Su “Rumeni” di Anna Lamberti Bocconi.

9788862220828g

di Viola  Amarelli

E’ un viaggio turbinoso e picaresco quello che ci offre “Rumeni” di Anna Lamberti Bocconi (Stampa Alternativa, 2009) ; un reportage di ladruncoli e becchini, baristi e cameriere che, in una Milano sghemba e amatissima, rispecchiano le ragioni e le passioni dell’io narrante, vero protagonista del romanzo. Se infatti formalmente la struttura ad episodi del libro rinvia alla categoria dei racconti, la voce autoriale, continua e pulsante, delinea un pellegrinaggio laico nel cuore di una realtà *altra* ricchissima e complessa che lungo il tragitto irrompe e modifica l’occhio del reporter.

Fuori di ogni schematismo – come giustamente sottolinea il risvolto di copertina – l’approccio al mondo dei migranti avviene in presa diretta, col solo ricorso a topoi letterari (la mendicante, il mangiatore di fuoco, il “branco” di ragazzi), usati peraltro come grimaldello per scardinare pre-concetti sia razzisti sia buonisti.

La carrellata di figure si sussegue serrata con una scrittura che nell’estrema padronanza sintattica e lessicale, nel ritmo incalzante ha uno dei suoi punti di forza, donando il piacere della lettura. L’alternanza di registri utilizzata da Lamberti-Bocconi è infatti notevole: dal surreal-lirico del circo di periferia (in “Stefan”) al grottesco violento e assassino (“Violeta”), dalla secca registrazione di vite attestate al grado zero (“Lilia”) fino alle vere e proprie epifanie di “Valentina” e di “Cristina”, quest’ultima, sequenza finale del libro, non a caso ambientata a’ rebours in uno scenario di desolata miseria  rumena.

Nella fluvialità della scrittura si affaccia a volte un andamento da sceneggiatura filmica (cfr in “Mario, Gheorghe, Cesar”  il gruppo di ventenni incontrati sul treno) ma si aprono  anche pagine di ampio respiro narrativo, come in “Tiberiu” dove la riesumazione, letterale, del corpo del  nonno a Musocco ci restituisce una Milano in controluce storica e familiare di impatto innegabile. Spicca infatti in “Rumeni” – costituendone il profondo, sotteso, fil rouge – l’autenticità dello sguardo dell’autrice e il suo mettersi  apertamente in gioco  nella ricerca di una umanità che è soprattutto la propria e che  intreccia dolore e affetto, crudeltà e ironia.  In questa capacità probabilmente si riversa l’esperienza poetica di Lamberti-Bocconi che le consente di andare diritta al cuore delle cose con una mira infallibile. Così persino il “ciao” che conclude, spesso bruscamente, quasi tutti gli episodi, vela forse solo il pudore dell’incontro e del reciproco allontanarsi, ma soprattutto segna il “migrare” insito in ognuno dei giorni umani.

* In Nazione Indiana Qui sono apparsi alcuni dei racconti.

Il libro di Anna lamberti Bocconi verrà presentato giovedì 25 giugno alle ore 21.00 nell’ambito della rassegna “I GIOVEDI’ DI TURRO”, al Circolo ARCI Martiri di Turro, Via Rovetta 14, Milano (ultima serata della stagione, ingresso gratuito come sempre, vino fresco per tutti e tanti amici).

23 pensieri su “Su “Rumeni” di Anna Lamberti Bocconi.

  1. grande Anna, felice di leggere questa bella presentazione.
    Oggi ti ho spedito un pacco e dentro ho messo una sorpresa… spero ti porti tutta la fortuna che meriti.
    ti voglio bene. n.

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  2. Complimenti per il libro, gli assaggi sono assai incisivi, nel senso che incidono, su di noi che chiamiamo alcuni altri “i rumeni”.
    In bocca al lupo per questa avventura autoriale, di cuore.
    Roberto

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  3. Ho letto i due racconti su NI e mi sono piaciuti, molto. Non avevo dubbi che saresti riuscita, quando avessi voluto o potuto, a descrivere persone e terre che amo. Oh, passerò per la dedica 😀

    Blackjack.

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  4. Ringrazio gli intervenuti, poi lascio la parola alle dirette interessate : Anna autrice del libro, e Viola che ci ha dato questa bella prefazione.
    Come altri ho letto solo alcuni estratti di “Rumeni” e mi sembra promettano bene. Leggerò quindi il libro con piacere.

