Shelter from the storm

da qui

Da tempo immemorabile vorrei scrivere un romanzo: idee a ripetizione, coltivate giorno dopo giorno, cresciute con le vicende della vita. I cassetti, fino a poco fa, traboccavano di inizi, come nel memorabile libro di Calvino, Se una notte d’inverno un viaggiatore. Con il trasloco di stanza li ho gettati tutti, gli incipit si sono tramutati in finis. Se avessi cinque ore al giorno, il romanzo prenderebbe forma, si snoderebbe come un fiume d’oriente, il Tigri o l’Eufrate, con anse ampie che procedono lente verso l’esito finale. Ma cinque ore non le ho. I fiumi diventano affluenti, gli affluenti torrenti, i torrenti rigagnoli. Quello che resta, al termine del processo inesorabile di contrazione, è un oasi appena percettibile allo sguardo, una pozza d’acqua nel deserto o forse, meglio, un improbabile rifugio nella tempesta della vita.

12 pensieri su “Shelter from the storm

  1. Lo troverai il tempo, oh sì che lo troverai. Arriverà quando meno te l’aspetti 🙂

    Blackjack.

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  2. Cinque ore al giorno per il Tigri o l’Eufrate, e le altre diciannove per asciugare le pozzanghere. Ma che razza di proposta è questa? Molte sono le Forme Brevi: l’epigramma, il proverbio, la sentenza, la massima, l’aforisma, il frammento, l’aneddoto, il limerick, l’idillio,l’haiku…………………………… ……….Sono convinto che scrivere prosa non dovrebbe essere diverso dallo scrivere poesia; in entrambi i casi è ricerca d’espressione necessaria, unica, densa, concisa, memorabile….Italo Calvino ………………..In questa predilezione per le forme brevi non faccio che seguire la vera vocazione della letteratura italiana, povera di romanzieri ma sempre ricca di poeti, i quali anche quando scrivono in prosa danno il meglio di sé in testi in cui il massimo di invenzione e di pensiero è contenuto in poche pagine, come quel libro senza uguali in altre letterature che è le Operette Morali di Leopardi….Italo Calvino………

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  3. o forse resta una fonte a cui si abbevera una moltitudine tale che il fiume che si forma è fatto di persone

    ( e poi anch’io credo che prima o poi scriverai il romanzo… anche senza le cinque ore a disposizione 🙂

    un abbraccio, fabry

    f&r

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  4. il bello, cari amici, è che stavolta ho iniziato un romanzo che forse arriverà alla fine: perché lo scriviamo in due!
    Loris, grazie per Calvino (per me è un lasciapassare).
    un abbraccio
    fabry

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  5. Caro Fabrizio,
    i miei pochi amici per esprimermi il loro interessamento mi dicono tutti: “E certo, se scrivessi un romanzo…” e quelli del giro aggiungono: “Poche storie, bisogna passare di lì…”.
    Ma chi l’ha detto? E se fosse, tanto peggio! Per quanto…
    ormai non c’è cassetto che non trabocchi di miniatomiche “sporche”, di inizi di romanzi micidiali; non sono di sicuro i miei cassetti a fare eccezione…
    Un abbraccio,
    Roberto

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  6. La cosa curiosa è che Dylan scrisse un romanzo da giovane (un esperimento beat, Tarantula, uscito nel ’66, secondo me abbastanza illeggibile), più o meno negli anni in cui passò dal suono acustico a quello elettrico. La sua vena narrativa tuttavia continuò con i testi delle canzoni, che sono dei piccoli romanzi a tutti gli effetti, come questo Shelter, testualmente complessi e soprattutto perspicui (detto senza ironia): qui c’è un narratore, una lei, un rapporto ambiguo in qui quello che si dice non può essere preso nel suo valore letterale, e la popolazione di tanta vita americana: deputy, one-eyed undertaker, little hilltop village, il paese straniero, Dio (che da qualche parte, in qualche tempo, ha commesso qualche svista).
    Tutto questo per dire che il romanzo può assecondare una certa ispirazione, ma non può esaurire l’infinito campo dell’espressione.
    E poi, ero rimasto che la forma-romanzo non stava mica bene, era un po’ in crisi. Si è ripresa mentre ero via?

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  7. Ciao Fabry,

    attendo con ansia di leggere il tuo romanzo, sono sicura che ci riuscirai, hai tanto da dirci e da raccontare 🙂

    Un abbraccio

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  8. Caro Fabry,
    sono certa che il romanzo a quattro-mani arriverà in porto e sarà un best seller 🙂
    Ma sono ancor più sicura del fatto che il tuo più grande romanzo lo stai scrivendo con la tua vita.
    Eppoi…quello che definisci “il processo inesorabile di contrazione” ti fa produrre i racconti e questi quadri veloci con cui ci delizi!
    Un abbraccio fraterno,
    Titti

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  9. ciao don,
    il grande Bob, del quale inserisci una canzone nel post, disse una volta: “non rinunciare mai ai tuoi sogni perchè chi rinuncia è un uomo morto.”

    Mai rinunciare perchè quando meno te lo aspetti si creano le condizioni per realizzarli, son le sorprese di Dio e della vita.

    Sarà un successo e il tempo lo troverai, il tempo è un amico fedele anche quando corre.

    Ma non smettere di scrivere le tue pagine di diario! Diverremmo orfani di quei momenti che fotografano le tue giornate e anche le nostre, piccole grandi immagini di quel che rimane del giorno, come un magnificat alla vita quotidiana.
    un abbraccio di giubilo:-)

    Stella

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  10. Il romanzo è l’impegno di una vita. (Manzoni ne ha scritto uno solo, come Foscolo, come Nievo ).
    Molti grandi ne hanno scritti invece di più, e in quel caso forse il vizio assurdo di vivere per la scrittura è riuscito, per la nostra fortuna di lettori, a prevalere. Ma se pa pagina chiama io credo che sarebbe giusto che tu possa trovare il tempo. Le parole pronunciate sono un dono a cui non si può rinunciare, ma quelle scritte, e scritte proprio perchè era impossibile tacerle, sono una missione a mio parere.
    Alcuni hanno scritto per sperimentare, altri perchè se lo potevano permettere, altri per denaro. Io mi permetto di credere che quello che nascerà tra il Tigri e l’Eufrate sarà diverso. Una fonte.
    Per cui un augurio: che la scrittura ti chiami sempre più forte!
    (ps: Ma scrivi su pc o su carta? Lo dirai vero?)

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  11. grazie amici.
    facciamo così: appena ho la risposta dal “socio”, ve lo dico.
    Mariaserena, scrivo sul pc, ormai non potrei fare altrimenti.
    anche se mi manca il filo d’inchiostro del Barone rampante…

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