La contentezza non è mai quando possediamo qualcosa – La lezione di Jiddu Krishnamurti.

jiddu
Non si finirà mai di meravigliarsi del dono di saggezza e di spirito contenuti nell’avventura umana di Jiddu Krishnamurti, una delle più grandi anime che hanno attraversato il Novecento.

Il pensiero di Krishnamurti è sempre una risorsa, specialmente in questi tempi di grande confusione, di spaesamento totale, di perdita di riferimenti. Krishnamurti insisteva molto su questo, nei suoi scritti, nei celebri incontri con le moltitudini che venivano a trovarlo, nelle sue scuole, in Svizzera, in Inghilterra, a Brockwood Park, a Ojai, in California.

Ecco che cosa disse una volta:

” La contentezza non è mai il risultato della soddisfazione, del conseguimento, o del possesso delle cose.
Il movimento creativo del reale, è spiegherà più avanti il Maestro, nient’altro che l’amore. La compassione. Nulla di più lontano dal significato banale che attribuiamo solitamente a questi due termini.

La contentezza giunge con la pienezza di “ciò che è”, non nel mutamento di questo. Ciò che è pieno,non ha bisogno di mutamento, di cambiamento.

E’ l’incompleto che in cerca di farsi completo che prova l’agitazione della scontentezza e del cambiamento.

La mente è come una macchina che lavora giorno e notte, facendo baccano, eternamente attiva, addormentata o sveglia che sia. E’ veloce e incessante come il mare.

Un’altra parte di questo e intricato meccanismo cerca di controllare l’intero movimento e, in tal modo, comincia il conflitto tra desideri, stimoli contrapposti.

Ma: c’è attenzione, quando la mente è occupata ?

E’ solo la mente non occupata che può fare attenzione. E’ solo quando colui che sperimenta si è acquietato che la mente è calma. E allora c’è il movimento creativo del reale. ”

Amore, compassione è quando la mente smette di turbinare, di essere in tempesta. E osservatore e osservato sono una distinzione che non esiste più. E l’essere umano si avvicina e raggiunge finalmente il suo centro,
dentro il quale esistono immense grandezze
.

24 pensieri su “La contentezza non è mai quando possediamo qualcosa – La lezione di Jiddu Krishnamurti.

  1. E’ stupefacente osservare come, a fronte di cotanta saggezza, la maggioranza delle persone pensi esattamente il contrario. E si realizzi nel contrario. O combatta col coltello fra i denti fino alla fine per riuscirvi. Non sara’ mica che i Krishnamurti e i gesucristi raccontano frottole?

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  2. – Ma: c’è attenzione, quando la mente è occupata ? –

    L’attenzione può derivare solo da un momento di raccoglimento, quindi è vero che necessita una quiete…
    per raggiungere il movimento creativo del reale.
    Ora la mia domanda è:
    il reale che vediamo o il reale che proiettiamo?

    Grazie per l’interessantissimo spunto di riflessione.

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  3. Grazie di cuore Fabrizio Falconi per questa foto e queste parole.
    “La nozione del nulla genera la pietà” (Vita di Milarepa)

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  4. Un maestro vero, con quel tocco personalissimo che ogni maestro autentico ha.

    La cosa bella che osservavo è che stanno ristampando alcuni suoi libri.

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  5. Krishnamurti è una lettura che può dare un colpo potente alla vita (a me l’ha fatto! E non ne sapevo niente, e il libro l’avevo comprato solo per il flash del titolo: “Libertà dal conosciuto”). Il brano riportato rende poco, come tutti i pezzi avulsi dal contesto: però vedo che piace, e tanto basti. Io poi dopo quell’indimenticabile incontro ho comprato altri libri, ma non mi dicevano più granché, perché tanto la mia illuminazione l’avevo già ricevuta. Se poi “Libertà dal conosciuto” è esaurito, è anche un po’ colpa mia, perché l’ho regalato con entusiasmo giovanile a tutte le persone a cui tenevo…

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  6. Nadia: i libri di K. per fortuna in Italia continuano a ristamparli in continuazione.

