Draghi, Mostri e la Terapia (prima parte)

jazzun racconto di Piero Moroni


« Si j’etais plus pute je te demanderai de l’argent »
La Fille

« La tristesse c’est un espoir perdu qui se cherche un préfixe…Le désespoir »
( Léo Ferré )

« L’amore è un piritiello »
( Anonimo innamorato)

« E’ una storia d’amore di una farfalla.
E’ una storia d’amore come la vita di una farfalla.
E’ una farfalla che non è una farfalla.
Ma è una storia d’amore »
( L’autore in piena crisi d’amore)

 «Il jazz stasera é femmina e quando é femmina é tutt’altra poesia »
(Il bel giovanotto Samir)

DRAGHI, MOSTRI E LA TERAPIA

E’ perchè forse tu non lo sai ma stà malattia è davvero bastarda. Quando uno pensa di conoscerla è lì che diventa bastardissima.
Quando pensi di esserne guarito, allora, lì è il momento che questa si risveglia e ridiventa ancora più bastarda.
La malattia d’amore.
La malattia d’amore, quella che ciai quando vieni lasciato dalla persona che ami. La tua donna.
Quella che davvero ami.
Quella proprio bastarda !
Parli da solo, piangi, ridi e caghi nervoso.
Ti senti una chiavica, tutto è contro di te e piangi ancora e lì la malattia attacca ancora di più e ciai male in tutto il corpo e ciai voglia di morire ma non lo fai perchè diventi vigliacco vigliacchissimo.
Bevi, fumi, non mangi, vomiti e ciai gli incubi anche ad occhi aperti.
Mostri e Dragoni che ti gironzolano intorno e che si divertono a renderti pazzo, nevrotico, depressivo.
La malattia d’amore bastarda !
La malattia si può curare scrivendo.
La terapia è scrivere quello che ti passa per la testa. Scrivere con tutti gli errori ed ascoltare musica.
Io ho scelto come musica il Jazz.
Ed ecco, cosa ne è uscito fuori.

UNO

E’ stanco questo cuore. E’ stanco dei miei tormenti.
Vuole tranquillità il mio cuore. Vuole uno spazio tutto suo per poter fare il suo regolare e onesto lavoro.
Si è ammalato un’altra volta, questo cuore.
« Io la sera mi addormento e qualche volta sogno perchè sò sognare » dice la canzone che ascolto oggi che è il primo giorno senza La Fille.
Oggi piove. Autunno Parigino. Montmartre è nascosta dal boulevard. Piove.

« Ah ! Se fossi stata più puttana ! » dice la canzone che canto da ieri sera. Che era la prima sera senza La Fille.
Mi sento troppo giù e non riesco più a sentirmi, è la stessa sensazione che ho risentito quando mi lasciai con Fabrizia.
No, è un’altra sensazione. O la tipa non si chiamava Fabrizia tanto La Fille mi ha fatto dimenticare il nome del primo amore.
Quel giorno era anch’esso un giorno di pioggia. Autunno Romano. Monteverde era nascosta dallo stradone di via Bravetta. Pioveva.
Quella volta fù la volta in cui soffrii di più nella mia vita e questa volta è la volta in cui soffrò di più di tutte le vite. Trentasei anni di vita.

« Ah ! Se fossi stata più puttana ! »…

Ho difficoltà a respirare. Anche a parlare. Riesco a stento a scrivere queste parole che i tasti del clavier mi sembrano duri durissimi. La mia mano pesante e le mie grosse dita che poi tanto grosse non sono, mi sembrano grosse e poi mi sento brutto. Più brutto del solito. Sporco. Molto sporco e puzzo. E non riesco a dormire da ieri sera e ora sono quasi le 19 quì in rue Labat numero 10.

Il Laboratorio di 9 metri quadrati questa sera è attaccato da Mostri e Dragoni che mi fanno star male e allora decido di uscire che se esco forse è meglio che un poco di aria mi può fare solo che del bene e poi non piove molto e se prima aprissi una bottiglia di vino rosso che poi il vino mi farà stare ancora più male e vomitare perchè ciò dei crampi allo stomaco.
Atroci crampi allo stomaco che mi fanno piangere ed anche il fatto di averla persa, La Fille, mi fà piangere allora le due diverse forme di pianto formano delle lacrime che sono troppe lacrime e troppo salate, quasi amare, le lacrime.
A me piacciono agrodolci, le lacrime.

E se invece di starmene solo come un coglione a piagnuculare che mi piace stà parola « piagnuculare » e che non sò se si scrive così « piagnuculare », decidessi di cambiare « abito e donna », come dice la canzone che ascolto adesso ed esco, attraverso il boulevard e vado incontro al destino quello che mi ha sempre accompagnato e che mi ha portato a vivere anche questa sofferenza atroce d’amore e così i Mostri ed i Draghi, magari, si riposano guardando un film.

Ah !

