Tracce

da qui

Non perderò niente di quello che mi hai dato. Mi guardo intorno: nessuno può prendere il tuo posto. Ho vicino persone straordinarie, ma c’è una presenza che ricorda la Presenza. Mi confidasti un’immagine, una volta: il coperchio su una pentola e tu che domandavi: posso toglierlo? E’ stato così, nella mia vita. L’andirivieni sulla nostra via, la sigaretta, la birra alla Nuova capricciosa, i colloqui al Palazzo della Civiltà e del Lavoro: frammenti di una verità che ho accolto a poco a poco. La paura dell’essere umano è quella di perdere l’essenza, ciò che fa di lui, o di lei, quella persona. Gli antichi mettevano una pietra nel luogo in cui avveniva l’incontro della vita. Anch’io ho messo una pietra. Dovessi morire mille volte, tornerei là a cercare le tracce del mio io.

3 pensieri su “Tracce

  1. nessuno avrebbe potuto descrivere meglio l’essenza, l’assenza ma anche la presenza!
    Grazie Fabry come sempre

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