Titubare

Dalla rubrica di lingua del Corriere della Sera in rete:

Il dubbio mi attanaglia e io…titubo

Innanzitutto mi complimento per la formula fresca ed intelligente con la quale si propone di sciogliere i nostri dubbi lessicali e, proprio a questo proposito, mi rivolgo a Lei per dissiparne uno che mi sta attanagliando da che è cominciata la nuova pubblicità del gestore telefonico 3. Le spiacerebbe confermarmi se le prime tre persone singolari del tempo presente del verbo titubàre sono accentate sulla prima sillaba (tìtubo) o, come ritengo più corretto visto che nel passaggio dall’infinito all’indicativo perde una sillaba, l’accento venga spostato verso la penultima e quindi si dica titùbo?

La ringrazio anticipatamente

Sergio

(risposta)

De Rienzo Lunedì, 13 Luglio 2009

Il verbo ha una coniugazione regolare: le forme del presente sono dunque piane, con accento sulla penultima sillaba.

————-

Cortese Professore, mi duole contraddirla. Le forme del presente sono sdrucciole, con l’accento, quindi, sulla “i”, come riporta anche il Dizionario di ortografia e di pronunzia della Rai:

http://www.dizionario.rai.it/poplemma.aspx?lid=6755&r=98195

E come si legge in quasi tutti i vocabolari.

8 pensieri su “Titubare

  1. Tìtubo mi pare orrendo, ma soprattutto titubare è un verbo regolare, perciò non ha senso pronunciare “io tìtubo, tu tìtubi, egli tìtuba”. P. S.: la pronuncia non è indicata né sul De Mauro, né sul Garzanti, né sul Devoto-Oli, né sul Dizionario dello Stile Perfetto del Gabrielli. Credo che se il verbo fosse irregolare sarebbe ststo indicato.

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  2. Gentile Maria Vittoria,
    se lei avesse cliccato sul collegamento da me indicato avrebbe visto e sentito la pronuncia corretta: títubo. Vuole mettere in dubbio ciò che “prescrive” il Dizionario di Ortografia e di Pronunzia della Rai, redatto da insigni linguisti?

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  3. Gentile Lucy, se seguiamo il gusto personale non arriviamo davvero a nulla: per qualcuno infatti la parola “incàvo” diventa “ìncavo”; la parola “regìme” diventa “règime”; e via discorrendo. A Napoli, inoltre, in tutti i bar la “spremuta” si è trasformata in “premuta” (forse perché “spremuta” è troppo volgare!).
    Sulla risibilità del verbo titubare mi sembra che tra tìtubo e titùbo non vi sia poi questa grandissima differenza.
    Resto anch’io dell’avviso che, pur autorevole, il Dizionario di Ortografia e Pronuncia della Rai sia solo “un” dizionario.
    Quindi?
    Ai posteri l’ardua sentenza!

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  4. Perché vi fa inorridire “io tìtubo”? A me non dispiace. Mentre “io titùbo” mi fa venire in mente qualcosa come “ti faccio il tubo”. Sono tutte abitudini dell’orecchio: meglio attenersi alle regole. Tanto comunque la prima persona presente singolare di questo verbo non si usa quasi mai!
    Gent.mo Prof. Raso, cosa mi dice invece dell’uso che sta invalendo (?) nello scritto, di mettere “i pneumatici” invece che “gli pneumatici”? A me pare orrendo, e mi rovina la lettura.

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  5. Concordo con lei, gentile Lamberti-Bocconi, i pneumatici mi fanno inorridire. Purtroppo non c’è nulla da fare. In proposito ci sono due scuole di pensiero: una rigida e attenta alla regola, l’altra, “permissiva”, appoggia l’uso ‘errato’.

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  6. Non ho capito perché portano avanti questo obbrobrio con i poveri pnemutici (chiamiamole allora “gomme”!), e non con “i psicologi”. O arriveremo anche a questo?

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