Lo sguardo di Antigone

Antigone_Papas

di Anna Maria Curci

Spesso in meriggi pallidi e furenti

assisto muta a sagre di officianti

e colgo prede magre trasudanti

di vaghi vuoti dileggianti commenti.

E volgo altrove lo sguardo che si pente

all’acqua al fango e persino al cielo,

non a squarciar, ma a sollevare il velo

per un istante effimero e insistente.

Mai come in questi giorni, per ragioni pubbliche e private, le parole di Cristina Campo, al secolo Vittoria Guerrini, svelano il loro sguardo profetico, forte della lucida visionarietà così come della pazienza dell’inattuale. A leggere carta stampata, titoli a scorrimento sui notiziari televisivi che riportano dichiarazioni semiufficialperentorie in attesa di smentite, pigolii polverosi di stelle del blog, invettive incontinenti nei post-commenti, scatta immediatamente l’associazione con il significato del detto tedesco Papier ist geduldig, ovvero “Se ne scrivono tante!”, “Si possono scrivere impunemente le più grandi sciocchezze”. Il linguaggio metaforico, tuttavia, stuzzica la mente e mi suggerisce una lettura apocrifa del modo di dire. Nel caso degli scritti di Cristina Campo, la carta è paziente, sa attendere chi ne vuol cogliere, anche a distanza di tempo, il canto pacato e fermo, mai urlato, lo sguardo attento, il rigoroso esercizio della mediazione.

“Nei vecchi libri è dato spesso all’uomo giusto il celeste nome di mediatore. Mediatore fra l’uomo e il dio, fra l’uomo e l’altro uomo, fra l’uomo e le regole segrete della natura. Al giusto, e solo al giusto, si concedeva l’ufficio di mediatore, perché nessun vincolo immaginario, passionale, poteva costringere o deformare in lui la facoltà di lettura. [….]

Che cos’è dunque mediazione se non una facoltà del tutto libera di attenzione? Contro di essa agisce quella che noi, del tutto impropriamente, chiamiamo la passione, ossia l’immaginazione febbrile, l’illusione fantastica.

Si potrebbe dire a questo punto che giustizia e immaginazione sono termini antitetici. L’immaginazione passionale, che è una delle forme più incontrollabili dell’opinione – questo sogno in cui tutti ci muoviamo – non può servire in realtà che a una giustizia immaginaria. È questa, per esempio, la differenza essenziale fra la giustizia passionale di Elettra e la giustizia spirituale di Antigone. L’una immagina di poter avanzare colpa per colpa, spostando il peso della forza dall’uno all’altro anello di una catena infrangibile. L’altra si muove in un regno dove la legge di necessità non ha più corso.

Al giusto, infatti, contrariamente a quanto di solito si richiede da lui, non occorre immaginazione ma attenzione. Noi chiediamo al giudice una cosa giusta chiamandola col nome sbagliato quando sollecitiamo da lui “dell’immaginazione”. Che cosa mai sarebbe in questo caso l’immaginazione del giudice se non arbitrio inevitabile, violenza alla realtà delle cose? Giustizia è un’attenzione fervente, del tutto non violenta, ugualmente distante dall’apparenza e dal mito.

“Giustizia, occhio d’oro, guarda”. Immagine di perfetta immobilità, perfettamente attenta.

Poesia è anch’essa attenzione, cioè lettura su molteplici piani della realtà intorno a noi, che è verità in figure. E il poeta, che scioglie e ricompone quelle figure, è anch’egli un mediatore: tra l’uomo e il dio, tra l’uomo e l’altro uomo, tra l’uomo e le regole della natura”. (Attenzione e poesia, in: Cristina Campo, Gli imperdonabili, Adelphi, Milano1987, 165-166; il saggio apparve per la prima volta nel numero di gennaio-febbraio 1961 de “L’approdo letterario”, VII, 13, pp. 58 sgg.

3 pensieri su “Lo sguardo di Antigone

  1. difficile commentare la grandezza di Cristina, io l’avrei messa nella categoria “i grandi*, per dire. Grazie Fabry.

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  2. grazie per gli spunti di riflessione; concordo che mai come oggi, in un mondo che non solo non ascolta, ma neppure parla, preferendo urlare, la mediazione va riscoperta nel suo significato originario,privo delle connotazioni negative che ha spesso assunto (“intromissione dietro compenso”, recita tra gli altri significati il dizionario: non fa pensare?).
    buone vacanze!
    Linda

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