Rabat

rabat

di Viola Amarelli

Pura follia, il molo ch’era inverno, i pescherecci fermi per le onde, Yossouf che fingeva di abbracciarmi ma come attrice ero più brava io, così quando sentii sotto il giaccone il caldo che saliva, basso in alto, riuscii a buttargli lo zaino nella risacca, schiuma ruggente su inneschi e candelotti. Non l’ho più visto ma m’hanno detto, almeno so, Allah Akbar, che è vivo.

Mi mancano gli aranci dell’Atlante, l’odore della neve, gli intagli delle travi su in montagna, l’acqua alle gole e nei canali. Cucino ceci, strofino una teiera, cose da poco, scivola il tempo, manciata sul granito. Mi manca mio nipote, la sua risata: l’ultima volta aveva rughe in fronte e la disperazione desolata.

Poiché non si dà pace nel cerchio dei nemici, tra la miseria nera e i corpo dei fratelli dilaniati. Vorrebbero comprarci, la fede con l’onore, quello che conta sempre, più della stessa vita. Per quanto fiato abbia combatterò, spada contro spada, come i padri dei padri dei miei padri, restassi solo. Anche qui ora, server contro computer, terra straniera. Le donne non capiscono, molli di cuore.

4 pensieri su “Rabat

  1. *ma come attrice ero più brava io*

    E grazie Viola, ogni tuo scritto/detto è un (f)Atto Grande.

    *spada contro spada* – sei lo scudo di Luce che. Amelia sempre ti riporta: *io ero decisa a combattere*

    Nell’abbraccio

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.