    Un saluto

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  5. Un richiamo all’azione da parte di SuperNadia…
    🙂
    Per ora un telegrafico grazie a tutti. Vi segnalo anche (scherzosamente ma non troppo)un video che si potrebbe eleggere a spot ufficiale del libro. A stasera.

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  6. Scusate, quella di Viola Amarelli è una recensione non prefazione come scritto più sopra da me per errore.

    Ringrazio tutti.

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  7. In bocca al lupo, Tigrilla!
    Ancora devo leggere… Passerò all’azione, come giustamente affermi.
    Destinazione Milano-Roma. A quando?
    Baci,
    Nina

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  8. Grazie per gli assaggi su “Nazione Indiana”!E, se il buongiorno si vede dal mattino,mi viene da pensare alla bellezza delle cose più distanti.IO sono troppo distante da Milano,Oggi.
    Ho avuto occasione di incontrare Anna al festival “Licenze poetiche” tenutosi nella mia Macerata:ho scoperto una donna e autrice curiosa,pronta,viva,mai indifferente e,mi si passi il termine,vera e propria “onnivora” delle cose della vita e del mondo.Una sensibilità particolare già vissuta nella sua poetica,oggi la vedo riproporre in queti racconti.
    Ed il bello è che è una vera sensibilità.Presa a nude mani, aperta , scoperta e sofferta in prima linea.
    I più svariati sentimenti dell’umana vita passati soto la lente del chirurgo.
    Non vedo l’ora di comprare il libro..e.. che rabbia le distanze!

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  9. le pagine che ho potuto sbocconcellare su internet sono molto forti, un bel passo. Sarà un piacere leggere il tuo libro.

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  10. Il piacere della lettura è uno dei pregi di “Rumeni”…e m’auguro di condividerlo presto con molti, un abbraccio e un bocca in lupo ad Anna e un grazie a Nadia per l’ospitalità, V.

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  11. Brava Anna,
    la letteratura dell’immigrazione e sull’immigrazione sta diventando un genere, e non dei più esaltanti; ma qui l’emozione è autentica e l’autore gioca benissimo le sue carte (magari come cittadini di questo brutto mondo riuscissimo a giocarcele altrettanto bene).
    Grazie e ciao,
    Roberto

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  12. Auguri di cuore, cara Anna, per il nuovo libro, che spero di leggere al più presto, e un inboccalupo per stasera!
    Giovanni

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  13. Vi aspetto in corpo e/o/a/i/u spirito stasera a Turro.
    Il libro è autentico in sensibilità, e sono molto contenta che questo “arrivi”. Benché piccino è un lavoro ambizioso, e se vi smuove qualcosa, anche soltanto un globulo rosso, vuol dire che non ho lavorato invano. Grazie ancora!

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  14. Ho letto solo i due pezzi su NR. Mi pare si tratti di un libro che rafforza diversi stereotipi (in realtà pregiudizi) sui rumeni: i rumeni sono ladruncoli, baristi, cameriere, becchini. Io sono rumena, vivo a Bucarest e nel passato sono stata diverse volte in Italia in ferie. E da quando ho imparato a parlare l’italiano, frequento diversi forum italiani, dove a volte incontro gente razzista che se non è d’accordo con ciò che scrivo, mi attacca con “quella poveretta dell’Est”.
    Avrei apprezzato molto se nel mio paese ci fosse stata una rivoluzione sociale dopo l’89, se la gente non avesse permesso al capitalismo di trasformarla in ladri, baristi, cameriere o becchini in Italia. E così Anna Lamberti-Bocconi non avrebbe avuto l’occasione di scrivere un libro come “Rumeni”. La classe operaia rumena, precedentemente resa impotente dall’apparato nichilista delle burocrazie comuniste, avrebbe dovuto reagire contro l’attuale sistema. Quando leggo di rumeni “ladri, baristi, cameriere, becchini” in Italia, mi sento triste pensando alla stupidità inerziale dei miei connazionali che hanno permesso che tutto ciò accada. Il capitalismo ha portato tante donne rumene a fare le badanti in Italia. Tante donne sono diventate donne senza niente, che hanno emigrato in Italia, dove di notte si rifugiavano nel “dormitorio Caritas”.

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