A Pirra

di Quinto Orazio Flacco

Tra le più conosciute delle Odi di Orazio, quella dedicata a Pirra (Lib. I, 5). Pirra me la immagino un po’ come Charlize Theron. Pirra è una delle creature che hanno fatto sognare, e terrorizzato, schiere di impacciati liceali, una donna sensuale, voluttuosa, non una fatalona. È capace di trasporti infantili e capricciosisimi e micidiali rifiuti. Questo tocca corde anche extra-testuali, se vogliamo… il tema della donna infedele… ouch! un’esperienza difficilmente evitabile, se si vive almeno un po’ (la cosa vale anche in senso figurato). Orazio canta gesti di fulminante erotismo: il riannodare della chioma (evidentemente dopo essere stata sciolta), l’unica azione compiuta da Pirra, forse solo immaginata, vale mille immagini.
La forza di questa lirica sta per me nel trattamento dei temi relativi agli elementi. Terra, acqua, aria: gli elementi sono infidi: il corpo della donna è figurativamente l’omphalos dell’orbe. Il potere della donna è quello della natura: la grotta, la tempesta di mare, venti neri e arie traditrici. Ogni verso abbonda di dispositivi retorici. Colpisce l’espressione aspera nigris aequora ventis, quattro parole per descrivere in ogni senso senso la bufera, col forte valore metonimico di nigris e l’indeterminatezza di aspera riferita alla distesa d’acque. Me ne ricordo ogni volta che metto piede su qualcosa di galleggiante. E ogni volta che leggo cose del genere.
L’ultima stanza allude alla consueta offerta votiva dei marinai antichi scampati al naufragio.

Ad Pyrrham

Quis multa gracilis te puer in rosa
perfusus liquidis urget odoribus
grato, Pyrrha, sub antro?
cui flavam religas comam

simplex munditiis? heu quotiens fidem
mutatosque deos flebit et aspera
nigris aequora ventis
emirabitur insolens

qui nunc te fruitur credulus aurea,
qui semper vacuam, semper amabilem
sperat, nescius aurae
fallacis. miseri, quibus

intemptata nites. me tabula sacer
votiva paries indicat uvida
suspendisse potenti
vestimenta maris deo.

(traduzione andante e pedestre, manco ci provo a versificare)

A Pirra

Chi è il giovane che ti avvince tenero
in un letto di rose, profumato di liquide fragranze,
nell’ombra, Pirra, di una fresca caverna?
Per chi riannodi i capelli biondi,

sobria misura della tua eleganza? Ah, quante volte
la fedeltà tradita piangerà, e le sorti traditrici, e
si meraviglierà inesperto
della tempesta di neri venti sul mare

chi ora ingenuo gode di te, bellezza dorata,
chi ti sogna sempre devota, sempre amabile,
non avvezzo alle arie
malfide. Sventurati quelli

ai quali come acque mai solcate risplendi. Quanto a me, il muro consacrato
con l’immagine votiva mostra che
ho offerto le mie vesti di naufrago
al dio signore del mare.

13 pensieri su “A Pirra

  1. c’è di meglio della Theron e di più misterioso… ti trovo un po’ abbocato nel desiderio, caro Plevano!:-)

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  2. Cari amici,
    testi come questo suonano stranamente attuali, cioè sono apprezzati anche a prescindere dalle mediazioni culturali necessarie per affrontare qualcosa scritto duemila anni fa.
    La forma moderna del sentimento, l’immaginario se vogliamo, anche nei suoi aspetti apparentemente più lontani dalla letteratura, nasce, credo, nell’intreccio e nella sedimentazione degli archetipi letterari dell’eros (l’elegia greca, Catullo e i latini, Ovidio soprattutto, la lirica cortese, il romanzo cavalleresco, lo stil nuovo).
    Poi, Lucy ha ragione, qui sempre casca l’asino… pardon, l’homme (e dài, è estate,
    Che ha dato il suo profumo ad ogni fiore
    L’estate che ha creato il nostro amore
    Per farmi poi morire di dolore
    )
    (bella la versione di Capossela)

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  3. La Teron non è niente male. Probabilmente l’immaginazione di Roberto si è collegata con la réclame del profumo J’Adore, dove lei ha la pelle d’oro. Ai tempi di Orazio non c’era il cinema coi suoi trucchi, così lui ha dipinto la bella donna d’oro con le parole e non a scopo pubblicitario, ma l’idea estetica è sempre quella.
    Ho saputo che Charlize ai tempi in cui non era famosa e sbarcava il lunario come modella, viveva qui a Milano. Peccato non averla incontrata! Pare che sia anche simpatica e intelligente. J’adore!

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  4. anche a me piace tanto la charlize. anche a mio marito, che quando la vede dice solo – giuro! -: cara! perché è così bella e al di là che forse suscita sentimenti di…*tenerezza*…non mi fate parlare! :DDD
    la semplicità del maschio è grande sotto il sole. ribadisco: quanto bello è che gli uomini mostrino questa dolcissima attrazione per le donne? senza, la vita sarebbe niente. anzi: il genere umano sarebbe finito da un pezzo (rilancio con lucrezio, epicureo come orazio, ma che bella consonanza).

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  5. “ribadisco: quanto bello è che gli uomini mostrino questa dolcissima attrazione per le donne? senza, la vita sarebbe niente. anzi: il genere umano sarebbe finito da un pezzo (rilancio con lucrezio, epicureo come orazio, ma che bella consonanza).”
    Grazie Lucy, con quel “dolcissima” mi hai fatto sentire un tantinello meno fesso.
    Riusciste solo ad approfittarne un tantinello di meno!
    (Sì, quest’intervento è scritto apposta per farmi dare del maschilista misogino, come sovente vengono detti i vecchi poeti di cui trattasi, e per farmi quindi sentire in buona compagnia.)
    Ciao,
    Roberto

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  6. roberto rt, faccio parte dell’esigua -ahimé- minoranza di donne che non se ne approfittano. che gli uomini siano generalmente senza troppe sfumature e perciò molto semplici è solo una constatazione, per quanto mi riguarda, mai sfruttata a mio favore. nutro una grande ammirazione per l’incanto che gli uomini sanno esprimere nei confronti delle donne, per quella loro resa “buona” alle bellezze e stranezze del mio sesso. un uomo arreso alla complessità della donna, che fa la sua parte maschile – e scusate se è poco – è assolutamente affascinante. con tante brutte notizie che riguardano i rapporti tra i sessi, parlare con serietà leggera di questa cosa così prossima, così quotidiana, così viva è molto consolante.
    (a venezia ha appena finito di imperversare “erotica”, kermesse del sesso e della pornografia, credo: non sono ben informata perché queste cose mi annojano, ma leggiucchiando sui giornali locali mi risulta che si facessero provini per aspiranti pornostar, tra le altre amenità. incasso: 15.000 presenze x 25 euro cad. ottenere spazi per altre attività culturali è un’impresa. questa forse il sindaco fisolofo ha pensato che era quanto meno CUL(t) )

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  7. Cara Lucy,
    mi pareva che Cacciari avesse vietato questa manifestazione a venezia, ma evidentemente ho capito male.
    A Torino invece si è tenuta senza ostacoli e, leggo, con grande successo, la mia città è all’avanguardia anche su questo.
    Grazie per le tue confortanti parole, ciao,
    Roberto

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