Sodoma e Gomorra

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“Udite la parola del Signore, voi capi di Sodoma, ascoltate la dottrina del nostro Dio, popolo di Gomorra!”.
Così comincia la prima omelia di Isaia, il grande profeta biblico. Mi vengono i brividi, ogni volta che ci penso. Non mi stupisce che sia morto martire. Quando il Signore chiede: Chi manderò?, lui fa un passo avanti: Eccomi, manda me. Sa bene a cosa va incontro. La vita è fatta di profeti e di gente che prende quello che può, evitando il più possibile i fastidi. Io ho un sogno: che l’umanità si alzi in piedi e un grande boato riempia l’universo: Eccomi, manda me. Da questo grido nascerebbe l’era finale sognata da Isaia, quelllo che qualcuno chiama il mondo nuovo.

9 pensieri su “Sodoma e Gomorra

  1. Mi piace pensare che il popolo di Gomorra sia quello analizzato da Roberto Saviano nel volume che gli ha procurato tanti guai. “Ecco, manda me”, deve aver pensato anche Roberto.

    Chissenefrega di come la gente si diverte a letto, finché gli scambi avvengono tra adulti consenzienti? Molto più interessante è la lotta contro ca[go]morristi e mafiosi in senso lato, autentico flagello dell’umanità.

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  2. Condivido il tuo sogno Fabry! Molti già hanno risposto: Eccomi, manda me,sapendo di andare incontro al martirio…ma non basta ancora!Cosa ci trattiene dall’alzarci in piedi e dar voce al “boato” salvifico? La rassegnazione? L’indifferenza? La codardia? L’opportunismo? L’ignoranza colpevole? L’egoismo?
    Potrei continuare, ti risparmio.
    Forse non siamo pronti, semplicemente. Forse dobbiamo cominciare da noi stessi…e non é sempre facile tradurre in atti le convinzioni. Il sogno però è bello, può essere uno di quelli che non svaniscono all’alba..
    Grazie per aver condiviso con noi i tuoi pensieri profondi.
    Un abbraccio. nora

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  3. sembre belli e forieri di profonde riflessioni i tuoi post, Fabry. A proposito di Sodoma e Gomorra, non è ormai assodato che l’autore del racconto abbia voluto mettere in scena l’ira divina verso chi non pratica l’ospitalità (solo Lot e famiglia si salvano, proprio perchè avevano accolto in casa gli stranieri) piuttosto che verso chi pratica quella che verrà poi chiamata, appunto, sodomia?
    Ce ne vorrebbero di profeti, oggi. O forse ce ne sono troppi e la nostra debolezza non ci permette di distinguere quelli veri da quelli falsi?
    Un caro saluto e buona domenica.

    Agostino

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  4. Sì, il lupo abiterà con l’agnello e il leopardo giacerà col capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato, staranno insieme e un bambino li guiderà … oh sì, bello bello, non si poteva arrangiare le cose subito in tal guisa? A quale scopo tutta questa arzigogolata commedia, anzi tragedia, tutto questo pathos, questi miliardi di anni.. e dov’è Isaia adesso? Si distinguerà in qualche modo da Hitler? Ne dubito.

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  5. grazie cari.
    la fede, secondo me, è riconoscere la costituzionale imperfezione dell’uomo, in quanto creatura, e la possibilità di ricevere, per frammenti, la luce del mondo nuovo. il profeta, a mio parere, è colui che non accetta la tirannia dell’imperfezione, che degenera in perversione: ha il coraggio di denunciare gli interessi cinici di chi non crede in alcuna forma di promozione umana e cerca di prendere dalla vita quello che può, con ogni mezzo. è così che il povero viene venduto per un paio di sandali.
    buona domenica
    fabry

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  6. “Eccomi, manda me”. E se invece uno andasse e basta? – “E’ il suo stesso peso che sta schiacciando l’impero”, pensa Kublai, e nei suoi sogni ora appaiono città leggere come aquiloni, città traforate come pizzi, città trasparenti come zanzariere, città nervatura di foglia, città linea della mano, città filigrana da vedere attraverso il loro opaco e fittizio spessore. – Anche oggi il “mondo nuovo” è in ritardo, ma arriverà, questo è sicuro. I profeti non hanno fretta, siamo noi gli impazienti, quelli che si ostinano ad investire nel mattone e nella primavera. E se ci facessimo bastare uno scontatissimo “prendersi cura di?” L’eroe è sempre solitario, e una moltitudine di questi signori credo sia un incubo poco raccomandabile per la nostra convivenza civile. Anch’io ho un sogno, anzi tanti. E so che soltanto uno di questi si realizzerà per intero. Posso confondere le acque e chiamare “martiri” tutti quegli esseri disposti (predisposti) a vivere una mitologia felice? Settant’anni fa mia madre aveva vent’anni e faceva la Staffetta Partigiana. Non era intenzionata a morire allora, e neanche adesso ha imparato a farlo. Credo di essere andato un pochino fuori strada e me ne scuso.

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  7. Ci sono anche oggi i profeti, tutti coloro che cercano la verità e non hanno paura di testimoniarla. E’ vero, c’è da discutere su che cosa sia la verità, ma è appunto la ricerca quello che interessa, non tanto il trovarla (e forse chi dice di averla trovata dice il falso sapendo di dirlo, perché la verità sfugge dalle mani come l’acqua e la luce). Cercarla significa viverla, più che dirla. Ma vale anche il contrario: vedo come vivi e quindi so che verità pensi… Osserviamo come vivono i “profeti” di oggi, sapremo la verità che pensano. Non vedo molti martiri fra di loro – non che mi piaccia il martirio a tutti i costi, anzi non mi piace per niente – non vedo sapienti che attraversano deserti senza bisaccia… Vedo molte vite zittite e uccise in nome della verità conclamata sui tetti, molte morti sociali anche all’ombra dei campanili e non solo all’ombra dei palazzi del potere o delle ville signorili. Ma li vedo anche all’ombra della mia, delle nostre case. Cerco la verità che ci salvi da queste stragi. Il Nazareno dà una bella lezione a tutti, non importa se credenti o agnostici o atei. Il problema è che i cristiani identificano nel messaggio di Cristo la verità, mentre è solo un modo per raggiungerla, a portata di tutti, non solo dei cristiani. Il profeta ci prova e dice agli altri di provarci. Sarà per sempre deriso e martirizzato, fino a quando non impareremo a contemplare la verità nella vita e nei comportamenti, non nelle ideologie. Il tuo sogno, Fabrizio, il tuo sogno.

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