Oggi é il secondo giorno senza La Fille. O forse il terzo o un’eternità.
Anche questa notte sono stato male.
I Mostri ed i Dragoni dopo aver visto un film d’orrore si sono sfogati con me. Colpa dell’alcol. Che quando bevo, che soffro d’amore, i Dragoni vanno molto daccordo coi Mostri e allora è un casino.
Ho vomitato. Molte volte ho vomitato ed ho pianto con la testa sotto il cuscino che poi l’ho preso a pugni il cuscino e anche io mi sono preso a pugni, non mi son dato dei pugni forti però stamani ciò un occhio un poco gonfio e anche un poco la guancia è gonfia.
Fuori c’è il sole e penso che sia ancora autunno. Penso.

Ieri sera il mio amico dottore Enrico mi ha consigliato delle pillole che mi aiuteranno perchè secondo lui sono in depressione e che le pillole le devo prendere per sei mesi e dopo guarisco se non sono coglione.
Allora io mi son detto che coglione lo sono e poi Enrico che ne sà di pillole antidepressione che poi io non ciò la depressione che Enrico è ginecologo, Enrico.

Io non penso che sono depresso, io dico che soffro d’amore e che La Fille mi manca da morire, La Fille .

A casa di Enrico Mazzantini c’erano anche Giuliette e Marcos e Antonio e Isabelle e Valerie che mi sà che Valerie non si chiama Valerie.
Anche oggi mi sento sporco. Ma forse è vero perchè sono tre giorni che non mi lavo.
Sto usando la scrittura come terapia.
Voglio scrivere scrivendo di questi giorni e non sò sè si dice « scrivere scrivendo di questi giorni ».
Se sapessi suonare uno strumento suonerei invece di scrivere e se fossi pittore dipingerei e se fossi astronauta andrei sulla luna ad urlare la mia sofferenza !

« Ah, se fossi stata più puttana ! »

 Scrivo tanto per scrivere ed intanto bevo ed ascolto del Jazz che lui in questi momenti mi tiene sempre compagnia e se oggi che adesso che scrivo è di nuovo già sera, uscissi ?
Faccio vedere un film pornografico ai Mostri ed ai Dragoni ed esco e vado a cercarmi una donna ?
No ! Non posso andare a cercare un’altra donna, perchè non riuscirei a toccare un’altra donna, io infedele lo son sempre stato ma da quando La Fille è entrata nella mia vita, non ho avuto e ne desiderato altre donne.
Non ho neanche sognato un’altra donna, tanto è tutto per me La Fille !

Ah !

 Un Dragone, uno di quelli grossi, ieri sera mi si è avvicinato. Mi ha guardato con molta attenzione e sorridendo facendo anche un poco di fumo dalla bocca, mi ha preso per il bavero ed un Mostro di quelli che più Mostri non ci sono ha aperto la porta ed il Dragone mi ha mollato un bel calcio in culo che anche il Mostro si è impressionato.
Ieri sera sono stato cacciato da casa da un Dragone ed un Mostro che volevano vedersi un film pornografico !
Io, un poco imbronciato incazzato per l’accaduto e sempre triste, ho camminato dall’altra parte del boulevard in direzione Montmartre e pioveva, che ha ricominciato proprio a piovere appena mi son trovato in strada.
Ho fumato una sigaretta sotto la pioggia che nei film ci riescono sempre e che io non ci son riuscito, visto che mi si è bagnata appena l’ho tirata fuori dal pacchetto.
Ho raggiunto Le Claire de Lune e nel bar che si trova in rue Clignancourt ho bevuto un Brandy ed ho incontrato un casino di gente.
Di brava gente e di cattiva gente di arabi e francesi e qualcos’altro, di donne e uomini, di belli e brutti, anche Ophelie che voleva scoparmi.

Puttana Ophelie, sai bene che stò male e che forse potresti riuscirci, visto che stò male, ma non ci riuscirai, perchè stò male è tutto per La Fille !

Ascolto musica classica.
Al violino c’è il mio amico Vincent e guardo stò cielo che ciavrei voglia di vederlo azzurro invece che grigio che in questo momento il cielo grigio, è troppo grigio per me.

Poi, ieri sera, dopo le Claire de Lune, dopo aver detto ad Ophelie che mai me la scoperò, ho preso la rue Muller, che aveva smesso di piovere, e sono salito al Sacro Cuore.
Turisti gli stessi, Parigi fotomodella, stasera senza rimel che forse « rimmel » si scrive con due « emme ».
Il circo della Place du Tertre, mi ha accolto col suo calore e mi ci son fermato a bere un mate sulla Place con il mio amico portrettista Urugucio Omarcito.
Adoro il mate, che st’infusione l’ho conosciuta in Argentina e adoro l’Argentina ed il mate e il Boca.
E’ uno dei tanti amici portrettisti che conosco a Montmartre, Urugucio Omarcito, che poi conosco tutto il circo.
Quelli delle caricature e quelli con le silouhettes e i camerieri delle terrasses ed i padroni e gli spazzini ed i barboni e gli alcolizzati ed i drogati, ma non la tipa che stava dipingendo in acquarello Monsieur Bernard.
Non è che dipingeva la tipa bella, è che gli faceva un ritratto in acquarello che è l’unico sulla Place a fare i portraits in acquarello, che se un giorno avrò un figlio lo chiamerò « Acquarello » che mi piace la parola « Acquarello » !
Strano come la mia sofferenza d’amore per La Fille in quel momento scomparve e che l’unica cosa a cui pensavo e guardavo era la tipa mora di origine sicuramente nordafricana. Bella. Molto bella.
Capelli ricci e occhi scuri. Capelli neri come i suoi occhi ed il suo cappotto ed il suo pantalone fatto di un tessuto che non sò spiegare che tessuto è.
Mi guarda la guardo la guardo mi guarda !
Cuoreaduemilallora !