    Lambertibocconi: invece a me il libro che ha cambiato la vita è stato “Verità e Realtà”, ediz. Ubaldini. Dopo quello ho letto praticamente tutto quello che è stato pubblicato in Italia, e consiglio caldamente soprattutto la biografia di K., ” La vita e la morte di Krishnamurti”, scritta da Mary Lutyens, e pubblicata sempre da Ubaldini. Un libro straordinario.
    Poi non sono d’accordo che un brano isolato “non renda”. E’ vero che K. NON è un pensatore “di aforismi”, e che il suo pensiero è molto complesso.
    Ma anche da una semplice citazione si ricava e si può ricavare molto.

    Mauro Baldrati: sì è vero. Henry Miller, ma anche tanti altri, come ad esempio il grande Aldous Huxley, che lo ha conosciuto personalmente.

    F.

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  7. cara anna
    io ne ho due copie di “libertà dal conosciuto” che in verità non sono mie ma di una mia amica persa in quelle cose niueggg 🙂
    lei però non l’ha mai letto e non si è mai ricordata di rivendicarne la restituzione ed io mi sono sempre ben guardata dal ricordarglielo 🙂
    non se è stato lui, iddu, molti anni fa, ad “illuminarmi” 🙂 di certo è stato un incontro importante.
    molti baci e ben tornata! 🙂
    la funambola

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  8. Io sono sempre più perplesso a fronte di tanto entusiasmo. Krishnamurti fu “adottato” e sponsorizzato da Annie Wood (ispiratrice del Fabian socialism e dei sistemi di controllo delle nascite, tanto per riportare le prime due cose che mi vengono in mente), fu uno maggiori rappresentanti teosofici del XX secolo ed era considerato l’erede di Madame Blavatsky (e per vie traverse anche di Alice Baley, anche se le due, almeno apparentemente avevano litigato e la Baley si era ‘sganciata’ dalle teorie teosofiche tradizionali). I prodotti principali del lavoro di queste due signore sono stati:
    1) la rianimazione dell’esoterismo moderno, prevalentemente ad uso massonico
    2) l’aver foraggiato la nascita e la crescita di un personaggio come Alister Crowley che prese spunto dal lavoro della Blavatsky, rivisto dalla Baley.
    Krishnamurti ci ha invece lasciato, oltre a deliziosi libri, la New Age: quella “roba” che sta rincoglionendo milioni di persone. Lui è, giustamente, considerato il padre spirituale del movimento New Age.

    Mi pare un elenco di nomi e fatti che richiederebbe molta prudenza prima di spellarsi le mani. Personalmente mi bastano le religioni che abbiamo e dubito sempre, pesantemente, di chi vuole inventarne altre. Scavi e, alla fine, dietro montagne di buonissime intenzioni, trovi solo denaro e interessi personali.

    Blackjack.

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  9. Personalmente di quel che basta a Lei penso non interessi molto, anche perchè Ella è della *filosofia* di “godersela” tutta-); tra parentesi quando legge Wikipdia se la legga tutta..così saprà che l’interessato abbandonò ben presto il teosofimo e non si curò mai dei soldi, cosa quest’ultima che Lei ovviamente non capisce né Le riesce

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  10. mi scuso del nick sopra, traccia di un forum d’arte dove sono presente…-) Aggiungo comunque che per quanto possa sembrare, capisco, strano,Krishnamurti non ha mai inteso fondare alcuna religione e avrebbe giustamente scrollato da capo a piedi tutti i fans di cristalloterapie, fiori di Bach, ecc.

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  11. Li ha mandati tutti a quel paese quando volevano proclamarlo nuovo messia.
    Zero proclama di religioni da parte di Krishnamurti. Ma dove?
    E la new age l’ha fondata il capitalismo alternativo, se proprio vogliamo trovarle un padre…

    ps: E comunque la Blavatskij non era male… se non altro perché dava scandalo col suo solo sguardo, che ancor oggi dopo quasi un secolo buca l’obiettivo. E col suo corpo sgraziato e la sua ribellione continua. E con tutti i suoi deliri e la sua ricerca di invenzione. La maggior parte dei senzapalle culturali di oggi non reggerebbero una sua risata.

