mai lo stesso disagio, pur passando per calli oscure e valli oblique(scusa l’inversione), non si dovrebbe invece esprimere in un rapporto appagato e appagante anche se, come diceva Leopardi, per il misero tempo di pochi istanti?. E sì che disagiato lui lo era, in larghissimo anticipo (v. Severino) sui nostri malesseri comuni. Ecco,se proprio vogliamo discutere, forse è di questo che dovremmo parlare.

    Mi piace

  19. Sinceramente, Giorgio, non capisco certe acrobazie: dal Battaglia, poetico è ciò “che concerne, riguarda, è proprio della poesia”. Tra le venti accezioni riportate dal Grande dizionario della lingua italiana, c’è probabilmente quella cui ti riferisci. Ma non è il mio caso. La frase suonerebbe assolutamente identica se letta “rompere la poesia proprio quando è sul punto di formarla”. Non è per amore di polemica che, come puoi facilmente capire, viene subito a noia, soprattutto se nel frattempo la bella Angelica se la svigna. Ma il problema a mio avviso è proprio qui: è forse inevitabile, storditi dal disagio e in sintonia, come tu dici, con lo spirito dei tempi, avere con la bella, nel caso nostro la poesia, soltanto una specie, quando va bene, di coitus interruptus? E perchè mai lo stesso disagio, pur passando per calli oscure e valli oblique(scusa l’inversione), non si dovrebbe invece esprimere in un rapporto appagato e appagante anche se, come diceva Leopardi, per il misero tempo di pochi istanti? E sì che disagiato lui lo era, in larghissimo anticipo (v. Severino) sui nostri malesseri comuni. Ecco,se proprio vogliamo discutere, forse è di questo che dovremmo parlare.

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.