Diversa Sintonia – Un’altra esperienza connettivista

Testo di Giovanni Agnoloni
Diversa Sintonia
AA.VV., Diversa sintonia – Fantastic-Zen Stories & Histories , ed. Diversa Sintonia, euro 13,00

Una nuova iniziativa editoriale, quella delle Edizioni Diversa Sintonia di Marco Milani, scrittore e creatore del sito www.domist.net (Progetto Letterario Internazionale), nonché co-fondatore del movimento connettivista (insieme a Giovanni De Matteo e Sandro Battisti), che già intervistammo un anno fa (v. qui), quando EDS era agli albori. Oggi inizia a muovere i primi passi concreti nel mondo editoriale: ricordo che attualmente ha un proprio stand a Roma, al Villa Celimontana Jazz Festival, dov’è presente anche Francesco Verso, un altro esponente di punta del movimento connettivista (v. qui il recente articolo sul suo romanzo Antidoti umani, corredato di video relativi alla presentazione fatta a Firenze).

Due iniziative letterarie di EDS meritano di essere messe in evidenza: si tratta due antologie di racconti, una appena uscita e l’altra in arrivo, curate rispettivamente da Marco Milani e da Sandro Battisti – il creatore di NeXT (v. qui), la rivista connettivista. Sulla seconda torneremo prossimamente, e prendete questo cenno come un’anticipazione: dico solo che sarà una raccolta di racconti naturalmente connettivisti. La prima, invece, è formata da racconti fantastici di ispirazione in senso lato zen, o comunque filosofico-meditativa, e nasce da un concorso indetto l’anno scorso proprio da EDS. Il titolo è Diversa sintonia – Fantastic-Zen Stories & Histories.

L’antologia, realizzata in sinergia con Kaleydos Libri, la libreria online creata e gestita da Alessandro Vitali, è divisa in tre parti: racconti Fantastic Zen, racconti Connectiv Zen e racconti Simply Zen. Insomma, stante che il filo conduttore è lo zen, da intendersi un approccio alla vita fondato sulla consapevolezza e sulla rimozione degli eccessivi ingombri del pensiero razionale, le sfumature sono di tipo fantastico in senso lato, fantascientifico-connettivo e ‘sapienziale’.

Ricordo i contributi alla raccolta. Il vincitore del concorso EDS, Maurizio Landini, col racconto La vite imperdibile, sulle memorie di un uomo-soldato, soggetto a riparazioni che lo rendono non più ‘abile’, ma non per questo incapace di ricordare le sensazioni umane e di desiderare il ritorno al contatto con la vita normale e all’amore – s’intuisce l’ispirazione del grande maestro Philip Dick, unito a uno spirito romantico-nostalgico che è figlio di una visione letteraria tipicamente italiana. Il secondo classificato, Matteo Mancini, con Orrore, a largo di Retirnia, con l’incontro tra un giornalista e un vecchio pescatore toscano, testimone di strani e orrorifici fenomeni, figli dell’immaginario lovecraftiano. Poi, col racconto arrivato terzo, Breve viaggio della bambina samurai di Stefano Pradel, ci spostiamo in un orizzonte di valori e di percezioni tipicamente orientale, con un sogno premonitore dello shogun che ha per protagonista una bambina che dovrà salvare le sorti dell’impero del Sol Levante. E sul tema orientale torna anche un altro contributo, uno dei più belli, per quanto mi riguarda, cioè, Era tardi, di Alex Tonelli, che racconta l’attesa del ritorno dell’amata da parte di un uomo giapponese, vittima di una società massificante e che nega lo spazio e la libertà: una serie di visioni angoscianti raccontata con un minimalismo delicatissimo, che ricorda la migliore Banana Yoshimoto. Ancora sul filone orientaleggiante – ma spostato verso il mondo arabo – Il giardino di Zamalek, di Paola Carrozzo, una riflessione sulla libertà di scelta rispetto ai condizionamenti della mentalità comune. Più figlio di un’impostazione pulp-thrilleristica, con decisi e ben dosati accenti ironici, Crononauta di Paco Sidney Silvestri, mentre l’immaginario robotico (od olografico) ispira I draghi del Non-S di Magda Lovera e In un balenio di luce di Irix di Ranieri Meloni. Ultimo Parsec di Domenico Mastrapasqua ci porta in una dimensione affine ai viaggi iperspaziali di azimoviana memoria, con una gara tra veicoli iperveloci del futuro, a spasso per il cosmo, mentre Senco di Paolo Ferrante evoca un futuro dove l’uomo semplice, figlio della campagna, viene trasferito nella metropoli annichilente del futuro, figlio e vittima (ma ribelle) di una “matrix” che prova a iniettare pensieri e sensazioni nella mente delle persone, a fini commerciali. Un mio breve racconto, Qualcosa, qualcuno, fa incontrare nella periferia fiorentina un uomo solo con una donna che gli rivelerà delle cose sul suo mondo interiore, mentre il tema psicologico ritorna con Stuzzichini, di Rosa Leccese, e profili onirici emergono dal visionario ed ermetico Caffè di Talos Katrikalas.

Per concludere, ricordo Leggende, di Stefano Ratti, ispirato ai racconti popolari imperniati su mostri che popolano i luoghi naturali. Credo che questo componimento suggerisca il tema di fondo, che filtra attraverso tutti i contributi all’antologia, anche quelli proiettati nel futuro più lontano: le tradizioni, la memoria, la nostalgia e il tempo, dimensione eternamente ritornante e, come Einstein ci insegna, combinato con lo spazio in una sostanza curva, alla quale non è possibile sfuggire, ma in cui è comunque insita la radice – e con essa il segreto – della nostra libertà.

5 pensieri su “Diversa Sintonia – Un’altra esperienza connettivista

  1. “combinato con lo spazio in una sostanza curva, alla quale non è possibile sfuggire, ma in cui è comunque insita la radice – e con essa il segreto – della nostra libertà.”

    Molto bella questa citazione del grande Einstein

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  2. Grazie per la bella recensione e per i complimenti.
    Era Tardi è un racconto a cui sono molto affezionato.
    Alla prossima antologia e al prossimo tuo racconto da gustare.
    Ciao
    Alex Logos

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  3. Ciao a tutti, complimenti per l’antologia che e’ stata subito posizionata in bella mostra presso il nostro stand. E un grazie a Giovanni per quanto fatto sinora.
    Dunque dopo la fatica dello scrivere, non vi resta che la faticaccia della promozione… Spargete la voce in giro, mandate gente a trovarci, saremo a Villa Celimontana fino a meta’ settembre. Il tempo certo non manca ma come al suo solito, rema contro. Il 18 presenteremo Mario Gazzola e il suo Rave di Morte edito da Mursia, altra interessante occasione per passare un pomeriggio in Villa.
    Un saluto a tutti,
    Francesco

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