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  12. Sono d’accordo LB sulla Blavatskij. E’ un personaggio che meriterebbe di essere approfondito, al contrario del suo sodale Leadbeater, sul quale ho molte più perplessità.

    F.

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  13. Viola Amarelli: se la tua intenzione era quella di essere offensiva, ci sei riuscita. Ho riportato semplicemente alcune informazioni ed espresso la mia personale perplessità sulla santificazione di personaggi come Krishnamurti. Nessuna pretesa, da parte mia, di avere la verità in tasca e di volerla imporre, ma non sopporto di essere trattato a pesci in faccia da chiunque. Non lo accetto e un simile comportamento è sintomo di una maleducazione profonda, è un segno chiaro che chi ti sta, fintamente, rispondendo, ti considera una caccola e ha come unico obiettivo quello di sminuirti e non di rispondere. Senza avere il coraggio di dirlo chiaramente.
    Ora, io so benissimo di essere ignorante e di conoscere molto poco e non mi offende se qualcuno me lo ricorda, mi offende quando, a farlo, sono la superbia e l’arroganza: madri dell’ignoranza più becera.

    Blackjack.

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  14. Mi spiace si sia sentito offeso, non era mia intenzione, glielo assicuro; nè mi sento offesa dalla ” superbia e l’arroganza”, essendo ahimè altri i miei difetti. La saluto, V.

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  15. Ho capito. Le racconterò una storia.
    Un giorno, da piccolo, ero su un tetto che contavo le tegole
    “EJ, guarda che è pericoloso ragazzo!”, così mi rimproverò un eminentissimo Signore
    “OH, non si preoccupi eminentissimo Signore, conosco queste tegole una ad una, la ringrazio comunque del consiglio.” risposi.
    Si apprestava ad andarsene, quando arrivò un Cavaliere accompagnato da una Guardia. “Lahogeb” disse il Cavaliere rivolto alla Guardia. “Lock” rispose la Guardia. “Sarap” replicò il Cavaliere inginocchiandosi.
    Pensai fossero pazzi. Cose dell’altro secolo, pensai. Completai la conta delle tegole, un semplice gioco matematico da ragazzo, e scesi in casa, dall’abbaino, per continuare la lettura; mi ero giusto accomodato quando bussarono alla porta. Sette colpi ritmati: tata tatata tatatata.
    Fu il ritmo più perfetto che mi fosse mai capitato di sentire. Nessuna distonia, nessun errore nelle pause, fra un colpo e l’altro, la stessa intensità e lo stesso identico tono. Perfetti.
    Nulla a che vedere con il tamburino della banda del paese, 19 valenti suonatori fra ragazzi e uomini più o meno giovani. Lui, il tamburino, si impegnava a fondo, ma i 12 colpi d’apertura dei loro concerti in piazza contenevano, sempre, almeno un errore.
    Non basta l’impegno, pensai, ed andai ad aprire.
    Era l’eminentissimo Signore, accompagnato dal Cavaliere e dalla Guardia.
    “E’ ben protetta la tua casa, ragazzo”, disse l’eminentissimo Signore, sbirciando dalla porta socchiusa. Pensavo volesse entrare, ma si limitò ad osservare, battè altri sette colpi ritmati sulla porta tata tata tata ta, si inchinò e se ne andò; seguito a breve distanza dal Cavaliere e dalla Guardia che parlottavano fra di loro.

    Blackjack.

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  16. Rimango stupito da tanto entusiamo per krishnamurti da commentatori che considero capaci di vaglio critico. Ma, come, nella messe di Maestri proprio su Krishnamurti cadono le attenzioni?

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  17. è evidente che si è trattato di un gioco di azzardo….il signore non ha mai letto niente di Krishnamurti. Non si deve offendere, è solo una constatazione. Se riconosce questo semplice “fatto”, lei è gia sulla buona via per comprendere chi fosse K. anche lui assolutamente stufo di nuovi santi, nuove divinità, nuovi guru, come afferma lei.Auguri

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