PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 121

In uno dei soliti sogni mi trovo insieme a decine di altri, in un grande spazio chiuso, salone o ascensore che sia; stiamo tutti in piedi, quasi pigiati l’uno contro l’altro. Per colmo di sventura, proprio a me è toccato avere di fronte un tizio poco raccomandabile: testa piccola e rasata sul corpo muscoloso, tatuaggi e piercing, aria da duro. Cerco come posso di mettere qualche distanza tra me e costui, ma questi si fa sotto, preme la sua fronte contro la mia e comincia a parlare,

con cantilenante voce da bambino dice qualcosa a proposito della scena dipinta sul soffitto.
Perché mai, fra tanti, solo lui aveva alzato lo sguardo?
Sul soffitto si trova l’affresco mezzo cancellato ma ancora leggibile di un Dio Padre con in grembo un cane, un gatto e un uccellino. Dio Padre guarda verso di noi e non sembra contento.
Allora, non sapendo fare altro, spiego la scena al tizio che ascolta incantato, mentre gli altri all’intorno mi scrutano perplessi.
Ho ancora paura? Certo: di me stesso e degli altri cosiddetti normali.

7 pensieri su “PROVOCAZIONE IN FORMA D’APOLOGO 121

  1. *Allora, non sapendo fare altro, spiego la scena al tizio che ascolta incantato*.

    Il fatto che segue/esegue l’essere: in ascolto – dell’altro. Per quanto *poco raccomandabile* sembri. Chi si ferma all’aspetto, si ferma punto. Non alza lo sguardo e gira su se stesso: meglio un piercing all’ombelico che fare del proprio ombelico il proprio perno.

    Grazie Roberto,
    a nome di tutti i *poco raccomandabili*!

    "Mi piace"

  2. La propria normalità che fa paura.
    Questo è molto interessante. Ed è così molto spesso.
    Grazie .

    Un saluto

    "Mi piace"

  3. Cara Chiara,
    ah no!
    ” meglio un piercing all’ombelico che fare del proprio ombelico il proprio perno”.
    Diffidare sempre di chi, non facendo del proprio ombelico il proprio perno, finisce per girare intorno all’ombelico altrui!
    O comunque: occorre aver molto girato intorno al proprio ombelico, per poter saviamente farsi perno dell’ombelico altrui.
    Un saluto e molte fraterne raccomandazioni,
    Roberto

    "Mi piace"

  4. la premessa è stare in un sogno. Poi tutto il resto che ne segue è ancora sogno, un altro o lo stesso, vivi o svegli o addormentati, mai normali, comunque o nella norma di qualcosa che è oltre, come lo è la parola, qualunque-
    e se non ci fossero sogni? Solo un pozzo buio:la notte, il corpo, la vita,la parola? Sarebbe norma?
    Pro-vocazione cosa potremmo tra(t)tenerci?f.

    "Mi piace"

  5. Cara Nadia,
    “La propria normalità che fa paura.” Sì, è così, anzi quasi.
    In realtà qui c’è una piccola trappola.
    In “di me stesso e degli altri cosiddetti normali”, dopo “altri” andrebbe inserita una sospensione, ma così breve da valere meno di una virgola: in modo da creare una (costituzionalmente precaria)zona franca fra le peraltro infinite forme di normalità e di anormalità.
    Grazie e un caro saluto,
    Roberto

    "Mi piace"

  6. Cara f(ernirosso),
    condivido il tuo approccio, soprattutto nella parte in cui svela il segreto di Pulcinella della contiguità fra vocazione e provocazione.
    Grazie e un saluto,
    Roberto

    "Mi piace"

  7. Grazie Roberto!

    Che l’Onfalo, l’Umbilicus – sul quale si deve arrotolare la Charta Papiri, non ho ancora capito esattamente quale sia, quale sia giusto che sia… Nel dubbio, lascio le mie personalità multiple con un costume intero;)

    Bacissimi

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.