Ahi ! ( che è un « ahi ! » differente dall’ « ahi ! » che ciò quando penso a La Fille…ascolta… « AHI ! » )

Chissà perchè, a me, i Mostri ed i Dragoni, vengono a rompermi i coglioni, ogni volta che non ciò voglia e non dico che questi dovrebbero venire ogni qual volta che lo desidero, ma, voglio dire, perchè vengono a rompere i coglioni a me ?
Il Dragone era più fumante del solito ed il Mostro era ancora più Mostro.
Io, sorpreso da tale veduta, ho chiesto loro, se c’era stato un problema col film e questi mi si sono scagliati contro :
« Fille, scusami ! E’ stata una debolezza dovuta alla sofferenza d’amore ! ». Oppure :
« Fille, tu sei la donna più bella dell’Universo ! » e ad un certo punto nel massimo attaco del Dragone e del Mostro, una voce :
« Come ti chiami ? »

Buio. Stelle. Musica. Danze orientali con mandolini e cous-cous e Jazz.
Non sò perchè, ma c’era del Jazz nel buio magico con deserti in lontananza e Dragoni e Mostri in fuga ed io, dopo il buio magico, mi guardo intorno e Monsieur Bernard è concentrato nel suo lavoro e con un sorriso sdentato che ciò, rispondo :
« Dario ».

Arriva Monsieur Stephane che lui anche è un portrettista. Ritrattista. Serbo. Partizan Belgrado.
Mi invita a bere un caffè.
La Place è illuminata dalla sua bellezza.
Siamo seduti Au Clairon du Chasseur ed i chitarristi ci fanno un’inchino ed iniziano a suonare.
Poi, con Monsieur Stephane ci beviamo del vino rosso.
Una canzone mi fà pensare a La Fille e poi penso a Dhora, che forse così si chiama l’Acquarello che mi piace chiamarla , l’Acquarello.
Il serveure antipatico che mi stà antipatico da sempre, mi ha salutato e Monsieur Stephane ascoltava l’assolo del chitarrista quando fece ingresso Dhora in compagnia di un uomo.
Si sono seduti proprio di fronte a me.
Al suo sguardo ho abbassato il mio sguardo.
Rialzando lo sguardo ho visto il Dragone ed il Mostro fumare una sigaretta e far finta di niente.
Io sapevo che stavano escogitando qualcosa contro quello stato momentaneo di benessere che ciavevo, che vivevo.
Tra loro parlavano inglese e lui si vedeva che era innamorato.
Io, non si vedeva che ero innamorato, eppure, lo ero.

Improvvisamente, quasi a comando con il chitarrista, Dhora, si alza in piedi ed ha iniziato ad accompagnare le note con una splendida voce. Una voce Jazz .
Le persone sedute ai tavoli , i serveures ed il proprietario gestore Laurent e alcuni portrettisti e Montmartre intera, si è fermata per qualche minuto, ieri sera.
Pochi minuti magici che Dhora stava regalando a tutti, compreso a me, che nel frattempo, pensavo a La Fille.
Io e La Fille a danzare in una sala solo per noi con una Band e Dhora a farci sognare.
Per qualche minuto, anche il Dragone ed il Mostro erano daccordo con me e poi dopo il silenzio, un inchino di Dhora, un sorriso a me, che non capisco perchè ha sorriso a me, ieri sera.
Acuarello. Che Acquarello si scrive con la
« qu »… « q ».

Vincent ha terminato finito di fare l’amore col violino. E ancora piove.
Che sono tre o quattro giorni che è finita terminato con La Fille e piove.
E chissà perchè mi viene in mente « Guantanamera » che ora fino ad ora ho ascoltato musica classica .
Poi, ieri sera, Dhora, dopo il meraviglioso silenzio, si è seduta.
L’uomo che gli era accanto e che si vedeva che era innamorato, applaudiva, applaudiva e applaudiva che ha costretto Dhora a dirgli di smetterela.
E lui ha smesso.

Il chitarrista, ieri sera, dopo la performance di Dhora, ha riniziato a suonare, ma non era più la stessa musica. Monsieur Stephane già se ne era andato. Non a dormire. C’è una legenda, a Montmartre, che narra di Monsieur Stephane che non dorme mai, Monsieur Stephane.
« Mi manca troppo La Fille ! »
Attacco del Mostro !
« Non posso vivere senza La Fille ! ».
Attacco del Dragone !

…e lì vedo tutti e due battersi il cinque, il Dragone ed il Mostro.

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