Il cielo coperto dal tendone

da qui

E’ una sensazione insuperabile: voli da un estremo all’altro senza nessuna protezione, con gli occhi chiusi, perché conosci esattamente il punto in cui ti trovi. Avverti il silenzio sospeso, gli sguardi fissi su di te, lo spasmo dell’attesa, il desiderio di spingere le mani con la mente, le tue mani che cercano l’altro, in una stretta che significa la vita. Non ricordo perché e in che modo ho cominciato: forse per semplice abitudine, avendo visto i fratelli, i genitori; ma c’è un altro motivo, che preme dentro, e suggerisce che restare con i piedi per terra non è per te, sei fatta per il cielo coperto dal tendone, per un sogno che rischia ogni momento di trasformarsi in dramma. Ma la vita, forse, non è questo? Non è questo l’amore? Lasciarsi andare all’abbraccio che potrebbe ingannarti, tradirti, volare su un trapezio ancora più infido e malsicuro, cadere nel vuoto e scoprire che i polsi dell’altro non sono così fermi, anzi, sembrano sottrarsi alla tua presa fiduciosa, e tu, che hai sempre identificato la vita con il volo, in un istante cerchi di capire se è la sera senza rete, se questo è il tuo ultimo abbandono, o se, per una felice coincidenza, l’unico errore della tua giovane esistenza possa essere accolto da una trama robusta di corde mai apprezzate come ora che, aprendo gli occhi, ti accorgi di aver mancato la presa decisiva nella sera sbagliata e hai appena il tempo di sentire l’urlo del bambino che piange, perché il suo angelo precipita dal cielo coperto dal tendone e abbraccia la terra, piena d’inganni e tradimenti, di un silenzio che adesso è solo il tuo.

10 pensieri su “Il cielo coperto dal tendone

  1. E’ un tema comune e inesauribile, Fabrizio, anche perché è uno di quelli che meglio esprimono l’essenza della nostra vita.
    Un abbraccio,
    Roberto

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  2. Caro Fabry,
    grazie per questo scritto che mi ha richiamato alla memoria Mariòn, la trapezzista vestita da angelo nel film “Il cielo sopra Berlino”.
    Volare è un atto di fede, come il credere.
    Buon volo, Fabry, e non sentirti mai solo, perché sei su ali d’aquila!
    Da parte mia, ti incoraggio svolazzandoti intorno, da piccolo uccellino quale sono 😉
    cip,cip
    Titti

    P.S.
    Oggi è San Lorenzo, ma dicono che le stelle cadenti saranno maggiormente visibili nella notte fra 11 e 12 agosto: non scordarti di guardare in alto, su nel cielo, ed esprimere i tuoi desideri più profondi.

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  3. ciao Titti,
    finalmente ti trovo. comunque se non vedete stelle potrei sempre improvvisare uno show in cui mi lancio senza paracadute non sarà la stessa cosa però potrete gridare: senti che botto!!

    prima di ritrovare Titti però volevo scrivere questo:
    per andare avanti ogni giorno ci vuole pane e coraggio.
    siamo emigranti da un amore che non ci vuole e immigrati di una vita che non ci aspetta, naufraghi su un’isola che non c’è, forse

    vi abbraccio tutti
    stella

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